PNL: i modelli linguistici

Il nostro modo di parlare condiziona le emozioni e il comportamento

di Terry Bruno. Una cosa non è giusta o sbagliata, è il significato che noi le diamo che la rende tale (come afferma Shakespeare).

Come nasce la percezione degli eventi vissuti? Ognuno di noi ha una propria visione del mondo che è la conseguenza delle proprie esperienze che si sono formate attraverso il linguaggio e i sistemi rappresentazionali sensoriali. In PNL si dice che la “mappa non è il territorio”, ciò che è nella nostra mente non è la realtà.

Alfred Korzybski, ingegnere, filosofo e matematico polacco (1879-1950).

Questo principio fu formulato per la prima volta da Alfred Korzybski, fondatore della semantica generale, le cui idee hanno contribuito allo sviluppo della Programmazione Neurolinguistica. In base alle nostre mappe interne, noi interpretiamo il mondo che ci circonda e reagiamo a esso, e diamo un significato ai nostri comportamenti e alle nostre esperienze.

Amleto di Shakespeare diceva: “Una cosa non è giusta o sbagliata, è il significato che noi le diamo che la rende tale”.
Quello che ognuno di noi deve imparare a fare è di ampliare la propria visione del mondo, uscire dalla confort zone. In questo modo le sue probabilità di successo vengono ampliate. Siamo noi che mettiamo dei limiti al nostro agire. E se vogliamo dirlo con le parole di Albert Einstein: “Il nostro pensiero crea dei problemi che non può risolvere”.

Le persone che hanno successo sono coloro che hanno una mappa del mondo che permette loro di cogliere il maggior numero di opzioni e prospettive, per cui hanno un modo di percepire, organizzare e rispondere con più facilità. Le loro esperienze saranno quindi più positive.

Cosa s’intende per esperienza e come si forma?
L’esperienza è un processo attraverso cui avvertiamo, percepiamo e sentiamo ciò che avviene dentro di noi e le reazioni interne che ne derivano. Per esempio l’esperienza di un litigio, di un’alba o di un viaggio, dipende da come percepiamo quell’evento e dalla nostra partecipazione a esso.

PNL: i modelli linguisticiLe nostre esperienze sono determinate dalle informazioni che penetrano dentro di noi attraverso i nostri organi di senso, le nostre finestre sul mondo, a cui si associano le fantasie, i ricordi, le sensazioni e le emozioni che si creano dentro di noi. Quindi le esperienze sono sensorialmente basate e soggettive.

L’acquisizione, in seguito, di nuove informazioni che si aggiungono a quelle precedenti, ci permette di essere più flessibili. Affinché, però, questo possa avvenire, occorre lasciar andare i nostri filtri interni e focalizzarsi sul qui e ora.
Tale processo fa parte di un’abilità base della PNL, definita uptime, cioè uno stato in cui la consapevolezza sensoriale è concentrata sull’ambiente esterno e nel qui e ora.

Questo ci aiuta a godere e percepire appieno la vita e le varie opportunità che essa ci offre. Quando siamo concentrati sul qui e ora, cioè sulle informazioni che riceviamo attraverso i nostri sensi, parliamo di esperienza primaria. Quando invece la nostra esperienza è condizionata dai giudizi, dalle interpretazioni, dalle valutazioni siamo di fronte a un’esperienza secondaria, che è soggetta a cancellazioni, generalizzazioni e deformazioni. Coloro che sono più positivi e apprezzano la vita, vivono le proprie esperienze in modo più diretto, senza se e senza ma, senza pensare a ciò che potrebbe accadere o alle aspettative spesso disattese.

Come utilizzare gli Sleight of Mouth, i modelli linguistici

PNL: i modelli linguistici
“Incorniciatura” di Wolfgang Eckert.

Cosa si può fare? Diventare più consapevoli di questi filtri, in modo da potercene liberare, ad esempio arricchendo le proprie prospettive e ampliando la propria mappa del mondo.
Per poter fare questo possiamo utilizzare dei modelli linguistici, definiti Sleight of Mouth, che ci permettono di incorniciare o reincorniciare la percezione di una situazione o esperienza. Cerchiamo di capire meglio cosa s’intende per incorniciatura di un evento. In pratica è la cornice in cui noi inseriamo l’evento.

Facciamo un esempio. Siete in casa con la vostra famiglia o degli amici. All’improvviso sentite un rumore in cucina. Ci fate caso, ma non troppo in quanto pensate che possa essere stato qualcuno che è andato in cucina. Cambiamo momento: è notte e siete da soli, sentite un rumore e, in base alle vostre esperienze potreste pensare che possa essere un ladro o qualcuno che è rientrato a casa.

Il significato delle esperienze che viviamo dipende dal contesto in cui le inseriamo e dalle nostre esperienze precedenti. Cambiando la cornice si cambia il contesto e, di conseguenza, cambia immediatamente il significato dell’esperienza. Le cose possono essere interpretate da vari punti di vista, ricontestualizzando qualsiasi situazione.

L’esperienza cambia con i connettivi “ma” e “anche se”.

PNL: i modelli linguistici
Foto di Olya Kobruseva da Pexels.

È possibile farlo anche attraverso le parole che, non si limitano a rappresentare ciò che viviamo, ma spesso incorniciano la nostra esperienza. In che modo? Portando in evidenza alcuni aspetti e lasciando sullo sfondo altri.
Quando noi colleghiamo tra loro delle idee o degli eventi attraverso i connettivi “ma”, “e”, “anche se”, il significato dell’esperienza cambia, perché cambia il focus della nostra attenzione.

Ad esempio se dico: “Oggi sono felice, ma so che non durerà”, l’attenzione si sposta sul fatto che la mia felicità finirà, trascurando che sto vivendo dei momenti di felicità. Se invece dico: “Oggi sono felice e so che non durerà”, si dà ai due eventi la stessa importanza.

Con la frase: “Oggi sono felice, anche se so che non durerà”, l’effetto dell’esperienza cambia immediatamente, nel senso che si dà più rilevanza alla prima affermazione, lasciando sullo sfondo la seconda. Ci sono persone che utilizzano maggiormente la prima modalità, o schema, negando l’aspetto positivo delle loro esperienze.

Come applicare uno Sleight of Mouth verbale

  1. Identificate un’affermazione in cui un’esperienza positiva viene sminuita da un “ma”.
  2. Sostituite il “ma” con “anche se” e noterete come l’affermazione cambia di significato.

“Ho risolto la situazione, ma domani potrebbe ripresentarsi”, cambia con “Ho risolto la situazione, anche se domani potrebbe ripresentarsi”.
Per concludere lo Sleight of Mouth ci permette di mantenere un punto di vista più equilibrato ed è molto utile per coloro che tendono a dire: “Si, ma…”.

Psicologa, psicoterapeuta, trainer in comunicazione e PNL