Rivoluzione benessere

Star bene nell'era della rete

Rivoluzione benessere

Mente sana in corpo sano, insegnavano gli antichi. Questo vale anche oggi: non possiamo sentirci bene psicologicamente se il nostro organismo ci crea problemi. Vediamo quindi insieme come mantenerci in salute e come ricorrere alle cure quando ne abbiamo bisogno

L’umanità si divide in due categorie: chi è rivolto al benessere e chi, se non proprio alla malattia, a comportamenti e stili di vita che non favoriscono lo stato di salute. I secondi eccedono nell’uso di sostanze tossiche per l’organismo, a partire dal cervello. Si alimentano senza riguardo. Perdono ore di sonno. Lavorano come drogati e si stressano senza ritegno. salumiAd un certo punto, la mente e il corpo presentano il conto. E non è mai leggero. I primi, adottano stili di vita salutistici, ma senza fanatismo. Fanno attenzione agli alimenti che introducono. E magari diventano vegetariani. Alternano il lavoro allo svago e al relax. Praticano regolarmente attività fisica e discipline come arti marziali, yoga, meditazione. Assumono integratori e prodotti naturali. Si informano su internet, leggono e seguono corsi per vivere meglio e aiutare i propri cari a fare altrettanto.
L’industria del benessere è in costante crescita. Sempre più gente è consapevole del fatto che stare bene è un patrimonio irrinunciabile, in assenza del quale tutto il resto non conta un bel nulla. Per promuovere il benessere in noi e attorno a noi occorrono conoscenze e mezzi che oggi finalmente, a differenza del passato, sono a disposizione di molti. Internet ha creato la possibilità di informarsi in modo diretto e gratuitamente, riguardo cosa sia meglio fare per stare bene, per prevenire malattie o curarle quando sia necessario. Sempre più operatori della salute (medici, psicologi, naturopati, esperti nelle varie tecniche curative ortodosse, alternative complementari e di medicina integrata) mettono a disposizione la propria competenza per tutti coloro che vogliano informarsi al riguardo, prevenire e curare malattie sia fisiche che psichiche. Tutto ciò ha innescato una vera e propria “rivoluzione” di cui siamo testimoni e ancor più lo saranno le generazioni di coloro che oggi sono ancora bambini e ragazzi.

Non sempre farmaci
Molti dei farmaci che vengono assunti stabilmente (dal momento della prescrizione per tutta la vita) sono utilizzati per prevenire possibili malattie, ad esempio a carico del sistema cardiovascolare (infarto, ictus) o metabolico (diabete).
Farmaci-genericiMedicine per l’ipertensione o per l’eccesso di colesterolo. Condizioni particolarmente legate al sovrappeso, all’obesità o, ad esempio, all’eccessivo consumo di sale. Tutte condizioni che, in certi casi, potrebbero essere ovviate modificando gli stili di vita: attività fisica regolare, diminuzione del peso corporeo e rientro nei parametri di normalità, assunzione di cibi ipocalorici e con scarso contenuto di sale. Oggi si sa che l’alterazione contemporanea dei cinque parametri strettamente legati agli stili di vita (circonferenza addominale, trigliceridi alti, iperglicemia a digiuno, ipertensione e colesterolo “buono” Hdl) aprono la strada a tutta una serie di malattie, compresi i tumori. Ormai vi sono farmaci molto efficaci per trattare questo insieme di disturbi definiti anche “sindrome metabolica”, però il medico avveduto, cerca di prevenirli e, prima di prescrivere medicinali specifici e da assumere per tutta la vita, cerca di fare adottare al suo paziente stili di vita più salutari. Così per l’uso degli psicofarmaci, in particolare ansiolitici e antidepressivi. Anche qui, il tono dell’umore potrebbe essere migliorato svolgendo regolare attività fisica. L’insonnia, e conseguenti problemi durante il giorno, nonché stati di ansia, potrebbero trovare giovamento da una vita più regolata e dal rispetto degli orari in cui si va a dormire. Ulteriore giovamento ne traggono coloro che praticano regolarmente forme di meditazione, yoga, mindfulness e tecniche di rilassamento profondo.
Scrive Candace Beepe Pert, la neuroscienziata e farmacologa americana che studiò a lungo le “molecole delle emozioni”, nel suo libro Tutto quello che devi sapere per stare da Dio. Le basi scientifiche della salute emozionale e psicosomatica, di recente tradotto e pubblicato in italiano da Xenia Edizioni: “Penso che ci sarà sempre più enfasi sul benessere anziché sulle malattie. La salute che prevedo sarà più considerata un benessere psicosomatico, riguardante non solo il corpo fisico, ma il sé emotivo, mentale e spirituale così come è espresso e manifestato nel corporeo”.

