Secondo lo studioso gli Elohim erano extraterrestri che crearono l’uomo per farne uno schiavo.
“Schopenhauer dice che tutte le verità attraversano tre stadi. Primo: vengono ridicolizzate. Secondo: vengono violentemente contestate. Terzo: vengono accettate dandole come evidenti”. Così Mauro Biglino presenta il proprio lavoro nell’introduzione del libro Il Dio alieno della Bibbia.

Studioso molto apprezzato ma anche molto osteggiato, Biglino è un esperto di lingue antiche: Dopo aver tradotto numerosi libri della Bibbia per le Edizioni San Paolo, ha offerto una personale rilettura del testo non allineata con quella tradizionale.
La Bibbia è stata tradotta da religiosi, non da storici: il loro desiderio era quindi affermare o confermare le credenze e i dogmi religiosi. Si tratta di libri molto antichi, di traduzione dubbia e molto probabilmente colmi di errori; ma questo non ha fermato i teologi “che su questi dubbi, hanno costruito certezze attribuendo loro carattere assoluto e capace di condizionare e determinare le sorti della vita eterna di alcuni miliardi di uomini”.
Biglino è molto esplicito e fermo sul proprio metodo: prende in considerazione solo la traduzione letterale della Bibbia, scevra da interpretazioni. Questa sola si può leggere e prendere per vera.
Ricordiamo che la Bibbia nasce dalla raccolta di numerosi racconti che si tramandavano oralmente. La prima redazione della Bibbia prevedeva una scrittura continua di sole consonanti (perché così prevedeva l’ebraico antico); l’inserimento delle vocali è solo del X sec. d.C. e la divisione in capitoli è del XIII sec: nei secoli si sono susseguite manipolazioni ed interpretazioni differenti.
Chiaro da subito la linea seguita: testo ebraico originale, traduzione letteraria e volontà di mantenere la coerenza.
Il viaggio ha inizio

Leggendo la Genesi sembra evidente la conferma della creazione dell’uomo a opera di divinità extraterrestri. Biglino afferma che numerosi sono gli scritti che affrontano il tema di contatti alieni e, in particolare, che tali civiltà siano all’origine del nostro pianeta. Il suo desiderio è quello di andare più a fondo e trovare nell’Antico Testamento conferme a questa tesi.
Secondo lo studioso, l’uomo è frutto di un’ibridazione genetica effettuata da individui simili a noi, ma con conoscenze e tecnologie superiori. La Genesi è il racconto della nascita dell’umanità e del patto fra gli uomini e “uno degli Elohim”. Scopo della creazione dell’uomo ad opera di queste entità è creare una razza di lavoratori sottomessi.
Biglino dichiara che le sue sono ipotesi, ben documentate ma sempre ipotesi. La necessità però di aprirsi a nuove scoperte viene anche da numerose altre voci, fra le quali quella di Al Shaheen, capo del dipartimento di Archeologia di città del Cairo, che afferma che “potrebbe esser vero che gli antichi Egizi siano stati aiutati dagli alieni a costruire le più antiche piramidi”
Chi sono gli Elohim?
Chi si occupa di contenuti biblici usa questo termine ritenendo per convenzione che con esso ci si riferisca a Dio. Ma il termine Elohim è il plurale di El quindi si tratta di più persone. Significato base di El è signore, capo, ed è nome comune, non si tratta di un nome proprio di persona. Questa è una delle affermazioni che Biglino fa sin dall’inizio dei suoi studi. che fa sobbalzare sulla sedia il lettore.
Altro termine sul quale è necessario soffermarsi è Nephilim. Nella Bibbia sono descritti come Giganti: li troviamo anche prima della narrazione del Diluvio. Nella lingua aramaica, il termine nephilà indica la costellazione di Orione e sono numerosi gli studi che correlano questa costellazione con la nascita della civiltà umana. Van Daniken, Hancock, Bauval, Faiia, Collins e molti altri, identificano Orione come luogo d’origine della razza aliena che ha dato vita all’uomo; una delle tante tesi a dimostrazione è l’allineamento delle piramidi a Giza che rispecchiano la disposizione di Orione nella Via Lattea.
I Nephilim, i giganti della Bibbia

