L’influenza della musica sul cervello

I suoni binaurali sincronizzano i due emisferi cerebrali, potenziando le capacità mentali

brain 8789959 1280
Cervello. Immagine di Loaivat da Pixabay.jpg

La musicoterapia riduce l’ormone dello stress e stimola quello dell’eterna giovinezza.

È uscito recentemente un cofanetto con tre CD dal titolo DNA 432 – la Frequenza dell’Universo prodotto dalla CapitanArt Records, con le musiche  realizzate dal compositore, scrittore e ricercatore Riccardo Tristano Tuis, autore di 432 Herts: La Rivoluzione Musicale, con la prefazione di Stefano Bollani.

L'influenza della musica sul cervelloÈ il primo saggio al mondo dedicato all’intonazione a 432 hertz e all’interazione tra frequenze acustiche, cervello e biologia. Saggio scritto materia di studio dello Schiller Institute, del Belcanto e di qualche musicologo e promossa in Europa da Ananda Bosman e Stefano Bollani che ne ha scritto la prefazione.

Ispirati dal saggio di Riccardo Tristano, sei ricercatori italiani dell’Università di Firenze e dal Dipartimento di Biostatistica dell’Università di Milano hanno fatto uno studio sulla musica a 432 Hz intitolato Influences of 432 Hz Music on the Perception of Anxiety during Endodontic Treatment: A Randomized Controlled Clinical Trial e pubblicato sul prestigioso Journal of Endodontics, in cui si presenta una sperimentazione randomizzata fatta su 100 persone in cui si evidenza che la musica a 432 Hz rilassa i pazienti sottoposti a cure dentali che hanno parametri vitali migliori rispetto a quelli che non ascoltano musica.

Come la musica può diventare uno strumento terapeutico?

L'influenza della musica sul cervello
Riccardo Tristano Tuis

«La musica oramai è riconosciuta come strumento terapeutico dalla medicina», ci risponde  Tuis. «Nella neuromusicologia clinica viene impiegata nella cura di diverse patologie neurologiche. A tale riguardo la grande influenza della musica sul nostro cervello dipende dalla natura stessa di entrambi, poiché le cellule cerebrali vibrano proprio sulla banda di frequenza che vanno dagli infrasuoni fino ai suoni.

Le musiche con qualità compositive accordate a 432 hertz aiutano il nostro sistema nervoso a rilassarsi, dandoci così modo di contrastare i sintomi dello stress; in aggiunta sono stati inseriti i battiti binaurali per potenziarne ancor di più gli effetti sul sistema psicofisico dell’ascoltatore.

Nello specifico sono stati inseriti binaurali per lo stato alfa che, se ascoltati in cuffia, aiutano l’ascoltatore nella sincronizzazione cerebrale tra i suoi due emisferi, per meditare o potenziare le capacità di elaborazione mentale.

La medicina si è accorta che uno dei più grandi problemi cui siamo afflitti ai giorni nostri sono le grosse quantità di stress che subiamo giornalmente e questo è deleterio per il nostro DNA e per il nostro benessere psicofisico».

Che cos’è l’architettura della musica?

L'influenza della musica sul cervello
Andrea Palladio

«Questo concetto è legato ad Andrea Palladio che fu ispirato dalle proporzioni musicali e dalla proporzione aurea nella progettazione delle sue opere che influenzarono l’intera Europa. Il suo stile è ben rappresentato anche oltre Europa: basti pensare alla Casa Bianca, residenza del Presidente degli Stati Uniti, che è un chiaro esempio dello stile palladiano.

Palladio aveva un’opinione simile a quella di Leonardo riguardo al fatto che “le proporzioni delle voci sono armonie per le orecchie, come quelle delle misure sono armonie per gli occhi”. La prospettiva nella pittura rinascimentale si rifaceva proprio al principio di progressione armonica e la proporzione armonica della pittura impiegava frequentemente la proporzione aurea usata da molti grandi compositori del passato.

