Una presunta possessione

Un racconto quasi noir, che si ispira alle ipotesi paranormali

foto di Kellepics

Una lettera a Freud illustra un caso di presunta follia, che ha però altre affascinanti spiegazioni.

Ero alquanto stupito. La lettera di Pietr Szebb mi inquietò. Che il mio allievo prediletto potesse oggi in pieno 1900 credere a simili fole, non indicava forse che più di seguirmi, dovesse farsi curare?
Comunque, iniziai a leggerla avendo cura d’annotarla.

Una presunta possessione
Sigmund Freud.

Esimio Professore Sigmund Freud.
Sottopongo a Lei questa esperienza:
Il 22 aprile 1899, i,l responsabile per la giustizia e sicurezza della regione di Maramoros in Transilvania, su richiesta del presidente del parlamento ungherese competente chiese il mio intervento per avere una scientifica spiegazione di alcuni casi di (sic) sospetta stregoneria che stavano causando moti di ribellione che potevano sfociare in una autentica ribellione.

La situazione che ho trovato è questa: sotto tortura (avvenuta di nascosto, ma confermatami dal capo della gendarmeria) la poveretta ha confessato in un processo pubblico tenuto a Sibiu, di essere posseduta da tre demoni, Zafved, maestro di violenza a lussuria che le fa commettere delitti, Burgor, che subdolamente induce la gente ad abiurare dalla religione cristiana, e Goldor, che con la promessa di ricchezze induce a visitare il sabba e danzare col Diavolo.

Non dobbiamo dimenticare Maestro che siamo nelle terre di Dracula e della sanguinaria Contessa Bathory. Ho iniziato a interrogare la poveretta applicando la metodologia che lei mi ha insegnato, ma non ho avuto risultati. Spostatomi a Brassov-Kronstadt per consultare gli archivi alla ricerca di passati processi di stregoneria, ho incontrato il professor Fredrik Kormendj che lei conosce.

Una presunta possessione
Rituale sciamanico. Da Wikipedia.

Questi mi ha narrato le sue esperienze di studio di due anni presso uno sciamano tunguso. Mi ha raccontato che questi sciamani ritengono che certe malattie o comportamenti che non risultano curabili con la medicina attuale vengono considerati come casi di possessione tramite rituali e quindi si procede alla estrazione e allontanamento del demone. Sin qui Maestro siamo nella normalità della presunta possessione diabolica.

Ma quanto Kormendi mi ha di seguito detto ha svegliato la mia curiosità. Secondo lo sciamano tunguso, dice Kormendj, se non fosse possessione potrebbe essere il risultato di una vita precedente. Mi spiegò che i tungusi credono nella reincarnazione e sostengono che talvolta il passaggio non è completo, ma brandelli della vita precedente si intessono con quella attuale e che per capire certi atti inconsulti e violenti e cercare quanto vi è avvenuto.

Kormendj mi ha proposto di sottoporre la donna a un rito similare fatto da uno sciamano ungherese chiamato Taltos. Questo personaggio ha accettato e garantito che avrebbe portato con sé la donna in un viaggio alla ricerca delle cause del suo comportamento. Contro la dolorosa offerta di una moneta d’oro da venti corone. Ritornati a Sibiu assieme al Taltos, questi ha organizzato il rito. Ha costruito un capanno di canne e mentre noi assistevamo presso l’apertura, al centro ha acceso un fuoco su cui ha gettato delle infiorescenze di canapa.

Una presunta possessione Il Taltos e la donna si sono seduti vicino al braciere e hanno aspirato il fumo profumato che si levava. Mentre loro sembravano entrare in trance, noi lontani abbiamo solo percepito un profumo dolciastro.
Lo sciamano ha iniziato a parlare dolcemente alla donna alternando dialogo con brevi canti, Kormedj mi ha tradotto: essenzialmente lo sciamano le chiedeva notizie della sua vita attuale e col canto lodava la dolcezza di guardare in sé e ricordare.
Le chiedeva chi fosse nelle sue vite precedenti e perché ne fosse uscita e come.

