Findhorn, una serra di anime

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Findhorn, una serra di anime

di Manuela Pompas. È stata la prima comunità spirituale europea, fondata in Scozia da Eileen e Peter Caddy. Un luogo magico, un centro di educazione spirituale ed olistica, dove oggi vivono più di cinquecento persone e dove si entra subito a contatto con la Natura e con la propria anima

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David Spangler, Eileen e Peter Caddy e Dorothy MclLean, fondatori di Findhorn.

Findhorn, la prima comunità spirituale europea fondata nel ’62 in Scozia da Eileen e Peter Caddy (oggi entrambi scomparsi), con l’aiuto di una americana in stanza in Inghilterra, Dorothy McLean.Da allora, questo luogo è molto cambiato; se all’inizio c’erano poche caravan usate come abitazioni, attualmente si è ingrandito acquisendo una serie di nuove costruzioni, dove vivono circa cinquecento persone; ma credo che sia rimasto intatto lo spirito iniziale. Una comunità spirituale aconfessionale, dove tutti sono accolti con grande libertà e rispetto, senza nessuna costrizione né manipolazione, in cui il cibo è vegetariano e qualche volta vegano. Vi sono costruzioni per gli ospiti, che possono vivere nei bungalow, nelle caravan o, per chi partecipa seminari, nelle guest lodges, case ecologiche con il tetto di erba, con quattordici stanze e una cucina. C’è anche un grande teatro, pentagonale, la Universal Hall, e tre Sanctuary, dove si tengono le meditazioni.

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I caravan originari, dove all'inizio si veniva ospitati.

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Le attuali costruzioni per gli ospiti.

“La Fondazione Findhorn è un centro di educazione spirituale ed olistica, che lavora attivamente in collaborazione con le altre organizzazioni ed individui che formano la comunità”, ci dice Isabella Popani (facilitatrice, master in PNL, Gestal counselor), che è un punto di riferimento della Comunità in Italia e che siamo andati a trovare nelle Marche. “Ad esempio con il nostro progetto di eco-villaggio collaboriamo attivamente con le Nazioni Unite e le iniziative locali, con lo scopo di proporre e promuovere dei principi di sviluppo sostenibile in linea con le proposte del Convegno della Terra (Rio 1992) e di Habitat II (Istanbul 1996)”.
Per chi arriva la prima volta è obbligatorio partecipare alla settimana di esperienza. “In genere sono in inglese, ma in agosto ce n’è una anche in italiano”, prosegue Isabella. “Questa permette di capire come funziona la Comunità, che si basa su tre principi: lavorare ascoltando la propria voce  interiore, lavorare con amore (il lavoro è considerato amore in azione), in collaborazione con la Natura. Ognuno deve partecipare a un’attività giornaliera, ad esempio aiutare in cucina, nell’orto o in giardino o nelle pulizie: per capire che cosa scegliere si fa una meditazion.

Io ero una donna in carriera, non avrei scelto mai razionalmente il giardino, non distinguevo un’erbaccia da una pianta: eppure in meditazione ho sentito che era quella la mia strada. Quando poi siamo stati portati nel bosco di Randolph's Leap, ci hanno chiesto di sintonizzarci con la Natura. Io non sapevo Imbolk Cullerne Gardenassolutamente che cosa significava. Poi vedo un pino e gli dico, sentendomi un po’ imbarazzata: “Ciao sono Isabella, vengo da Milano, ma ti parlo in inglese o in italiano?”. Sento una vocina che mi parla, guardo sotto, e vedo una violetta. “Scusa non ho tempo, devo parlare con il pino”. Un colloquio da schizofrenica, da camicia di forza; io mi sforzavo di parlare con il pino e avevo il dialogo con la violetta. “Raccoglimi”. “No, non posso, se ti raccolgo muori”. Una volta salita sul pullman mi sono messa a piangere perché non l’avevo raccolta; e non ho avuto nemmeno il coraggio di condividere la mia esperienza, mi sembrava sconvolgente, ci ho impiegato anni prima di parlarne. Per una persona razionale, che viene dalle aziende, è stato terribile, voleva dire rivoluzionare il proprio modo di vedere le cose”.
Ma come si vive in questa comunità?
“Ogni giorno è scandito da un programma: la sera c’è qualcuno che parla della filosofia di questo luogo e dei seminari, che possono riguardare a vita interiore, il rapporto con la Natura, la condivisione, le danze, i giochi, le conferenze, il rapporto tra la crescita personale e quella planetaria. Dopo questa prima settimana, se ne possono fare altre per partecipare ai vari seminari, che vengono organizzati tutto l’anno”.