Leonardo da Vinci a tale riguardo sentenziò che “La musica è sorella della pittura”. Giorgio Vasari, nel suo libro Vite dei più eccellenti architetti, pittori e scultori italiani, descrive Leonardo da Vinci come un abile suonatore di lira superiore a qualunque altro abbia mai suonato alla corte di Ludovico.

Leonardo oltre che eccellente pittore, scultore e scienziato, era un abile musico, tanto che si era costruito una lira d’argento a forma di testa di cavallo».

Il progetto DNA 432, la Frequenza dell’Universo

L'influenza della musica sul cervello
Foto di Carmi 62 da Pixabay

«Le musiche di DNA 432 – la Frequenza dell’Universo sono una selezione speciale di musiche composte proprio per aiutarci a mitigare i sintomi dello stress.

Queste frequenze acustiche, che seguono uno specifico ritmo biologico, vanno a ridurre l’ormone dello stress, il cortisolo, aumentando i suoi antagonisti come la benefica serotonina – e melatonina, se ascoltiamo la musica a occhi chiusi o al buio – entrambe indispensabili alla buona funzionalità cerebrale.

L’ascolto prolungato in uno stato rilassato stimola anche la generazione dell’ormone DHEA, soprannominato l’ormone dell’eterna giovinezza perché riduce lo stress, aiuta la memoria e il sistema immunitario contro le infezioni, riduce il rischio di tumori, malattie cardiovascolari, osteoporosi e diabete.

Inoltre segnalo che il cervello è un vero e proprio strumento acustico in cui la calotta cranica funge da cassa di risonanza e il suono cerebrale fuoriesce dalle orecchie (emissioni otoacustiche). Tali segnali elettroacustici creano un campo connesso a quello che definisco risonanza cerebrale, come la risonanza simpatetica, che non avviene solo tra due strumenti.

Ad esempio se pizzichiamo la corda del La di una chitarra anche la corda del La di una chitarra adiacente alla prima inizierà a vibrare, ma anche tra due cervelli se sufficientemente vicini.

Per questo da anni spiego quanto sia importante stare a contatto con persone e ambienti di qualità poiché la mente umana viene influenzata dalle altre menti e dall’ambiente con il suo habitat sonico ed elettromagnetico.

72: il battito degli innamorati

Cuore. Foto di Gloria Williams da
Foto d Gloria Williams da Pixabay.

In DNA 432 La Frequenza dell’Universo in alcuni punti ascolteremo in sottofondo un cuore che batte a 72 battiti per minuto, definito dall’HeartMath Institute come “il battito degli innamorati”.

L’HeartMath Institute Research Center è stato il gruppo di ricerca che ha fatto conoscere come il cuore abbia il proprio cervello, un sistema nervoso che impiega oltre 40.000 neuroni.

Ancor’oggi questa équipe di scienziati studia i meccanismi fisiologici di comunicazione tra cuore e cervello e come il primo può influenzare il pensiero, le percezioni, le emozioni e la salute.

La coerenza tra cuore e cervello è molto importante, essa corrisponde a un segnale elettrico molto basso, pari a 0,10 Hz, e il campo magnetico del cuore è circa 5.000 volte più potente di quello emesso dal cervello.

Ciò significa che quando proviamo una forte emozione o uno stato d’amore il nostro cuore crea un potente campo magnetico che paragono a un’invisibile calamita con cui attrarre persone, cose ed eventi nella nostra realtà.

Questa musica è dunque particolarmente adatta per chi pratica meditazione o tecniche di focalizzazione, per chi ha semplicemente bisogno di un aiuto per entrare in uno stato di profondo rilassamento e benessere psicofisico, indispensabile per gli operatori olistici e centri benessere dove si praticano tutte quelle terapie naturali che necessitano di un’atmosfera favorevole al rilassamento del paziente e aiutare la giusta concentrazione del terapista.

 

Ricercatrice, giornalista musicale, approfondisce da anni ogni aspetto della musica per il benessere psicofisico scrivendo articoli e libri sull’argomento.