L’insegnamento dei grandi medium

Il senso del contatto tra due mondi apparentemente divisi, quello dei vivi e quello dei morti

cielo scala di nuvole luce

Chi ha superato la soglia vuole comunicare la gioia infinita che si prova ad essere nella luce

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Messina. Mirella Restuccia.

Vita e morte vanno riletti all’interno di un itinerario sacro di dialogo da ricostruire per accompagnare gli uomini verso una nuova coscienza di se stessi e del mondo che abitano.

Inizio queste mie riflessioni con le parole di François Broussard, un’entità canalizzata dal medium Roberto Setti durante le riunioni che avvenivano a Firenze all’interno di un gruppo denominatosi e poi conosciuto in tutto il mondo come “Cerchio Firenze 77”.

L’entità François si presenta dichiarando che, nell’ultima incarnazione, era stato un medico dell’Armata napoleonica vissuto all’epoca della Rivoluzione francese. François si rivolge a chi avendo subito la perdita di un proprio caro ha il cuore gonfio di dolore:
“Sembra impossibile, a chi è immerso in questo dolore, anche se non è stato improvviso, ma forse preannunciato da qualche malattia, che la vita possa avere ancora qualche momento sereno, o come la si sognava prima dell’avvenimento doloroso.

Dopo un lutto, sembra che la vita non possa essere più la stessa.
“Certo che non lo sarà più; però ricordate che questo dolore, che alcuni di voi provano, è qualcosa che veramente ha segnato un punto nuovo nella vostra esistenza, un nuovo modo di vedere la vita, che forse non vorreste avere ma che, invece, quando a suo tempo lo rivedrete, lo riesaminerete, vi accorgerete quanto vi abbia trasformati, maturati. Non dovete fare del vostro dolore lo scopo della vostra vita.

Non dovete considerare l’evento tragico che ha colpito la vostra serenità come qualcosa da cui non si possa più prescindere, che non possa darvi la possibilità di avere altre esperienze valide, altro modo di essere sereni nella pace della vostra coscienza. La vita per voi continua. E deve continuare in modo nuovo, in un modo che vi fa essere più disponibili e più comprensivi verso gli altri; in un modo che vi rende più sensibili ai problemi altrui, a capire – voi che soffrite – la sofferenza degli altri.

Niente va perduto; niente, tanto meno un amore
terra amore thumb 500x391 108 400x312 1Questo dolore non deve condizionare la vostra vita in senso negativo; bensì in senso positivo. Non deve quindi chiudervi in una sorta di autolesionismo, di auto compassione; ma deve spingervi a capire coloro che, come voi, soffrono, forse per altre ragioni ma, comunque, che bevono l’amaro calice del dolore.

Non cercate la compassione degli altri, non sentitevi dei disgraziati, dei perseguitati dal destino; ma cercate di vedervi creature che hanno subito un avvenimento atto a renderle più coscienti, più consapevoli della vita. Questo è il giusto modo di capire l’avvenimento doloroso.

Niente va perduto; niente, tanto meno un amore. Un amore che può sembrare interrotto è qualcosa che riposa, che momentaneamente è in stasi per poi sbocciare di nuovo più forte, più completo di prima. Ricordate queste parole: fate che la vostra vita sia come io vi auguro. Ed allora il nostro incontro non sarà stata l’occasione per occupare in qualche modo un tempo ozioso, né un cercare qualcosa che possa avere valorizzato, in senso negativo, il vostro soffrire. Ma sarà stata l’occasione da cui avrete tratto una spinta per andare nella giusta direzione”.

La morte non è la fine di tutto

Roberto Setti
Roberto Setti, il medium del Cerchio Firenze 77.

Comunicazione, questa dell’entità François attraverso la medianità di Roberto Setti, che ben si presta ad introdurre quel che voglio trasmettere: bisogna liberarsi dalla paura comprendendo che la morte non è la fine di tutto, ma solo uno spostamento della Coscienza. Vita e morte non sono altro che due porte di entrata e uscita in una visione circolare delle esistenze.

