Scienziato visionario e geniale, Tesla rimane una figura centrale del progresso moderno.


Nato nel 1856 in una notte tempestosa, descritta come presagio del suo destino, Tesla mostrò fin da giovane un’intuizione straordinaria per la scienza e la tecnologia.
La sua vita fu segnata da incredibili invenzioni, intuizioni futuristiche e ostacoli causati dall’avidità e dall’incomprensione del suo tempo. Un innovatore proiettato nel futuro, del quale avevamo già parlato nell’articolo Nikola Tesla, ritratto di un genio.
Di fronte al genio inventivo di nomi come Leonardo Da Vinci e Nikola Tesla, mi emoziono sempre, per l’ampiezza della capacità pensante, unita alla vocazione di evolvere il mondo.
Ma se il primo è molto distante nel tempo, del secondo ne viviamo gli effetti attraverso le sue scoperte: la corrente alternata, il Wi-Fi, la radio e molte altre tecnologie che hanno rivoluzionato il pianeta.
Incontro con Dannie Desanka
Torniamo a parlare di lui con la pronipote, Dannie Desanka Mandic, che vive nell’Italia del nord, dove ha contribuito a lanciare la proposta di intitolare allo scienziato-inventore una via in ogni città; proposta che per riscattare in minima parte quella sua genialità spesso boicottata, andrebbe valutata ed accolta da tutti i comuni del mondo.
È pronipote del grande inventore per linea di sangue materna, ma a differenza della madre di Nikola Tesla, spesso descritta come geniale tuttavia priva di istruzione, Dannie manifesta un sapere profondo e con una generosa umiltà trasmette conoscenze che abbracciano l’essenza multidimensionale dell’essere umano, tant’è che il suo interesse si concentra sull’esplorazione di come le energie e la luce possano influenzare la nostra natura interiore e fisica, espandendo il potenziale umano.
Dalla moda alla fisiognomica

Il suo percorso creativo inizia con il desiderio di disegnare moda, ma si scontra con la mancanza di contenuti di alcuni ambienti. Partendo dal modellino, il suo disegno arriva a focalizzarsi sui volti, con una maturità chedeve anche alla conoscenza e alla sensibilità acquisita anche per la vicinanza al compianto psicologo psicoterapeuta Francesco Padrini, grazie al quale indirizza un percorso personale ed avvia un suo progetto editoriale, che però al momento non spoileriamo.
Ed è proprio attraverso la fisiognomica che Dannie inizia a parlare del suo avo e ne descrive la personalità e il genio. «Nikola Tesla, fronte ampia: simbolo di idee inesauribili, creatività e innovazione. Naso sottile: capacità di discernere e selezionare ciò che è essenziale, riflettendo una mente raffinata. Bocca sottile: segno di distacco dal desiderio materiale, coerente con la dedizione di Tesla alla scienza e al progresso umano».
Dannie Desanka si pone come una custode attiva dello spirito visionario di Nikola Tesla. Invita ad esplorare nuove possibilità per comprendere e potenziare l’essere umano, mantenendo viva la fiamma delle idee rivoluzionarie che il suo avo ha acceso.
Dannie si distingue per la capacità di ampliare i concetti e tradurre idee complesse in visioni accessibili e stimolanti. Il suo studio sull’essere umano va oltre i confini della scienza, abbracciando la spiritualità, la logica e l’esperienza sensibile.
Crede fermamente che la chiave per il futuro risieda nella comprensione profonda della natura multidimensionale dell’uomo e nella capacità di integrare queste conoscenze in ogni aspetto della vita.
Ispirato da intelligenze superiori