Gli Spiriti di Natura e l’energia dell’amore
Per trasmettervi la mia esperienza personale, voglio riportare qui alcuni stralci di un articolo che ho pubblicato nel ’75 su Findhorn, che ho visitato, giovanissima, prima italiana e all’inizio di un percorso di crescita.

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Il castello di Cluny, oggi annesso alla Comunità.

 "E' un luogo decisamente magico, che ti attira come una calamita, ti affascina ancor prima di arrivarci. Findhorn è un paese della Scozia, vicino a Forres, sul mare del Nord. La strada che viene da Edimburgo taglia dolci colline, un paesaggio fiabesco, dove vedi animali che credevi non esistessero più, che i nostri occhi non sono più abituati a vedere, lepri, conigli, talpe, pecore, cavalli e una distesa di bianchi uccelli migratori. Ma lì a Findhorn questo paesaggio cambia bruscamente, c'è brughiera, sterpaglia, sabbia. Eppure nella comunità, al Caravan Park, troverai piante meravigliose, di dimensioni mai viste, dai colori brillanti e il profumo intenso. Lì, in mezzo alla brughiera, troverai un pezzettino di Eden. E' questo che attirava maggiormente i primi visitatori: non tanto la vita spirituale che vi si conduceva, ma la curiosità, dettata dal fatto che Eileen e Peter Caddy erano riusciti a far crescere piante meravigliose in mezzo alla sabbia, stabilendo un contatto con la Natura. Questo amore verso la terra, che secondo il pensiero orientale si traduce in luce, radiazioni, ha dato frutti incredibili, cavoli rossi del peso di quindici, venti chili, broccoli enormi, rose che crescono anche sotto la neve, fiori di tutte le specie e sempre più grandi del normale. E tutto questo su un terreno che gli esperti avevano dichiarato impossibile da coltivare (..) E così sono arrivata. La prima cosa che cerchi naturalmente sono quelle piante magiche. Poi, a poco a poco, parlando con le persone e vivendo la vita della comunità, ci si accorge che la cosa più importante non è l’aria frizzante né la Natura così ricca e feconda, che le piante ci sono sì, per davvero, ma questo non è che un aspetto insignificante.
“Ciò che si fa qui”, aveva scritto David Spangler,022 dance+music intende dimostrare il potere, la bellezza, l’abbondanza di una vita vissuta in armonia e in unità con Dio”. L'effetto di questo luogo è come un potenziamento delle proprie capacità, della propria intuizione, come se si entrasse in un campo energetico fortissimo che fa vibrare la tua anima, ti fa vedere e sentire, entrare in contatto con le forze della Natura e con la tua anima.
Eileen, guidata qui dalla sua voce interiore, riceveva poi sempre comunicazione per far crescere la comunità e per prendere le decisioni importanti. Mentre l'altra fondatrice, Dorothy McLean, era (ed è) in contatto con i Deva, gli spiriti di Natura.

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Due attività: le danze e la meditazione nel santuario della Natura.

L'esperienza dei Caddy
Naturalmente le prime persone che ho intervistato sono stati i fondatori. Eileen, che allora aveva 58 anni, era una bella signora inglese che, pur “normalissima”, come veniva descritta, madre di tre figli e casalinga, aveva doti di chiaroveggenza. Un giorno aveva sentito una voce che le aveva comandato di seguirla, chiedendole poi di trasferirsi a Findhorn, al Caravan Park, facendole “vedere” la roulotte dove avrebbe vissuto. I due Caddy si trasferirono a Findhorn, trovando quasi per miracolo i mezzi per vivere insieme con i figli e con chi voleva stare con loro: contadini che regalavano loro spontaneamente delle sementi, una pecora portata da un vicino a cui avevano guarito il bestiame. In tredici anni la comunità raggiunse le duecento persone (che oggi sono arrivate a più del doppio). “Noi non abbiamo mai cercato nessuno”, mi disse Eeleen. “Le persone arrivano qui come attirate da una calamita, quando è il momento di fare un’esperienza del genere, indipendentemente dall’età, l’estrazione sociale, la religione. Molti qui hanno anche sviluppato una grande sensibilità, un’intuizione:per svilupparla basta ascoltare questa piccola voce che c’è dentro di noi, che è la voce del cuore, dello spirito”. “Findhorn è come una serra”, aggiunse Peter “dove si può crescere psicologicamente e spiritualmente in poco tempo, perché qui avvengono grandi cambiamenti interiori. Quando si ritorna in mezzo al mondo, si è fortificati, pronti a ricominciare la propria vita in modo più consapevole”.

Per saperne di più:
Numerosi libri di Eileen Caddy o di altri autori su Findhorn sono stati pubblcati dalle edizioni Amrita, Mediterranee, Macro, Punto d'Incontro.

I siti:
Isabella Popani: http://www.isabellapopani.it/
Il sito di Findhorn: www.findhorn.org