Noi siamo Coscienza, che è qualcosa di più, molto di più della mente ordinaria a cui siamo abituati a delegare tutto, sentimenti ed emozioni, pensieri e desideri; la realtà vera è che viviamo immersi in un universo coscienziale, e la Coscienza, che è non locale – cioè si estende all’infinito sfuggendo alle coordinate spazio/tempo per come noi le conosciamo – non smette mai di esistere perché sopravvive al corpo fisico.

Seguendo questo assunto cade il concetto di morte trasmesso da una società, soprattutto occidentale, che ha negato il contatto tra vivi e morti erigendo barriere, sensi di colpa, silenzi opprimenti, mancanza di verità e manipolazione sui temi spirituali.
A questo punto iniziamo un nuovo percorso, trasformiamoci in uomini e donne nuovi, diversi, finalmente veri. Dei vivi capaci di aiutare chi ha superato la frontiera tra la vita e la morte: niente di più naturale e nobile. E così potremo modificare per sempre il nostro mondo rendendolo finalmente il nuovo mondo teorizzato e aspettato da millenni.

Lasciare il corpo è solo una tappa di un itinerario sacro

Peggy Marco
Foto di Peggy_Marco da Pixabay.

Una società nella quale vita e morte sono concepite come il doppio volto di una stessa, sconfinata, realtà che abbraccia, senza soluzione di continuità, visibile e invisibile.

Nulla di più arduo e sorprendente in un mondo come il nostro, nel quale, spesso, l’evento della morte viene rimosso, il cui solo pensiero è capace di provocare nell’uomo una spontanea presa di distanza, d’imbarazzo, se non anche di terrore e angoscia indicibili.
Si cerca di non pensare alla morte, non la si nomina e soprattutto si evita di parlarne.

E la morte, una volta esclusa da una vera dialettica e da un autentico dialogo, è obbligata a trasformarsi in un nemico da cui difendersi opponendosi con tutte le forze e creando così quell’attrito tra anima e personalità che poi porta alla malattia. Abbiamo il dovere di rimuovere questa discrasia per permettere a noi stessi e donare ai nostri amati un passaggio luminoso e nella piena guarigione. E quello che avvertiamo è il bisogno di parole, il bisogno insopprimibile di instaurare un dialogo, bisogno necessario, umano, profondamente umano.

E allora cerchiamolo questo colloquio con “l’invisibile realtà”, anche perché chi ha superato la soglia vuole comunicare questa gioia infinita che si prova ad essere nella luce, luce che è accoglienza, conforto, amore, calore. Arnaud Gourvennec, ragazzo francese di undici anni che inizia a comunicare con i genitori immediatamente dopo il suo passaggio, e lo fa telepaticamente con il padre, dice ai genitori per spiegare questo processo di scambi da un mondo all’altro “Mammina, papà leggete, evolvete, io evolvo con voi”.

Le grandi leggi spirituali

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Pietro Cimatti (1929 – 1991), poeta e scrittore, ha curato molti libri del Cerchio Firenze 77.

La comprensione dei meccanismi che regolano la nostra vita nel piano fisico e la conoscenza delle grandi leggi spirituali che sottendono a tutta l’esperienza dell’uomo servono per ritrovare questo dialogo perduto e vivere pienamente, da creatori, il nostro progetto animico. Siamo qui per imparare ed evolvere arrivando, attraverso un percorso costellato da tante esperienze che illuminano la strada da percorrere, all’unità spirituale.

Viviamo in un mondo duale per scoprire la vera realtà della non dualità. Siamo esseri spirituali, siamo amore e luce, fatti di un corpo di luce, ed è questa la verità che può abbattere ogni disperazione perché se è vero che la mancanza – qualunque essa sia – la percepiremo sempre fintanto saremo nel piano fisico composto da una materia densa e piena di forme pensiero, è pur vero che è la speranza e la certezza di essere altro, che non questo corpo fisico, che non deve mai venire meno.
“È come togliersi un vestito, non c’è dolore né interruzione, c’è solo meraviglia e stupore, sai che sei vivo, molto più vivo che col corpo” ci comunica l’entità Elia.

