Dove vivere secondo l’Ayurveda

Il nostro tipo (Dosha) ci indica il nostro habiati ideale, se in campagna, al mare o in città

di Elettra Re. «L’Ayurveda mi ha portato a fare una scelta radicale di vita, dalla città alla campagna».

Anni fa mi sono avvicinata alla medicina Ayurvedica – prendendo poi un diploma come massaggiatrice – perché cercavo qualcosa che andasse all’origine dei problemi anziché occuparsi solo dei sintomi. Spesso ci accorgiamo di un malessere solo quando sentiamo il dolore, arrivando spesso troppo tardi.

Dove vivere secondo l'Ayurveda
Un massaggio ayurvedico.

L’Ayurveda può essere definita come la conoscenza della Vita, che ci aiuta a prevenire il malessere per mantenerci sempre in salute.
Il concetto di salute è inteso come equilibrio psico fisico, che dipende da come gestiamo gli umori biologici o Dosha al nostro interno e fuori di noi.

I Dosha non sono altro che la combinazione di 2 elementi che costruiscono il nostro microcosmo e il macrocosmo. Così dobbiamo continuamente bilanciare gli elementi al nostro interno con l’alimentazione e occuparci anche dell’influenza degli elementi esterni, come l’ambiente, le relazioni affettive e sociali, il contesto lavorativo.

I luoghi più adatti per i tre Dosha

Dove vivere secondo l'Ayurveda
I tre Dosha e la combinazione degli elementi (da Wikipedia).

In base alla nostra costituzione fisica e mentale esistono diversi luoghi in cui è preferibile vivere.

Il tipo Kapha, che potrebbe essere definito il più flemmatico, necessita un ambiente ricco di stimoli, quindi per lui vivere in città sarebbe l’ideale.

Il tipo Pitta, che invece è sempre intento a controllare mentalmente ogni aspetto della sua vita, dovrebbe sottrarsi al bombardamento quotidiano di stimoli esterni e guardarsi dentro, riscoprire l’amore per la Natura e gli Animali. Il suo habitat naturale sarebbe la campagna, meglio con la vicinanza di un corso d’acqua.

Il tipo Vata, che rappresenta il creativo, il viaggiatore, colui che ha sempre mille interessi, spesso discontinui; dovrebbe trovare un po’ di stabilità, quindi vivere in luogo più riparato, dal clima mite, immerso nella natura, e in una sana routine quotidiana per ritrovare il suo equilibrio.

Come ho deciso di cambiare vita

Elettra e uno dei suoi animali

Essendo Pitta-Vata, io sposo benissimo la scelta di vivere in collina a contatto con gli animali; l’ideale sarebbe avere un clima meno umido e freddo in inverno, perché essendo Vata soffro di dolori articolari. Comunque il contatto con la terra mi dà radici e l’amore delle asinelle, anatre, galline, cani e gatti ha permesso di aprire il mio cuore.

Prima, lavorando in centro a Milano, svolgendo lavori sempre al PC, la mia attività mentale aveva preso il sopravvento sul mio sentire. Da quando incominciai il corso per diventare operatore ayurvedico ho iniziato a capire molte dinamiche fino a poco tempo fa oscure.

A volte prima sprecavo tempo a capire i comportamenti inspiegabili di alcune persone che incontravo; oggi invece spesso mi basta un’occhiata per capire intuitivamente a cosa corrisponde un certo aspetto o un modo di fare, che può essere tipico di un eccesso/difetto di Vata, Pitta o Kapha.

All’inizio di quetom percorso mi sentivo un po’ pazza, ma poi quando ascoltavo le persone durante le mie consulenze, riuscivo molto più facilmente a spiegare alcuni punti, semplicemente comprendendo che quel comportamento rientrava nella loro natura fisica/mentale e che poteva essere compensato apportando il fattore opposto.

Un esempio di stile di vita

Dove vivere secondo l'Ayurveda
Un momento di meditazione.

Voglio raccontare un’esperienza personale per capire concretamente quello che ho vissuto in prima persona.
Il primo vero lavoro dopo gli studi economici fu l’impiegata in ufficio stampa di una nota casa di moda italiana. Essendo Pitta (Fuoco+ Acqua), ero molto determinata ad ottenere tutto quello che mi prefiggevo mentalmente ed infatti il mio stage poi si trasformò in un contratto vero.

Inoltre sono anche molto Vata (Aria+Etere), quindi mi piace viaggiare con l’immaginazione, essere creativa. Infatti, nonostante gli studi economici, mi trovavo più in sintonia con gli aspetti creativi delle mansioni di ufficio stampa (scelta delle creatività, ovvero immagini per le campagna pubblciitarie per le nostre testate, look books, eventi), piuttosto che con l’aspetto più analitico di controllo budget.

E infatti finché il mio capo, Vata al 100%, mi lasciò la libertà di muovermi in questo mondo fatto di contatti quotidiani con fornitori, Centro Media, post produttori, tutto mi sembrava una favola.

Quando poi purtroppo, il Ceo cambiò e con lui tutta l’impostazione dell’azienda, tagliandoci i fondi e le possibilità di espressione del cuore della nostra attività, il nostro lavoro si trasformò in un mero controllo delle spese, aprovazione consuntivi, compilazione file Excel. Un incubo. E così me ne andai.

