Il suono creatore

Credere che il suono possa generare le forme è stato, fin qui, un atto di fede.
Se guardiamo a tutte le religioni troviamo la stessa concezione iniziatica: il vangelo di Giovanni apre con la famosa frase “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste”.

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Secondo la tradizione indù, l’universo è stato creato attraverso il suono scro AUM (che forse ha generato l’AMEN ebraico).

Possiamo continuare citando il sacro suono creatore dell’AUM, Prajapati che volle procreare con la voce, Thor che lo fece con un battito di mani e scoppiando a ridere ben 7 volte ( 7, numero sacro) fino alla Donna Ragno che, nella tradizione Hopi, diede vita ai due esseri plasmati con l’argilla con il Canto della Creazione. La varietà del divino creare associata al suono di strumenti quali il tamburo o i flauti, o legata a suoni naturali come il tuono o ad alberi parlanti, è vasta e trasversale in ogni cultura e tradizione. Fino ad arrivare alla convinzione di Pitagora per cui la geometria è musica solidificata.
Ormai abbiamo imparato che, dietro alle più o meno favolistiche narrazioni arrivate a noi dai tempi antichi, si cela una conoscenza di qualche civiltà molto progredita di questa Terra o proveniente da altri mondi, consegnata ai posteri da esseri meno evoluti e tramandata sotto forma di leggenda o di mistero iniziatico/religioso.
Non ci stupisce affatto, quindi, scoprire oggi che c’è qualcosa legato al suono, che non abbiamo compreso fino in fondo e le cui implicazioni coinvolgono il nostro essere materiale e l’universo che ci circonda.
In effetti, il suono altro non è se non una vibrazione, un’onda longitudinale che si propaga solo in presenza di un elemento solido, liquido o gassoso (come l’aria), creando dei momenti di compressione alternati con quelli di rarefazione, variandone cioè la densità; essa giunge fino al nostro orecchio dove una membrana (il timpano) viene compressa e rilasciata trasmettendo così al cervello una serie di impulsi (come un codice binario 0 1 o, se preferite, pieno vuoto, + -), che viene da questo tradotta nella forma che ben conosciamo. Sappiamo anche, da tempo, che un certo tipo di vibrazione prolungata nel tempo crea onde che si sommano in un corpo rigido fino a farlo esplodere (famoso l’esempio del bicchiere che si frantuma in seguito ad un acuto prolungato di una cantante lirica).
Ma allora le mura Di Gerico… il racconto biblico è perfetto: già loro sapevano! Nel film documentario che tratta della vita di Gurdjieff si narra che le tribù dell’Armenia si ritrovavano una volta all’anno in una gola stretta tra alti dirupi per celebrare chi tra di loro fosse stato in grado, attraverso il canto, di far “risuonare le montagne”.
In un universo fatto di vibrazioni, che solo ora cominciamo ad esplorare, è evidente che il suono ha una sua valenza ben precisa sulla materia di cui questo stesso universo è composto.

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Due cristalli fotografati da Masaru Emotu: a sinistra quello prodotto dalla musica degli Heavy Metal e a destra da quella di Mozart.

Un pioniere degli studi a riguardo è stato il dottor Masaru Emoto, da poco scomparso e di cui tratterò diffusamente nel prossimo numero, con i suoi studi riguardanti gli effetti che tale vibrazione ha sull’acqua e, per la precisione, sui cristalli che si formano dopo che questa è stata esposta a differenti sollecitazioni sonore: siano esse melodie o parole pronunciate con un intento preciso. Quello che ne è risultato è sorprendente. Certi tipi di musica o certe verbalizzazioni generano cristalli bellissimi mentre altre non ne generano affatto o producono caotiche figurazioni.
Da qui subito una considerazione: dato che il nostro organismo è fatto per lo più di acqua, quegli stessi suoni generano in noi caos o ordine e ci influenzano direttamente. Diciamo che ci sono suoni che ci fanno bene ed altri che ci fanno ammalare. Questo vale per la musica che a certe frequenze è armonica con le funzioni vitali nostre e di tutto il creato, come per tutti i tipi di suono che riceviamo durante la giornata o il sonno. Si è parlato a lungo delle armoniche positive generate dal La (nota su cui vengono accordati gli strumenti musicali) a 432 Hz e di come, invece, quelle generate dal La a 440 Hz siano irritanti e scatenino l’aggressività.
Vorrei anche far notare come il “tono” con cui pronunciamo una stessa parola, che è indicativo del vero intento con cui essa viene emessa, genera un moto, un’emo-azione in noi positiva o distruttiva. Il frastuono, la cacofonia, il parlare concitato o più suoni che si sovrappongono ci creano comunque stress e, non a caso, noi usiamo dei modi di dire che ben illustrano il nostro disagio quali: giù di corda, fuori fase, sotto tono, ecc.

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Un esempio di forme generate attraverso gli studi della Cimatica.

Oggi è nata una scienza che studia proprio le interazioni tra suoni e forme chiamata Cimatica, la quale rileva e dimostra come un’onda di qualsiasi tipo, sia essa sonora, luminosa, magnetica o elettromagnetica, produce una forma che a sua volta produce un’onda, cioè una vibrazione in un circolo infinito interagente e ne studia gli effetti al fine di “reintonare” la salute di ogni essere vivente. Tutto comunica costantemente con tutto e strumenti quali le proporzioni auree (tanto care ai maestri della pittura), le sequenze di Fibonacci (su cui si basano tutte le strutture in natura), i solidi platonici, il Pi greco (base delle costruzioni antiche), altro non sono se non suoni che regolano armonicamente la vita in questo universo.