Recita la Genesi (6,4) “In quel tempo c’erano sulla terra i giganti e ci furono anche in seguito quando i figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini ed ebbero da loro dei figli”.
Questo passo della Bibbia precede la giustificazione del Diluvio universale. Zecharia Sitchin, autorevole studioso di idiomi semitici e indoeuropei, in grado di leggere e capire la lingua dei Sumeri e grande conoscitore dei testi antichi, cita questo passo per spiegare chi sono questi “giganti” riportati nel testo.
Sitchin precisa che il termine usato nella Bibbia è Nefilim, che significa “coloro che erano discesi”, “figli degli Elohim non figli di Dio”. Il termine Nefilim è il parallelo del sumero Anunnaki: la Bibbia stessa in Numeri (13:33), lo spiega dicendo che i Nefilim erano figli di Anak (versione ebraica di Anunnaki). Il tempo antecedente al Diluvio, la Terra era dunque popolata da semidei nati dagli Anunnaki e dalle donne.
Il monoteismonasce in Egitto

Ulteriore conferma viene anche dal Libro di Enoch: “E avvenne che quando I figli degli uomini si furono moltiplicati, in quei giorni nacquero loro delle figlie belle e attraenti. Gli angeli, i figli del cielo, li videro e le desiderarono con lussuria, e si dissero l’un l’altro: “Venite, scegliamo delle mogli tra le figlie degli uomini e generiamo dei figli“.
Il monoteismo è del XIV sec a.Ch. col faraone Amenofi che creò il culto del dio Aton. Ma c’è chi identifica Mosè con questo faraone o col suo sacerdote; morto il faraone, viene ripristinato il politeismo: forse per questo Mosè fugge dall’Egitto. Dalle parole di Mosè è evidente la presenza di altri dei. Davanti al roveto ardente, chiede a Dio di identificarsi. Lui è “Yahweh, Elohim del popolo d’Israele, un El (singolare) geloso”. Ma perché essere gelosi se non ci sono rivali? Del resto, anche nei comandamenti troviamo “Non avrai altro Dio al di fuori di me”.
Altra questione fondamentale è il concetto di “sacro”: il significato originario della parola significa “separato e dedito a”, ma non prevede valori come spiritualità, santità, trascendenza, che sono stati poi attribuiti nell’ambito religioso.
Mauro Biglino dichiara di leggere l’Antico Testamento con lo stesso atteggiamento col quale legge scritti similari appartenenti ad altre forme religiose — come il Libro tibetano dei morti,- con la consapevolezza che la verità è estremamente sfuggente.
Il popolo ebraico ha fatto un patto con uno dei tanti Elohim e il segno distintivo, concreto e verificabile, di questa alleanza era la circoncisione. Pratica che nasce con altre valenze oltre a identificare gli aderenti all’alleanza: è possibile tener sotto controllo il numero delle persone ed è una pratica igienica.
L’importanza dei Sumeri

Nel mondo accademico internazionale è ormai ampiamente consolidata è accettata la convinzione che i Sumeri erano un popolo dotato di conoscenze straordinarie (numerosi gli studi di Kramer, Russo, Sitchin). I Sumeri sono stati i primi in ogni ambito: scrittura, geometria, metallurgia, astronomia, legislazione civile, edilizia… Questo popolo non poteva passare inosservato. ma nella Bibbia viene solo citata la loro terra, la terra di Shinar (Gen. 10,10; Zc5,11).
Il sumerologo Kramer afferma che gli Ebrei sono discendenti dei Sumeri. Tanti sono i punti in comune fra questi popoli: dal territorio alle usanze, descritti proprio anche nella Bibbia come i rituali dei matrimoni di Abramo, Isacco e Giacobbe. Sappiamo inoltre che Shem/Sem, figlio di Noè, fra i vari figli, ha avuto Eber/Ever che sarà capostipite degli Ebrei. L’accadico Shum di Shumer corrisponde allo Shem: tutti i figli di Shem/Sem cioè i Semiti, possono quindi corrispondere ai figli di Shum cioè i Shumeri/Sumeri.
Una riflessione sui sacrifici: Dio può volere la morte di creature innocenti?

