Una riflessione sull’esistenza

I temi fondamentali dell'esperienza terrena: il senso dell'agire, del dolore, delle relazioni

Cerchio Demofilo Fidani. Un Fratello di Luce, canalizzato dal medium di questo Cerchio, ci invita a vivere consapevolmente.

Occorre che la testa non sia stordita, ma abbia sempre lucidità, una sua presenza costante, in modo da non agire “senza testa”. Ora, come si può avere una testa che funzioni, quando non c’è un’anima che si manifesta? Come si può avere un cervello che elabora e trasmette, quando il pensiero nasce da cose che non hanno nessun rilievo?

Una riflessione sull'esistenza
Demofilo Fidani, il medium romano che ha ispirato questo Cerchio.

Noi siamo qua per ricordarti, in questa riflessione sull’esistena, che la nostra vita non è quello che normalmente sembra. Noi siamo qua per ricordarti che tutto quello che stai vivendo ha un significato molto più profondo, molto più grande e molto più gioioso, affinché tu possa veramente cogliere la tua vita e non consumarla distrattamente.

Vedi, noi abbiamo vissuto, siamo stati sulla Terra. Abbiamo vissuto come te e quindi abbiamo capito: ma quante cose abbiamo capito, vivendo e morendo, lasciando tutto e scoprendo quanto quel tutto avesse dentro qualcosa che magari ci era sfuggito e che ora con una nuova attenzione possiamo recuperare!

Quindi nulla è mai perso. Anche se, qualora fosse stata presente una consapevolezza fin dall’inizio, avremmo avuto esistenze infinitamente più felici. Ma ognuno deve fare il suo cammino e poi tante cose vanno imparate guardando indietro con attenzione.

Ecco, noi stiamo offrendoti una riflessione sull’esistenza. La puoi portare dentro di te e questa ti suggerirà le parole giuste per aiutare altre persone, che non sanno bene dove sono dirette. Avrai modo di trasmettere questo a chi non ha bisogno di parole, ma ha bisogno soltanto di essere sentito nel profondo e, se tu lo stai già sentendo nel profondo, questo ti permette di avere quella comprensione che gli altri percepiscono. Ecco, questo è un punto molto importante, perché cerchiamo di risalire alla Sorgente, per capire donde nasce questa comprensione.

Una riflessione sull'esistenzaQuesta capacità di avvicinare l’altro non è un discorso psicologico, da manuale, non è un discorso che si può fare avendo letto un libro e nemmeno con buoni propositi. È un discorso che si può fare solo quando l’anima ha raggiunto un certo livello di maturazione e quindi può esprimersi.
Si può raggiungere questo livello solo vivendo molte esperienze, e molte, purtroppo, inevitabilmente sono anche dolorose, sono difficili, ma comprendi che hanno una funzione: non sono, come dire, una calamità o un ostacolo, ma sono un pungolo per risvegliare la coscienza.

Questa è una visione della vita che tu puoi offrire agli altri
Non è necessario che tu parli di anima o di “trascendenza”, però puoi sempre dare un significato a quello che gli altri intendono come negativo o come ostacolo o come qualcosa che non dovrebbe essere nella loro vita. Tu potresti dire: «Guarda che c’è nella tua vita, perché ha questa funzione. Rifletti su quello che stai facendo, che stai vivendo, e vedrai che c’è un nesso che ti aiuta a procedere». Questo puoi dirlo. E loro potrebbero meravigliarsi: «Mi stai dicendo che la mia sofferenza ha un significato?». «Certamente! La tua sofferenza ha un significato. Questo è molto importante: il significato non sta al di fuori della sofferenza».

Questo è un punto un po’ difficile da comunicare, perché uno pensa soltanto che, se non ha fastidi, sta bene. Ma lo star bene veramente significa cogliere il significato di ogni esperienza. Ecco, questo è importante. Tu che hai a che fare con le persone che ti chiedono consiglio e possono confidarsi e dirti i loro problemi, sappi che loro non si stanno misurando con delle “cose negative”, ma occorre che vedano in esse quello spiraglio che è il passaggio a una crescita, a un’utilità, comunque, per l’esistenza.