E come scrive Pietro Cimatti parlando delle comunicazioni didattiche dettate dai maestri del Cerchio Firenze 77, “non fosse davvero per altro, questi testi, frutto di oltre 35 anni di contatti medianici attraverso il medium straordinario che era Roberto Setti, per un mondo ed un uomo migliore, invitano subito, guidano a liberare la mente e il cuore, a scollare le abitudini morte, a sciogliere le dipendenze coatte, a svelare e vanificare i pregiudizi, le convenzioni, le ipocrisie, le cristallizzazioni, le miserie del comportamento individuale – i nidi dell’io affinché il divino sentire fluisca.

Questo percorso ci porta a una rivoluzione del sentire

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Foto di blickpixel da Pixabay.

Ecco, di questo si tratta: di una «rivoluzione del sentire”, che così si può sintetizzare:

“Siate nuovi ogni giorno: ecco perché siamo qua”. Individui nuovi, pericolosamente ma gioiosamente nuovi; liberi da miraggi e ossequi all’esistente malato che fabbrica, con la morte e col sopruso, le sue geografie e le sue storie; guariti dal soffio dell’Eterno che qui, in questi testi medianici, fluisce e profuma; individui rinnovati, testimoni viventi e fraterni di una legge, una morale, un’esistenza rinnovate, oltre l’irrealtà e il dolore”.

La vita è Eterno Presente e questa certezza profuma di libertà. L’alta medianità, le grandi comunicazioni medianiche intellettive, come le esperienze italiane di Roberto Setti, Corrado Piancastelli, Pietro Ubaldi e tante altre in tutto il mondo ci indirizzano verso la crescita, il risveglio e l’espansione di coscienza; portandoci ad indagare e comprendere la causa del dolore ci orientano verso il trascendente e verso il divino.

Ma, ancora di più, se ci si addentra nella ricerca medianica si scopre che esiste un vero e proprio lavoro interattivo tra i piani di esistenza. Possiamo creare un ponte che apra ad un salto dimensionale per un “mondo felice”. È questa la conclusione a cui arrivo attraverso lo studio e la riflessione sulle grandi esperienze medianiche che si sono avvicendate nelle varie epoche e nel mondo.

Ritengo che possa essere un cammino luminoso per tutti, lo è stato e ancora lo è per me ed è questo che posso raccontare perché le parole diventino “sentire di coscienza” e quindi logos che passa e attraversa penetrando i cuori e le coscienze. Qualunque cosa accada attorno a noi, il cuore è fisso e immobile nell’Anima, il Sé spirituale, l’Io Sono, la Scintilla divina.Così si sfiora e conosce l’Essere, la sola e vera essenza, e nei Piani dell’’Essere non esistono divisioni, non esiste il bene e il male nella struttura che noi conosciamo e sperimentiamo ma una fusione che cancella ansie e paure e ci collega al Sentire di Coscienza Assoluto che è la meta finale.

Il vero senso delle comunicazioni medianiche

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Amore e Psiche, del Canova, Museo del Louvre.

Il vero e unico senso delle comunicazioni medianiche è l’evoluzione e la conoscenza delle leggi universali è fondamentale per il nostro percorso. Dobbiamo conoscere le materie e il piano di studi per arrivare a laurearci con profitto e velocemente.

L’evoluzione, che si realizza attraverso le leggi del Karma e della reincarnazione, è la luce che deve orientare la nostra vita; siamo qui sulla Terra per portare avanti questo compito evolutivo, per far emergere la consapevolezza della nostra natura spirituale che è poi un’essenza di Amore; siamo mossi dall’amore ed è tutto ciò che dobbiamo sapere. Basterebbe comprendere questo per vivere un’esistenza completamente diversa.

L’amore crea, l’amore guarisce nei tre regni di natura e ci accompagna al passaggio come le onde del  mare accompagnano le conchiglie sulla sabbia.
La Coscienza universale è Amore, e non c’è altro da sapere.