Monogamia o poligamia?

Molte coppie sentono il bisogno di allargare l'orizzonte sessuale e sentimentale

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In tutte le relazioni, anche poliamorose,  c’è un bisogno di sentimenti, di affettività e di intimità.

Monogamia o poligamia?
La psicoterapeuta Terry Bruno.

Si sente sempre più parlare di poliamore, una relazione amorosa consensuale caratterizzata dal fatto che ogni partner può avere contemporaneamente più rapporti d’amore.
Tuttavia l’aspetto fondamentale è la consensualità tra gli attori della relazione, per poter avere contemporaneamente più rapporti di tipo affettivo-intimo-erotico e sessuale, in armonia e reciproco rispetto.

Secondo numerosi studi, nelle varie culture la monogamia risulta essere una esperienza necessaria per garantire una paternità ai propri figli, oltre a considerarla un modo più sano di avere una relazione romantica. Ma non tutti risultano essere d’accordo con ciò che la società impone, etichettando come “sbagliato” o “malato” tutto quello che è al di fuori della cosiddetta normalità”. Pensate che negli Stati Uniti circa il 4-5% vive una condizione di non-monogamia e circa una persona su cinque ha sperimentato tale forma di rapporto (Haupert, Gesselman, Moors, Fisher & Garcia, 2017).

Occorre precisare che le relazioni poliamorose, come si potrebbe pensare, non sono relazioni in cui le persone vivono senza problemi la propria esperienza sessuale e in modo promiscuo, bensì c’è una presenza di sentimenti, una ricerca di affettività e di intimità (anche sessuale) con più persone. Potremmo dire che l’affettività, l’amore e il sesso hanno una stessa valenza e sono in armonia tra loro.

Regole flessibili da rinegoziare nel tempo

Monogamia o poligamia?
Ménage a quattro nel film “Vicini di casa” di Paolo Costella, protagonista Claudio Bisio, Vittoria Puccini, Valentina Lodovini e Vinicio Marchioni.

Nelle relazioni poliamorose ci sono delle regole di coppia su come comportarsi, proprio per limitare fraintendimenti e delusioni, regole che devono essere flessibili e rinegoziate nel tempo. Affinché questo possa avvenire è fondamentale una comunicazione chiara, onesta ed efficace, oltre a una flessibilità psicologica La comunicazione, insieme al consenso e all’empatia, sono i tre pilastri su cui si fonda questo tipo di relazione.

Ci si può chiedere se i componenti del poliamore possano o meno vivere uno stato di gelosia. L’emozione della gelosia è strettamente legata alla preoccupazione e alla paura di perdere il partner. Ebbene, anche in questo tipo di rapporti esiste la gelosia, che è però riferita al sentirsi trascurati. Alcune ricercatrici l’hanno chiamata wibble, cioè una gelosia che fa sentire insicuri, non capiti e trascurati nella relazione.

Anche all’interno di questa non-monogamia esiste una sorta di impegno, chiamato agentic fidelity, che sarebbe la capacità di riconoscere e comunicare al partner i propri bisogni, desideri e limiti, oltre a effettuare una scelta personale, però condivisa, che riguarda l’assunzione di un impegno all’interno del rapporto.

Fiducia, rispetto e condivisione

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Altri amori “aperti” in “Instant Love” di Franco Angeli.

Fiducia, rispetto e condivisione sono fondamentali e, se vengono a mancare, la relazione poliamorosa perde la propria ragione di esistere. Secondo la ricercatrice Kathy Labriola, nell’ambito di un rapporto non-monogamo esiste una struttura gerarchica e non.

Vediamo cosa sono e quali differenze presentano. Nella struttura gerarchica esiste una relazione primaria, cioè più importante, mentre l’altra risulta essere secondaria, meno importante. Coloro che vivono la primaria tendono a convivere e ad assumersi tutti gli impegni che ne conseguono. Nell’altro modello, non gerarchico, tutte le relazioni sono paritarie e vengono definiti gli obblighi e gli impegni di ognuno. In questo caso ciò che risulta essere importante è la conservazione della propria libertà.

