Oliver era un pesce palla, che sognava di volare. E quando incontrò i pesci incantati…
Nelle colorate e profonde acque dei mari dell’India viveva un pesce palla di nome Oliver. Come tutti gli esemplari della sua specie, per la maggior parte del giorno aveva un aspetto normale e nessuno si accorgeva dei suoi poteri. Quando nuotava tranquillo con gli altri pesci, il suo corpo aveva una forma ovale; soltanto quando fiutava l’imminente pericolo assumeva il bizzarro aspetto di un’enorme palla.

In quei momenti di allerta, le sue branchie incameravano quanta più aria possibile e la sua pancia si gonfiava lentamente fino a trasformarsi in un gigantesco pallone, sette volte più grande delle sue normali dimensioni. Tale magia era talmente potente da fargli inoltre sprigionare un particolare veleno, che permetteva a Oliver di annientare persino i nemici più pericolosi. Vedendo un piccolo pesce trasformarsi improvvisamente in un gigantesco pallone dai poteri letali, gli squali che prima volevano attaccarlo scappavano atterriti, convinti che tutto fosse opera di un sortilegio lanciato dalla terribile Strega del Mare.
Oliver non sapeva bene se i poteri gli venissero da questa leggendaria figura, e la cosa per certi versi lo spaventava, perché non avrebbe mai voluto usarli se non in caso estremo, per difendersi da un pericolo mortale.
Fatto sta che la notizia dei suoi prodigi giunse in fretta nei mari di tutto il mondo, richiamando l’attenzione della grande famiglia dei pesci incantati. Appartenevano a questa famiglia tutti i pesci che avevano forme talmente particolari da essere ritenuti unici rispetto a tutto l’universo marino, come il pesce luna, il drago di mare, il pesce sega e il pesce pappagallo. C’erano inoltre il pesce chitarra, il pesce lanterna e il pesce leone, e altri piccoli pesci dalle forme più bizzarre.

Essendo venuti a sapere che esisteva un tipo di pesce ancora più prodigioso delle specie cui loro appartenevano, i pesci incantati si misero in viaggio per raggiungere il mare dell’India e fare la conoscenza di Oliver e dei suoi simili. Volevano infatti proporgli di unirsi al loro grande progetto: trovare un piccolo angolo di paradiso dove la loro allargata famiglia avrebbe vissuto senza problemi, al sicuro dai pescatori che davano loro la caccia per esibirli negli acquari di tutto il pianeta.Dopo un viaggio durato mesi, i pesci incantati giunsero finalmente a destinazione. Fu facile riconoscere Oliver, perché era il più grosso esemplare della sua specie e si divertiva a rotolarsi nell’acqua giocando tra le onde, proprio come una piccola palla. Sorpreso di apprendere che la sua fama fosse giunta fino ai confini dell’oceano, Oliver fu lieto di fare la conoscenza dei nuovi venuti. Il pesce luna, che era stato nominato portavoce di quello strano gruppo, gli spiegò i motivi per cui si erano messi alla sua ricerca. Necessitavano della collaborazione di un pesce speciale, dotato di super poteri, per attirare la benevolenza della Strega del Mare al fine di costruire il loro piccolo angolo di oceano.
Prima di fare questo, però, era necessario che Oliver superasse una prova: per essere eletto loro capo, doveva dare dimostrazione di conoscere a fondo i segreti del mare. Si trattava di risolvere un oscuro enigma: doveva indovinare quale fosse il pianeta o la stella che influenzava il movimento delle onde e l’umore dei pesci. Quando Oliver rispose che si trattava certamente della Luna, decisero unanimi che poteva porsi alla loro guida.
Ognuno gli si presentò personalmente, descrivendo le proprie caratteristiche. Il pesce pappagallo gli rivelò di essere stato in grado, in un tempo molto lontano, di ripetere il linguaggio degli uomini; il pesce drago gli narrò di aver avuto origine da una creatura magica venerata in tutta la Cina; il pesce sega gli raccontò di essere prodigioso nell’arte di ricavare meravigliose sculture dalla roccia; il pesce chitarra gli disse che era capace di comporre melodie uniche facendo vibrare le onde come le corde di un mandolino.

Esaurite tutte le presentazioni, toccò a Oliver a rivelare il proprio segreto. In fondo al suo cuore, infatti, serbava un sogno che fino ad allora non aveva avuto il coraggio di confessare a nessuno. Non solo gli piaceva giocare a rotolarsi tra le onde, ma la sensazione di gonfiarsi nell’acqua diventando leggero come un palloncino, per galleggiare sulla superficie, era per lui una fonte inesauribile di sogni.
Fin da piccolo aveva desiderato poter volare alto nel cielo. Quel desiderio cresceva in lui ogni giorno di più, fino al punto di diventare irresistibile quando gli era giunta la notizia che nel mare più lontano del mondo, al confine con l’estremo Sud, esisteva una specie marina che un tempo era stata un uccello. Domandò allora ai nuovi amici, che sapeva venuti da molto lontano, se mai lo avessero conosciuto.
Al pesce pappagallo venne in mente di avere udito una strana leggenda che narrava la storia del pinguino, un tipo particolare di pesce che un tempo era stato un uccello, che viveva proprio nei mari del Sud. Fecero dunque un patto: i pesci incantati avrebbero condotto Oliver fino ai pinguini, e a sua volta Oliver li avrebbe aiutati a realizzare il loro progetto. Partiti per la loro meta, dopo molti mesi arrivarono alla lontana terra dei ghiacci, dove il mare era solo una breve parentesi tra le infinite distese ghiacciate e le montagne gelate che ne riflettevano l’acqua. Al vedere quelle terre popolate da intere famiglie di creature bianche e nere che camminavano impacciate come dei bambini, Oliver rimase stupito, come se fosse la più grande meraviglia di tutto il creato. Veramente quegli enormi pesci assomigliavano a grossi uccelli marini!

