Torna il Life Beyond Life Festival

Dal 12 al 15 maggio a Torino saranno presentati 44 film con cinque Giurie internazionali

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Si è conclusa la quarta edizione del Life Beyond Life Film Festival – proposta dall’Università Popolare ArtInMovimento, in  sinergia con l’Associazione Culturale SystemOut, l’A.R.E.I. (Afterlife Research and Education Institute) e il Religion Today Film Festival – c’erano  6 lungometraggi, 6 documentari, 16 cortometraggi e 6 doc shorts e 10 prodotti di Art Movie.

Torna il Life Beyond Life FestivalCollegato con i convegni internazionali Andare Oltre. Uniti nella Luce e Oltre l’Oltre, il LBLFF si è focalizzato sui temi escatologici per lo più legati alla vita oltre la vita, accogliendo prodotti cinematografici, provenienti praticamente da tutto il mondo, che hanno trattato l’evento morte, il concetto di destino e le esperienze di medium, channeler e ricercatori spirituali.

I 571 film giunti attraverso la piattaforma Filmfreeway (560) e Festhome (11), sono stati analizzati da una commissione giudicatrice in doppia battuta: da quest’opera minuziosa è emersa la line up che quest’anno prevede l’8% degli arrivi.

I 44 film selezionati (su 571 arrivati) provenivano da 22 paesi differenti in rappresentanza di tre continenti su cinque: Belgio, Bosnia-Erzegovina Bhutan, Canada, Cina, Colombia, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, India, Iran, Iraq, Irlanda, Israele, Italia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svizzera, Turchia e USA. “Il 50 % dei prodotti selezionati è europeo e ciò testimonia l’interesse del vecchio continente rispetto a questi temi, e su questo 50% il peso di Italia, Francia e Gran Bretagna è considerevole, superando la metà delle presenze”, precisa Annunziato Gentiluomo, ideatore, cofondatore e direttore artistico del Life Beyond Life Film Festival.

Oltre all’incremento del 33% degli arrivi rispetto alla precedente edizione e il 184% rispetto alla prima, questa quarta edizione continua a caratterizzarsi per la presenza di cinque sezioni con altrettante giurie internazionali. Tra i giurati spicca Massinissa Askeur, vincitore del Leone d’Oro per le arti visive lo scorso anno a Venezia.

I premi dopo quattro giorni di programmazione

Nunzio Gentiluomo1
Annunziato Gentiluomo.

«Stiamo crescendo in qualità e in numeri», afferma Andrea Morghen, cofondatore e Direttore della Programmazione del Festival. «Nonostante il festival sia tutto auto-gestito, sta richiamando su di sé l’interesse di molti autori e anche di diversi operatori di settore, dato che dimostra una evidente riconoscibilità internazionale. La maggior parte dei film selezionati si caratterizza per una forte intensità emozionale e per una significativa capacità di indurre riflessioni».

«Sono orgoglioso che quest’anno il Life Beyond Life, che cresce di anno in anno, venga proposto anche a Pino Torinese, mia cittadina di residenza», afferma Andrea Morghen, cofondatore e Direttore della Programmazione del Festival. «Ringrazio la Giunta Comunale e in particolare l’Assessora Elisa Pagliasso per il patrocinio e l’attestazione di fiducia in questo evento che ha una vocazione sociale e spirituale evidenti. Ci aspettiamo dal pubblico una buona risposta quest’anno».

Un team validissimo che crede nella rilevanza sociale di questo festival
«Siamo felici del lavoro fin qui svolto. Crescendo i numeri, aumentano gli aspetti da considerare e la complessità di gestione dell’evento, ma siamo contenti e orgogliosi di ciò», conclude Annunziato Gentiluomo. «Abbiamo creato un team validissimo che crede nella rilevanza sociale di questo festival e nel suo essere capace di fare divulgazione sulle tematiche inerenti alla morte e alla vita oltre la vita. In modo democratico ciascuno ha portato il proprio punto di vista e ha arricchito il dibattito sulla selezione dei film e sulle scelte della logistica dell’evento cinematografico con la propria sensibilità.

È doveroso quindi citare, accanto ad Andrea Morghen e Matteo Valier, fondatori con me dell’evento, Riccardo Cristiani, Giacomo Tinti, Fabrizio Salvati, Odette Spigolon, Antonello Schioppa, Edmondo Riccardo Annoni, Piero Loredan, Evelyn Meuren, Samuele Maritan, Leonardo Moiso, Andrea Sorrentino, Fabrizio Odetto, Francesco Romeo e Francesca Lucà, una squadra a cui sono veramente grato.

