Per un mondo migliore

Continua l'analisi su uguaglianze e differenze tra maschile e femminile

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Il rispetto dei ritmi  naturali è indispensabile per ritrovare un equilibrio tra maschile e femminile.

Come abbiamo visto nella precedente puntata,  in molte culture il periodo che segue la menopausa viene considerata una vera e propria “nascita” alla saggezza, all’attivazione piena del proprio potenziale e alla rinnovata vitalità: una fase che permette alle donne, finalmente libere dall’obbligo riproduttivo determinato dall’orologio biologico”, di accedere in modo permanente a qualunque fase precedente e a una sorta di eterna giovinezza.

Nella nostra società, molto spesso la menopausa è invece associata al declino, anziché alla rinascita e alla rigenerazione. I sintomi di cui spesso le donne soffrono in menopausa, esacerbati da uno stile di vita sempre più lontano dalla Natura e dai suoi cicli, vengono spesso combattuti anziché essere vissuti come un’iniziazione potenziante e rigenerante e una transizione verso libertà e pienezza.

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Foto generata da AI per Iffany da Pixabay.

Infatti la liberazione dalle pressioni ormonali che mantengono la donna fertile può portare a una profonda esplorazione di sé e all’attivazione di un potenziale enorme, mentale, emotivo e fisico, fino a quel momento nascosto.

Tutti gli Elementi sono presenti in tutti
A prescindere da queste considerazioni, sulle quali torneremo in seguito, una cosa che possiamo notare è che nei cicli della Natura, sia quello Lunare sia quello delle stagioni, tutti gli Elementi, maschili e femminili, sono presenti.
L’elemento Fuoco (Primavera, Luna Crescente) e Aria (Autunno, Luna Calante) caratterizzano le due fasi trasformative  o di transizione, mentre Acqua (Estate, Luna Piena) e Terra (Inverno, Luna Nuova) caratterizzano quelle culminanti.

Cosi come, di fatto, gli estrogeni e il progesterone sono presenti anche nell’uomo e il testosterone lo é nella donna, tutti gli Elementi sono presenti in tutti gli individui, a prescindere dal sesso e all’orientamento sessuale, ma si esprimono in modo differente proprio perché la fisiologia é differente. Infatti il corpo femminile, nell’arco di un mese, riproduce tutte le trasformazioni che la Natura attraversa nel corso di un anno. E ancor di più nel corso della vita.

Conquiste “al maschile”

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Foto di Annabel_P da Pixabay

La tecnologia e le innovazioni hanno fatto fare alla nostra civiltà passi enormi, accelerando grandemente la comunicazione, i viaggi, i ritmi di produzione e di vita, e tanto altro. Obiettivi decisamente raggiunti, conquistati tutti alla maniera “maschile”. Lo sfruttamento delle risorse della Natura, senza considerare le conseguenze, ci sta portando alla necessità di correre ai ripari.

Perché se il corpo umano non può sostenere i ritmi di vita che l’umanità si è autoimposta in quanto semplicemente non è progettato per farlo, nemmeno la Natura può sostenere il nostro impatto su di essa senza “rispondere”. Se l’impossibilità di rispettare i ritmi per i quali il nostro corpo è disegnato si traduce in sintomi fisici ed emotivi per le donne e per gli uomini, così l’incapacità di armonizzare le nostre umane necessità con i ritmi naturali si traduce in “sintomi” ambientali.

Ma nel momento in cui la nostra reazione è “abbattiamo il patriarcato” abbiamo già perso in partenza, perché l’azione violenta è tipica dell’energia maschile (impetuosa e volitiva) portata all’estremo – la stessa energia che continuiamo a nutrire, nutrendo e perpetrando il nostro stile di vita, molto “fare” e ben poco “ascoltare”.

La psicofisiologia

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Foto di Geralt da Pixabay

La psicofisiologia ci insegna che, prima di eliminare qualsiasi abitudine, per quanto disfunzionale sia, bisogna costruire un’alternativa, perché siamo disegnati in modo da andare nella direzione che percepiamo più vantaggiosa per noi.
Se non creiamo un’abitudine o uno schema alternativo e più funzionale prima di tentare di abbandonare uno schema o un’abitudine che non fa più al caso nostro, il nostro sistema nervoso e il nostro inconscio resisteranno al cambiamento.

Questo si estende alla società in cui viviamo. Per poter giungere a un equilibrio ideale tra umanità e Natura, come tra maschile e femminile, e creare un mondo migliore, più armonioso, pacifico e in equilibrio, sarebbe utile iniziare a lavorare sul piano individuale incrementando questo tipo di conoscenza – la conoscenza delle connessioni tra Natura ed essere umano –  e rieducandoci al rispetto dei ritmi e cicli naturali, dentro e fuori di noi.
E se non siamo in grado di tornare a vivere a ritmi più consoni ai nostri ritmi naturali dall’oggi al domani, almeno possiamo iniziare a riconoscerli e onorarli in noi stesse e in noi stessi, onorando proprio quelle differenze che distinguono uomini e donne.

