Angeli: esistono davvero?

Si manifestano nelle coincidenze, nei sogni e a volte ci salvano la vita

di Marco Cesati Cassin. L’incredibile storia di un giornalista incredulo alla ricerca del suo Angelo custode. Che riesce a trovare.

Un pomeriggio del gennaio del 1988 Pierre Jovanovic, giornalista francese di origini jugoslave, specializzato nei reportage finanziari dagli Stati Uniti, era seduto sul posto a fianco del guidatore di un fuoristrada preso a noleggio per andare a visitare una fabbrica di assemblaggio di computer a Silicon Valley. Guidava una sua amica americana. Una volta terminato il tour per la fabbrica, erano finalmente ripartiti e dopo una decina di minuti avevano imboccato l’autostrada in direzione di San Francisco verso casa.

Angeli: esistono davvero?
Pierre Jovanovich, giornalista economico e scrittore, nel 1988.

Quel giorno non vi era molto traffico e un tiepido sole illuminava la strada e Pierre, dal momento che non stava guidando, si era messo ad osservare i grossi camion americani con le loro scintillanti cromature.
All’improvviso, senza nessun motivo logico apparente, Pierre sentì una mano che lo spingeva con forza sulla sinistra verso la sua amica e appoggiò la testa sulle sue gambe.

Nel medesimo istante un proiettile di fucile spaccava il parabrezza e andava a conficcarsi sullo schienale dove un attimo prima Pierre era comodamente appoggiato e rilassato. Quella mossa inusuale, insensata (quando mai ti sposti lateralmente fino ad appoggiare la tua testa sulle gambe del conducente di un’automobile?), ma percepita chiaramente “come una mano umana che mi spingeva con forza lateralmente”, gli aveva salvato la vita.

Un episodio sconvolgente
Pierre iniziò a collaborare con la polizia locale per cercare di capire da quale ponte e posizione fosse partito il colpo e di quale calibro era la pallottola e così via. Non scoprì nulla che potesse portarlo alla scoperta del delinquente, ma quell’episodio gli sconvolse la vita.
Pierre era stato fino a quel giorno un uomo ateo e razionale, legato al denaro e ai numeri in genere, e non aveva mai pensato, neanche una volta nella sua vita, ad un Angelo o a cosa succede dopo la morte. Aveva 28 anni.

Da quel giorno il suo pensiero e modo di affrontare il quotidiano, cambiarono completamente. Iniziò a domandarsi se anche lui avesse un Angelo custode. L’evento sull’autostrada di cui fu protagonista e che gli aveva salvato la vita lo portò a indagare sull’esistenza degli Angeli. Iniziò così un percorso di studio e letture, dove man mano che si addentrava nell’argomento, iniziarono a manifestarsi alcuni eventi all’apparenza casuali, ma che invece erano sincronizzati perfettamente con la sua mente.

Coincidenze significative

Angeli: esistono davvero?
La t-shirt di Fioucci

Un giorno, ad esempio, dopo che era uscito da una biblioteca dove aveva passato un intero pomeriggio a leggere testi antichi sugli Angeli nella storia delle religioni, stava passeggiando sul marciapiede e si stava domandando se alla fine gli Angeli custodi altro non erano che il prodotto della nostra fervida immaginazione.

Nel medesimo momento che aveva prodotto quel pensiero, Pierre incrociò una ragazza che indossava una maglietta bianca con disegnato un angioletto e con la scritta  “Gli angeli esistono”.

Un’altra volta si trovava a Las Vegas nel 1990 e mentre camminava sulla Strip (una delle più famose strade di Las Vegas) la croce di un campanile attirò la sua attenzione. Pierre era già stato cinque volte a Las Vegas e non aveva mai notato una chiesa. Quella mattina, spinto dalla curiosità di visitarne una nella capitale del gioco d’azzardo e della prostituzione, decise di entrarvi. La chiesa si chiamava “Cattedrale dell’Angelo custode” ed era l’unica che si chiamasse così in tutti gli Stati Uniti!