Una giuria internazionale

Sebastian Schwarz
Il musicista Sebastian F. Schwarz.
Torna il Life Beyond Life Festival
L’artista tedesco Jürgen Ziewe.

Vorrei inoltre ringraziare i giurati delle cinque sezioni, citando solo i Presidenti, il regista americano Ronni Thomas (Lungometraggi), il regista singaporiano Derrick Lui (Cortometraggi), l’artista algerino Massinissa Askeur (Documentari), il musicista tedesco Sebastian F. Schwarz, direttore artistico dal 2021 del Festival della Valle d’Itria (Documentari brevi), l’artista e pubblicitario tedesco Jürgen Ziewe (Art Movie); Patrizia Tarantino e Damiana Periotto, rispettivamente dirigente scolastici dell’IPS Albe Steiner  e dell’IIS Bodoni-Paravia, scuole che hanno collaborato con noi in questa edizione; l’Assessora Elisa Pagliasso e tutta la Giunta del Comune di Pino Torinese; e l’artista genovese Corrado Leoni su una cui opera è stato costruito il poster del quarto LBLFF».

Si ricorda che l’evento è patrocinato dal Comune di Pino Torinese, dalla Bimed – Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo – dall’Asi Settore Arti Olistiche e Orientali, dalla Fondazione per la Salutogenesi Onlus e dalla CNUPI, e vanta tra i suoi partners culturali l’Associazione Ghost Hunters, il Collateral 102 e il Koqix e Psiche 2 Edizioni.

Il main media-partner è ArtInMovimento Magazine con la sua webradio (https://www.spreaker.com/user/artinmovimento), affiancato da Arte Settima, CameraLook, KarmaNews.it, Fotogrammi, Psicofilm, Mondo Nuovo News, Tv Alvorada Espirita, ArtApp, Métis News e PoliticamenteCorretto.

Ed ecco i vincitori

Sezione Lungometraggi. La Giuria capitanata dal regista americano Ronni Thomas, ha assegnato il Premio come Miglior Film a Pig at a Crossing (Bhutan, regia di Khyentse Norbu), “per la sua profonda esplorazione del simbolismo buddista del bardo, lo stato intermedio tra morte e rinascita. Il film racconta in modo impeccabile il percorso espressivo e dinamico di trasformazione interiore: dall’esperienza del rimorso al desiderio di redenzione, dall’attaccamento materiale al distacco spirituale”.

Miglior regista. Premio  a Khyentse Norbu (Pig at a Crossing) “per il linguaggio tecnico raffinato al servizio della narrazione, le lunghe sequenze e i colori brillanti che permettono alla storia di respirare e svilupparsi in completa comunione con la vivacità e il misticismo del Bhutan. E nondimeno per aver impiegato la creatività di molti giovani talenti locali: la prossima generazione di cineasti bhutanesi”.

Miglior attrice. Premio a Jessica Hossam (The Goat), “per la maturità e l’intensità con le quali ha interpretato un ruolo complesso, conferendogli autenticità e spessore. Con talento ha rappresentato il dolore e la crudeltà della violenza di genere e ci ha coinvolti in un viaggio allegorico in cui vita e morte si fondono in un delicatissimo incontro spirituale”.

Miglior attore: Kuenzang Norbu (Pig at a Crossing), “per la sua capacità di impersonare, con sensibilità e rigore, il conflitto di una coscienza confusa e tormentata. L’interpretazione convincente rinforza la struttura narrativa del film e ci guida nel cammino di consapevolezza e accettazione che precede la rinascita, alimentando la nostra riflessione sulla natura della vita oltre la vita”.

Miglior Sceneggiatura della sezione Lungometraggi. Ilaria Borrelli (The Goat), “per il suo straordinario equilibrio nel trattare temi complicati e attuali come la cultura tradizionale, il conflitto di genere e lo sfruttamento delle risorse, legandoli in modo originale a temi trascendentali. Il risultato è un invito deciso e corale alla critica delle disuguaglianze”.
La Giuria dei Lungometraggi ha assegnato, anche, la Menzione Speciale a The Goat, diretto da Ilaria Borrelli, “per la rappresentazione emblematica e poetica del rapporto tra la bambina e la madre defunta, una trovata evocativa e commovente che materializza il legame tra vivi e morti senza mai svilirne la componente soprannaturale e intimista, e che trasmette infine un messaggio di conforto e speranza”.