Onorare la Natura dentro l’essere umano

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Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Tentare di livellare le differenze per “performare come gli uomini” è controproducente per tutti, e non solo per le donne. Prendere coscienza delle fisiologiche fluttuazioni ormonali femminili può invece diventare il primo passo per riconoscere e onorare la Natura dentro l’essere umano. Il primo passo è l’educazione di ciascun individuo alla consapevolezza, un passo  fondamentale per iniziare a costruire un modello più funzionale di vita personale e in relazione alla Natura.

Iniziamo a rallentare consapevolmente. Iniziamo dando, per esempio, più spazio e tempo all’ascolto di noi stessi, del nostro respiro, del battito del nostro cuore. Diamo più spazio alla semplice contemplazione, senza riempire tutti i momenti liberi con qualcosa da “fare”. L’ascolto di sé e l’osservazione di come la Natura cambia nel corso delle stagioni, anche solo passeggiando in un parco, é un primo passo verso il cambiamento. Se non possiamo cambiare tutto dall’oggi al domani, se “ribellarci” è un paradosso, possiamo osservare i cicli della Natura per incorporarli e iniziare a rispettarli, ri-educandoci alla Natura e quindi riavvicinandoci alla nostra stessa natura umana.

I doni nascosti nel ciclo femminile

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Foto di Geralt da Pixabay

Ci sono doni nascosti nel ciclo femminile, come nei cicli della Natura: doni che offrono a tutti opportunità di crescita. Riconoscere e iniziare a osservare questi cicli può dare alle donne il potere di navigare la propria vita con saggezza e agire secondo la Natura e la loro natura, abbracciandola piuttosto che lasciarsi condizionare dalle pressioni sociali, familiari o relazionali.

E può fornire agli uomini preziosi strumenti per comprendere la natura del femminile, nella Natura, nella donna e in loro stessi.

Per la donna, soprattutto, non si tratta di competere con gli uomini, aderire al modello “mascolino” o adottare tratti più attivi-maschili per avere successo: si tratta di comprendere il potere innato nelle proprie fluttuazioni ormonali e sfruttare quell’energia per la crescita personale e professionale.

Prima di pensare di smantellare le strutture esistenti, prima di pensare di doverci ribellare all’ordine attuale, facciamo crescere la nostra consapevolezza e iniziamo a costruire un ordine differente partendo dall’interno. La transizione verso un modello più funzionale inizia sempre internamente, attraverso azioni intraprese dai singoli individui verso la costruzione di alternative, per poter poi pacificamente smantellare le strutture disfunzionali.

Un viaggio di autoesplorazione

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Foto generata da AI per a_scarcy da Pixabay

L’integrazione di maschile e femminile riguarda tanto l’individuo quanto la collettività. Il cambiamento inizia sempre con la  crescita della consapevolezza individuale e l’impegno a esplorare nuove prospettive. Facciamo crescere in ciascuna e ciascuno di noi la capacità di ascolto, la ricettività, la capacità di nutrire in modo amorevole noi stessi, anima e corpo.

Abbracciare e incorporare l’energia femminile e integrare maschile e femminile in modo funzionale e armonioso è un viaggio di autoesplorazione, crescita personale e trasformazione sociale. La comprensione e l’integrazione di queste energie ci porta a una connessione più profonda con la nostra essenza e con il mondo che ci circonda.

In un mondo in cui la complessità delle relazioni e del concetto stesso di “identità personale” è in costante evoluzione, l’integrazione consapevole di Maschile e Femminile è un sentiero prezioso verso il benessere individuale e collettivo.

Per saperne di più:
Monica Canducci: “Il Corpo Sacro: Integra l’energia Femminile e Riconnettiti coi Cicli della Natura per prosperare a Tutte le Età” – Amazon (Kindle e cartaceo)

(2a puntata – Fine)

Autrice e insegnante di discipline incentrate sull’equilibrio tra mente, corpo e spirito. Artista trans-disciplinare, ha sviluppato fin da adolescente la capacità di percepire l’invisibile. Studiosa di neuroscienze, psicofisiologia, arti del movimento, danza, meditazione e di pratiche di guarigione con sciamani, guaritori, uomini e donne di medicina e maestri spirituali, si impegna a esplorare le interconnessioni tra struttura corporea, pensieri ed emozioni da una prospettiva scientifica e spirituale. I suoi libri si trovano su Amazon. Sito Web: www.monica-canducci.com