Protagonisti attivi della nostra salute
Ognuno di noi oggi avverte di poter essere attore e in buona parte poter gestire al meglio il proprio stato di salute e quello dei propri cari. A differenza del passato, quando ci si affidava in modo passivo alle cure esclusive dei medici. Per quanto si stia bene, non c’è persona che non voglia stare meglio e più in forma. Il ruolo giocato dagli stili di vita virtuosi e, sul versante opposto, la consapevolezza di quanto incidano a minare la nostra salute fattori di rischio evitabili come il fumo, il colesterolo cattivo, l’obesità, la vita sedentaria, l’eccesso di stress, gettano le basi per fare in modo che, progressivamente, la sanità pubblica si muoverà verso il fronte della prevenzione delle malattie evitabili e di cure meno invasive, tutte le volte che sarà possibile.
meditazioneTutto ciò sta tra l’altro trovando conferma scientifica dalla nuova scienza chiamata “epigenetica”, che studia l’interazione tra i nostri geni e l’ambiente. Intendendo per ambiente non soltanto quello esterno (comprendente alimentazione e stili di vita, sedentarietà o attività fisica, e così via), ma pure il nostro ambiente interno. Come viviamo le emozioni. Come gestiamo lo stress. Se pratichiamo la meditazione, la mindfulness.
Mai come oggi disponiamo di una infinità di scelte riguardo la medicina e le possibilità di cura. Manuali, servizi su quotidiani e settimanali. Mensili dedicati al benessere. Portali web che spaziano in ogni campo della salute. Se poi conosciamo l’inglese, le possibilità si estendono su milioni di pagine pubblicate ogni giorno in tutto il mondo. Addirittura farmacie online che forniscono ogni tipo di prodotto, direttamente a casa propria. Ma tutto ciò si traduce veramente in un beneficio maggiore per la nostra salute e per quella delle persone che amiamo? Da una parte è certo che questa disponibilità di informazioni sanitarie aumentano la nostra consapevolezza e possibilità di scelta migliore, dall’altra dobbiamo però imparare a gestire tutta questa massa di conoscenze sempre a portata di mano.

Medici e pazienti nell’era del web
Non basta un’enciclopedia medica, né tanto meno un aggiornatissimo portale web, per fare un buon medico. A maggior ragione se intendiamo curarci da soli. C’è una vecchia storiella in proposito. Avevo un amico patito dei manuali per curarsi da soli, non se ne faceva sfuggire uno: è morto per un errore di stampa. Nella sua semplicità la storiella è profondamente vera. In ogni campo dello scibile umano e, in particolare, quando riguarda la nostra pelle e quella dei nostri cari, non è tanto importante quante cose si sanno, ma piuttosto se sono quelle giuste. E, soprattutto, se si applicano nel modo corretto. Per chi studia medicina, c’è un’altra massima da affiancare alla storiella precedente. Delle cose che si imparano alla facoltà di medicina, la metà sono sbagliate. Ma la competenza di un bravo medico sta proprio nel capire “quale” metà è errata, applicando quella corretta. A maggior ragione se è un buon ricercatore: scoprire e prescrivere cure sempre migliori, efficaci, e minori, o nulli, effetti avversi.
Doctor-with-patientOggi la medicina, nei suoi aspetti evoluti, ha fatto un passo in più. L’errore medico è sempre dietro l’angolo. Per questo, la medicina migliore è quella basata sulle evidenze sperimentali e cliniche. Raccolte da più medici, in più strutture indipendenti tra loro. Non influenzate da qualsivoglia interesse che non sia quello di operare bene, a vantaggio del paziente. Ecco perché sempre più sorgono e sorgeranno non solo associazioni di malati, ma anche gruppi di pazienti affiancati da medici. E, inoltre, strutture sanitarie in cui pazienti e medici collaborano assieme. Può sembrare fantamedicina, ma sta già avvenendo. E se ne parlerà sempre più spesso.
Spesso nella storia della medicina, un positivo cambiamento di tendenza nell’uso di certi farmaci dannosi o interventi chirurgici demolitivi, è stato impresso grazie alla segnalazione e alla collaborazione dei pazienti. Oggi siti internet, associazioni di malati, medici e ricercatori collaborativi, sono sempre più a disposizione per far sì che le cure di ogni tipo (comprese quelle olistiche) vadano veramente a vantaggio dei pazienti e non esclusivamente delle industrie che le producono. Ovvio che l’industria deve avere il proprio profitto, ma non a danno delle persone. La sensibilità sta crescendo e, in futuro, anche grazie a internet, le persone saranno sempre più consapevoli e collaborative fra loro, riguardo un bene così importante: la salute.
L’era del medico arrogante, paternalistico, che impone trattamenti e cure senza discuterne pro e contro con il paziente sta definitivamente tramontando. E’ vero che il paziente non sempre dispone di competenze, conoscenze e anche disposizione d’animo per comprendere quale trattamento terapeutico sia migliore. Ma uno dei compiti del medico del terzo millennio è proprio quello di illustrarglielo e cercare la sua collaborazione. E ognuno di noi è, e sarà ancora maggiormente negli anni a venire, chiamato ad essere parte attiva nella propria salute. Ognuno di noi è, oggi più che mai, medico di se stesso.