Alla ricerca di una soddisfazione personale

Dove vivere secondo l'Ayurveda
La scoperta dei talenti. Un mandala di Elettra.

Con gli anni cambiai tanti lavori, segno distintivo della discontinuità del tipo Vata, alla ricerca di una soddisfazione personale che non trovai mai. Parallelamente decisi di coltivare i miei interessi al di fuori del lavoro, e così decisi di seguire un corso per diventare insegnante yoga: e questa fu la mia salvezza.

Questa strada mi aprì il cuore, che è il punto debole del tipo Pitta, perché iniziai a far fluire le emozioni che prima cercavo sempre di controllare razionalmente e cominciai il mio percorso spirituale.

Portare in equilibrio il mio fattore Pitta – che sfociava in rabbia, gelosia e ipercontrollo – con una disciplina che mi desse stabilità interiore, quindi usando il fattore opposto Kapha (terra+acqua), fu la soluzione a molti dei miei disagi. La meditazione per placare la mente, la lettura di libri che mi avvicinavano al mondo spirituale furono l’inizio di una nuova me.

Non mi interessava più essere riconosciuta a livello professionale, perché mi sentivo più avanti nel mio percorso evolutivo di molti miei colleghi o superiori che vivevano solo di riunioni, obiettivi aziendali, cene e poco più. Non è un sentirsi superiori, ma è finalmente sentirsi sulla strada giusta, indipendentemente da quello che il mondo materiale ci offre.

Guardare il mondo con gli occhi del bambino interiore

Imparare a tingere le lane, qui con l’indaco
Giocare con i bambini creando fiori con il feltro.

Inoltre quando si iniza a lavorare su se stessi a livello energetico con lo yoga, il Reiki e altre metodologie, si risvegliano molte energie ormai assopite.

Non è un caso infatti che in questi anni ho riscoperto la mia creatività nel disegnare, lavorare la lana o il feltro come se fossi tornata bambina.
Guardare il mondo con gli occhi del bambino interiore è il più grande insegnamento che un Pitta come me si possa portare a casa.

Dipingere con l’acquerello è il modo migliore per spegnere la mente e far fluire le emozioni per questa tipologia. Lavorare con le mani ad esempio lavando e cardando la lana, tessendo con il fuso sono la cura migliore per un’attività mentale eccessiva tipica di Vata perché ci riporta a terra sul piano materiale.

Credo che avvicinarsi al mondo dell’Ayurveda offrendo esempi pratici possa aiutare a comprenderne le fondamenta teoriche. Usando questi tipi costituzione si può ragionare su come raggiungere l’equilibrio psico-fisico in ogni ambito della nostra vita: dall’alimentazione al lavoro, dalle relazioni al nostro scopo nella vita. Bisogna giocare con gli elementi della Natura, che costruiscono queste 3 costituzioni, per imparare a conquistarci il nostro benessere.

Come affrontare le problematiche affettive

Meryl Streep e Robert de Niro nel flm “Innamorarsi”(US 1984)

Un ultimo aspetto che mi ha affascinato è come i principi di questa antica medicina possano risolvere anche molti squilibri nelle relazioni. Abbiamo visto che per curare un eccesso di un Dosha bisogna compensare con elementi opposti e invece un Dosha in difetto può essere riportato in equilibrio aumentando i suoi stessi elementi che lo compongono.

Nelle relazioni una donna Pitta-Vita troverà il suo equilibrio con un uomo Pitta-Kapha. Questo significa che una donna di costituzione fisica Pitta dovrebbe trovare un compagno con la stessa costituzione fisica, ma mentalmente opposto. Infatti mentalmente la donna Vata – che ama viaggiare con la mente, ed è al limite della genialità, creativa, con tanti interessi – con chi potrà instaurare una relazione sana e duratura?

Sicuramente non con un uomo che mentalmente sia Vata come lei, perché si perderebbero rapidamente essendo entrambi così volatili e mutevoli, nè con uomo mentalmente Pitta che finirebbe per acutizzare il suo innato bisogno di controllare, o la sua tendenza all’essere geloso e rabbioso.

L’uomo ideale sarà invece un tipo Kapha che mentalmente mostrerà la sua stabilità, risolutezza e presenza di uomo come punto di riferimento di cui la donna Vata necessita per sentirsi amata e voluta e allo stesso tempo lei potrà smussare un po’ quell’ottusità e flemma a cui il tipo Kapha tenderebbe naturalmente.

Questo è solo un piccolo esempio di come in realtà l’Ayurveda vada ad indagare così in profondità la nostra Natura che finirà poi per guarirci su tutti i piani allineandoci sempre di più alla nostra vera essenza.

Elettra, nata a Milano, ha avuto la fortuna di vivere in mezzo agli animali grazie alla sua famiglia che le ha insegnato a prendersene cura fin da bambina. I suoi ricordi più cari sono custoditi nel Bosco delle fate dove, con suo nonno, incontrava caprioli, piccoli cinghiali e scoiattoli. Da grande ha ritrovato quel magico mondo nella piccola Fattoria di casa, riscoprendo la bellezza di vivere a passo lento, camminando con le sue asine tra le colline dell’Oltrepo Pavese e facendo conoscere questo piccolo paradiso ai bambini. C’era una Svolta_A passo d’asino - Casteggio (PV) Contatti: cell 340 0728997