Una famiglia di anime

Una comunicazione di entità che si presentano nel cerchio di Demofilo Fidani

Immagine di Geralt600

Il messaggio di un gruppo di anime che hanno in comune l’amore e il desiderio di rendersi utili.

Demofilo Fidani copia
Demofilo Fidani (1914-1994), il medium che ha ispirato questo gruppo medianico.

Salve fratelli. Noi abbiamo passato tante esistenze insieme, abbiamo vissuto tante storie, tante vicende, eppure ora siamo qua in una condizione di grande pace e di amore. Le circostanze non ci hanno in nessun modo limitati né queste potranno limitare voi, perché noi siamo esseri di Luce, non siamo condizionati dalle cose. Siamo costretti a vivere nelle cose, ma non ne subiamo il potere.

Noi siamo una famiglia, siamo un gruppo di anime che si sente unito da secoli e secoli: abbiamo in comune l’amore e qualcosa di più, il desiderio di renderci utili a tutti. Siamo degli esseri che non vogliono imporsi, non hanno desiderio di assumere atteggiamenti di superiorità, perché noi siamo esseri che l’umanità ha guidato verso una realtà che non è così facile dire a parole, ma noi dentro abbiamo tutto, perché le nostre esistenze ci hanno portato alla luce della Verità.
Io so cosa vuol dire essere nella materia, ma so anche cosa vuol dire non essere nella materia. So cos’è la coscienza: non siamo altro che anime. Siamo esseri di Luce, non siamo esseri che portano con sé qualcosa. Siamo esseri liberi, non subiamo e non abbiamo bisogno di ripetere delle cose, perché le abbiamo apprese, tuttavia siamo capaci di rendere chiari alcuni punti così poco facili da comunicare. Avere una missione sulla Terra significa cercare di ridestare negli esseri una luce che è sopita, perché hanno bisogno di essere risvegliati: non sanno più cosa stanno facendo, come dei bambini che non capiscono più dove sono. Loro non sanno più chi li guida.

Vogliamo ridestare una coscienza elevata

meditazione coscienza
Foto di Gerd Altmann da Pixabay.

Perciò il nostro compito non è tanto risvegliare una coscienza psicologica in un essere che non sa chi è nella materia, ma ridestare una coscienza elevata, qualcosa che non ha nulla a che vedere con le vostre misure. Noi siamo esseri di Luce. Voi siete esseri di Luce. Siamo scesi sulla Terra tante volte, perché Dio vuole che l’uomo comprenda e si elevi e, quando poi questo è avvenuto, potremmo anche non tornare più sulla Terra.
Eppure la nostra famiglia ha scelto la missione, perché non può andare oltre senza poter aiutare, dal momento che questo è il nostro compito. Non siamo esseri così elevati come angeli o così in alto come altri sono. Non siamo esseri così “in alto”, perché abbiamo bisogno di aiutare chi è “in basso”, perché ci volgiamo indietro, mentre potremmo andare avanti, ma vogliamo dire: «Fratello, vieni con me». Questo è il nostro compito. Oggi svolgiamo questo, poi forse un giorno sarà altro, ma la famiglia ora è impegnata nell’aiutare chi non ha più coscienza di sé. Allora tu dici all’essere che si trova in una condizione di inconsapevolezza: «Fratello, io capisco i tuoi problemi. Io sento quello che tu provi, perché io l’ho provato e l’ho vissuto, eppure ti voglio dire una cosa: al di là dei tuoi problemi, al di là della visione che hai di te stesso, tu sei anima, figlio caro, tu sei Luce, tu sei qualcuno che è molto più profondo di quello che credi di essere. Tu non hai radici qua, ma qua passi come un viandante, che raccoglie tutto ciò che può essere utile, e non resti qua. Non sei destinato a restare, hai solo un “soggiorno”, per così dire, per apprendere e capire. Hai scelto di venire su questo pianeta per avere delle esperienze».

«Hai detto che saresti stato felice di compiere qualcosa di bello e quindi ti sei rivestito di una materia che ti rende capace di agire, come se tu fossi un essere che non ha mai condotto una vita qui e quindi ti senti nuovo. Apri gli occhi e dici: “Dove sono?”, perché la coscienza è in una condizione di sospensione. Poi piano piano anche la coscienza apre gli occhi e allora dice: “Ecco perché sono qui! Ho bisogno di amare, di comprendere, di fare esperienze, di capire che la vita è un dono, che tutto è dono! E quindi sento la gioia di esistere e pure il desiderio di condividere la pace del cuore, che mi sostiene anche quando le circostanze sembrano minacciarmi”».

Spesso non sappiamo apprezzare le opportunità che ci vengono date

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Foto di Jill Wellington da Pixabay.

La materia a volte è insidiosa, così sembra, ma non è mai ostile all’uomo. L’uomo ne fa spesso un uso errato e come tale ne subisce le conseguenze, ma la vita terrena è una meraviglia, anche se l’uomo spesso la trasforma in un dramma, in una tragedia, in un’incomprensibile esperienza, che invece è donata proprio perché possa comprendere. Il Signore è infinitamente buono a darci tutte queste opportunità, che noi non siamo molto capaci di apprezzare. Per questo noi scendiamo sulla Terra, perché noi la Luce l’abbiamo raggiunta, però io desidero condividerla con i fratelli.

Forse è ancora un bisogno, forse è ancora un mio limite, forse la nostra famiglia ha ancora bisogno di capire tante cose, però per il momento noi svolgiamo questo compito e, quando ci sembrerà di averlo assolto pienamente, allora faremo come quei popoli che emigrano e lasciano la terra ad altri popoli. Altri verranno a svolgere il nostro compito e altri ci lasceranno spazio per svolgere il loro, perché la vita è infinita e la nostra esperienza meravigliosa. Abbiamo vissuto vite di grande intensità e tutto è stato molto bello. Abbiamo aiutato tanti esseri, che ora sono anche qua con noi e altri ogni tanto vengono a ringraziare e dicono: «Ti ricordo con tanta gratitudine, perché tu mi hai aiutato». Dicono così ed è una grande gioia poter raccogliere questi segni di riconoscenza, perché vuole dire che Dio attraverso di noi ha veramente toccato i loro cuori, e questo è il senso dell’esperienza sulla Terra, null’altro. Aggiungi pure tutto quello che l’umano ti offre, perché è bene che sia così.  Un Fratello

L’immagine di copertina è di Geralt da Pixabay

 

La firma di queste pagine è quella di un cerchio medianico, creatosi nel 2017 tramite comunicazioni del medium romano Demofilo Fidani (1914-1994) e della moglie Mila, inizialmente guida del medium che scrive su queste pagine e che chiede l’anonimato.