Riscoprire l’amore universale

Quando i contatti con l'aldilà ci aiutano a superare il dolore del lutto

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Annalisa Perrino risponde alle vostre lettere che cercano una risposta oltre la ragione.

ANNALISA PERRINO
Annalisa Perrino

Il periodo pasquale porta in sé “aria nuova”, voglia di “ri-nascere” accompagnati da venti caldi e amorevoli divini. Questo desiderio di rinnovata vita nasce direttamente dal cuore del Tutto!

Come medium spiritualista sento fortemente l’afflato d’Amore universale che in questo periodo primaverile soffia più fortemente nel cuore degli uomini e delle donne “sensibili” e che spinge e sospinge ognuno di essi a dividere di “ri-sorgere” dalle proprie ceneri, esattamente come una fiera araba fenice!

È giusto contattare chi ci ha lasciato?
cuoreRispondo volentieri alla lettera della signora Samaritana nella quale lei manifesta dubbi se sia giusto o meno “contattare” il marito Giancarlo precocemente scomparso il 2/11/2020 “Senza preavviso”, per usare le sue stesse parole, quali titolo di un suo libro.

Samaritana, nella tua lettera avverto un profondo combattendo interiore: quando si è tornati relativamente sereni, è giusto chiedere un contatto? Magari non vuole essere disturbato? È solo presunzione la mia? Questi i tuoi umanissimi interrogativi. Si avverte nelle tue parole ancora il condizionamento della cultura cattolica dalla quale apprendiamo “che i morti non vanno disturbati perché devono fare un eterno riposo”.

Rispondo subito che i defunti non si sentono mai, e dico mai, disturbati da noi e dalle nostre richieste, anche le più umane e pratiche possibili. E questo lo dico in base alle tante canalizzazioni fatte negli ultimi 20 anni. Quando si raggiunge la serenità interiore rispetto all’accettazione del trapasso di un nostro caro è allora che il contatto avviene! E sai perché? Perché finalmente la disperazione ha lasciato il posto alla fede che la vita continua. Questo significa che il caro può raggiungerci più facilmente, senza l’ostacolo disperato.

E rispondo all’ultima domanda se sia o no presunzione quella di “parlare” con lui. Io la definisco “corrispondenza di amorosi sensi”, per dirla con le parole del poeta. Quindi non temere, vi state cercando entrambi. Hai mai pensato di sviluppare le tue capacità sensitive e medianiche? Hai mai pensato di studiare seriamente per “percepire” maggiormente l’amorevole e saggia presenza di tuo marito? Spero di averti potuto aiutare, da cuore a cuore.

Vorrei il perdono di mio padre
cuoreBuon giorno Annalisa. Scrivo da Villacidro. Mi chiamo Pier Giorgio. Aspetto di parlare con mio padre da 14 anni, giorno in cui se ne andò improvvisamente. Da allora sento che è vicino a me e non trova pace, e io con lui. Vorrei chiedergli se mi ha perdonato, perché io ho perdonato lui. Mi manca in ogni istante della mia vita e soprattutto in ogni momento importante che vivo. Vorrei sapere cosa ha da dirmi e se ha un messaggio per mia madre e mio fratello. Ci manca tantissimo! Cordialmente, Pier Giorgio

La nostalgia dei nostri cari prematuramente scomparsi è un sentimento che ci pervade e ci pervaderà sempre, perché c’è un dettaglio che caratterizza la nostra natura umana fin dalla nascita: l’attaccament, un collante umano e spirituale. Tale sentimento contraddistingue sia noi vivi sulla terra, sia i “diversamente vivi” nel Mondo dello Spirito.
Ecco ciò che trasudano le tue parole, Pier Giorgio, rivolgendomi direttamente a te: l’attaccamento a tuo padre, chiunque esso sia stato, qualunque cosa egli abbia fatto o omesso nella sua vita. Il fatto che tu attenda da 14 anni di parlare con lui denota un grande percorso che tu, personalmente, sento che hai fatto nei confronti della figura paterna. Percepisco in te un grande senso di responsabilità nei confronti della tua famiglia di origine, come se fossi tu “il padre” della tua famiglia. Corretto? Avverto in te spalle forti sulle quali tutti si sono potuti appoggiare nel tempo, in modo particolare la tua mamma che fatica a camminare da sola.

Echeggiano in me, in chiaroudienza, le parole di approvazione da parte di tuo padre e, devo dire la verità, anche una particolare frase: “sei più bravo di me”. E lo dice con ammirazione verso l’uomo che sei diventato. “Sei più corretto di me, sei più puntuale di me, sei più forte di me, sei più dignitoso di me…”. Potrei continuare su questa scia di sentimento che tuo padre nutre nei tuoi confronti. Sento da parte sua rammarico per la sua vita.
Non so se questo può avere un senso per te, Pier Giorgio, ma credimi: rammarico è la parola più giusta. Si rammarica per ciò che è stato come uomo e come padre. Ecco perché nutre per te ammirazione. “Tu sei la parte migliore di me”. E so, Pier Giorgio, che sei dovuto crescere molto precocemente. Ora sei l’uomo che dovevi essere. So che hai un animo molto sensibile, soprattutto verso tua madre, verso la quale nutri sentimenti di protezione in tutto e per tutto. E so anche che hai tanta paura che ella muoia e ti lasci solo. Pier Giorgio, sei il figlio che tutte le mamme vorrebbero avere al proprio fianco. Non temere, non avere paura di rimanere orfano. Nessuno che crede nella vita oltre la vita resta solo!

Per tua madre: abbi cura delle tue gambe, abbi cura della tua alimentazione. Non tutto ciò che si mangia fa bene per te. Esci fuori dal lamento: non sei sola. Non lo sei mai stata. Sento rammarico anche verso di lei da parte di tuo padre, Pier Giorgio: come se volesse chiederle perdono per qualcosa di profondo. E sento anche un grande ringraziamento per il rispetto coniugale che lei ha avuto sempre verso di lui. Sempre.

Per tuo fratello: avverto un profondo sentimento di libertà in lui. Un bisogno di viaggiare lontano, di esplorare nuove terre. Un’anima diversa da te, Pier Giorgio. Ma in una cosa siete simili: l’amore per la famiglia, e soprattutto per vostra madre. Non fermarti, avverto le parole in chiaroudienza, e non sentirti in colpa di seguire i tuoi programmi di vita. Chi si ferma è perduto, dice il proverbio. Hai una mente brillante e delicata come il tuo umore. Ricordati che il cognome che porti lo hai reso bello tu!

Spero vivamente che le mie parole possano avere riscontro e magari, Pier Giorgio, se lo vorrai, scrivimi il tuo pensiero. Sarò lieta di leggerti da cuore a cuore. Annalisa

Si chiama la medium della gioia perché vuole trasmettere la gioia che chi è nell'aldilà prova nel mondo dello Spirito. A 24 anni, dopo aver sentito la voce della nonna, ha seguito un corso all’Arthur Findlay College con John Johnson, un medium che l'ha aiutata a tirar fuori le sue doti. Oggi, dopo oltre venti anni di intensa formazione personale, umana e spirituale, insegna nelle sue scuole come sviluppare le proprie capacità sensitive e medianiche con un taglio spiritualista.