Epicuro, un filosofo mistificato

La rivisitazione di un grande filosofo greco di cui si ricordano solo fake news

di Franco Bianchi. Le sue teorie spaziano dagli atomi all’etica, al senso dell’esistenza.

Ci sono espressioni che nascono da credenze errate, come rivela l’espressione “Sei un bieco epicureo!”, che rivela una filosofia tramandata in modo totalmente errato e che rappresenta una delle prime fake news che la storia ci ha raccontato e riproposto continuamente tanto da diventare un fatto scontato per i posteri.

La Grecia, culla della filosofia e della spiritualità
Stupisce il modo con il quale pensatori dell’antica Grecia descrivevano la vita, il mondo materiale e spirituale e ne traevano filosofiche deduzioni e conseguenze, perché non solo estremamente attuali, ma anche perfino in linea con profondi concetti scientifici da non molto scoperti.

Tali studi sono stati certamente facilitati dallo stile di vita locale: pare che la vita, nella culla ateniese in particolare, fosse ben organizzata potendo così soddisfare il proverbio latino: primum vivere, deinde philosophari.

Allora chi era Epicuro e qual era il suo pensiero?

Epicuro un filosofo mistificato
Epicuro

Tra i tanti pensatori, Epicuro ebbe un ruolo importante. Nacque e visse a Samo, una ridente isoletta dell’Egeo e passò alla storia per essere propugnatore del piacere ed in particolare quelli della carne: come se il suo motto fosse goditi la vita, facendo incetta di tutti i suoi aspetti piacevoli.

Per cui il soprannome di epicureo viene utilizzato tutt’oggi con questo significato che risuona come estremamente materialista godereccio e, di conseguenza, un po’ limitante e perfino dispregiativo. Ma si tratta di una mistificazione, una delle tante, che ci sono state tramandate nel tempo.

Ce ne parla  Diogene Laerzio
Epicuro sentì la necessità di avere una teoria che spiegasse l’interazione della materia. Da Leucippo, e Democrito, riprese il concetto di un sostanziale grande vuoto all’interno del quale la materia è composta da un’unità definita atomo (dal greco atomòs, cioè indivisibile).

Epicuro un filosofo mistificato
Atomo- Foto di Christophe da Pixabay

Non quello che intendiamo noi oggi, ma inteso più come un quanto, come unità di base indivisibile e che si aggrega, si scontra con altri atomi a causa del suo peso che comporta una “caduta verticale”, aspetto qui innovativo visto che Newton era di là da venire, forza che lo sposta in varie direzioni con l’interazione di interventi esterni, salvando una certa meccanica deterministica della natura.

Questo pensiero è in linea con i modelli spirituali del processo di incarnazione in energie sempre più dense, ma richiama anche la fisica quantistica richiamando quello che si definisce orizzonte degli eventi.
La materia, così aggregata, possiede delle pellicole che si staccano e vanno a colpire i nostri sensi così che abbiamo sensazioni concrete e variegate della materia. Interessante il concetto della realtà come percezione individuale, quindi differente per ciascun individuo, ma anche una difficoltà nel descrivere la materia se non in modo generico e non puntuale.

Colpisce la modernità scientifica dei suoi concetti, che in alcuni tratti simili a quelli della fisica quantistica, sebbene la paternità della scienza moderna venga attribuita a Galileo.

L’Etica per Epicuro

Epicuro un filosofo mistificato
Foto di Silvia da Pixabay.

Il raggiungimento del piacere è fondamentale, ma intendendolo come una specie di nirvana, una statica mancanza del dolore creato da paure, timori ed insoddisfazioni.

E non come un’affannosa, spasmodica e dinamica ricerca di soddisfazioni materiali momentanee, considerate solo come fonte di disagio ed insoddisfazione.

Per cui diventa indispensabile rimuovere i motivi che creano dolore come ovvia conclusione.

La morte vista come assenza di vita, quindi anche del dolore, non deve essere percepita come disdicevole ma, al contrario, come il raggiungimento dell’equilibrio statico agognato.

Una lista dei bisogni da soddisfare
Epicuro elabora un’indicazione dei bisogni che se soddisfatti procurano eudemonia, cioè stare con il buon demone, vivere in serenità:

  • Bisogni naturali e necessari, come ad esempio bere acqua per dissetarsi: questi soddisfano interamente poiché essendo limitati possono essere completamente esauditi.
  • Bisogni naturali, ma non necessari: come ad esempio per dissetarsi bere vino. Non avrò più sete ma desidererò bere vini sempre più raffinati e quindi il bisogno rimarrà in parte insoddisfatto.
  • Bisogni che non sono né naturali né necessari, come ad esempio il desiderio di gloria e di ricchezze: questi non sono naturali, non hanno limite e quindi non potranno mai essere soddisfatti.

Un errore di interpretazione
Ecco come nacque l’accusa dei padri della Chiesa cristiani, che videro in Epicuro una proposta di uno stile di vita rozzo e materiale, indegno dell’uomo perché visto privo di ambizione, esattamente il contrario del pensiero del filosofo. Epicuro non indica quali debbano essere i bisogni naturali e necessari da soddisfare, poiché è demandato alla ragione dell’uomo stabilire quali per lui siano i bisogni essenziali e naturali da soddisfare.
Per Cesare, ad esempio, poteva essere ininfluente il bisogno di mangiare e bere, mentre era veramente naturale e necessario soddisfare il suo incolmabile desiderio di gloria. Nel suo pensiero convivono così grandi afflati di libertà e di tolleranza.

Come considerare la relazione con gli Dei

Epicuro un filosofo mistificato
Foto di ELLE RITTER da Pixabay.

La relazione con le deità è fondamentale. Essi appaiono molto simili agli umani nelle loro intense vite e, pur essendo potenti oltre ogni limite, non sono in grado di aiutarci, né di cessare le nostre sofferenze. In quanto Dei non si può pensare che abbiano limiti, quindi l’unica spiegazione è che, semplicemente, non si occupano degli umani avendo compiti più importanti da svolgere. Cosa può fare allora l’uomo? Cercare di arrangiarsi senza badare troppo alle azioni degli Dei e di vivere al meglio.

Di conseguenza Epicuro propone una via impegnativa, essenziale, responsabile: l’essere umano, lungi dall’essere preda dei sensi, è invece estremamente responsabilizzato riguardo la propria vita e felicità, sia in termini di scelte, ma anche di rigore esistenziale, esattamente all’opposto di ciò che si crede essere il suo pensiero.

Di fatto essere indicato come epicureo pare non essere un epitteto dispregiativo, né sinonimo di lussurioso, deresponsabilizzato, cieco alle esigenze della vita. Gli epicurei sono anzi indirizzati verso il perseguimento della felicità autentica fatta di sentimenti, sensazioni e non di possessi materiali, percorso che necessita responsabilità, scelte, disciplina. Un’antica vera disciplina sofrologica.

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Operatore Olistico Supervisor S.I.A.F- IT. nº LO 196 S - OP, formatore sia per privati che per aziende, scrittore e conferenziere. Laureato in Economia, per 13 anni è stato dirigente d’azienda. Ha creato il metodo “be happy now!” nel quale ha messo a disposizione la sua esperienza iniziata nel 1976. In esso sono insegnate tecniche pratiche abbinate ad un percorso personale profondo finalizzate ad aumentare il proprio livello di felicità. L'ultimo suo libro è "Essere felcici ORA!" (ed. Tecniche Nuove). Website: https://www.francobianchi.eu/