Musica e vino: un matrimonio perfetto

La sinergia tra vino e musica ha alimentato l’animo di tutti i popoli fin dall’antichità

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L’attività musicale di Rino Capitanata in diverse aziende agricole per migliorare la qualità del vino.

Musica e vino
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Durante i tempi degli antichi Greci, nelle locande, si mesceva il vino con l’accompagnamento di musica strumentale di sottofondo. In alcune civiltà precristiane strumenti musicali come Flauti, Cetre e Lire, erano impiegati nei banchetti e favorivano la bevuta del vino.

Gli esperimenti e gli studi sul legame tra la musica e la crescita delle piante si perdono nella notte dei tempi; a partire dalle ricerche condotte secoli e secoli fa nell’antico Oriente, fino ad arrivare a Darwin nell’Ottocento, il quale prova a suonare il suo fagotto ad una pianta di mimosa.

Oggi molti studi e ricerche dimostrano scientificamente che la musica fa bene alle piante: gli organismi vegetali infatti rispondono agli stimoli musicali – o meglio alle frequenze musicali- e a seconda della musica e dei suoni ai quali essi vengono sottoposti, reagiscono con risposte diverse sull’accrescimento stesso della pianta.

Insomma un magico connubio sempre esistito e che sempre ha donato sensazioni profonde ed appassionanti.

Piante e animali abbracciati dalla musica
Capitanata, che in Alto Adige si sta occupando da diversi anni di come mettere al servizio delle aziende agricole la sua musica, ha collaborato con diverse tenute vinicole e aziende agricole per sperimentare l’utilizzo della musica a beneficio delle molteplici attività.

Musica e vino
Rino Capitanata in una tenuta vinicola

Al Maso Oberniederhof della Famiglia Tappeiner in val Senales ad esempio da più di 15 anni le mucche sono accompagnate tutto il giorno nella stalla da musiche studiate per produrre più latte e di qualità .
Mentre da qualche anno in alcune tenute vinicole bio-dinamiche sperimentali le viti crescono accompagnate dalla musica di Capitanata, dove le note si diffondono nell’aria e abbracciano le piante che prosperano tra le queste armonie, come in una sconfinata sala da concerto.

Le armonie proseguono poi il processo di trasformazione dell’uva in vino pregiato fino alla cantina, dove risuonano queste musiche, in un’atmosfera di assoluta pace e meditazione.
Per creare questa inedita atmosfera è stato installato un sofisticato sistema di casse firmate BOSE, posizionate lungo i filari, che diffondono le note lungo il vigneto.

Incontro Rino Capitanata a Merano nel camerino di un teatro prima di un suo concerto.
Domanda: Puoi parlarci di queste sperimentazioni di musica e vigneti che hai intrapreso con una casa vinicola del 1615?
Rino Capitanata: La musica è stimolo cerebrale, parla alle nostre cellule interagendo con la parte di noi che ci è più sconosciuta e ci rende più reattivi. Sono stati tanti, negli ultimi cinquant’anni i ricercatori che hanno studiato le influenze della musica sulla crescita delle piante.

Gli effetti straordinari della musica sul vino

Musica e vino
Markus Bachmann, che con Thomas Koeberl ha brevettato il progetto Sonor Wines

I primi studiosi del fenomeno sono stati due enogastronomi austriaci, Markus Bachmann e Thomas Koeberl, i quali, osservando l’effetto di alcune musiche appropriate in cantina, hanno brevettato il progetto Sonor Wines ritenendo che alcune musiche abbiano effetti straordinari sul vino.
Si è osservato come durante la fermentazione, queste musiche renderebbe il vino “più buono e raffinato”. Il progetto è già attuato in alcune tenute che “nutrono” il vino in cantina facendogli ascoltare musiche scelte.

In Italia in una tenuta vinicola in Alto Adige le viti crescono accompagnate dalla mia musica, dove le note si diffondono nell’aria e abbracciano le piante che prosperano tra le queste armonie, come in una sconfinata sala da concerto. Le armonie proseguono poi in cantina, dove risuonano queste musiche, in un’atmosfera di assoluta pace e meditazione.

D.: Come interagisce la musica con il vino?
Capitanata: Si tratta di un’incredibile e innovativa scoperta. La ricerca effettuata ci ha permesso di capire da dove origina questo misterioso effetto positivo della musica sul vino: le onde sonore della musica sarebbero in grado di agire sui lieviti nel corso del processo di fermentazione, regalando una bevanda decisamente superiore, anche dal punto di vista olfattivo.

Attraverso le note musicali, le ripetute vibrazioni musico-armoniche, durante la fase di affinamento, il vino viene portato alla catalisi ristrutturativa, e ritrova all’interno di sé le condizioni di equilibrio dei legami.
Questo metodo consente al vino di evolvere e di esprimersi in un’esplosione sensoriale a livello olfattivo e gustativo. Una vera esperienza sensoriale all’insegna dei suoni, del benessere e dell’agricoltura.

La musica migliora le uve e la qualità dei vini

Musica e vino
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D.: Che tipo di sue composizioni ha utilizzato?
Capitanata: mi rifaccio a spontanee intuizioni che mi arrivano passeggiando tra i vigneti, poi mi rifaccio sequenze matematiche del matematico Fibonacci, che si ritrovano nella natura. In questo tipo di composizioni non ho mai usato note minori, ma sempre note maggiori.

Tra le vigne la musica è un onda vibratoria e quando incontra l’onda vibratoria che c’è nella pianta stessa si crea la risonanza, che a sua volta crea un metabolismo accelerato, grazie al quale si hanno più foglie e più rigogliose, più germogli, e quindi grappoli migliori.
Gli insetti se ne stanno solo pochi attimi, perché c’è la musica, e si spostano quindi altrove.

La musica sui vigneti quindi, ha un potere benefico enorme sulle piante, che non si limita soltanto ad un migliore sviluppo ed un maggior vigore della vite e successivamente sulla qualità dell’uVa e infine sul vino.

Per saperne di più:
Video vini armonizzati con la musica di Rino Capitanata

 

Ricercatrice, giornalista musicale, approfondisce da anni ogni aspetto della musica per il benessere psicofisico scrivendo articoli e libri sull’argomento.