È un’occasione importante il confronto con un parente sia pure lontano, un personaggio di grande valenza storica come Nikola Tesla, tanto che gli stessi racconti tramandati in famiglia aggiungono sempre particolari a fatti risaputi che, pronunciati da Dannie, assumono tutto un altro valore: lei stessa ci racconta che tra i progetti più ambiziosi di Tesla c’era l’idea di fornire energia gratuita e senza fili al mondo, un sogno che non si realizzò per via della mancanza di finanziamenti e l’opposizione di potenti investitori come JP Morgan.
Parlandone con lei emerge anche un dubbio sulla causa della morte che potrebbe non essere stata naturale. L’FBI sequestrò molti dei suoi appunti, ma i progetti sui veivoli ai quali stava lavorando erano già spariti prima dell’arrivo dei servizi segreti americani. Un così grande uomo morto povero lasciando più che un alone di mistero su alcune delle sue idee più avanzate.
Tesla credeva che l’universo fosse una fonte di conoscenza illimitata, accessibile sintonizzando la mente. Alcuni ipotizzano che fosse ispirato da intelligenze superiori. Tesla stesso parlava di esperienze in cui si trovava in una dimensione senza tempo, esplorando il continuum spazio-temporale. Tra i suoi brevetti vi sono prototipi che sembrano anticipare tecnologie attuali e future, come navi antigravitazionali e turbine innovative. Per lui progresso e tecnologia non dovevano distruggere, ma migliorare l’esistenza umana. Visionario anche in ambito ambientale, sognava un’umanità alimentata da energie pulite, visualizzando un futuro in cui scienza, etica e spiritualità convergono per il bene dell’umanità.
Troppo geniale per essere compreso dal suo tempo


È risaputo, ciò che non si comprende spaventa: e Nikola Tesla era troppo geniale per esserecompreso dal suo tempo.
Addirittura Edison, durante la “guerra delle correnti,” organizzò dimostrazioni denigratorie per screditare la corrente alternata, mentre Marconi utilizzò diciassette suoi brevetti per la trasmissione radio.
Anche se Tesla vinse comunque battaglie importanti, come l’installazione della prima centrale idroelettrica alle Cascate del Niagara, il mondo non ha ancora riconosciuto veramente il suo merito, se non forse Elon Musk che gli ha dedicato un’automobile.
Riprendendo la visione di Dannie Desanka, l’eredità di Tesla non è solo tecnologica ma anche spirituale. Anche Dannie crede in un progresso che unisce logica, creatività e armonia universale. Descrive così il suo antenato: «Un uomo mosso da una visione superiore, privo di legami personali per dedicarsi completamente al progresso dell’umanità».
Un ponte tra il tangibile e l’intangibile

Ritornando spesso sulla numerologia che Tesla considerava centrale, Dannie sottolinea: «Era ossessionato dai numeri 369». Il 3 rappresenta la trinità e l’equilibrio perfetto. Il 6 simboleggia l’apertura alla comunicazione e alla connessione universale e il 9 incarna la completezza e il raggiungimento dell’unità cosmica e condivide un’idea affascinante sugli ultravioletti, che si dovrebbero a Tesla, il quale li considerava capaci di penetrare in profondità fino agli organi interni e ristabilire un equilibrio interiore.
«Queste onde rappresentano, nella sua visione, il ponte tra il tangibile e l’intangibile, un modo per comprendere come l’energia possa guarire, trasformare e connettere». Possiamo dire che Dannie si fa portavoce di una visione di Nikola Tesla che unisce scienza e spiritualità, riconoscendolo in un retaggio genetico. Racconta Dannie che Tesla, nonostante fosse geniale e innovativo, non cercava gloria né ricchezze; era animato da una sincera speranza di migliorare il mondo. La sua generosità lo rendeva quasi ingenuo, ma anche straordinariamente puro.
Ispirata dalla mia affermazione che è grazie a Nikola Tesla che ci viene offerta la visione della terra illuminata dall’alto, Dannie propone un’immagine evocativa: «Se la luce del cuore delle persone illuminate si accendesse, sarebbe uno spettacolo meraviglioso da osservare persino dallo spazio.» È doveroso e sentito ringraziarla per la ricchezza dei suoi contenuti, per le fotografie personali che ci ha fornito a supporto di una bella conversazione che merita di essere condivisa, certa che non mancheranno occasioni per parlare ancora con lei, di lei e dei suoi bellissimi progetti.
Foto di copertina ai-generated di dilsadakcaoglu da Pixabay







Leave a Reply