Coincidenze o esperienze di confine?

Il filo sottile che lega alcuni eventi ci porta a indagare il mistero della vita e della morte

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di Giorgio Cozzi. Facciamo il punto tra alcune esperienze apparentemente casuali, la telepatia, i viaggi astrali e la NDE.

Coincidenze o esperienze di confine?
Milano. Giorgio Cozzi, Presidente dell’Aism.

Da qualche giorno stavo pensando a come scrivere un libro ulteriore sui fenomeni straordinari della mente, mentre nello stesso tempo ragionavo su come editare un libro già scritto su una vicenda Post-Covid, che in sostanza è il seguito di un libro scritto a più mani e coordinato da me e Maddalena Montin (Coronando, edizioni Passerino, che descrive eventi durante l’epidemia)

D’un tratto mi arriva una telefonata da Max Caramani, con cui condivido attività associative in AIRSE, invitandomi a presenziare alla presentazione di La vita è un soffio, un libro che lui ha scritto con Nicoletta Ferrara, che riguarda il Covid e che si sviluppa su temi riferiti alla trascendenza. La ragione dell’invito nasce dalla mia frequentazione del mondo parapsicologico e spirituale.

Un insieme di coincidenze lega i fatti qui esposti: rimugino da giorni sulla possibilità di scrivere un libro dal contenuto spirituale. E proprio mentre sto decidendo su come pubblicare un secondo libro sul Covid (Post), mi arriva l’invito, inatteso, per un contributo che ha un nesso causale sia sul Covid che su esperienze di percezione extra-sensoriale (tra cui la vita oltre la vita). Infatti Nicoletta Ferrara descrive un’esperienza di distacco dalla coscienza ordinaria e di viaggio fuori dal corpo, alla quale mi sono subito collegato avendo esperienze e sensibilità comuni. Nel linguaggio dei fenomeni paranormali si tende a dire che “c’è stata una chiamata”.

Un filo sottile lega questi eventi e induce a sviluppare il tema del mistero della vita e della morte, quasi come se tra i due stati non ci fosse una frattura, bensì una contiguità, così come riporta la storia dell’autrice. In realtà la ricerca parapsicologica ha dimostrato la realtà di esperienze in cui la vita è rimasta per qualche momento sospesa o per meglio dire è “ritornata” dopo aver cessato ogni segnale di esistenza.

La NDE o stati di premorte
Coincidenze o esperienze di confine?Si sa che un numero elevato di persone ha sperimentato, frequentemente in situazioni di coma – dopo un l’arresto cardiaco e  l’elettroencefalogramma piatto – una sorta di uscita dal corpo, con un viaggio in un tunnel, l’arrivo in una luce intensa, la presenza di persone del passato che accolgono parenti defunti; e, dopo aver visto come in un film rapidissimo scorrere le esperienze di vita, improvvisamente si sono riavute e hanno preso coscienza del loro stato.

Il fenomeno è stato studiato in tutto il mondo e ad ogni latitudine l’esperienza si è rivelata identica, indipendentemente da cultura, razza, lingua. Alcuni ricercatori scientifici hanno rilevato fenomeni accaduti spontaneamente, raccontando dettagli che non potevano essere conosciuti dalla coscienza ordinaria. Altri hanno fatto ricerche mirate andando a individuare persone che avevano queste esperienze e nemmeno le raccontavano o non ne avevano coscienza.

Evidenze di questo tenore richiamano alla mente la grande quantità di situazioni che possono essere interpretate come casi o coincidenze, tanto da far dire che le fenomenologie straordinarie spontanee rappresentano ben di più di quanto intende confermare la ricerca scientifica.

Da una parte il vaglio scientifico che riduce l’esito della sperimentazione parapsicologica a poche ricerche validate. Dall’altra parte un volume immenso di esperienze personali che sembrano testimoniare la realtà di capacità mentali extra sensoriali o che comunque non sembra sempre attribuire alla casualità o alla coincidenza.