Da un sondaggio online effettuato sulle coppie poliamorose si è evinto che i partner primari soddisfano principalmente i bisogni di cura, mentre quelli secondari tendono a soddisfare i bisogni erotici (Balzarini et al., 2019) e vengono considerati più leggeri e avventurosi, tanto da sembrare di provare un amore quasi adolescenziale. Chi vuole vivere il modello non gerarchico tende a non assumersi la responsabilità verso la persona, ma verso ad esempio il lavoro, i figli, la quotidianità.

Alcuni ricercatori sostengono che chi sperimenta tale condizione non vuole evitare l’intimità, ma sperimentarla senza l’esclusività sessuale ed emozionale con l’altro, per cui essa risulta più arricchente.

Cosa può portare all’insorgenza di una non-monogamia?

Monogamia o poligamia?
Coppie aperte anche in “incontri d’amore”, diretto dai fratelli Arnaud e Jean-Marie Larrieu.

Ci dobbiamo rifare alla Teoria dell’Attaccamento di Bowlby, secondo cui il tipo di rapporto avuto con il caregiver (in genere la madre) durante l’infanzia influirà sul tipo di relazione che si avrà poi in seguito con il partner, con gli amici, con i colleghi.

Gli individui con attaccamenti relazionali sicuri tendono a formare relazioni romantiche durature, felici, sane e sessualmente soddisfacenti, quindi meno propense al tradimento.

Quelle con un attaccamento insicuro, sono più inclini all’infedeltà traendo più piacere dalle attività sessuali. Le ricerche hanno confermato queste affermazioni. Infatti molti degli individui che vivono relazioni non-monogame hanno ricordi di infanzia non molto felici, a causa un’educazione genitoriale molto rigida, anche iperprotettiva o un’educazione instabile in cui si sono sentiti trascurati dai loro genitori.

In pratica è come se non fossero riusciti a raggiungere la loro identità nella tarda adolescenza, per cui manifestano una perenne ricerca in seguito nel matrimonio e le altre relazioni diventano il “trattamento” disfunzionale per un’unione infelice. Chi invece presenta con attaccamento ansioso evitante può trovare attraente la non-monogamia consensuale (Moors et al., 2015, O’Connor, 2019). Mentre, chi ha un attaccamento evitante tende a distanziarsi psicologicamente dal partner romantico, per evitare di entrare in una relazione più intima che teme di non saper gestire e volere.

Interessante è anche il considerare il fatto che il bisogno di vivere il poliamore per un certo periodo può anche essere collegato alla necessità di mettere alla prova il proprio partner romantico al fine di migliorare la propria unione.

Gli svantaggi delle relazioni fluide

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foto di Mohamed_hassan da Pixabay.

Come in tutte le cose ci sono i pro e i contro. In quest’ultimo caso c’è la possibilità di intaccare l’autostima del partner più fragile, di poter vivere un dolore profondo emotivo nel momento in cui si ha la consapevolezza che l’altro partner provi piacere e felicità con un altro, di poter cadere in una dipendenza sessuale o di perdere la propria libido per cercare di accontentare più partner e, infine, di rischiare di contrarre infezioni sessuali.

Come capire se si vuole una relazione non-monogama consensuale?
Ci sono persone che lo percepiscono già in adolescenza, perché vivono il rapporto con una sola persona costrittivo, altre sperimentano la presenza dell’altro stimolante anche per la perdita della passione con il proprio compagno romantico.

In conclusione, ci troviamo di fronte alle cosiddette “relazioni fluide”, libere e non-monogame, che sono in forte crescita anche in Italia, in particolare nelle grandi città, dove è più facile sdoganare i modelli culturali abituali.
È a una nuova rivoluzione sessuale che apre orizzonti verso un diverso modo di concepire la relazione e la famiglia, comprese quelle non-monogame che affrontano la loro vita con una serenità e serietà non sempre presenti nelle storie monogame.

Psicologa, psicoterapeuta, trainer in comunicazione e PNL