Una riflessione sull'esistenza
Spiragli di luce. Dalla foto di Stefan Keller (Pixabay).

Ecco, questo è da tener presente: questa attenzione a vedere nel vissuto di ogni tipo, di qualsiasi esperienza, un frammento di Luce. Aiutale a mettere insieme questi frammenti di Luce e loro avranno una strada davanti, che non immaginano. Questo non richiede un discorso “spirituale” nel senso deteriore della parola, di tipo religioso. Non c’entra nulla questo. Si tratta di fare capire alle persone che l’esperienza che vivono, qualsiasi essa sia, offre una possibilità di crescita.

E, certo, è difficile convincere che non esiste il caso. Le persone sono convinte di vivere a caso, quindi, finché non hanno un significato, non possono che accogliere le cose che a loro piacciono. Ecco, questo è un punto difficile, perché la mentalità non è quella disposta ad accettare, eppure un piccolo seme va buttato, un piccolo suggerimento, forse anche sotto forma di ipotesi: «E se fosse che… Forse non è tutto così male…».

Questo potrebbe suggerire una prospettiva, potrebbe far capire che chi parla avrebbe molto più da dire, a condizione che sia interrogato su quello. Quando uno ti chiederà: «Ma tu perché dici questo? Perché tu mi suggerisci di avere pensieri positivi, mentre io sto vivendo una cosa che è dolorosa per me? Che cosa ti fa dire questo?». Allora potresti rispondere: «Questo è un discorso che ci porterebbe su una strada che non è così facile da percorrere, però, se tu lo desideri, io ti posso dire qualcosa, che mi ha indotto ad avere queste convinzioni».

Quel “qualcosa” lo misurerai tu in base alla persona. Allora dirai: «Sappi che c’è “qualcosa” che io ho provato, ho sperimentato e mi induce a credere che alcuni fatti comprovano che la vita non è quello che pensi tu, cioè un caso. Vuoi approfondire questo discorso?». Se la persona dice sì, allora tu stai veramente conducendola verso Dio. Se la persona invece si ferma lì, perché non è ancora pronta, però recepisce che esiste un altro modo di inquadrare le esperienze, lascia che il tempo lavori e avrà anche lei l’opportunità di fare qualche passo avanti.

Questa, se vuoi, è la tua missione
Una riflessione sull'esistenza Calibra con attenzione, ma non rifiutarti mai, quando qualcuno ti chiede che cosa ti induce a credere che tutto abbia un significato. Ecco, tu dirai: «Sono esperienze personali. Sono cose che magari possono essere anche difficili da accettare per chi non ha assolutamente la più pallida idea di cosa possa riservare la vita». Però, se tu avrai modo di osservare uno spiraglio, se sentirai che qualcosa si desterà, seguirai quella traccia, senza imporre assolutamente il tuo cammino.

Questo è il messaggio che io cerco di trasmetterti. So che tu conosci queste cose che io ti dico, però è un aiuto a renderti conto che stai conducendo anime, non stai parlando a “psiche”. Non c’è altro modo. Quindi ecco che hai questa delicatezza, questa attenzione. Già questa tua amorevolezza è percepita. Perciò, con calma, riuscire a far capire che le cose non sono così insensate. Non si trasmette a loro un messaggio superficiale dicendo: «Ma, vedrai, le cose cambieranno». No, questo vuol dire quasi ingannare il fratello. Avere il coraggio di guardare dentro le cose, non dire: «Passeranno… verranno delle migliori». Queste sono sciocchezze.

