Ritratto di Nick Drake

Uno straordinario musicista, dai testi poetici, sconosciuto ai più, da riscoprire

di Roberto Lomonaco. Dopo soli tre album, questo ragazzo, se ne è andato per troppo amore per la vita.

Un nome che a molti non dirà nulla, sconosciuto, ma che ha inciso profondamente nella cultura musicale di inizio anni ‘70. Nasce nel 1948 in Birmania da genitori inglesi che, dopo pochi anni, fanno ritorno in patria. Realizza tre album tra il 1969 ed il 1972, tre capolavori allora passati quasi del tutto inosservati. Tutto ciò lascia Nick Drake affranto, annichilito, non comprende perché la sua musica e le sue canzoni non debbano essere capite.

Ritratto di Nick Drake
Nick Drake (1948-1974).

Questo in una personalità molto sensibile, introversa, timida. Non amava farsi vedere in pubblico tanto che le sue esibizioni in concerti sono molto rare. Cade in uno stato di depressione importante tanto che a novembre del 1974, muore a soli 26 anni, sembra per eccesso di antidepressivi.

Nick Drake era un poeta. Scomparso per troppo amore per la vita, perché, nella sua breve esistenza adulta, voleva essere la “vita “… La sua è una musica intima, in un mix di armonia, melodia e voce. Sì, la sua voce, unica irripetibile e non riproducibile. Bassa, calda, che ti entra subito dentro.
Il suo timbro vocale, l’intonazione soffusa e rilassata caratterizzano in maniera indelebile le sue interpretazioni. Bisogna ascoltarla ed immediatamente comprendi che lui parla al tuo Sé più profondo, ti accarezza, ti coccola, ti tranquillizza. Emozione pura…

I suoi album

Il primo album Five leaves left ci introduce a quelli che sono i temi più ricorrenti e ad alcuni tratti del suo carattere. Una presa d’atto lucida di una condizione di diversità e problematicità con le inquietudini post-adolescenziali. Una diversità di essere e di sentire. Il tono della voce è pacato, fermo, tipico di una personalità silenziosa, riservata, timida e sognante.
Ascoltate il secondo brano River man e lasciatevi trasportare…

Ritratto di Nick Drake
Un libro per ricordarlo

Il secondo album Bryter Layter è sicuramente il più solare da un punto di vista musicale. Grandi arrangiamenti e scelta di sonorità uniche ed immediate. L’atmosfera è vivace, ariosa, ma c’è sempre l’ansia di una nuova giornata, del peso della vita. Probabilmente il disco con un approccio più immediato.

Il terzo album Pink moon è il suo epitaffio. Registrato in poche ore, solo chitarra e pianoforte. Cantato con voce gentile, i suoi sentimenti entrano direttamente nella musica. La canzone è musica circondata da parole che non sono particolarmente importanti. C’è una certezza che è il presagio di morte, di distruzione.

Il valore della musica di Nick Drake è racchiuso prevalentemente qui, undici canzoni, ventisette minuti in tutto. I dischi di Nick Drake vanno ascoltati, sentiti, meditati e fatti nostri. Dopo non saremo più soli, ma accompagnati da chi ha intuito…

Per saperne di più:
“Nick Drake e la grande paura del palcoscenico”  – Stone Music
video River man

Medico chirurgo, odontoiatra, collezionista ed appassionato di musica dagli anni '70 in avanti. Ha sempre considerato la musica quella forma di arte che più si avvicina al nostro Sé più profondo, dove chi compone è solo un tramite che canalizza vibrazioni superiori per metterle a disposizione di tutti e dove ognuno, in base alla sua sensibilità e conoscenza, ne diventa il Compositore.