C’è un cervello maschile e uno femminile?

Diversi dalla nascita

C’è un cervello maschile e uno femminile?

Per molti uomini è un oggetto misterioso e inaccessibile. Un vero e proprio enigma da decifrare. Ma oggi si sanno molte più cose su come funziona il cervello femminile rispetto a quello maschile. Che cosa ci attrae di una persona perché diventi nostro partner? E cosa facciamo in prima persona per attirare l’attenzione di chi ci interessa?

Ci avete mai pensato? Veniamo al mondo con un corpo che non conosciamo. E potremmo studiarlo tutta la vita, notte e giorno, arrivando a comprenderne solo una piccola parte. A maggior ragione il cervello. Ciò che lo compone, i cento miliardi di neuroni, sono stati definiti la materia più complessa dell’universo conosciuto.

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Il cervello ha 100 miliardi di neuroni, un vero e proprio universo immenso e complesso.

La struttura cerebrale della donna pare esserlo ancora di più. E non è una facile battuta. Ad esempio, il prendersi cura: secondo i moderni studi sul cervello femminile, è sempre più chiaro che si tratta di un impulso innato, fortemente dettato dalla natura biologica. Lo si può osservare tutti i giorni senza essere scienziati. Stupendo l’episodio di quella donna con una figlioletta di tre anni e mezzo alla quale, invece della solita bambola, regalò un camion dei pompieri. Un giorno la madre entrò nella cameretta della bambina e la trovò intenta a cullare e coccolare il camion rosso, avvolto in una copertina, mentre ripeteva: “Non preoccuparti bel camioncino, andrà tutto bene”.

All'inizio, ogni cervello è femmina
A differenza di quanto si riteneva anni fa, i nostri comportamenti non dipendono totalmente dalla società e dalla cultura. Il cervello femminile e quello maschile, in realtà, sono profondamente differenti già dalla nascita. Fino ad un certo momento del nostro sviluppo fetale, esattamente l’ottava settimana, ogni cervello è femmina. E’ da quel periodo in poi che il cervello “neutro” si trova davanti ad un bivio: maschio o femmina. A seguito di un massiccio afflusso di un ormone, il testosterone, il cervello si avvia a diventare macho. E perde alcune cellule della comunicazione, facendo invece crescere maggiormente quelle deputate al sesso e all’aggressività.
Nel cervello femminile la natura preserva invece proprio quei nuclei di cellule così importanti ai fini della comunicazione e nella elaborazione delle emozioni. Il cervello femminile ha un'innata capacità d'osservazione delle espressioni dei volti e interpretazione delle emozioni. Alla nascita, il cervello femminile è più maturo di quello maschile e si sviluppa più rapidamente, con un anticipo di circa due anni.femalevsmalebrain
Parlare, parlare, parlare. Il cervello femminile comprende e si sforza di comunicare molto precocemente, anche quando, nei primi anni, non è ancora in grado di dominare tutta la ricchezza del linguaggio. Comprende pure un silenzio. Il tono, una sfumatura o una divagazione fulminea della mente. Ed ecco l’esortazione al maschio silente, al limite dell’autismo: “Cosa pensi? Dimmi qualcosa!”.
Gli sbalzi d’umore del cervello femminile possono essere la dannazione e il disorientamento di certi maschi: sapere che sono passeggeri, influenzati pesantemente in almeno il dieci per cento delle donne dalle fluttuazioni ormonali (specie nelle due settimane che precedono le mestruazioni), dovrebbe almeno aiutarli a comprenderne ed accettarne la ciclicità. Anche in questo, il cervello femminile è molto più vicino alla Natura di quello maschile. Delle differenze tra lo stato neurologico della donna e quello dell’uomo, la neuropsichiatra Louann Brizendine dice: “Mentre quello di un uomo è equiparabile a una montagna che viene erosa impercettibilmente nel corso dei millenni dai ghiacciai, intemperie e movimenti tettonici profondi, lo stato neurologico femminile può invece essere paragonato al tempo atmosferico, in perpetuo cambiamento e difficile da prevedere”.

Cervelli seduttivi
Niente può sembrare più sfuggente e misterioso del gioco della seduzione. Certe persone hanno tuttavia un senso innato, oltre che consapevolezza del proprio fascino, su cosa possa piacere per conquistare il corpo e la mente dell’altro. Meno, magari, su cosa sia necessario per costruire un rapporto stabile e duraturo con la persona conquistata. Oggi le ricerche psicologiche hanno messo in evidenza le caratteristiche, comuni a gran parte di noi, nel chiarire cosa ci spinge a intessere una relazione con una persona piuttosto che con un’altra. Sono ad esempio molto chiari alcuni aspetti dell’uomo che lo rendono attraente agli occhi di una donna. O, viceversa, a quelli maschili.

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Più che bello, per una donna un uomo a cui affidare la propria vita deve essere possibilmente ricco e importante in qualche campo.

