Quando i miti animano le aziende

Utilizzare gli archetipi legati alla mitologia per capire le dinamiche sul lavoro

di Massimo Biecher. Ogni relazione è condizionata dalla nostra Ombra: se ne prendiamo atto, diventa uno strumento potente di trasformazione.

Nella prima parte di questo articolo abbiamo introdotto un modello che osserva ed interpreta le organizzazioni aziendali, il quale sposta il baricentro dell’attenzione verso l’individuo, colui che è in effetti il vero protagonista del mondo del lavoro, verso il suo mondo interiore.

Inoltre esso, ispirandosi alla psicologia archetipica di James Hillmann, offre il vantaggio di interpretare le dinamiche aziendali, mediante un linguaggio che, similmente alle favole, è di tipo simbolico piuttosto che analitico.

Il linguaggio allegorico degli studiosi rinascimentali

Trionfo di Bacco e Arianna. Foto di Gerhard da Pixabay.

Se vogliamo rivolgerci all’inconscio, infatti, come ci hanno insegnato gli studiosi rinascimentali, dobbiamo avvalerci di un linguaggio allegorico dove a parlare sono gli dei dell’antica Grecia che fungono da metafora degli archetipi che popolano la nostra psiche.

Dato che le aziende sono composte da donne e uomini che si recano al lavoro con il proprio bagaglio di emozioni e sentimenti, partendo dal metodo di analisi presentato su queste pagine che abbiamo sviluppato durante le ricerche intorno agli antichi dei, ci siamo domandati se potevamo applicarlo anche al mondo delle organizzazioni.

All’interno di questa visione l’azienda, il luogo di lavoro, da ambiente dove degli individui interagiscono col fine di trasformare un prodotto od un servizio in qualcos’altro per creare valore aggiunto, diventa lo strumento, più idoneo per fare conoscenza di Sé, nell’accezione psicoanalitica del termine.

Ecco che il focus della nostra analisi si sposta dalle relazioni tra individui, alle interazioni delle nostre Ombre con quelle dei colleghi, dei collaboratori o dei superiori.
Siamo partiti analizzando alcuni falsi miti che pervadono il mondo del lavoro e che, condizionando inconsciamente coloro che ve ne fanno parte, costituiscono la cosiddetta Ombra oscura dell’organizzazione.

Ma cos’è l’Ombra ?

Quando i miti animano le aziende
Foto da Pixy.org

Secondo il nostro modello, le organizzazioni andrebbero immaginate come un teatro dove si incontrano/scontrano le Ombre, i lati oscuri, ovvero quegli aspetti psicologici che non essendo ancora venuti a galla, non fanno parte del patrimonio del nostro conscio.

Solitamente una giornata lavorativa viene interpretata positiva se non litighiamo coi colleghi oppure se non veniamo criticati dai superiori, mentre in realtà dovremmo dire che essa è lo è stata se l’interazione con l’Ombra altrui ci ha permesso di far salire in superficie alcuni di quei contenuti psichici che di solito agiscono dentro di noi senza che noi ce ne accorgiamo.

Tanto più cerchiamo di opporci a questo percorso di introspezione reciproca, tanto più sarà dolorosa la nostra permanenza al lavoro, perché in realtà il dolore è causato dal fatto che stiamo ponendo resistenza alla crescita di noi stessi.

Quando i miti animano le aziendeÈ come se, prendendo a prestito i personaggi di Collodi, invece di avere un Grillo Parlante che ci aiuta a far luce sulla realtà che ci circonda, fossimo in balia di un suo Alter Ego oscuro, un personaggio il cui scopo è quello di fornirci letture distorte della realtà e che soprattutto fa di tutto per sviarci nella comprensione delle vere cause che creano disagio o malessere.

Partendo dalla riflessione di Jung, che affermava che “tutto ciò che degli altri ci irrita può portarci alla comprensione di noi stessi”, ogni volta che critichiamo, biasimiamo o detestiamo un collega, questo è il segnale che ci informa che c’è un’aspetto del nostro carattere che abbiamo rifiutato o rimosso, perché tale appariva agli occhi di qualcun’altro.

