Le pratiche della meditazione

Aiutano a liberarci dall'ansia, dallo stress e ad attivare la conspevolezza

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La strada del Buddha e il difficile cammino della ricerca interiore, attraverso la Mindfulness.

Non è un cammino semplice, quello di imparare a vivere, già sapendo poi che il tempo regalatoci dagli dei è un tempo assai breve. Breve e/ma intenso di insegnamenti.

Le pratiche della meditazione
Alida Mazzaro, insegnante di Yoga Nidra.

Integrati nella società, noi umani ne seguiamo gli insegnamenti, il più impegnativo dei quali è l’affidarsi alla famiglia come unica isola alla quale approdare quando, stanchi e senza fiato, cerchiamo un approdo di pace. Forse per questo la solitudine è spesso vista come incompletezza, egoismo e dolore. A volte di forza.

Vivendo e cercando soluzioni per una vita serena, ci accorgiamo che la solitudine non è una strada arida, fredda e faticosa, bensì una discesa nei mondi interni sconosciuti, un imparare a pensare e ad agire. Autonomamente.

L’ansia, la paura, la rabbia, l’inquietudine, gestiscono la nostra vita ma noi abbiamo un potere: scegliere i pensieri, le parole e le azioni. Non accade in qualche giorno, nemmeno in qualche mese, ma accade meditando con pazienza per lunghi periodi.

I benefici della meditazione
La meditazione è “una pratica che porta rilassamento, che fa dormire meglio, che rende più concentrati, che fa lavorare e produrre meglio” e tante altre cose. Questo è ciò che ora si narra della meditazione.

Le pratiche della meditazione
Padre Mariano Ballesterj

Un grande meditante, gesuita, Padre Ballester, ripeteva: “Se tutti gli uomini meditassero, non esisterebbe più la guerra”. ”Se la meditazione fosse insegnata ai bambini,  in poco più di due generazioni il mondo cambierebbe”.
Ed è vero, perlomeno in parte, che la vita può essere dolorosa, ansiosa, inquieta, paurosa. In cerca di soluzioni, l’unica che abbiamo trovato è quella di evitarlo, il dolore. Lo evitiamo arrabbiandoci, ignorandolo, consumando cibi e cose, oppure muovendoci, o facendo finta che non esista.

A dire la verità, qualcuno che ha dato una sua interpretazione di come uscire da questo tunnel doloroso, c’è, anzi, più di qualcuno. I nomi li conosciamo e sono tanti gli dei che ci hanno insegnato a pregare, a supplicare, a servire. Gli dei “buoni” che ci perdonano e gli dei “cattivi” che ci puniscono. Oppure gli dei più giusti che ci puniscono e ci perdonano.
E noi qui ad aprire il cuore all’amore ed alla compassione, con l’unico strumento della preghiera,  dell’auto-osservazione e del perdono.

Siddharta, il Buddha Gautama

Le pratiche della meditazione
Siddharta (interpretato da Keanu Reeves) nel film  “Il piccolo Buddha” di Bertolucci.

Come cercare delle soluzioni alternative? Delle informazioni che ci confortino? La scoperta del mondo orientale, a noi occidentali, ha regalato delle soluzioni inaspettate. Perché, mentre noi trascorrevamo il tempo a fare giochi di potere, sembra che loro cercassero il potere interiore, non quello esteriore.

Cercavano la strada per comprendere il dolore, la sua causa e le strade per risolverlo. Uno ci è arrivato, era Siddharta Gautama, detto il Buddha, su cui Hermann Hesse scrisse un libro che dovrebbe essere letto da tutti.

Lui, il Buddha, è il più famoso – tant’è che se ne parla ancora dopo 2500 anni… Un principe che rinuncia alla sua posizione previlegiata per vivere in mezzo agli uomini, provando la rinuncia e l’eremitaggio per poi buttarsi nella vita materiale, finoa capire che la verità è dentro di sè e non all’esterno. Probabilmente ci sono stati altri uomini che hanno raggiunto la retta concentrazione, la retta consapevolezza, la dissoluzione dell’ego.

Abbiamo eliminato le radici filosofiche e spirituali della meditazione

Le pratiche della meditazione
Il biologo Jon Kabat-Zinn. Dopo essersi occupato di stress, ha elaborato la Mindfulness.

Anche le neuroscienze e la psicologia stanno spendendo parole sulla soluzione che lui aveva trovato: la meditazione. Tanto che l’Occidente, capito che poteva ricavare qualcosa di produttivo, ha eliminato la ricerca (chi sono, dove vado, da dove vengo, datemi una risposta) ed ha fagocitato l’aspetto mentale eliminando le radici filosofiche e spirituali, prendendo solo quelle psicologiche.

È nata così la Mindfulness, di Jon Kabat-Zinn, che è entrata negli ospedali, nelle carceri, ovunque ci sia disagio e sofferenza. Obiettivo la consapevolezza, la presenza, il qui ed ora. Ma la meditazione senza l’aspetto spirituale è come una bicicletta senza ruote, o l’acqua di mare senza sale ,o una mano incapace di accarezzare.

Gli esseri umani desiderano la connessione con il loro divino, quello interno, quello nascosto laggiù, dentro. Forse, anzi certamente è più semplice pensare che la felicità sia là fuori, così conosciamo altro, vediamo terre diverse, mangiamo cibi strani, sperimentiamo.

Dentro… no… tutto buio, arrivano i mostri, i ricordi brutti, le paure, il silenzio e le troppe parole, le fantasie, la morte, quando morirò?
Tutto quello che non conosciamo ci fa paura. La soluzione è: non ignorare, non avvicinarsi, non allontanarsi. Meditare. Quindi. Cercare di essere consapevoli, compito difficile perché la nostra abitudine alla inconsapevolezza è molto sviluppata. Arriva un momento, in cui la meditazione è l’unica pratica possibile. Lo sappiamo, lo comprendiamo. È il momento magico in cui  iniziamo  la pratica. Le pratiche.

Le pratiche della meditazione

Ecco una serie di pratiche utilizzate dalla meditazione
donna felicitaPratica dell’impegno.
Il nostro momento storico è fatto di edonismo, di tutto è facile e comprabile, del “sei intelligente” “sei fantastico”, “meriti tutto” e soprattutto meriti di essere felice.

Se la felicità non arriva (spesso e non volentieri) significa che il tuo quoziente intellettivo e emotivo è ad un livello basso (non è vero, sappilo). Ciò che va fatto, per ottenere un cambiamento importante, è ogni giorno, giorno dopo giorno, fare un piccolo passo per cercare di raggiungere il proprio obiettivo.

Solo con una nuova abitudine possiamo raggiungere una nuova abitudine e dimenticare la vecchia. Lentamente, i nuovi pensieri saranno i pensieri sani, quelli che ci portano alla tranquillità, che ci rendono la vita gradevole, insomma quelli che ci fanno stare bene.

Pratica dell’osservazione. Che siano demoni o angeli, buchi o strabordi, pecore o lupi. Pulire la mente per vedere la realtà per come si manifesta.

Pratica dello stare di fronte al dolore.  Non ignorare, non allontanarsi e non avvicinarsi alla sofferenza ma osservare le sue caratteristiche, la sua intensità, stare con dignità e  con un sorriso gentile sulle labbra (atteggiamento da mantenere sempre quello della gentilezza). Invece di scappare, rimanere fermi davanti al dolore.

Mark Mook Fotografie
Mark_Mook_Fotografie, da Pixabay.

Pratica della consapevolezza di sbagliare. Accorgersi quando l’attenzione se ne va, la mente vaga nei ricordi, nelle fantasie, quando la nostra mente è lontana da ciò che stiamo cercando di fare. Si prende coscienza che un momento prima non eravamo nella consapevolezza, non eravamo presenti in noi.

Pratica della equanimità. Di fronte ad uno stimolo fisico o mentale l’atteggiamento equanime consiste nell’osservazione consapevole, senza negare lo stimolo e senza compiere alcun movimento. Osservare le cose così come sono, non reagire automaticamente, non creare negatività.

Pratica della disidentificazione. Osservare  da una certa distanza il proprio respiro, le parti del proprio corpo ed i contenuti della mente. La distanza che si viene a creare tra il “testimone” e l’oggetto osservato viene descritta come disidentiifcazione o decentramento, o ripercezione. È un momento importantissimo in cui capire che la mente e l’osservatore non sono necessariamente la stessa cosa.

Pratica del lasciar andare. Forse la parte più difficile. Ce ne fosse una facile. Lasciar andare, rinunciare al controllo ed abbandonarsi, non fuggire, non protestare, non ribellarsi. Ci abbandoniamo al momento presente. Con un sorriso. Le labbra sorridono.

La meditazione è accessibile alle persone di ogni professione ed età.
Ci vuole desiderio di conoscenza e di completezza.
Ci sono centinaia di libri sulla meditazione, tutti raccomandano la pratica.

Per saperne di più:
Fabbro Franco. La meditazione mindfulness. Il Mulino, Bologna
Gunatarana Henepola. La pratica della consapevolezza. Astrolabio, Roma
Kabat-Zinn John. Vivere momento per momento –Corbaccio, Milano
Kabat-Zinn John Riprendere i sensi. Corbaccio, Milano

Insegnante  certificata di yoga e meditazione. Naturopata ed insegnante di Floriterapia presso l'Accademia delle Arti Erboristiche. Vive a Roma. Per ora. website: www.alidamazzaro.it mail: alidamazzaro@hotmail.com