La consapevolezza dell’attimo

Usare I messaggi dell'aldilà come meditazioni per approfondire un tema

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Nell’attimo c’è tutto, consapevolezza, il dono della vita, quello che sei e che vorresti esprimere.

Quando io osservo queste mie foto di un tempo, quando ero sulla Terra, esse mi richiamano sempre a un’analisi della mia esistenza e ho come un sussulto e dico: «Avrei potuto davvero amare di più!». E non dico questo per un rimpianto o un senso di colpa, ma perché è un pensiero che potrebbe accompagnare ogni persona che cerca di essere consapevole di sé. Dire semplicemente questo: «Potrei amare di più».

La consapevolezza dell'attimoIn ogni situazione, di fronte a ogni persona dire così: «Io potrei amare di più. Potrei essere più gentile. Potrei essere in questo momento esatto più affabile, più sorridente: essere amorevole».

Quella persona forse si stupirebbe e direbbe che sono particolarmente gentile, ma questa gentilezza non è un modo di essere formale, perché nasce dalla consapevolezza dell’attimo che stai vivendo. In quell’attimo c’è tutto: il dono della vita, la brevità della vita sulla Terra, il valore della relazione, quello che tu sei e che vorresti esprimere. In quell’attimo c’è la consapevolezza.

Non è qualcosa che va rimandato a momenti particolari, ma è l’attimo che ti rivela che sei, esisti, vivi. Allora l’altro è come un cerino che si sfrega contro la tua realtà e si accende, e ogni attimo è un’accensione. Comprendi che tra un fuoco che arde costantemente e un fuoco che si accende costantemente c’è una bella differenza, perché il fuoco che arde costantemente è una cosa bellissima, ma potrebbe anche conciliare un po’ il sonno o comunque anche l’assuefazione, mentre invece il fuoco che si accende ogni attimo è la consapevolezza vera che tu sei e non ti perdi nella distrazione del momento.

La consapevolezza dell'attimo
Foto di mleonascimento da Pixabay

Ecco, riuscire ad accendersi ogni attimo e in quell’attimo dire tutto, come dire: «Signore, grazie». Mi guardo intorno e vedo in questo momento che cosa ho e, qualsiasi cosa ho in quel momento, è un dono. Posso dire grazie, perché ho qualcosa nel piatto, perché ho un vestito addosso, perché ho una persona davanti, perché amo e sono felice di esistere. L’attimo è qualcosa che poi diventa un modo ininterrotto di accendersi e di mantenere viva quella fiamma senza che sia per questo una fiamma che crea assuefazione, come si suol dire.

Ecco da dove nasce la gioia
Lo stupore della vita, l’amore della bellezza, la gioia di ritrovarsi, l’incanto dell’essere in comunione con altre persone: sentirsi così beneficiati dalla vita di ogni attimo e di ogni piccola cosa che hai davanti! Capisci che qui nasce la gioia. La vita può invece sembrare monotona, uguale e persino triste e grigia a chi non ha questa attenzione. Se provi ad osservare la tua vita come dei fotogrammi o delle foto e pensi che ogni momento è uno scatto di questa macchina, che fotografa la tua esistenza, allora in questo scatto tu “scatti” e dici: «Sono presente. Sono attivo, sono vivo. Non sono così semplicemente in un momento fra i momenti, ma sono nel momento, nell’unicità di quel momento, e ci sono con tutta la mia consapevolezza».

Allora l’attimo ti rivela come un essere che vive e non come qualcosa che ti porta ad altri momenti, che ancora non sono e quindi non esistono, ma in quel momento tu sei e non puoi permetterti di essere altrove con la mente. Se invece ti permetti di fare questo, vivi distrattamente e, siccome gli attimi compongono il tempo umano, gli anni passano e potresti accenderti e accorgerti che sono passati forse troppi anni. L’attimo è quello che ti salva dalla paura di non vivere bene, perché in quel momento ti dà la soddisfazione di essere. Questo è molto importante, perché è come se fosse un grano del rosario: se dico che “tanto ce ne sono molti altri…”.

Impara a sentire come è ricco l’attimo

La consapevolezza dell'attimo
Foto di leenagidwani da Pixabay

Ma se quell’attimo lo senti fra le dita, lo giri fra le dita e ne percepisci tutta la bellezza, la consistenza, poi passerai a un altro, però quello nuovo non ti farà pensare a quello che c’era prima e a quello che verrà dopo, bensì sarà il tuo tutto in quel momento, perché è l’attimo vero, il grano unico, e uno solo per volta puoi avere fra le dita.
Sentilo in tutta la sua consistenza, senti com’è ricco e com’è bello, e non guardare indietro o avanti. Così, guardando quelle foto, io vedo degli attimi che sono stati “immortalati”, per così dire, e mi chiedo se in quell’attimo io fossi stata pienamente consapevole.

