Cinque step per conoscersi

Scopri il significato del tuo percorso, per trovare equilibrio e felicità

di Franco Bianchi. Come riuscire ad individuare il proprio compito e la direzione da prendere nella vita.

“Non so cosa fare nella vita, quale direzione prendere. Come posso muovermi? Cosa sono venuto a fare?” Sempre più vengo a contatto con individui che appaiono disorientati, persi, senza uno scopo nella vita e senza una guida e chiedono un aiuto per provare a dare un senso alla propria esistenza.

La risposta non può essere rapida. Tuttavia, in un’ottica spirituale, si possono recuperare una serie di informazioni che, opportunamente assemblate come un puzzle, permettono di ottenere delle indicazioni e perfino delle risposte. Occorre essere pazienti ed osservatori, ma il lavoro alla fine verrà premiato.

Lo sappiamo, nulla accade per caso

Cinque step per conoscersi
L’anima sceglie la famiglia dove incarnarsi, per poter fare l’esperienza che gli serve. Nella foto, John Travolta e Kirstie Alley in “Senti chi parla adesso”.

L’indispensabile preambolo iniziale permette di comprendere l’approccio: da un punto di vista spirituale. Nel momento dell’incarnazione la nostra parte più profonda sceglie dove, come e quando, oltre che in quale famiglia incarnarci, genitori inclusi. Quindi nulla accade per caso ed in particolare proprio quelle situazioni che solitamente riteniamo casuali.

Il nostro spirito effettua un’accurata cernita tra le quasi infinite possibilità di incarnazione per permetterci di affrontare i temi oggetto della nostra venuta qui e queste scelte rappresentano, di conseguenza, interessanti spunti di riflessione.
Come se avessimo deciso di partecipare ad una commedia e prima di iniziare la rappresentazione ci venisse consegnato il canovaccio che dobbiamo recitare.

A quel punto la nostra libertà consiste nel recitare bene o male, impegnarci o sopravvivere con rassegnazione. Scoprire il motivo di incarnazione è un po’ come individuare questo canovaccio. Possiamo riuscire a scoprire i punti fermi della trama della commedia che andiamo a rappresentare.

Qui ho identificato alcuni punti che possono essere oggetto di valutazione, anche se non sono gli unici perché sono numerosi. Ma lascio al lettore la possibilità di svelarne di ulteriori. Una volta trovati vanno anche armonizzati tra loro: una disarmonia, infatti, cela un karma che va affrontato e, speriamo, risolto.

Partiamo dal primo punto: il proprio nome

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Foto di Markus Winkler da Pixabay.

Apparentemente scelto per tradizione familiare o per gusto personale dei genitori, ogni nome ha una sua etimologia, sovente antica, che spiega ed indirizza.

Ad esempio il mio nome, Franco, significa uomo libero. Questo indica una parte della mia personalità e anche un obiettivo di vita: perseguire la libertà. Per questo motivo sceglierò una situazione di partenza nella quale dovrò togliere lacci e lacciuoli che frenano o bloccano la sensazione di libertà.

Per analogia Valentina (da valente: capace, brava) dovrà mettere in pratica brillantemente le sue qualità, mentre Laura (da alloro: sapiente, gloria) avrà nelle sue corde la messa in pratica di queste qualità, così come i nostri progenitori ponevano una corona di alloro sulla fronte dei vincitori come ricompensa.

Paolo (dal latino Paulus cioè piccolo) dovrà andare oltre il suo nome se vorrà realizzare qualcosa di significativo, di grande: in questo caso il suo nome potrebbe essere considerato un limite karmico da superare.
Di conseguenza è utile scoprire il significato del proprio nome proprio perché lo si possa realizzare.
E il tuo nome cosa significa?

Il secondo punto: la data di  nascita

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Foto di Hans da Pixabay

Quindi adesso prendiamo in esame il giorno e l’ora di arrivo in questa dimensione, facilmente reperibili dal proprio estratto di nascita. Nel momento in cui si viene alla luce, meravigliosa locuzione che esprime un atto di grande impatto, i pianeti nel cielo sono posti in punti precisi.
La loro interpretazione ci fornisce indicazioni interessanti, ma non sono i pianeti ad influenzarci, bensì il nostro spirito che ha scelto queste posizioni così che la loro opportuna lettura ci possa essere d’aiuto: questo, per me, è il senso dell’oroscopo.

Ogni appartenente ad un segno ha delle sensibilità di cui deve tenere conto, pena un disequilibrio o disagio nella vita. A puro esempio, l’Acquario deve sentirsi libero come priorità assoluta, mentre per il Cancro la casa deve essere un luogo bello e sicuro nel quale vivere.
Quindi la lettura del piano natale e l’appartenenza ad un segno zodiacale evidenzia numerosi aspetti della propria personalità ed obiettivi impliciti da perseguire.

