Libertà vo cercando

foto di Geralt

Per un mese sono stata lontana dall’Italia, connessa solo grazie ai quotidiani che, ahimè, davano soprattutto cattive news. A parte, obvious, quelle di cronaca nera – i delitti, i femminicidi, la corruzione – la percezione che avevo nel leggere quelle pagine era desolante.

Ciò che emerge ogni è il ritratto di un Paese retrogrado, che sta perdendo i suoi primati, a livello medico, culturale, scolastico, sociale. Mentre in politica la destra avanza in molti campi, con poltrone occupate anche da incompetenti. Per non parlare tra le tante cose dell’attacco alla stampa, con un atteggiamento assolutamente anticostituzionale e antidemocratico.

Libertà vo cercando
foto da Pixabay

E a livello mondiale forse è anche peggio. A parte le guerre (alle cui notizie finiamo per abituarci), la destra (e a volte la dittatura) si impone in molti Paesi, in Europa, USA, Sud America…

Certo, ci sono isole felici. Ho scoperto che il Kerala, dove sono stata alcuni giorni, è uno degli Stati indiani dove sta sparendo l’analfabetismo, non ci sono scontri religiosi, c’è una convivenza pacifica tra le varie etnie. E farò un reportage sulla mia esperienza indiana nel prossimo numero.

Libertà vo cercando ch’è si cara
Ma se il panorama ci può apparire desolante, possiamo comunque sperare. Secondo una teoria interessante, essendo il male uno strumento del Bene, i momenti, le persone, le esperienze negative servono a pagare un karma e a risvegliare la coscienza collettiva.

E questo sta accadendo, pur senza clamore. Ne abbiamo avuto sentore recentemente, quando di fronte a un terrorismo farmaceutico e mediatico, sono sorte associazioni di medici e avvocati a difesa della libertà di scelta. E molte più persone del previsto hanno preso posizioni a volte difficili, pagando un prezzo alto a livello lavorativo, economico e sociale. Ma bene o male siamo in una democrazia e abbiamo il diritto, secondo la Costituzione di scegliere come vivere, come curarci, come votare…

Addio alla musa di Fellini
Libertà vo cercandoQualche anno fa, prima del Covid, ho partecipato a una cena di beneficenza insieme a Sandra Milo. Una donna brillante ma discreta, poco diva nei suoi atteggiamenti, colta, intelligente, spiritosa. Molto diversa dalla “maschera” di svampita che Fellini le aveva incollato addosso – insieme al soprannome di Sandrocchia – con i film 81/2 e La dolce vita (che l’avevano definitivamente lanciata nel cinema dopo un momento di fermo) e che l’ha accompagnata tutta la vita.

In questi giorni ha lasciato il suo corpo, se ne è andata a casa sua, circondata dall’affetto dei suoi cari, forse per raggiungere Federico, suo grande amore, con il quale ha avuto una relazione durata 17 anni. È vero che aveva 9o anni, ma nell’immaginario collettivo certi personaggi non hanno età, sono eterni come nei loro film, dovrebbero rimanere sempre con noi…

Nata nel ’33 a Tunisi, è entrata giovanissina nel mondo dello spettacolo: dopo aver fatto la modella a Milano, si trasferisce a Tivoli e in un servizio fotografica dicenta la Milo di Tivoli, da cui il suo cognome. Nel ’55, diretta da Antonio Pietrangeli, ha avuto una piccola parte nel film Lo scapolo, con Alberto Sordi. Nel ’59 ha avuto l primo ruolo importante lo ha ne Il generale Della Rovere al fianco di Vittorio De Sica,diretta da Roberto Rossellini, in cui interpreta il ruolo di una prostituta. Negli anni sono seguiti circa 70 film, in cui è stata diretta da grandissimi cineasti.
Ci mancherai Sandra, con il tuo humour, il tuo sorriso, la tua simpatia,

Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata. Mailto: manuela.pompas@gmail.com