Vedendo che uno di loro si era appartato dagli altri, desiderando parlargli, si gonfiò sulla superficie dell’acqua fino a raggiungere le dimensioni di un pallone e, scivolando sul ghiaccio, lo raggiunse. Anche il pinguino fu colto da grande stupore. Non aveva mai visto un pesce galleggiante.
«Ciao» gli disse «come sei strano: sembri una grossa palla! Non sarai mica un pesce incantato!» esclamo tutto d’un fiato. «Proprio così, invece. I miei poteri sono considerati un grande prodigio. Pensa che persino gli squali mi stanno alla larga, perché temono il sortilegio della Grande Strega del Mare».
«Molto interessante» rispose il pinguino «ma temo che ci sia un errore».
«Perché? Credi che non sia stata lei a darmi questi poteri?».
«Ci credo, anzi, ne ho la prova» rispose il pinguino. «Non si tratta però di una strega cattiva come ti hanno fatto credere gli squali, bensì di un’enorme e bellissima sirena formata da tutta la spuma marina. Ha lunghi capelli del colore delle alghe e il volto argenteo della grande luna. È lei che ha ascoltato, nella notte dei tempi, la mia preghiera».
Oliver fu colpito da quelle parole, e volle sapere di più. «Moltissimo tempo fa», continuò il pinguino, «un mio lontano antenato, di cui nessuno ricorda il nome, era un uccello che volava nel cielo. Il suo sogno, però, era di nuotare nel mare, e si disperava perché le sue ali non erano fatte a forma di pinna. Il regno del mare gli sembrava così distante da quello dell’aria che solo un miracolo avrebbe potuto avverare il suo desiderio. Tuttavia non disperò mai. Passò così tante notti a pregare lo spirito del mare che un giorno, all’alzarsi della luna piena, la Grande Sirena decise di esaudire il suo sogno. Da quella notte, le grandi ali dell’uccello bianco e nero persero le loro piume e si trasformarono per sempre in pinne».

All’ascoltare quella storia, Oliver rimase senza parole. Si trattava infatti del suo desiderio al contrario, perché lui voleva trasformarsi in un uccello per poter volare. Il problema però, era come poter risvegliare il potere della Grande Sirena. «Non è così difficile, dal momento che sei venuto qui insieme a tutti i tuoi amici, la famiglia dei pesci incantati», gli suggerì il pinguino. «Le spume bianche della Grande Sirena potrebbero di nuovo risvegliarsi grazie alla forza dei loro poteri».
Fu così che Oliver, il pinguino e i pesci incantati escogitarono un piano. Aspettarono insieme la luna piena, e quando le acque degli oceani raggiunsero il livello più alto, tutti i pesci diedero saggio delle loro virtù magiche.
Con l’aiuto del pesce lanterna, il pesce luna sprigionò il suo riflesso argenteo sull’acqua, mentre il pesce chitarra intonava le sue migliori melodie. Il pesce sega trasformò gli scogli in sculture subacquee, e il pesce pappagallo recitò le poesie di tempo lontano. Davanti a loro, il pesce drago e il pesce leone danzavano leggiadri e regali. La meraviglia che riuscirono a creare fu così intensa che i poteri della Grande Sirena, ormai dormienti da secoli, si risvegliarono.
Tra bolle colorate e altissime montagne di schiuma, tutti i pesci videro Oliver gonfiarsi, galleggiando sulle onde per prendere a poco a poco il volo come un coloratissimo palloncino. Alla sua estremità pendeva ancora una pinna, ma aveva la forma di un timone. Si era trasformato in una piccola mongolfiera, un uccello volante che si liberava alto nel cielo, galleggiando nell’aria e non più tra le onde del mare.
Per ringraziare i suoi amici, ora che poteva volare, Oliver si mise alla ricerca di una piccola isola le cui acque fossero ancora incontaminate. Era quello il luogo ideale per realizzare il loro progetto: vivere in un angolo di paradiso, al riparo dai pescatori. Come una stella cometa, volando nel cielo, li guidò fino alla loro meta.
La Grande Sirena sorrise: da quel giorno, i sogni di tutti pesci erano di nuovo diventati possibili grazie al miracolo della spuma marina.







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