Terzo punto: la relazione e gli accadimenti con i genitori

Cinque step per conoscersi
Foto di PublicDomainPictures da Pixabay.

I genitori  sono i veri totem della nostra vita terrena.
La loro importanza è tale che per forza sono stati accuratamente scelti, proprio per il loro comportamento.

Ciò significa che abbandoni, morti, malattie, episodi incresciosi dovevano verificarsi, anzi sono stati proprio scelti perché il nostro programma avesse le giuste difficoltà.

Osserviamo i disagi incontrati verso i nostri parenti più stretti: essi non sono necessariamente colpevoli di azioni strane, disgustose, scellerate e senza senso, ma sono veri artefici e stimolatori: in pratica rappresentano i nostri maestri tra i più importanti, anche se loro non ne hanno la minima idea perché queste decisioni vengono prese ad altri livelli.

La psicogenealogia ci spiega che ogni famiglia ha dei temi karmici da perseguire e se avessimo il tempo di osservare ed analizzare il proprio albero genealogico saremmo sorpresi nel notare una serie importante di curiose coincidenze: uomini che muoiono prematuramente, abbandoni ripetuti, malattie che si tramandano di generazioni. Ciascuno di noi sceglie, spiritualmente parlando, la famiglia che sta affrontando gli stessi nostri temi così che le esigenze reciproche si sposino perfettamente.

Quarto punto: il fil rouge della nostra esistenza
Cinque step per conoscersiOsserviamo quali sono le abitudini, atteggiamenti ed episodi ripetitivi che stiamo mettendo in atto perché lì ci sono delle indicazioni.

A puro titolo esemplificativo, nella mia vita ho sempre insegnato cercando di essere di aiuto nel far crescere gli altri. Ho agito così già in età scolare; successivamente all’università, anche per racimolare qualche spicciolo, insegnavo arti marziali ad alcuni compagni.

In seguito al lavoro desideravo che i miei collaboratori apprendessero sempre più nozioni, abitudini, tecniche fino ad arrivare alla mia attuale collocazione nella quale ho perfino una scuola per Operatori Olistici.

Per me l’insegnamento era ed è un tema ricorrente e karmico che mi soddisfa, mi realizza e riempie la mia vita. Facile concludere che questo punto appartenga al mio fine di incarnazione.

Tuttavia le azioni ripetitive potrebbero anche essere limitanti come continue esperienze di abbandono, sofferenze, persino continui malanni, ma le considerazioni restano le medesime. Osservare la propria vita, i punti salienti, le ripetizioni, le gioie ed i disagi e notiamo se fosse possibile tracciare un filo rosso di continuità. Se fosse così anche in questo ambito ci potrebbero essere deduzioni interessanti.

Quinto punto: la scoperta del motivatore primario

Foto di Alexa da Pixabay

Questo argomento è stato messo a punto negli anni ’60 e ’70  dalla scuola di Palo Alto in California quando hanno iniziato a dedicarsi alla psicologia positiva rivolta alla felicità invece che solo a quella riparativa.

Attraverso una serie di domande, di fatto un’intervista, è possibile arrivare ad uno degli obiettivi non negoziabili nella nostra esistenza, di fatto molto collegato al nostro motivo di incarnazione.

Bellissimo scoprire che per tutti il motivatore primario è profondo, coinvolgente le altre persone, etico e portatore di felicità.

E adesso scopriamo il risultato finale
A questo punto, come già anticipato, occorre assemblare tutte le informazioni pazientemente ricavate per valutare il risultato finale, una specie di film con lati stupendi, ma anche limitazioni volte a stimolare la nostra crescita.

Per esempio se una persona di nome Paolo nata sotto il segno del Leone, un segno forte che ama mostrarsi, avesse genitori molto severi e rigidi che gli hanno tarpato le ali, probabilmente si troverà a cimentarsi con numerosi insuccessi nella vita, che sarà chiamato a superare per vivere il suo segno zodiacale ed il suo motivatore primario, che potrebbe essere condividere la felicità.

Ricordando che tutta la nostra vita è una commedia.

Foto di copertina di Alexa da Pixabay.

Per saperne di più:
Video di Franco Bianchi https://vimeo.com/manage/videos/665179263

Operatore Olistico Supervisor S.I.A.F- IT. nº LO 196 S - OP, formatore sia per privati che per aziende, scrittore e conferenziere. Laureato in Economia, per 13 anni è stato dirigente d’azienda. Ha creato il metodo “be happy now!” nel quale ha messo a disposizione la sua esperienza iniziata nel 1976. In esso sono insegnate tecniche pratiche abbinate ad un percorso personale profondo finalizzate ad aumentare il proprio livello di felicità. L'ultimo suo libro è "Essere felcici ORA!" (ed. Tecniche Nuove). Website: https://www.francobianchi.eu/