Miglior Documentario. La Giuria internazionale, presieduta dall’artista algerino Massinissa Askeur, Leone d’Oro a Venezia per le Arti visive 2023, ha assegnato il Premio al danese Cartwheels & Headaches – A Children’s Hospice from the Inside di Oskar Enemark Sørensen e Karina Mølgaard Rasmussenfrom “per il coraggio, l’approccio scientifico e la prospettiva emotiva raccontata con autenticità, capaci di rendere il film uno strumento di trasformazione per i protagonisti e il pubblico”.

Miglior Regia dei documentari. Simon Chambers (Much Ado About Dying– Irlanda -) “per le soluzioni narrative che permettono di far emergere la complessità della personalità del protagonista, evidenziandone le diverse sfumature, in una scoperta progressiva del personaggio che culmina in un finale sorprendente”.

Menzione speciale all’americano Life With Ghosts di Stephen Berkley “per l’apertura mentale supportata dal pensiero critico sulla percezione scientifica mantenendo sempre una reale attenzione per la composizione cinematografica”.

Miglior Cortometraggio. La Giuria internazionale, presieduta dal regista singaporiano Derrick Lui, assegna il Premio  al francese On my father’s grave (Sur la tombe de mon père) diretto da Jawahine Zentar, in quanto si tratta di “una narrazione avvincente che intreccia elementi di dramma familiare, sepoltura tradizionale e pregiudizi verso le donne, con performance di alto livello e profondità emotiva che aggiungono ricchezza alla narrazione, esplorando i temi della sepoltura.
Un capolavoro cinematografico, in cui la fotografia, il montaggio e il suono danzano in tandem con grande effetto, facendoci sentire il dolore, il trauma della protagonista, dall’inizio alla fine”.

Migliore Regia. Lewis Rose (Pops – United Kingdom) “per la semplicità e la delicatezza con cui viene affrontato il tema delle ultime volontà e della sepoltura. Due fratelli, due visioni alla vita diametralmente opposte, per un film esteticamente perfetto capace di raccontare un conflitto ancestrale. Gli attori in stato di grazia restituiscono ogni sfumatura dell’animo umano, mentre la regia accorta ed essenziale costruisce una storia forte e universale, capace di sorprendere fino al finale”.

Migliore Attrice. Yasmine Kéfil (On My Father’s Grave), “per l’intensità, la veridicità e la maturità della sua interpretazione attraverso cui viviamo l’inquietudine e la lotta di una giovane donna al cospetto di barriere materiali, culturali e generazionali”.

Tre Menzioni Speciali. La prima a Casting di un padre di Giulia Goy (Svizzera) “per l’ironia e l’intelligenza con cui si racconta il tema della mancanza e della perdita. Una regia semplice, ma efficace che, attraverso il linguaggio del mockumentary, ci conduce dentro la strana idea di una figlia di cercare un attore per tornare a parlare, un’ultima volta, con suo padre”.
La seconda al francese Delivery to hell di Michael Drai “per la brillante ironia con cui si racconta il tema dell’aldilà. Un abile e sagace lavoro di sceneggiatura che restituisce allo spettatore un dialogo da “teatro dell’assurdo” che mette alla berlina tutti coloro che vivono quotidianamente nell’indecisione e nell’anonimato esistenziale. Una commedia che grida voglia di vita, voglia di affermazione, voglia di esistere”.
La terza va all’italiano Au revoir, Melograno di Giacomo Pedrotti “per un film artisticamente audace, che si è distinto per la sua forte regia e visione, raccontando una storia d’amore perduta con il forte parallelismo del mondo delle piante. Astratto nelle immagini, forte nel concetto e unico nel montaggio, contraddistinto dall’accostamento di scene potenti”.