Esperienze di incontri casuali sorprendenti
Coincidenze o esperienze di confine?Quanti di noi hanno avuto esperienze di incontri casuali sorprendenti? Classico è girare l’angolo e trovarsi faccia a faccia con una persona che non si vedeva da tempo e che solo qualche giorno fa si aveva intenzione di chiamare. Quante volte mi è capitato di telefonare a un conoscente mentre stava per essere chiamato?
Naturalmente talvolta il caso spiega bene la coincidenza, ad esempio quando una persona ha una frequenza di contatti o avviene proprio una chiamata che è piuttosto probabile che avvenga. Peraltro è ben diverso quando il collegamento è sorprendente. Non ci sentiamo da una vita e proprio quando penso di chiamare perché qualcosa mi ha fatto pensare a quella persona, ecco che arriva la chiamata.

Si tende talvolta a invocare la telepatia, come se ci fosse una connessione fra le persone che pur essendo distaccate fra loro, per un momento entrano in relazione e di norma con qualche evento che funge da stimolo, appunto come se ci fosse una trasmissione che non avviene con mezzi strumentali, bensì come un “sentirsi” collegati da un’emozione che fa condividere l’esperienza.
Nei casi in cui questi eventi accadono a grande distanza e senza preavviso alcuno, il ricorso a sensibilità straordinarie diventa quasi certo.

Coincidenze o esperienze di confine?
Wilhelm Tenhaeff, un pioniere nella ricerca parapsicologica, all’Università di Utrecht (1894-1981).

Ricordo che Wilhelm Tenhaeff, noto parapsicologo tedesco, doveva venire a Genova e per una serie di inconvenienti non riusciva a raggiungere la città, rischiando di far saltare un appuntamento con un gruppo di studio.

Improvvisamente una sensitiva presente al gruppo avvertì che era sotto casa e non riusciva a trovare l’indirizzo. Certo l’incontro era previsto, tuttavia l’esattezza del momento era del tutto imprevedibile, così come i particolari poi riscontrati.

Chi vive a contatto di persone dotate di una speciale sensibilità si ritrovano spesso a vivere sensazioni simili, fuori dell’ordinario, peraltro è ancora più stupefacente quando queste “coincidenze” accadono fra persone che non hanno mai avuto esperienze di questo genere.

In generale si può supporre che esista una coscienza allargata che a volte si manifesta sotto l’impulso di un bisogno o di un piacere di incontrarsi stimolato da una ragione, personale o intima, spesso inconscia e legata a un significato simbolico.

Nicoletta Ferrara e Max Caramani

Coincidenze o esperienze di confine?
Nicoletta Ferrari e Max Caramani

Quando casi e coincidenze vanno ben al di là della vita materiale come indicano le vicende narrate da Nicoletta Ferrara e Max Caramani nel loro libro, occorre pensare ad una possibile vita oltre la vita, che certe esperienze evidenziano e che la ricerca scientifica indaga…

Autori come Van Lommel hanno esposto ricerche sperimentali diffuse in tutto il mondo e che sono state avallate da ricercatori come Sam Pernia, Enrico Facco e altri. Tra gli altri Melvin Morse ha illustrato una ricerca sui bambini “ritornati” alla vita, che hanno descritto particolari così precisi da non poter confutare quanto hanno sperimentato.

Per chi, come Nicoletta Ferrara, ha vissuto esperienze di soglia, cioè stati definiti come morti clinicamente e poi straordinariamente ritornati alla vita, si apre un percorso di rinnovamento dei valori, un cambiamento interiore profondo, una sensazione di “missione” da intraprendere nella (nuova) vita.

Dal punto di vista scientifico diventa cruciale la dimostrazione dell’effettività di questa possibilità (vita oltre la vita) e credo di poter dire che le esperienze NDE (Near Death Experience, esperienze perimortali) sono talmente abbondanti e verificate, che risulta difficile sostenere il contrario.

