Metti la Fisica sul palcoscenico

Con un sold out inaspettato, grazie anche alla presenza di studenti liceali, Andrea Brunello – attore, regista, ma anche PH. D. di Fisica negli Stati Uniti – ha presentato al teatro Libero di Milano Il principio dell’incertezza, ovvero una lezione di meccanica quantistica, paradossalmente divertente, che alterna spiegazioni scientifiche a battute leggere, del tipo: “Non capite niente? Non importa”, con l’accompagnamento musicale di Enrico Merlin. Con repliche anche in inglese.
© MoniQue foto - Monica Condini IL PRINCIPIO DELL'INCERTEZZAIl titolo richiama un noto principio della Fisica, quello di indeterminazione di Heisenberg, ma Brunello accenna anche ad altri esperimenti, quello della doppia fenditura (in cui l’elettrone rivela sua doppia natura di particella e di onda), o del gatto di Schroedinger (se chiuso in una scatola con un veleno, è vivo o morto?).
Ma la parte più curiosa di questo spettacolo è la storia di Andrea, che ha abbandonato una promettente carriera universitaria per una passione più forte, quella per il teatro. E per non tradire i suoi studi, ha deciso di portare la scienza sul palcoscenico, tanto da creare a Trento il Jet (Jet Propulsion Theatre), un Laboratorio Permanente della formazione e della divulgazione scientifica con il Laboratorio di Comunicazione delle Scienze Fisiche dell’Università di Trento, di cui è direttore artistico. Come è cominciata questa storia?
© MoniQue foto - Monica CondiniIL PRINCIPIO DELL'INCERTEZZA“Da ragazzo. Durante il liceo sono andato un anno negli Stati Uniti, a Pittsburg, per fare là la quarta scientifico, e mi sono innamorato dell’America, tanto che dopo aver dato la maturità in Italia, ho inoltrato molte domande per iscrivermi a una Università americana. Mi hanno preso alla Cornell, nello Stato di New York, una università prestigiosa (che fa parte delle League), dove sono rimasto dall’88 al ‘92. Una grande fortuna. In America si possono frequentato vari percorsi, avevo già iniziato a fare teatro a Pordenone, notato da una compagnia che mi avevano coinvolto in qualche spettacolo. Una grande passione, mi veniva bene. In America ho studiato Fisica e anche teatro. Avevo fatto domanda, mi avevano accettato in un’Accademia di Broadway, eravamo passati in trenta su mille, ma non avevo borse di studio e non potevo mantenermi, quindi ho accettato dei lavori al Dipartimento di Fisica. Sono andato a Stony Brook, sempre nello Stato di New York, dove era passato anche Einstein; era vicino a Manhattan, dove andavo tutti i fine settimana frequentando teatri. Là mi sentivo bene, senza problemi. Non solo, ma io vivevo nel campus, dove si incontrano culture di tutto il mondo. Un’esperienza bellissima. Dentro di me è rimasto il desiderio di girare, di vedere, di fare, ogni posto dopo un po’ mi diventa stretto.
Poi mi sono trasferito tra le montagne rocciose per andare a cercare l’aspetto selvaggio, innamorandomi di quei posti, tanto che ci sono rimasto quattro anni, lavorando all’Università statale dello Yuta come fisico teorico, mentre finivo il mio PH. D. a Stony Brook. E continuavo a studiare sia Fisica (mi sono interessato alle teorie del caos, applicate alla Fisica Atomica, su cui ho fatto la mia 02_8231tesi di ricerca: il passaggio dalla Fisica classica a quella quantistica utilizzando l’atomo di idrogeno) sia teatro. M’interessava molto la drammaturgia, per cui ho smesso di fare l’attore per scrivere testi, che poi venivano rappresentati nella varie università. Una volta tornato in Italia, ho accettato un incarico al Dipartimento di Fisica dell’Università di Trento, continuando a fare teatro. A trent’anni mi sono detto che stavo sbagliando: fare questa doppia attività mi rendeva infelice, anche se amavo entrambe. Ho lasciato la Fisica, ma è stata una scelta difficile, ha voluto dire abbandonare delle opportunità interessanti. Così ho costruito la mia base a Trento, dove ho, con la Compagnia Ardito desìo, un teatro indipendente (cioè senza finanziamenti pubblici), il Portland, diventato un punto di riferimento importante per il teatro alternativo, della contemporaneità a Trento: siamo uno spazio interessante a livello nazionale, abbiamo tanta attenzione. Mi considero più drammaturgo, i testi che metto in scena sono miei, mi affascina di come si scrive una storia.
Adesso ho un nuovo spettacolo Torno indietro e uccido il nonno (recito con Roberto Abbiati, regia di Leonardo Capuano), che ha debuttato poco tempo fa al Festival della Scienza di Genova e che porterò al teatro Libero a Milano in gennaio. Qui tratto il tema del tempo, toccando anche temi scientifici, come l’entropia, ma sempre in una maniera emozionale. Tra l’altro traduco in inglese alcuni spettacoli, con i quali ho partecipato ad esempio al Fringe Festival di Edimburgo”.
Gli chiedo che cosa vuole veramente trasmettere al pubblico.

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Andrea Brunello (a sinistra) e il musicista Enrico Merlin.

“Sono partito dall’idea di Richard Feynman, uno dei fisici americani più importanti, premio Nobel per la Fisica nel 1965, che è il motore di tutti i miei progetti. Lui si poneva continuamente domande, non accettava risposte preconfezionate, continuava a studiare finché non arrivava a capire: ero spinto dall’idea che bisogna inseguire la meraviglia (wonder, in inglese), la quale salverà il mondo. Nel teatro-scienza vorrei passare questo proposito di aprirsi alla meraviglia, la capacità di guardare senza porsi limiti, per spingere il pubblico a incuriosirsi attorno alle tematiche scientifiche, capendo c’è un mistero profondo nell’essere umano…”. Appunto, come diceva Einstein: “La cosa più bella che noi possiamo provare è il senso del mistero: esso è la sorgente di tutta l’arte e di tutta la scienza. Colui che non ha mai provato questa emozione, colui che non sa più fermarsi a meditare è come morto, i suoi occhi sono chiusi”.

Manuela Pompas
Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata.