La macchina visionaria

Un software che induce in chi ascolta uno stato di estasi musicale

Ragazza Cuffie 600

L’inventore del sistema AVS ci illustra il suo apparecchio, che armonizza tutto il nostro essere.

Ci ho messo venticinque anni per riassumere in modo corretto in quattro parole “ottimizzare coerenza sistemi viventi”, ciò che nell’essenziale inducono le sedute di PAT (Psico-Acustica Transizionale).

La macchina visionaria
Gubert Finsterle, ricercatore nel campo dell’acustica e della psicoacustica. EAP Psychoterapist.

Tutto quello che sapevo (filosofia, psicoanalisi, neuroscienze, acustica, musica) e quello che ancora non sapevo è collassato in un sogno del gennaio 1996 che mi ha svegliato verso le 4.30.
Avevo visto – o mi era apparso – una specie di quadrato virtuale definito dai quattro angoli con una sfera blu-azzurra al centro. Assieme alla visione v’era la certezza, direi epoptica – apprendimento diretto del vero – che questa era la soluzione al problema che avevo enucleato in un articolo titolato “Che cosa significa registrare” appena finito di scrivere.

Lì chiarivo che, pur registrando un concerto classico con il meglio che c’era al mondo e riproducendolo sempre col meglio e pure accuratamente tarato in ambiente, il suono era perfetto, ma se all’origine c’era quella “magia”, quello stato di estasi musicale che si riconosce e co-involge tutto il pubblico, nella riproduzione pure perfetta mancava.

Ho dedicato la vita per capire
E direi che qui abbiamo un buon esempio di quel le presque-rien di jankelevitchiana memoria, quel quasi nulla che diviene l’essenziale. Ho dedicato direi tutta la vita per capire cosa sia questo quasi nulla, scoprendo che è qualcosa di essenziale. Del resto Orfeo plasma le cose che governano la generazione e accolgono in sè l’intera forma del paradigma ci ricorda la grecità antica.

Con un primo brevetto ho messo a punto un sistema di riproduzione del suono governato poi da un software denominato in breve sistema AVS, acronimo dello pseudonimo mio nell’area del giornalismo scientifico audio, Andrea von Salis.
Questo software-sistema, realizzato con la collaborazione di ingegneri del CNR di Pisa, è stato selezionato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri tra le circa 200 innovazioni atte a rappresentare l’eccellenza dell’Italia degli innovatori all’Expo di Shanghai. Questa lo era nell’ambito “Salute” proprio per gli effetti delle sedute di PAT effettuate con il sistema AVS.

Uno stato di estasi musicale
La macchina visionariaPartendo dallo studio del fenomeno fisico prodotto dal sistema audio AVS che induce nell’ascoltatore uno stato di estasi musicale – l’Effetto Specchio nel tempo di fusione del suono, un particolare fenomeno di interferenza tra onde – ho isolato il fenomeno dell’estasi svincolandola dall’ascolto di una musica particolare.

Questo stato “mentale” indotto dall’ascolto del suono in AVS, se eccitato da un particolare suono caotico che potremmo anche definire come la totalità di tutte le musiche ascoltate contemporaneamente, produce una risincronizzazione delle popolazioni neurali del cervello e del rapporto bioelettrico tra cuore e cervello per via del fenomeno fisico noto come risonanza stocastica, indotto dal segnale stimolo PAT di natura caotica e struttura frattalica (iperbole).

L’area di applicazione riguarda il potenziale ripristino di adeguate funzionalità mentali (disturbi psicologico-psichiatrici tipo ansia-panico, depressione e neurologici quali cefalee-emicranie, acufeni) e il miglioramento delle prestazioni psicofisiche nei soggetti normali, particolarmente evidenti nei soggetti anziani o in sportivi professionisti che misurano le proprie peak performances.

Un incremento di alcune capacità
Nelle persone “normali” si coglieva un incremento generale della capacità di computazione e di decisione, non solo perché potevamo fare calcoli più velocemente, ma anche perché si sceglievano i dati giusti a priori.

