La ricerca sull’Alzheimer

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I primi risultati ottenuti in laboratorio sui topi per una malattia che colpisce il 5% degli ultrasessantenni

Una delle ricerche importanti nel campo medico è quella sull’Alzheimer, una patologia neurodegenerativa, progressiva, che viene considerata la causa più comune di demenza. Già qualche anno fa sono stati prodotti e testati in vitro sui topi microchip in grado di sostituire le funzioni perse a seguito della morte delle cellule cerebrali.
In gennaio Neuralink ha installato il primo impianto cerebrale su di un essere umano – un paziente con paralisi – con il benestare della Food and Drug Administration – l’azienda di Elon Musk, senza però i risultati sperati.

La ricerca sull'AlzheimerAltri studi si stanno portando avanti all’Ebri (European brain research institute, o Istituto europeo per la ricerca sul cervello), fondato da Rita Levi Montalcini e dal suo collaboratore, il neuroscienziato Pietro Calissano, intervistato per Repubblica da Elena Dusi.

Recentemente, dopo vent’anni di ricerca, all’Ebri hanno messo a punto con successo un vaccino per l’Alzheimer (o meglio, un anticorpo monoclonale realizzato in laboratorio, diretto contro un frammento di una delle proteine responsabili della morte dei neuroni), testato sui topolini e brevettato, ma non ancora studiato per uomo. L’anticorpo è somministrato con la malattia presente: quindi non la previene, ma ne blocca l’avanzare…

«Non abbiamo ancora portato avanti i test sugli uomini», ha dichiarato il professor Calissano «perché come istituto di ricerca di base, già fatichiamo a ottenere i fondi per andare avanti. Un conto è trovare 50-100mila euro per mettere a punto un vaccino che funzioni sui topi. Un conto sono i test sull’uomo, che richiedono 5-10 milioni. Lì deve intervenire un’azienda farmaceutica. Noi abbiamo ricevuto manifestazioni di interesse, ma mai offerte concrete».

Ma la scienza e la ricerca vanno avanti. E c’è da sperare che in un prossimo futuro non solo i topi possano stare meglio…

Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata. Mailto: manuela.pompas@gmail.com