Ci stiamo riferendo in particolare alle figure interiorizzate, quindi non reali, dei nostri genitori od insegnanti che fanno le veci dell’Alter Ego oscuro del Grillo parlante di cui abbiamo appena accennato.

L’inconscio e il nostro lato oscuro

Quando i miti animano le aziende
Carl G. Jung.

Ma cos’è l’Ombra quella di cui tanto parliamo, che sembra essere una sorta di convitato di pietra, una presenza inquietante e minacciosa che da noi viene evitata e che si evita di nominare  ?
Ce lo spiega Jung in questo passo tratto dal suo saggio intitolato Conscio, inconscio ed individuazione.

“Generalmente si presuppone che, da un punto di vista psicologico, la coscienza sia costituita dalla totalità dell’individuo. Ma la conoscenza di quei fenomeni che possono essere spiegati solamente per mezzo di ipotesi di processi psichici inconsci, fa dubitare che l’Io ed i suoi contenuti corrispondano effettivamente al tutto. Se esistono processi inconsci, devono indubbiamente appartenere alla totalità dell’individuo, anche se non sono componenti dell’ego cosciente.” (tratto da The collected works of C.G. Jung | Complete digital edition Vol 9, Part 1 – Conscious, unconscious and individuation, traduzione dall’inglese dell’autore.)

In pratica, l’Ombra corrisponderebbe a quei contenuti psichici che non fanno appartengono alla parte emersa della nostra personalità e che invece popolano il lato oscuro, nel senso di non visibile, della nostra anima, quella che resta ignota in primis a noi stessi, mentre facilmente viene riconosciuta dai nostri familiari, amici e colleghi.

Quante volte ci è capitato di constatare che se per noi è facile analizzare le cause del problema di un amico od un parente stretto, egli invece, non è in grado di vedere ciò che a noi appare ovvio?

Qual’è la funzione dell’Ombra in azienda?

Foto di StartupStockPhotos da Pixabay.

Ecco che la funzione del collega, ma anche delle situazione stressanti come gli improvvisi sovraccarichi di lavoro, le emergenze create dai clienti insoddisfatti, gli scontri per la suddivisione dei budget a disposizione, si trasformano in mezzi o strumenti che ci permettono di comprendere chi siamo veramente.

Quindi, se siamo in grado di cogliere l’occasione, possiamo “disinnescare” giorno dopo giorno le vere cause di  quei turbamenti interiori, quei malesseri sottotraccia che sono così difficili da gestire.

Non sono le emozioni il vero nemico, sono le emozioni subite e non gestite, le paure, la cui natura anch’essa è archetipica e quindi ineliminabile, che ci portano a fare scelte che si rivelano sbagliate per noi e per l’azienda per la quale lavoriamo e che creano tensioni.

Ecco spiegato il motivo per cui ciò che fa parte della cosiddetta Ombra, quando viene svelato, riconosciuto od accettato, sono la nostra più grande alleata, perché ci permettono di fare la cosiddetta conoscenza di Sé e quindi di scoprire, come direbbe Hillmann, un po’ per volta la Ghianda che è in noi, ovvero quel patrimonio interiore e caratteriale che ci rende unici e speciali.

“Conosci te stesso”, iscrizione sul tempio di Apollo.

Perché conoscere se stessi è anche il modo migliore  per comprendere gli altri e di acquisire progressivamente un’altra qualità, talvolta sottovalutata, ma da noi ritenuta altrettanto cruciale in ambito lavorativo, come l’astensione dal giudizio.

Ecco perché nelle organizzazioni, oltre a persone a persone capaci e competenti c’è bisogno anche di qualcuno che funga da catalizzatore, in altre parole di chi sia un po’ più avanti nel percorso di individuazione, in modo da fare da specchio a colleghi/superiori, per aiutarli a scoprire chi sono veramente.
Il tutto, però, deve avvenire con la sensibilità necessaria per far si che questa riflessione non sia eccessivamente dolorosa e distruttiva per gli altri e per l’ambiente lavorativo.