Segnali come questi ne giunsero a decine al giornalista ma la sua indole razionale e scettica continuava a prevalere nella sua mente e, nonostante le strane coincidenze, non riusciva a convincersi definitivamente dell’esistenza degli Angeli custodi.

L’incontro con René Laurentin

Angeli: esistono davvero?
René Laurentin (1917 – 2017), mariologo.

Fino a un giorno del Marzo del 1992. Pierre si trovava a Parigi e la sua ricerca proseguiva ininterrotta anche perché, non lo poteva negare, era comunque affascinante.
Decise di chiamare un suo amico collega, René Laurentin, teologo e mariologo, giornalista del Figaro e autore di numerose opere. Voleva chiedergli consigli o indirizzi dove recarsi per approfondire e indagare ulteriormente sulla esistenza degli Angeli custodi.

Lo incontrò in una brasserie del centro e René gli raccontò che aveva conosciuto una signora anziana di professione pittrice, che dipingeva solo ed esclusivamente angeli. Era una donna ispirata e molto interessante e sarebbe stata sicuramente di grande aiuto. Purtroppo non ricordava il suo nome perché l’incontro era avvenuto quattro anni prima, ma gli era rimasto però in mente il nome dell’agente della pittrice, un certo Malerbe-Navare e ricordava che abitava nei pressi di giardini Luxembourg a Parigi.

Renè non era nemmeno sicuro se il nome si scrivesse in quel modo e, nonostante le mille difficoltà, Pierre lo ringraziò e si mise alla ricerca dell’agente della pittrice.
Nel 1992 non esisteva Google o i telefoni cellulari e tantomeno gli smartphone e la ricerca risultò subito improba: Malherbe, Malsherbes, Navare, Navarre… Pierre cominciò a cercare ogni tipo di cognome e, una volta individuato sulla guida di Parigi, iniziò a prendere il telefono e chiedere con fare sincero:  «Per caso lei conosce una pittrice che disegna solo Angeli?»
Dopo un’intera giornata passata a compiere numerosi tentativi, Pierre decise di abbandonare l’iniziativa riconoscendo l’impossibilità del raggiungimento dell’obiettivo finale.

La pittrice degli Angeli
Angeli: esistono davvero?La stessa sera Pierre ricevette una telefonata da Los Angeles: era Emmanuel, il suo vicino di casa e amico a cui aveva affidato l’imponente incarico di custodire durante la sua assenza il suo Bobtail di 40 chili. Gli chiese in cambio un piacere molto semplice, se poteva andare a far visita ai suoi nonni a Parigi e portare loro notizie del nipote prediletto da Los Angeles.

Glielo doveva e due giorni dopo Pierre si recò in un appartamento del XVI arrondissement parigino, una delle zone più eleganti della città, dove fu accolto da un’affascinante signora che di mestiere faceva la pittrice.

Entrando nella casa Pierre notò che tutti i quadri raffiguravano Angeli custodi. Lei, la nonna del suo amico e vicino di casa distante 12.000 km al quale aveva affidato il suo adorato cane, era la pittrice che stava cercando!

Da quel giorno Pierre Jovanovic iniziò una ricerca imponente sulle prove dell’esistenza degli Angeli custodi e, alla fine, riconobbe che esistono veramente e che la migliore definizione che poteva dare era “esseri di una dimensione superiore alla nostra”.

Pierre Jovanovich, oggi.

Dopo anni di studi e verifiche, il giornalista pubblicò un libro meraviglioso intitolato Inchiesta sull’esistenza degli Angeli Custodi (Piemme 1995) purtroppo non più stampato in Italia.

Oggi, a 25 anni di distanza, con i capelli brizzolati dal tempo, Pierre sorride e ripensa a quel pomeriggio sull’autostrada e non può che constatare che da quel momento ebbe inizio per lui un nuovo cammino nel mondo.

La sua linea della vita era stata modificata affinché diventasse un testimone importante dell’esistenza degli Angeli custodi.