Tutte queste affermazioni le potrete trovare giustificate nella bibliografia presente nel sito. Ma tali affermazioni portano anche a cogliere secondo me come questa armonizzazione generale non abbia a che fare con il cervello o il cuore, ma con il sistema vivente in generale, e ciò che lo compone al 99,5% circa per numero di molecole: l’acqua.

Da una decina di anni con un secondo brevetto ho messo a punto una tecnologia per ottenere questi effetti anche con un ascolto in cuffia.
Ora mi dedico anche alla registrazione di musica a 432 Hz in 3D “onirico”, tecnica in doppio binaurale che riprende le scoperte relative all’effetto specchio nel tempo di fusione del suono, adattandole alla registrazione.

Alcune testimonianze. Il suono originario

La macchina visionaria
Foto di Geralt.

Erano i giorni di Natale, Chicca aveva avuto da poco un bambino ed io ero invitato a casa dei suoi con lei e il bimbo. Eravamo amici da tanti anni. Il salone dava sul giardino e c’era una grande vetrata con una balconata. Fuori era buio, si intravvedevano la trame degli alberi, ma lo sfondo scuro e la luce interna alla sala la rendevano la vetrata uno specchio nero. Vi si riflettevano le palle colorate lampeggianti dell’albero di Natale addobbato in casa, rosse, gialle, verdi, blu…

Mi avevano catturato l’attenzione perché tra prospettive e contrasti di luce sembravano delle sfere colorate che fluttuavano fuori di casa, come ologrammi nel nulla. A quel punto mi accorsi che anche il bambino tenuto in braccio dalla mamma guardava fisso fuori nel nero vedendo le medesime sfere colorate, giubilando e protendendo le braccia come a volerle afferrare. Questa scena è durata per un poco di tempo e si fermò nella memoria.

Il giorno dopo è Chicca che viene a trovare me, e ci viene in mente di far provare il suono “PAT” al bambino. La mamma conosceva la seduta di PAT. Con il sistema AVS la mamma doveva sedersi nel punto geometricamente corretto al centro di un divano e tenere il bambino un poco rialzato appoggiato a sé tenendolo con le mani per il petto.

La macchina visionaria
Foto di Kasman.

Attivando il sistema audio li guardavo. Appena il suono si è stabilizzato nell’intensità il bimbo si è rilassato nel corpo, ma ha iniziato a guardare giubilando ad occhi spalancati di fronte a sé, di nuovo protendendo le braccia come a voler prendere qualcosa di eccitante che vedeva.

Non ricordo bene quanto è durata la scena, ma poi ho spento il sistema e lui si è addormentato in braccio con una espressione di estasi, di godimento assoluto e felice che anche Chicca nota. «È più felice che dopo la poppata… Hai inventato la macchina perfetta per le mamme ricche!».

Capii che il neonato aveva riconosciuto il suono e che in quello spazio si creavano eventi visivi-onirici come immagino durante la sua vita intrauterina. Penso che questo sia il nostro primo modo di conoscere-creare il mondo, sognandolo a partire da un caos ordinato, rispecchiato nel tempo.

Lo stato di grazia

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Foto da Pexels.

Era un ragazzo simpatico sulla trentina, barista ed atleta semipro sia di basket che di scacchi. Pieno di energia e curioso viene per qualche seduta prima di una gara per vedere cosa succedeva. Il giorno dopo la seduta la sera c’era la partita. L’indomani sarebbe tornato per un altro appuntamento.
Mi racconta poi con ancora una certa stupefazione che durante la partita si rendeva conto che talvolta faceva dei movimenti incredibili anche a se stesso tanto da “staccarsi e osservare da fuori cosa faceva con distacco”. «Non hai mai giocato così negli ultimi anni: che droga hai preso stasera?», mi racconta che l’allenatore gli aveva detto ridendo.