Deve essere sempre bello e alto un uomo, per avere accanto a sé una compagna? Se lo è, la sua missione è facilitata. Ma per fortuna le donne sono attratte anche da altre caratteristiche (altrimenti ci saremmo già estinti da un pezzo), che possono compensare abbondantemente la scarsa o nulla avvenenza fisica (tutti abbiamo in mente esempi di rospi che si accompagnano a principesse). Una su tutte: la dominanza. Sia sociale, economica, ma anche culturale o artistica. Si è verificato con una serie di test ed esperimenti sociali che il potere economico e i suoi simboli sono caratteristiche che hanno effettivamente molta presa sull’animo femminile. Anche se nelle interviste, tutti sono propensi a dichiarare che, in fondo, ciò che conta sono i sentimenti. Invece, alla lunga, la posizione sociale e il potere economico - uniti ai sentimenti, certo - risultano spesso determinanti per avviare e mantenere una relazione stabile.
Non è tanto il denaro in sé, dicono gli psicologi, che interessa in generale alla donna, quanto ciò che esso può garantire al benessere della famiglia e dei propri figli. E così certe donne sono disposte a concedere una libertà semiassoluta al proprio uomo dominante (tutti abbiamo in mente esempi notissimi) in cambio di sicurezza, agiatezze, confort. Se vediamo tutto ciò dal punto di vista evolutivo, troviamo una lettura in senso biologico. La donna ha il compito non solo di mettere al mondo nuove vite, ma anche di preservarle e garantire loro, se possibile, un radioso avvenire. Secondo alcune analisi, il mestiere più antico del mondo, la prostituzione, nacque proprio perché in questo modo la donna poteva procurarsi il cibo cacciato dall’uomo (e poi denaro) per sé e i propri figli. Garantendo così la perpetuazione della specie.

Che cosa cerca l’uomo e cosa la donna
Sarà retrivo, ma le ricerche lo confermano: l’uomo non cerca tanto la donna dominante (e meno che meno aggressiva), quanto quella giovane e bella. Se la donna ha nel proprio Dna il compito di generare e preservare la specie - anche grazie a un compagno che sia in grado di ottemperare al compito - l’uomo va alla ricerca della donna che gli appaia sana, fertile e sessualmente attraente.

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Marylin Monroe, simbolo della seduzione femminile, ha detto: "Divento intelligente quando mi serve, ma al più degli uomini non piace".

Può essere sconfortante, ma è la realtà dei fatti: negli annunci pubblicati per la ricerca di una compagna, gli uomini, a differenza dell’altro sesso, rispondono più numerosi se la donna è giovane, non altissima, con titolo di studio più basso rispetto alla laurea. Se invece l’annuncio è rivolto alla controparte femminile, le donne rispondono più numerose se l’uomo ha una buona posizione economica, è alto, laureato e, strano a dirsi, ha una precedente esperienza matrimoniale (il contrario per gli uomini).
Un altro elemento che rende attraente un uomo agli occhi di una donna (quasi per nulla invece a quelli di un uomo) è la capacità di prendersi cura dei bambini e degli anziani. Anche qui, le ricerche dimostrano che le caratteristiche maschili che interessano ad una donna sono quelle che hanno a che fare con l’essere premuroso, l’accudimento della prole e il benessere del nucleo familiare, ma anche, ad esempio, dedicarsi alle faccende domestiche. Non stiamo parlando di una relazione sessuale (per cui potrebbe bastare vedere un uomo intrigante accanto ad un’auto potente), ma di ciò che alla mente femminile attrae ai fini di un rapporto costruttivo e familiare. Come dire: metto la mia vita e quella dei miei figli nelle tue mani.

Amore che nasce amore che muore
Quando parliamo di amore, quello vero, quello potente, siamo abituati ad associargli forti emozioni. Che rimescolano e mettono a soqquadro la nostra vita, associando stati d’animo di forte attrazione, ma pure il loro contrario. Alcuni esperimenti mostrano che uomini e donne che vivono assieme forti emozioni sono più attratti gli uni dagli altri. Ciò spiegherebbe anche perché persone già impegnate sentimentalmente siano così facili a cambiare partner ed a innamorarsi follemente nel momento in cui, ad esempio, partecipano ad un reality show (salvo poi ripensarci di nuovo una volta tornate alla vita reale).
Per avere più probabilità che una persona verso la quale si prova interesse stabilisca una relazione, si dovrebbero condividere forti emozioni: un viaggio sull’Himalaya, una corsa sulle montagne russe, un concerto entusiasmante, un salto dal ponte con l’elastico, un film che appassioni entrambi. Se invece si vuole essere lasciati, basta fare il contrario: provare assieme emozioni scialbe, noia, disinteresse e simili. Il nostro cervello sembra predisposto a farci innamorare delle persone capaci di suscitare in noi forti emozioni. E a farci disamorare quando le emozioni diventano simili a una patata lessa, scondita. In amore, meglio un po' peperoncino.