«Guardiamo dentro al tuo vissuto: osserva bene se c’è qualcosa di positivo, che potresti sviluppare, che la situazione ti offre come un’opportunità per andare avanti, ma non lasciandoti alle spalle qualcosa di irrisolto, bensì tirando fuori quello che si può dire essere il contenuto della tua esperienza, per quanto difficile possa essere». «Perché, vedete, cari» tu dirai, «io ho vissuto abbastanza per capire che nulla accade per caso. Forse questa è un’affermazione che richiede solo un po’ di fiducia da parte vostra, però sappiate che, se ponete come ipotesi che nulla capita a caso, allora cosa c’è dentro che io debbo apprendere? Che cos’è, se non è caso, un bene per me al di là dell’apparenza?».

Scoprire le opportunità che la vita ci offre

Una riflessione sull'esistenza
Foto di Karsten Paulick da Pixabay

Questa potrebbe essere una lettura, un modo anche per guardare la situazione da un altro punto di vista, un’ipotesi interpretativa, in ogni caso una possibilità che l’altro magari non immaginava nemmeno. Qualcuno potrebbe abbracciarla con slancio, qualcuno restare scettico, ma tu la offri. Ecco, questo io vorrei suggerirti, dal momento che puoi svolgere un compito così bello.
E noi siamo tutti partecipi. Siamo tutti partecipi, perché la tua missione è la nostra missione. Quello che noi facciamo con te, tu fallo con gli altri. Aiuta le persone a ritrovare se stesse, la vera essenza dell’essere umano, e allora farai veramente il bene più grande che si possa fare.

Così io ti dico. Sono anch’io un Fratello che ha vissuto, e non ho forse fatto quelle grandi cose che la società apprezza, che il mondo esalta, però ho anche realizzato discretamente una vita terrena.

Ma soprattutto ho cercato di capire che cosa io stessi facendo e questo mi ha aiutato, sai, mi ha aiutato, perché questo è l’unico punto che salda l’esistenza nella materia e l’esistenza fuori dalla materia. Questo è l’unico punto che tu conservi, perché hai avuto coscienza del tuo agire, hai fatto anche del bene agli altri fratelli di conseguenza. Questi due punti s’intrecciano fra di loro e si conservano come il tesoro dell’esistenza terrena.

Così, dunque, io ti dico: «Sii consapevole». Abbiamo detto tante volte queste parole, ma lo sai quanto è difficile poterle veramente intendere, non solo con le orecchie o col cervello, ma farle scendere dentro fino al punto che qualcosa si desti. Ecco, questo io volevo dirti e sono felice di avere avuto questa opportunità. Io sono un Fratello che ha ascoltato gli altri parlare tante volte, ma oggi ho sentito il bisogno di dirti la mia e te l’ho detta con tanto amore.

Una riflessione sull'esistenzaSe tu aiuti i tuoi fratelli, la tua strada è benedetta. Quindi non temere nulla. Tutto il resto nella vita è nulla rispetto a quello che tu stai facendo. Non è un lavoro tra i lavori: questa è una missione, altamente spirituale, molto importante, perché per te è crescita e per gli altri pure, quindi va nella direzione della vita. Le altre cose sono un po’ un girare intorno, anche se, come ti dicevo, pure girare intorno può servire.

Però andare diritto, credimi, è molto meglio, e noi vorremmo rafforzare questa tua direzione, affinché tu possa con fermezza e con profonda consapevolezza stare di fronte ad altri esseri, che possano sentirsi sempre più accolti e compresi e dai loro piccoli problemi veder scaturire una coscienza che forse loro stessi non possono supporre, ma che è lì sotto che preme. E questo tu aiuti, questa nascita. Ecco questo è quello che noi vorremmo proprio che tu facessi, compiendo nel modo migliore la tua missione. Pace, benedizione, Luce e Amore a tutti.

 

La firma di queste pagine è quella di un cerchio medianico, le cui guide spirituali sono il medium romano Demofilo Fidani e la moglie Mila, guida del medium che scriverà su queste pagine e che ci chiede l'anonimato.