Patrizio Tressoldi
Patrizio Tressoldi

A fianco delle NDE si possono citare le esperienze OOBE (Out Of Body Experience) che sono sicuramente molte di più e altrettanto ben documentate, in particolare laddove l’intervento dell’ipnosi ha consentito di applicare metodologie statisticamente validate. Vedi per tutti il lavoro di Luciano Pederzoli con Patrizio Tressoldi e William Giroldini.

Infine, va considerato che le ricerche estese a Patrizio Tressoldi, Fernando Sinesio, Laura Liberale con medium verificate con tecniche a doppio cieco, hanno ripetutamente confermato il contatto tra queste e persone defunte, con validazioni statistiche inoppugnabili.

Abbandonando il terreno scientifico che in questa sede fa solo da contorno, possiamo concentrare l’attenzione sulle esperienze vissute da chi ha appunto varcato la soglia dell’esistenza e poi ha potuto raccontarlo, come se il velo che separa la vita dalla morte, si fosse scostato di quel poco sufficiente a cogliere la realtà ulteriore senza per questo lasciarla del tutto.

L’esperienza di Alessio Tavecchio

Alessio Tavecchio
Alessio Tavecchio, in carrozzella da anni dopo un incidente di moto,  lavora per promuovere il valore della vita.

Un caso clamoroso è rappresentato da Alessio Tavecchio: a 23 anni, in un incidente in moto con esiti drammatici, è stato per 8 giorni in coma e in quello stato ha sperimentato l’uscita dal corpo, il tunnel, la luce, la presenza di una figura salvifica che l’ha accompagnato in un viaggio fuori dal corpo.

Poi improvvisamente, quando sembrava che non ci fosse più niente da fare, si è risvegliato. Soprattutto è una di quelle rare persone che si ricordano  tutto quello che è loro accaduto fuori dal corpo e lo racconta in un libro Il ragazzo che visse due volte, che è l’emblema di quanti hanno vissuto una seconda volta.

La vita è un soffio
Nel suo libro La vita è un soffio Nicoletta Ferrara ci fa vivere l’incredibile esperienza di incrociare quell’alito che ci fa prendere coscienza di cosa sia in realtà la vita e di cosa possa fare quando fa toccare con mano che non c’è una fine con la morte corporale, bensì una trasformazione che apre a nuove esperienze in un divenire evolutivo.

In Dimensione Venia ho descritto un’esperienza di Venia bambina che ha osservato quel “soffio” che si è staccato da una donna che si è lanciata dall’acquedotto di Spoleto e l’ha viso aleggiare dolcemente sino a terra dov’era ormai il corpo inerte e poi si è librato nell’aria e si è dileguato nello spazio. Ho sempre pensato che quella esperienza rappresenti l’energia che è immersa nella materia e che nel momento del distacco, soprattutto se doloroso, si riconnette all’essenza che anima ogni spirito come scintilla luminosa, particella singola di un’immensa umanità.

Lo spunto di questo scritto è nato dal caso, nel senso più letterale della parola, tuttavia ci ha portato nei contenuti a considerazioni relative all’esistenza unendo le esperienze vissute al di fuori del corpo agli orientamenti scientifici più evoluti grazie alle narrazioni di Nicoletta e Max sul vuoto di coscienza a lei accaduto che ha il sapore di un pieno della vera coscienza.

Per saperne di più:
Il sito dell’Aism (Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica).
Giorgio Cozzi Dimensione Venia – ed. Golem Libri.
Giorgio Cozzi  Gli infiniti spazi della Mente
Giorgio Cozzi La coscienza sopravvive alla morte fisica
Pierangelo Garzia Nde: ai confini della vita

Presidente AISM (Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica), sociologo e psicologo, coach e trainer. Ricercatore psichico, studia i fenomeni paranormali, i sensitivi, la medianità. Ha pubblicato libri di management e di parapsicologia (“Con gli occhi dell’anima” e “Dimensione Venia”, entrambi Golem libri e "Il fatto QP" con Amazon). Mail: cogios12@yahoo.it