Miglior Short Documentary La Giuria internazionale dei Documentari brevi, capitanata dal musicista e direttore artistico del Festival della Valle dell’Itria Sebastian Schwarz, con entusiasmo conferisce il premio all’iracheno The Land Of Buried Women di Rekawt Hama Tofiq “per la sua sensibilità poetica e la delicata, ma potente esplorazione di temi complessi. Con atti semplici, ma ricchi di simbolismo, il regista si addentra nella cura e nella dignità postuma, dando voce alle donne anonime, vittime silenziose di moralità arcaiche e leggi oppressive. Attraverso scelte sapienti di montaggio sonoro e una narrazione che evita la complessità ostica pur rimanendo profonda, il film cattura non solo l’attenzione ma anche l’empatia dello spettatore. Si lodano in particolare la semplicità e l’umiltà con cui il film restituisce dignità a queste donne, mostrando come, anche oltre la vita, possa essere ritrovata una forma di giustizia universale. The Land Of Buried Women non solo pone le basi per un futuro potenzialmente diverso, ma ci invita a riflettere su un contesto culturale troppo spesso misconosciuto o giudicato superficialmente”.

Migliore Art Movie La Giuria internazionale, presieduta dall’artista e pubblicitario tedesco Jürgen Ziewe, attribuisce il Premio al tedesco Liminal Space: Diving Within diretto da Anahita Safarnejad Choobary in quanto “dà ai suoi spettatori strani brividi. È un’ondata di emozioni: tra conforto e disagio ci si trova a piangere come statue. Si è testimoni di una storia che non è la nostra, ma che sembra così facile da comprendere come se la forma del film fosse un fiume di coscienza che scorre”.

Miglior Regista. Anahita Safarnejad Choobary (Liminal Space: Diving Within), “per come viene rappresentata la visione dell’aldilà che è qualcosa a cui a pochi capita di assistere e che ancora meno riescono a spiegare. Anahita Safarnejad Choobary trova, invece, nel cinema un veicolo perfetto per comunicare le sue idee, i propri sentimenti e le sue esperienze”.

Menzione Speciale al portoghese Kafka’s Doll diretto da Bruno Simões “per la varietà delle tecniche di animazione e per la sua storia avvincente, un forte trait d’union tra il film e il tema principale del LBLFF”.

Premio Best Visual Emotion Impact conferito dall’artista Corrado Leoni a Liminal space – diving within di Anahita Safarnejad Choobary “per il suo impatto visivo straordinario. L’ambiente surreale e distopico in cui fluttua la protagonista, immersa nel ricordo del padre ed imprigionata all’interno della sua anima, commuove lo spettatore ed accentua la sofferenza per il distacco con la persona amata”.

Due giurie di studenti di due scuole
La Giuria dell’IPS Albe Steiner di Torino, coordinata dal prof. Enrico Le Pera, conferisce il proprio Premio al cortometraggio colombiano Un Caballo En La Alcoba (A Horse In The Bedroom) di Darío Vargas “per l’originalità della storia, per la profondità dei personaggi e per l’attinenza al tema del festival. In particolare la regia e la fotografia hanno saputo raccontare intrattenendo grazie a un ottimo uso dei colori e a inquadrature efficaci”.

Inoltre conferisce una Menzione Speciale a Malakout di Farnoosh Abedi “per la sua spiccata originalità e l’elevata qualità registica e fotografica. È stata inoltre apprezzata molto la capacità di intrattenere lasciando allo spettatore la libertà di interpretare il significato della storia”.

Gli studenti dell’IIS Bodoni-Paravia, coordinati dal docente Mauro Minozzi, attribuiscono il proprio Premio al Cortometraggio italiano Prova d’amore di Denis Nazzari “per l’originalità e la struttura narrativa che si risolve in un finale inaspettato lasciando allo spettatore la miglior ipotesi conclusiva. Grazie all’atmosfera intima e accogliente, fin dai primi fotogrammi si riesce ad entrare nella quotidianità del protagonista, di cui si condividono le piccole azioni con una crescente e rapida progressione emozionale”.
E una Menzione Speciale al corto portoghese Kafka’s Doll di Bruno Simões, “una storia d’animazione dai contenuti semplici e piacevolmente leggibili che creano un’ottima narrazione per una storia toccante. Il messaggio arriva chiaro, valorizzato dalle scene chiare e luminose con un montaggio naturale, e riesce a toccare il cuore emozionale di noi giovani”.

I riconoscimenti della direzione artistica del Life Beyond Life Film Festival
Il Premio Best Creative Editing va al francese “Dead Dreams Falling” di Craig Murray “per la rielaborazione caleidoscopica del tema dell’anima declinato come accompagnamento alla morte, interconnessione e sincronicità. Immagini a tinte forti, dall’alto valore simbolico ed evocativo, si susseguono incalzanti, con un ritmo capace di tenere bloccato sulla sedia lo spettatore e una musica ipnotica e immersiva”.