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Elaborazione artistica del Dna.

I primi studi a riguardo risalgono addirittura alla fine del settecento, quando il giurista, musicista e fisico tedesco Ernst Chladni pubblicò un libro sulle sue scoperte riguardanti la teoria dei suoni; sfregando l’archetto di un violino su delle lastre di metallo ricoperte di sabbia, egli realizzò degli schemi di figure, che da lui presero il nome e mostravano come la materia prendesse forma attraverso il suono.

Ma è solo nel ventesimo secolo che, grazie allo uno scienziato svizzero Hans Jenny, gli studi di Chadni si trasformarono nella scienza denominata Cimatica. Grazie alle sofisticate attrezzature o sua disposizione, Jenny misurò, fotografò, sperimentò gli effetti delle vibrazioni sonore di ogni tipo sui più diversi materiali e scoprì che le forme create dal suono erano prevedibili, cioè che a determinati suoni corrispondono sempre le stesse figure. Egli poneva sabbia, polvere e fluidi su un piatto metallico collegato ad un oscillatore che produceva un ampio spettro di frequenze. Mentre osservava la sabbia o le altre sostanze organizzarsi in diverse strutture, egli udiva il suono emesso dall’oscillatore e se toccava leggermente il piatto, rendendo così visibile il sottile potere attraverso il quale il suono struttura la materia, poteva dimostrare la supremazia della vibrazione ed i suoi effetti in natura.

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Hans Jenny, medico e naturalista svizzero, padre della Cimatica (1904-1972).

Una delle sue più interessanti ricerche riguarda la verbalizzazione: egli scoprì, infatti, che pronunciando vocaboli di antiche lingue come il sanscrito o l’ebraico, le figure che si producevano disegnavano il simbolo alfabetico che si pronunziava. Ad esempio pronunciando la parola AUM la polvere si disponeva sulla lastra metallica formando un cerchio con un punto centrale, il simbolo anche dall’alchimia e nell’esoterismo occidentale per indicare l’aspetto solare. Con i suoi studi, Jenny ha dimostrato come le variazioni nelle figure che si formano dipendono sia dal materiale usato che dal tipo di suono emesso cosa che, seppur interessante, fino a qui era logicamente prevedibile, ma, per di più, che queste forme sono, con le variazioni di cui sopra, comunque costanti, simili e riconducibili alle caratteristiche di ciascuna frequenza.

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Due figure prodotte da Hans Jenny: la prima con un suono da 432 Hertz ( a sinistra) e l’altra con uno a 440 Hertz.

Tutti usiamo la radio e sappiamo che un’onda è caratterizzate dalla frequenza e dall’ampiezza; riceviamo in FM, onde corte, o in AM, onde lunghe, a certe frequenze (per fare un esempio radio XY è in FM sulla frequenza 000). Secondo gli esperimenti di Jenny, variando uno di questi due parametri anche le forme cambiano: aumentando la frequenza gli schemi si arricchiscono e diventano più complessi ed al variare dell’ampiezza i movimenti diventano più rapidi fino a creare delle sovrapposizioni di materia. A questo va aggiunto che le immagini che si creano riproducono le forme stesse che ritroviamo in Natura.
Non ci sono parole per descrivere la meraviglia delle immagini che si creano con il suono, sia esso musica o vocali pronunciate con intonazione o rumori naturali. Alcuni link a fine articolo possono portarvi in questo meraviglioso mondo fatto di suono e forme.

La scienza ora “galoppa” su questa nuova frontiera della ricerca. Basti pensare che il fisico Joel Sternheimer e i suoi collaboratori partendo dal principio che tutto è vibrazione sono arrivati a teorizzare ed applicare la musica alle proteine, creando le cosiddette “proteodie”: “frequenze in serie” o “risonanze su più livelli”, cioè suoni associati ad ogni proteina a cui corrisponde una melodia specifica costruita a partire dalle onde emesse dagli amminoacidi che la compongono.
E, quasi fantascientifico, il biologo molecolare russo Pjort Garajev, con altri colleghi, ha esplorato e compreso anche il comportamento vibrazionale-frequenziale del DNA, il quale produce delle onde di disturbo nel “vuoto”, generando i cosiddetti “vermi di buchi neri” (microscopici campi magnetizzati che si trovano sui bordi dei campi dei Buchi Neri), ovvero ponti di tunnel spazio-temporali che, di fatto, sono punti di connessione fra varie aree totalmente differenti dell’Universo, attraverso i quali una qualsiasi informazione può essere trasmessa e/o ricevuta istantaneamente, al di là dello spazio-tempo. Questi sono i principi su cui si basa appunto la “genetica ondulatoria”, che sta suscitando scalpore per i risultati pratici a cui è arrivata (come la dichiarata ricrescita di organi mancanti in seguito ad oblazione chirurgica) e sui principi della quale, in collaborazione con il dott. Golod, hanno cominciato a costruire piramidi di forma particolare.

Approfondimenti
Masaru Emoto: https://www.youtube.com/watch?v=rE_tQ2X3Tw8&index=3&list=PLB29525FEA278172E
Cimatica, le forme delle vocali: https://www.youtube.com/watch?v=r_K-rNjsBQU
Cimatica esperimento: https://www.youtube.com/watch?v=KurHB_fu_wE
Cimatica le note musicali: http://lifetechmusic.com/cymascope-sound-made-visible/
Garajev e la genetica ondulatoria: http://www.superzeko.net/doc_scienza/MCGeneticaOndulatoria.html