Così, dopo la seduta, ci venne l’idea di provare a vedere se su di lui l’incremento di coerenza interna influiva anche sulle prestazioni mentali negli scacchi. Essendo semipro era abituato ad allenarsi con i computer. Così scegliemmo che giocasse contro il computer “regolato” al primo livello contro il quale lui non aveva mai vinto. La prima partita la perse. Riprova: vince in 20 min.

Ci vuole anche un atto di volontà per utilizzare le nuove possibilità schiuse dall’aumento della coerenza interna del sistema.

Claudio, Corrado, Luca: vedere oltre

corrado malanga
Corrado Malanga, ricercatore.

Claudia. «Stavo li, seduta nella poltrona ad occhi chiusi sentendo il rumore, e ad un certo punto sono arrivate come delle lucine negli occhi, dei puntini luminosi. Poi mi sono resa conto che stavo vedendo la stanza, la finestra luminosa davanti a me ma dei mobili diversi da prima. Ho pensato che avevo gli occhi chiusi e che stava succedendo qualcosa…»

Corrado Malanga. «Si propone un fenomeno interessante. Soprattutto sull’occhio che non ci vede, con le palpebre chiuse, ho l’impressione di vedere male, ma si vede. Si vede male ma è come se ci vedessi con le palpebre chiuse. Che grande ‘sta finestra… Ma poi mi sembra di vedere al di la del muro.
Ma prima succedeva un’altra cosa, vedo che si avvicina una cosa… sembra un pelle di elefante, ma non lo è. Ho l’impressione che sia il mio nervo ottico che non funziona. Poi compare la macchia viola nell’occhio. E poi inizio a vedere attraverso il muro».

Luca. «Pensavo di rilassarmi, non dico di dormire, ma alla fine sono andato ad una festa. Mi sono divertito, era talmente tanta l’emotività che mi sono dovuto staccare un attimo aprendo gli occhi perché era forte ‘sta cosa. Ho dovuto aprire gli  occhi 3-4 volte perché prima le luci della festa, poi il toccarsi dei corpi era tutto molto emozionante»

Osservare sé stessi o un mondo altro
Con una certa frequenza durante l’ascolto del suono stimolo accadono fenomeni particolari. Personalmente tendo ad ascriverli a costruzioni che il nostro cervello fa per rendere noto alla coscienza del soggetto cosa si sta elaborando ad altri livelli.

Però perché limitarsi a questo e non lasciare che altri vi colgano espressioni d’Altro? Come osservando incantati un’opera d’arte, qui si osserva il proprio mondo interno, o un altro mondo tout court, come fosse Arte che si dispiega a noi.
Noi diventiamo opera d’Arte che si reinventa.

Per saperne di più
Vari studi presentati a convegni internazionali di psicologia e neurologia possono essere trovati nel sito www.avsresearch.org
Le sedute di PAT raccontate dai partecipanti
Dal filmato 3 PAT di Claudia
Dal filmato di Corrado Malanga: seconda seduta di PAT
Dal filmato di Luca: dodicesima seduta di PAT
AVS e PAT spiegate dall’inventore
Informazioni riguardo il sistema audio A.v.S e le registrazioni musicali 3D-HD in doppio binaurale a 432 Hz
e anche su Andrea von Salis Recordings

Filosofo, ricercatore nel campo dell'acustica e della psicoacustica, EAP Psychoterapist, ha sviluppato due brevetti nel campo audio relativo, uno alla riproduzione della musica in 3D “onirico” (effetto specchio nel tempo di fusione del suono), l'altro relativo ad un dispositivo sonoro che mediante l'induzione del fenomeno della risonanza stocastica aumenta il grado di coerenza interna del sistema vivente ottimizzandone il funzionamento. Titolare di AVS Research, Ricerca in psicoacustica, già selezionata dal governo nel per rappresentare l'eccellenza dell'Italia degli Innovatori. Ha pubblicato con Franco Angeli, Mondadori, Baldini e Castoldi, Unicopli. Come Andrea von Salis Recording ha pubblicato in 3D/HD varie opere musicali a 432 Hz. Opera a Milano.