Il Premio Best Performance a Mehdi Rahim-SilvioliKe (“Delivery to Hell”), nei panni di “Thomas Bernardi”, “per la sua mimica facciale impressionante, per la naturalezza con cui rende l’incredulità, lo smarrimento, l’indecisione e il disincanto.
In coppia con Barbara Carlotti (“Esther”) riesce a riempire la scena strappando il sorriso e facendo riflettere su uno scenario possibile”.

Il Premio Best Afterlife Research a “Life With Ghosts” di Stephen Berkley “per l’equilibrio tra ricerca scientifica ed esoterica intorno ai temi della morte e della vita oltre la vita, ricorrendo a testimoni di livello e un’estetica di buona qualità”.
Andrea Morghen, Direttore della programmazione del LBLFF, in qualità di Direttore del Religion Today Film Festival, attribuisce il Religion Today Award a “Delivery to Hell” diretto da Michael Drai “per come, con sagacia e ironia, affronta il tema della vita oltre la vita declinato nelle diverse confessioni religiose, dipingendone quadri a volte grotteschi, ma carichi di senso e rassicuranti”.

Premio come Migliore Colonna Sonora della Commissione Musica del Festival, composta da Carmelo Spoto, Vixia Maggini e André Luiz Ruiz, a Nicola Piovani (“Prova d’amore”) “per come scandisce il tempo della narrazione, per come esalta la capacità dei protagonisti di raccontarsi e veicolare messaggi anche senza l’ausilio della parola, e per le emozioni che trasmette che rimangono dentro oltre i titoli di coda”.

Premio Andare Oltre dello staff del Convegno Internazionale “Andare Oltre. Uniti nella Luce” a “Un Caballo En La Alcoba” di Darío Vargas “per la delicatezza con cui tratta il tema della morte, introducendo la figura dello psicopompo, il cavallo appunto, lasciando aperto il finale e permettendo al pubblico di ricostruirselo. Con una fotografia d’autore e attraverso valide maestranze, si presenta come un prodotto di qualità e offre spunti e visioni interessanti sulla natura dell’anima e ì sull’Oltre”.

Conclusioni
“Siamo contenti di quanto realizzato. Nonostante le difficoltà siamo riusciti a realizzare il quarto Life Beyond Life Film Festival, portandolo da tre a cinque giorni, grazie al Patrocinio del Comune di Pino Torinese che ci fornito l’Auditorium. Questa edizione ha sancito la coesione del gruppo e il suo peso nella realizzazione di un festival corale, ricco di sfumature e qualità, frutto delle sensibilità di ogni singolo presente. Le Giurie, che ringrazio sinceramente, si sono mosse con enorme professionalità e la matinée all’IPS Albe Steiner con Andrea Morghen e i due registi Darío Vargas e Denis Nazzari è stato un momento nutriente e di grande cultura. Mi sento grato per quanto, in modo assolutamente auto-finanziato, stiamo portando avanti. Tutti crediamo nel valore di questo festival e soprattutto sul fatto che dobbiamo andare avanti”, dichiara il Direttore artistico Annunziato Gentiluomo.

“Il 5 giugno, al CineTeatro Baretti di Torino saranno proiettati i cinque vincitori. Il nostro grazie va anche alla madrina di questa quarta edizione, Lorenza Aimone Querio, all’artista genovese Corrado Leoni e ai tre registi che ci hanno così generosamente raggiunto: Denis Nazzari, Michele Ciardullie il colombiano Darío Vargas”, conclude il Direttore alla Programmazione Andrea Morghen.
Gli Assessori Elisa Pagliasso e Davide Boniforti hanno accolto la nostra iniziativa con cura, confermandoci la disponibilità anche per il prossimo anno”, conclude il Direttore all’organizzazione e alla logistica Matteo Valier.

Il main media-partner è ArtInMovimento Magazine (http://artinmovimento.com/) con la sua webradio (https://www.spreaker.com/user/artinmovimento), affiancato da Arte Settima, CameraLook, KarmaNews, Fotogrammi, Psicofilm.it, Mondo Nuovo News, Tv Alvorada Espirita, ArtApp, MusiCultura online, Métis News, Turinoise e PoliticamenteCorretto.

Per saperne di più:
Il sito del Festival