Ma di quali mezzi disponiamo per comprendere la nostra Ombra ?
Il primo mezzo consiste nel riconoscere e distinguere le Ombre collettive che pervadono l’ambiente lavorativo, quelle che razionalmente sembrano avere un senso per il benessere e la prosperità dell’azienda in cui siamo inseriti ed invece ci lasciano sempre un certo amaro in bocca, una inspiegabile sensazione di incongruenza tra quello che viene detto e fatto.

Queste Ombre, che definiamo oscure, quei falsi miti di cui abbiamo raccontato nello scorso numero, ci distolgono dal significato profondo che sta dietro all’andare a lavorare e che produce il cosiddetto falso sé aziendale che intossica il clima lavorativo.

L’Ombra luminosa dell’azienda ed i veri miti

Foto di Atiq Rehman da Pixabay. jpeg

Un secondo alleato che ci aiuta più di ogni altro nel cammino di crescita interiore, consiste nel riconoscere le Ombre luminose, che  si identificano con l’inconscio personale, quello contrapposto all’inconscio collettivo aziendale.
Ombre che vengono svelate per mezzo delle crisi e delle discussioni all’interno dell’organizzazione che, se interpretate non solo da un punto di vista funzionale (ovvero cosa possiamo fare perché le procedure interne migliorino), ma anche da un punto di vista psicologico, contribuiscono a far luce all’interno dell’anima di ciascuno di noi, in modo che la Ghianda, l’essenza che ci contraddistingue, possa dare frutto.

Una strada possibile che ci permette di riconoscere il nostro inconscio, quello contrapposto all’inconscio collettivo, consisterebbe nell’affrontare un percorso psicoanalitico individuale. Oppure possiamo riconoscerlo analizzando le cause che generano determinate emozioni e sentimenti, mediante l’aiuto della cosiddetta lettura in trasparenza dei miti dell’antica Grecia.

Si chiama Ombra perché è costituita da aspetti che inizialmente risultano totalmente sconosciuti. Luminosa, perché portando luce dentro nostro mondo interiore, ci permette di scoprire le leggi che regolano le dinamiche dell’anima del singolo e quindi dei colleghi e che nel momento in cui vengono svelate, ci permettono di sviluppare il nostro potenziale inespresso.

Il modello della psicologia archetipica

Toledo. Museum of Art. “Il ritorno di Efesto“.
La Chimera. Piatto in terracotta, esposto al Louvre.

Se oggi lavoriamo in un determinato ambito e lo facciamo con piacere, è perché, secondo il modello della psicologia archetipica, dentro di noi stanno agendo (Hillman direbbe che stanno recitando sul palcoscenico della nostra anima) determinati dei del pantheon dell’antica Grecia, ciascuno dei quali incarna quegli archetipi che fungono da moventi primari, che fanno sì che in noi ci sia una predisposizione innata per essere portati per un certo lavoro piuttosto che un’altro.

Entrando nello specifico, sul numero di Novembre 2020 di Karmanews avevamo parlato di Efesto e spiegato come egli incarni l’archetipo dell’ingegnere o di colui che nelle aziende si occupa di tecnologie in genere ed abbiamo visto quali esperienze emotive lo avevano portato a sviluppare la passione per quelle che ai suoi tempi, rappresentavano lo stato dell’arte della tecnica.

Oppure, come quando abbiamo parlato di quei racconti mitici dove si parla in maniera allegorica sia dell’ansia generata dal trovarsi di fronte ai dilemmi, che dell’arte di saper mediare i conflitti ben rappresentato dalla storia della Chimera ed Ipponoo.

Rischiarare le Ombre aziendali

La ghianda simboleggia il nostro potenziale inespresso. Foto di 👀 Mabel Amber, who will one day da Pixabay.

L’Ombra oscura e l’Ombra luminosa rappresentano pertanto due polarità opposte di quell’Ombra fatta di contenuti psichici non ancora processati e che agisce inconsciamente nella psiche dei collaboratori aziendali a tutti i livelli: dal vertice fino alla base.