Secondo il mio orologio da taschino questa cerimonia è durata circa mezz’ora. Poi la donna di colpo si è addormentata. A questo punto lo sciamano le ha passato un goccio di brandy sulle labbra risvegliandola. Le ha carezzato le mani, i piedi, il petto. La donna ha sospirato poi sbarrato gli occhi  a raccontare. Lo sciamano con parole sussurrate sembrava incoraggiarla. Questo racconto delle vite passate – che poi lo sciamano mi ha rivelato tramite Kormendj essere il risultato di una ipnosi che fa regredire il paziente ad una vita precedente, facendogli rivelare la verità non coperta da convenzioni e condizionamenti attuali – è durato circa due ore.

Nella prima vita la donna era stata data in matrimonio dal padre che, per compensare dei debiti di gioco, l’aveva consegnata al giocatore vincente. Questi l’aveva brutalizzata, sodomizzata, costretta ad atti contro natura e infine costretta a prostituirsi, quindi l’aveva uccisa a bastonate e abbandonato il corpo ai corvi. Per queste sofferenze era rinata come badessa giovane di un convento di Clarisse a Erzegorom. Qui aveva condotto una vita di specchiata, virtù guidando con mano giusta il convento.

Una presunta possessione
Foto di icheinfach

Sarebbe diventata superiora delle Clarisse nelle terre magiare se un’altra badessa in competizione per la stessa carica non avesse rivelato al signor arcivescovo che lei la virtuosa badessa aveva un peccatuccio. Amava la grappa di albicocche con la stessa intensità con cui amava il corpo d Nostro Signore. Ma lei aveva perdonato e anzi aveva appoggiato la candidatura della sua avversaria presso l’arcivescovo lodandola come amica sincera.
Sperava di vivere serena avendo in sé il ricordo della prima vita, ma la febbre tifoide portata dagli invasori turchi la aveva uccisa.

Pensava che la terza reincarnazione fosse compensativa di questa seconda vita. Era rinata come donna giudea, brava moglie e buona madre che aveva duramente lavorato per aiutare il marito invalido dopo un incidente. Sì, in verità non era stata perfetta, aveva avuto una storia d’amore con un ufficiale del quattordicesimo reggimento di fanteria della Bucovina, ma questi – anche lui giudeo – aveva rinunciato ad avere rapporti carnali per non violare la santità della famiglia. Così lei con la tristezza nel cuore aveva proseguito sino alla sua morte causata di una emorragia post-parto dando alla luce una figlia.

La donna ha detto che ora avendo rivissuto le vite passate, si rendeva conto come queste avessero influenzato la sua vita attuale i suoi comportamenti.
«Ecco», ha detto, «quando ho incontrato quel bellimbusto Di Sandor Molhani, lo ho accoltellato più volte perché era l’uomo che nella mia prima vita mi aveva ucciso a bastonate.
Per la mia rigida moralità e la durezza dei giudizi sulle debolezze umane dei bestiali contadini imputo la mia vita di badessa e per la simpatia per i giudei cosa che ha sdegnato i religiosi sia cattolici che evangelici che insieme mi hanno accusata d’essere una puttana strega che fornica nel sabba con i giudei servi di satana, è chiaro che ricordo la bellezza di questa terza vita».

foto di christels
Foto di christels

Dopo questa lunga confessione la donna si è addormentata ed è sprofondata in un sonno quasi comatoso. Quindi l’abbiamo riportata in prigione, dove solo al pomeriggio del giorno seguente si è risvegliata.
Per evitar problemi di ordine pubblico abbiamo deciso, una volta tacitato lo sciamano con un donativo facendogli promettere il silenzio, seguendo il consiglio del capo della gendarmeria, di dichiarare la donna pazza e di trasferirla immediatamente all’Allgemeines Krankenhaus di Vienna.

Là, se lei vorrà Maestro potrà incontrarla. Per le autorità di Sibiu vale il proverbio valacco “Lontano dagli occhi lontano dal cuore. Il problema lontano sia di una altra mano”.
Presto tornerò a Vienna. Sono ansioso, professor Freud, mio rispettato Maestro, di avere la sua opinione su queste supposte reincarnazioni.
Con osservanza Pietr Szeb

Nato a Bucarest (Romania). Laureato in storia economica alla Bocconi a Milano, dove vive. Si è occupato di editoria, rappresentando in Italia i principali editori di quotidiani tedeschi. È stato consulente per le riviste di musica "Classic voice" e "Amadeus". Scrive racconti sul Medio Evo e collabora con Associazione Culturale Italia Medievale