L’intestino, la chiave della salute

Analizziamo uno degli organi più importanti per l'equilibrio psicofisico

Foto di Alicia Harper 600

Con lo studio del microbiota umano, si aprono nuovi scenari per l’analisi di molte patologie.

L'intestino, la chiave della salute
Ubaldo Carloni, nutrizionista e ricercatore.

Lo studio del microbiota umano ha aperto nuovi scenari per l’analisi di molte patologie. Che l’intestino sia la chiave della salute e che la malattia abbia inizio dall’apparato digerente è riconosciuto fin dagli albori della medicina, e oggi lo confermano anche approfondite ricerche degli ultimi decenni.

Lo studio dell’intestino
Uno degli aspetti più rilevanti delle ricerche riguarda la cosiddetta “sindrome dell’intestino gocciolante”, che rappresenta una condizione di alterata permeabilità della mucosa intestinale, situazione che contribuisce a sviluppare nel tempo un quadro infiammatorio generalizzato con ripercussioni in tutto l’organismo, e non solo localmente.

L’alterata permeabilità è dovuta all’alterazione delle strutture che garantiscono l’integrità dell’epitelio della mucosa intestinale, la quale non solo gestisce l’assorbimento dei nutrienti ma si comporta anche come barriera per l’accesso a batteri patogeni e sostanze tossiche.

L’aumentata permeabilità consente l’ingresso nel circolo sanguigno di ciò che non dovrebbe, antigeni alimentari, tossine chimiche e batteriche, microrganismi. L’infiammazione conseguente costituisce la base per lo sviluppo di intolleranze e allergie alimentari, autoimmunità, patologie croniche intestinali, intestino irritabile, insieme all’innesco infettivo, cioè complicanze batteriche.

Il Microbiota
L'intestino, la chiave della salutecover Microbiota ResignoParola moderna per indicare la microflora intestinale eubiotica. Il microbiota è un componente essenziale indispensabile per la funzionalità dell’intestino e del sistema immunitario.

In condizioni normali la mucosa intestinale produce enzimi digestivi, per la digestione delle macromolecole alimentari; produce inoltre muco, sostanza viscosa che impedisce l’adesione dei batteri indesiderati all’epitelio intestinale e favorisce lo sviluppo dei batteri simbionti.

Questa breve premessa è utile per comprendere come l’integrità funzionale intestinale sia fondamentale per la protezione del benessere intimo al femminile, poiché in un volume relativamente ridotto, il pavimento pelvico, le strutture funzionali sono in stretta connessione.

La connessione tra utero e intestino

L'intestino, la chiave della salute
Foto di cottonbro studio – pexels.

L’attenzione della ricerca si è dunque concentrata sul contenuto batterico intestinale: infatti le specie patogene sono presenti in tutti i distretti del pavimento pelvico. Questa infiammazione subclinica genera la cascata delle prostaglandine, mediatori dell’infiammazione, che porta a contrarre l’utero.

Per questo il rischio di parto pretermine è associato nel 40-50% ad un aumento dell’infiammazione dovuta a diversi fattori, in primis la presenza di patogeni uro-genitali. Durante i 9 mesi di gestazione la donna subisce delle modifiche importanti del microbiota intestinale sotto la spinta ormonale, in particolare progesterone ed   estrogeno.

Una donna con disbiosi marcata, sintomatica o meno, ha una conta di proteobatteri più alta della fisiologica e quindi durante la gravidanza questi esploderanno con aumento dell’infiammazione (rilasciano un’endotossina, il lipopolisaccaride di membrana “LPS” che, trovando una maggiore permeabilità intestinale, entra in circolo aumentando l’infiammazione), che assume così carattere patologico con incremento del rischio di parto prematuro e di rottura prematura delle membrane. La salute intestinale gioca dunque un ruolo determinante per un parto eutocico, cioè senza problematiche.

Ambiente intimo femminile

L'intestino, la chiave della salute
Koli bacteria. Foto di Geralt da Pixabay.

L’ambiente intimo femminile è colonizzato da milioni di microrganismi che vanno a costituire la flora batterica vaginale, strettamente connessa a quella intestinale.

In condizioni ottimali i batteri prevalenti sono i Lattobacilli, batteri “buoni” che sintetizzano sostanze fondamentali per l’equilibrio e la difesa di questo delicato ecosistema.

In particolare i Lattobacilli trasformano il glicogeno presente nelle secrezioni vaginali in acido lattico, in grado di mantenere una corretta acidità del pH (3,8-4,5) che ostacola la proliferazione di patogeni.

Se il pH non è abbastanza acido possono prendere il sopravvento batteri nocivi, di origine fecale e non solo (es. Escherichia coli, Gardenerella, Streptococchi), innescando una disbiosi. Ciò può accadere in ogni momento della vita ma i rischi sono più elevati durante l’infanzia e in menopausa, per via dei bassi livelli di estrogeni che determinano una minor secrezione di glicogeno e quindi un pH tendente al neutro.

Ulteriori fattori che possono modificare il pH vaginale: ciclo mestruale, lavande e detergenti aggressivi, pillola anticoncezionale, alimentazione sbilanciata, stress e debolezza immunitaria. Il risultato è la possibile insorgenza di infiammazioni e infezioni quali vaginosi, vaginiti e cistiti batteriche, caratterizzate da sintomi fastidiosi come dolore e bruciore, perdite, bisogno di urinare spesso e con urgenza.

Supporto al sistema immunitario

immune system Foto di kalhh
Foto di kalhh da Pixabay

Il sistema immunitario è un sofisticato meccanismo di cui disponiamo per contrastare le aggressioni esterne. Un ingranaggio complesso costituito da cellule finalizzate a proteggere l’organismo da infezioni virali, batteriche, parassitarie e malattie autoimmuni. Uno degli organi più coinvolti è l’intestino, tanto che al suo interno si concentrano dal 65% all’80% di tutte le cellule immunitarie.

Per mantenere le difese in efficienza è quindi essenziale non trascurare il microbiota, l’insieme di microrganismi che popolano il tratto gastro-intestinale. Una microflora intestinale in salute può influenzare positivamente l’immunità e, a tal proposito, sempre più ricerche sottolineano il ruolo dei fermenti lattici probiotici.

Nello specifico, si segnalano alcuni ceppi di Bifidobatteri che risiedono nell’intestino tenue e hanno la capacità di modulare la risposta immunitaria.

(1a parte, continua)

Già ricercatore in biochimica nutrizionale e farmacologia; nutrizionista, diploma e membro AMIK ( Associazione Medica Italiana Kousmine). Autore di varie pubblicazioni scientifiche e divulgative. Specializzazione in Kinesiologia Applicata-Olistica. Master in Zen Shiatsu, esperto in MTC. Ha studiato alla Facoltà Teologica; ricercatore indipendente in discipline Spirituali, Teologiche e Scienza. Tiene corsi e conferenze di Bioenergetica, rapporti tra Chimica, Nutrizione, Ecologia e Salute; Evoluzione Spirituale, Globalizzazione. Mailto: ubacarloni@gmail.com - tel. 348.3150214.