Perché Dio non avrebbe apprezzato l’offerta di Caino? Tanti sono i dubbi leciti nati dalle nostre riflessioni alla lettura del testo. Caino offriva i frutti della terra, l’unica cosa che poteva offrire e lo faceva con un grande desiderio. Qui è evidente che Dio non apprezza l’intenzione ma solo quello che gli è gradito. Solo il fumo dato dalla carne bruciata durante l’offerta è gradito a Dio!! Come del resto verrà spiegato nel libro del Levitico (cap. 1 e 16.) e anche in Esodo (30,34). Assurdo se pensiamo oggi al sacrificio degli animali e alla loro sofferenza. Come può un dio preferire questo?
Curioso anche quello che Mauro Biglino racconta degli angeli. Gli angeli (i malakhim) “camminano, si impolverano, hanno piacere di lavarsi, si stancano e devono riposare, mangiano anche due volte al giorno, stabiliscono dove passare la notte e si difendono dalle aggressioni con metodi che appaiono tecnologici” Questo afferma Biglino dopo la sua accurata analisi in Genesi, Esodo, Giudici, Samuele, Re, Tobia e Zaccaria. Una descrizione ben lontana dalle figure eteree, candide e buone che la traduzione ci ha insegnato.
La confusione fra Satana e Lucifero.

La parola Satana compare solo 18 volte nella Bibbia e la sua immagine è ben lontana da un uomo con le corna, con metà corpo da capra e la coda biforcuta (che in realtà rappresenta il dio Pan). Satana è solo l’avversario (come “angelo” è solo il “messaggero”): non si riferisce a una persona ma è un sostantivo comune. È un termine che indica una funzione. La “figura di Satana non esiste come singolo attore che agisce con la sua personale individualità, ma rappresenta una funzione”. Non è sempre antagonista di Dio anzi, a volte, è un fedele esecutore.
Così nella vicenda di Balaam (Numeri 22). Il testo narra dell’ira di Yahweh contro Balaam. Qui Dio manda il suo emissario a ostacolare il cammino di Balaam e del suo asino fino a quando Balaam non seguirà le indicazioni del Dio.
La tradizione religiosa ha realizzato una fusione fra Satana e Lucifero. Ma Lucifero è “portatore di luce” e viene spesso assimilato al pianeta Venere che anticipa la luce del mattino. Nella Bibbia viene punito perché vuole divenire simile a Elion/Dio, quindi viene scaraventato negli Inferi (Isaia, 15). Poi, i Padri della Chiesa hanno collegato ideologicamente questo passo dell’Antico Testamento con un passo del Vangelo di Luca (“Vedevo Satana cadere dal cielo“) e da qui nasce la confusione che resta ancora oggi fra tanti di noi.

Sul peccato e la condanna, Biglino fa aprire gli occhi su Adamo ed Eva e il frutto dell’albero del bene e del male. Una volta mangiato il frutto, Adamo ed Eva si nascondono da Dio e capiscono che i loro corpi possono essere usati per riprodursi e che questo non sarà più solo appannaggio divino. Non si vergognano della nudità (che avevano anche prima), ma temono l’ira di Dio per aver scoperto la potenzialità riproduttiva del sesso. “Mangiando il frutto, l’uomo è diventato come Dio”, quindi capace di creare.
In uno dei suoi ultimi lavori, Mauro Biglino volge lo sguardo a Gesù: “Gesù è un rabbi giudeo messianista che, come rabbi messianico, aveva il compito di liberare il popolo ebraico dal giogo straniero”. Gesù è stato seguito ed è stato giustiziato come dissidente politico. San Paolo poi ne crea una figura spirituale/filosofica seguendo l’influenza della cultura greca tanto diffusa in quel periodo e lontana dalla concretezza ebraica. Da qui si afferma l’idea del Dio inconoscibile, mentre Gesù, al suo tempo, è kyrios, signore, semidio.
Con un concetto forte, Biglino parla di Gesù come semidio in quanto nato dall’unione fra un’entità superiore e una donna. il concetto però fa presto l’eco ai racconti di tante altre culture, che però noi riteniamo mitologici: i miti greci sono ricchi di dei e semidei, come Gilgamesh. Premesso questo, Biglino non nega l’esistenza di Gesù/Giosuè e del suo impegno da predicatore politico. E qui siamo solo all’inizio di una nuova e affascinante storia che questo controverso studioso saprà arricchire coi suoi studi.







Leave a Reply