Osservo quell’attimo che è andato e che mi testimonia che non c’è più e che io pure ero, e mi chiedo se sono stata capace di tenere il grano fra le dita il più possibile prima che mi sfuggisse, che un altro mi venisse dato da poter far girare tra il pollice e l’indice, questo piccolo mondo da assaporare, da tenere prezioso e non lasciarlo andare con la premura di averne un altro. Questa è la vita, questo è saper vivere, sentire com’è prezioso ogni attimo e quanto è ricca la vita. Ma è bene ricordare, come hanno detto i Fratelli, che il mondo che vedi fuori, la sensazione che tu hai del cosiddetto “mondo esterno”, è nient’altro che il tuo stato d’animo e il tuo modo di concepire te stesso.

Pensa se avessimo questa coscienza dell’attimo, cosa vedremmo fuori? Solo doni o comunque possibilità di aiutare o di essere utili agli altri. E, se vediamo la sofferenza, non vuol dire che il mondo è sofferenza, ma vuol dire che mi si offre la possibilità di consolare e aiutare, di lenire la mia stessa sofferenza, perché resta sempre un’ombra di sofferenza anche in chi sente questo, in quanto si va sempre più in profondità e si avverte il bisogno della gioia in tutta la sua pienezza, e questo può comportare anche una certa sofferenza, perché include la gioia dell’altro. Si può sentire anche di non essere abbastanza felici, perché non abbastanza colmi di quella coscienza che è destinata ad essere raggiunta, ma questa non è una sofferenza, quanto piuttosto un sospiro che si frappone fra un respiro e un altro più profondo.

Com’è preziosa e bella la vita!

La consapevolezza dell'attimo
Foto di Jill Wellington da Pixabay.

Ed è gioia essere portatori di questa coscienza, ma, prima di poterla offrire agli altri, occorre veramente esserne consapevoli, essere intimamente noi stessi, altrimenti rischiamo a volte di dire parole che poi non sono così profonde, come potrebbero essere invece quelle di chi testimonia con un sentire, con un gioire, con una serenità e un’imperturbabilità, che dà vero valore al comunicare. Allora non puoi che essere così, non ti poni, come dire, delle modalità da assumere, ma hai già un tuo modo di presentarti, che è un senso di pace interiore, di fiducia nella vita, di capire e sentire che tutto ha un fine e che quindi non c’è nulla da temere. E, se anche verrà la fine della vita, sai bene che continua: è un’esperienza che si conclude e lascia spazio a un’altra, e un’altra ancora verrà, e l’anima così segue un percorso.

Perciò non c’è da drammatizzare, se il discorso può toccare il tema della “vita oltre la vita”. In effetti non c’è mai una “vita oltre la vita”, ma solo una vita ininterrotta, tuttavia chi è nella materia sente questo stacco come una triste realtà che lo separa dalla vita, mentre invece lo richiama a una vita più intensa e più vera. Ecco, io torno ad osservare queste foto. Esse racchiudono attimi della mia vita: io ero lì presente e in quel momento avevo tutto un mondo dentro: sentivo, udivo, respiravo, capivo, forse non abbastanza, ma ero in quel momento. Sentirsi di essere, sentirsi di vivere, capire che ogni attimo è un grano del tuo rosario, ma non avere fretta di farlo scorrere: quello è veramente un piccolo mondo che va esplorato totalmente.

La tua preghiera ha un senso, se hai in mano un rosario di questo tipo, altrimenti sono solo parole e vane illusioni di poter avere dei contenuti e dei concetti, seppur veri e profondi. Questo grano deve essere sentito, deve essere amato e interiorizzato, ed è un modo di vivere e anche di sentire Dio. Perciò vivi con serenità il tuo attimo e non avere fretta di pensare come saranno i grani che seguiranno: di “grane” ce ne sono già abbastanza. Ma anche queste in realtà sono dei grani, forse un po’ più difficili da decifrare, comunque sempre parti della nostra vita che l’esperienza ci permetterà di capire meglio e il tempo ci renderà ragione della loro necessità e utilità.

Una Sorella di Luce

La firma di queste pagine è quella di un cerchio medianico, creatosi nel 2017 tramite comunicazioni del medium romano Demofilo Fidani (1914-1994) e della moglie Mila, inizialmente guida del medium che scrive su queste pagine e che chiede l’anonimato.