La prima è costituita da quelli che abbiamo chiamato i falsi miti esterni a noi, ovvero il non detto che viene causato dal tentativo di trasmettere dei valori, il tutto fatto in buona fede e per il bene della organizzazione, ma che come abbiamo visto, senza prendere le dovute precauzioni, genera effetti collaterali che depotenziano l’effetto desiderato se non addirittura demotivano e deprimono i collaboratori.

Dall’altra parte c’è l’Ombra luminosa che, come una grotta sotterranea, la spelaion/caverna che abbiamo incontrato durante l’analisi della lotta di Eracle contro il leone di Nemea, nella quale sono sepolti dei tesori che non aspettano altro di essere portati alla luce, tesori che una volta scoperti scatenano il potenziale ancora inespresso.

Ecco che la rilettura degli antichi miti, ci aiuta a scoprire chi siamo mediante un processo associazione analogica, sia su ciò che danneggia l’organizzazione, ma soprattutto su ciò che ci fa star male e che impedisce di liberare quelle energie ancora inespresse che non attendono altro che essere svelate.

Per saperne di più

  • Carl Jung Bollingen Series XX – The collected works of C.G. Jung | Complete digital edition Vol 9, Part 1 – Conscious, unconscious and individuation
  • Carl Jung Bollingen Series XX – The collected works of C.G. Jung | Complete digital edition Vol 7, Part 1.1 Psychoanalysis
  • Dandridge, T. C., Mitroff, I., & Joyce, W. F. (1980). Organizational Symbolism: A Topic to Expand Organizational Analysis. The Academy of Management Review, 5(1), 77– https://doi.org/10.2307/257806
  • Daniel Goleman (1996): “Intelligenza emotiva” – Rizzoli editore
  • Daniel Goleman (1998): “Lavorare con intelligenza emotiva” – Rizzoli editore
  • Gian Piero Quaglino: Leadership (2005) ed. Cortina.
  • Gian Piero Quaglino: Psicodinamica della vita organizzativa (1996) ed. Cortina
  • James Hillman – Articolo di presentazione della Psicologia Archetipica sul sito Treccani:
  • James Hillman – Re-visione della psicologia Edizione Adelphi 1983
  • James Hillman – Il codice dell’anima Adelphi 1996
  • Jean Sinoda Bolen: Gli dei dentro la donna (1993) Casa editrice Astrolabio
  • Jean Sinoda Bolen: Gli dei dentro l’uomo. Casa editrice Astrolabio. 1995
  • Jean-Pierre Vernant – Mito e religione in Grecia antica 2009
  • Manfred Kets de Vries – Danny Miller (1992) “L’organizzazione nevrotica: una diagnosi in profondità dei disturbi e delle patologie del comportamento organizzativo” Raffaello Cortina”
  • Manfred Kets de Vries – Leader, giullari e impostori (1996) – Raffaello Cortina editore
  • Manfred Kets de Vries – Successi e fallimento della Leadership – Ferrari e Sinibaldi 2017
  • Massimo Biecher: Evoluzione del concetto di leadership nel mondo delle aziende italiane e statunitensi – Cosa rende un leader una persona di valore che ha impatto sulle persone? – Nuova Atletica ricerca in Scienze dello Sport – ANNO XLII – N. 244-245 ripubblicato sul sito academia.edu
  • Massimo Biecher: L’altra faccia della leadership. Saper guidare le persone verso gli obiettivi Nuova Atletica ricerca in Scienze dello Sport – ANNO XLII – N. 246 ripubblicato sul sito academia.edu
  • Massimo Biecher: La responsabilità degli obiettivi – Nuova Atletica ricerca in Scienze dello Sport- ANNO XLII – N. 247-248 ripubblicato sul sito academia.edu
  • Massimo Biecher: Emozioni e Leadership Nuova Atletica ricerca in Scienze dello Sport – Nuova Atletica ricerca in Scienze dello Sport – ANNO XLII – N. 249 – ripubblicato sul sito academia.edu

Ha studiato ingegneria elettronica, oggi è responsabile export. Migliora la sua competenza professionale approfodendo gli studi di economia, scienze comportamentali, psicologia e leadership. Mailto: massimo.biecher@icloud.com