Tapiroulan: scappare da se stessi

Un film introspettivo che vede l'esordio di Claudia Gerini come regista

di Terry Bruno. Un viaggio tra i traumi del passato e i problemi comuni, ma anche una denuncia dell’indifferenza altrui.

Regia: Claudia Gerini
Interpreti: Claudia Gerini, Claudia Vismara, Stefano Pesce, Maurizio Lombardi, Corrado Fortuna, Daniela Virgilio, Lia Greco, Fabio Morici, Marcello Mazzarella, Antonio Ferrante
Distribuzione: Milano Talent Factory
Durata: 102′
Origine: Italia, 2022

Noi siamo esseri sociali e, in quanto tali, abbiamo bisogno di relazioni. Ce ne siamo ulteriormente resi conto con la pandemia che ci ha messo di fronte a una realtà impensabile. Ed ecco che il digitale è venuto in nostro aiuto. Sono aumentate le piattaforme che ci hanno dato la possibilità di accorciare le distanze e di non sentirci soli, isolati in spazi spesso ridotti, impedendo la dissolvenza di quelle connessioni interpersonali.
Il lavoro, a sua volta, ha acquisito una nuova dimensione con l’avvento dello smart-working. Anche il setting terapeutico è in parte cambiato. Alle sedie o poltroncine o lettini, si è aggiunto lo schermo del computer o del cellulare che ha permesso di potersi vedere e di osservare, anche, le espressioni del viso fondamentali per capire cosa accade dentro di noi.

Il film Tapirulan, che ha visto l’esordio di Claudia Gerini come regista, è l’espressione di questo nuovo modo di interfacciarsi. Grazie all’utilizzo della tecnologia, Emma, interpretata dalla stessa Gerini, lavora da casa, offrendo un’assistenza psicologica 7 giorni su 7, mentre corre su un tapis roulant. Da qui il titolo del film.

Questo attrezzo, oltre a permetterle di mantenersi in forma, è dotato di uno schermo attraverso il quale, oltre a vedere chi chiama, è possibile cogliere le emozioni grazie a un particolare programma che le rileva attraverso le espressioni del viso.

Tapirulan mette in scena malesseri del nostro tempo, come la violenza domestica sulle donne, l’omosessualità e i vari conflitti interiori, i disturbi di personalità, la solitudine e il lutto.
Accanto a tali vicende, c’è il dramma interiore di Emma, un segreto che porta dentro di sé e che ha cercato in tutti i modi di relegarlo nell’angolo più nascosto del suo cuore. Ed ora, all’improvviso si ritrova a doverlo affrontare.
Spesso di fronte a traumi molto profondi si cerca la fuga, non solo fisica, ma soprattutto psicologica. Una rimozione che apparentemente sembra aver dissolto il problema, sino al momento in cui una causa stimolo lo riporta violentemente alla ribalta.

Ed è proprio quello che succede a Emma, mentre corre sul suo tapis roulant, rallentando la sua velocità o fermandosi nei momenti più cruciali, quando viene contattata, attraverso l’app per cui lavora, da sua sorella Chiara dopo tantissimi anni. La sua prima reazione è la fuga e lo fa aumentando la velocità di quell’attrezzo che le permette di allontanarsi metaforicamente dal problema. Purtroppo è una mera illusione… Tutto ritorna! Il passato riaffiora e per fare in modo che non faccia più male occorre affrontarlo.

Tapiroulan: scappare da se stessi
Claudia Gerini, regista e interprete, in una scena del film.

Un passato che l’ha paralizzata e a cui ha reagito mettendo una barriera verso l’esterno e verso le relazioni, mascherandosi dietro un’aridità affettiva, cercando di mantenere una razionalità in apparenza salvifica. Emma si è creata un suo mondo, pieno di rigide regole fisiche, alimentari e mentali, e lo fa correndo perché la sinergia tra il corpo, lo spirito e la mente permette il superamento dei propri blocchi interiori. Questa sua rigidità si sgretola quando parla con i suoi clienti/pazienti attraverso le video chiamate. La maschera indossata per nascondere la sua vulnerabilità e apparire invincibile, determinata, quasi asettica, scompare lasciando il posto a una donna empatica, che riesce a entrare sempre più profondamente nell’animo dei suoi interlocutori, distogliendo la sua attenzione su di sè. Le consulenze diventano per lei una sorta di autoanalisi. Ogni paziente, inconsapevolmente, diventa uno specchio che riflette il suo dolore e, nello stesso tempo, uno stimolo nel trovare il coraggio ad affrontare la realtà che ogni giorno vede attraverso l’enorme finestra che la separa dal mondo esterno.

Tapiroulan: scappare da se stessiQuante volte ci diciamo di andare avanti, di non fermarci, per poi renderci conto di essere rimasti fermi, intrappolati nel nostro mondo da cui non riusciamo a svincolarci.

Le paure si concretizzano attraverso le immagini che ci appaiono reali, ma non sono altro che espressioni di fantasmi che riappaiono e così l’ansia aumenta vertiginosamente, sfociando in un attacco di panico che annienta e annichilisce.

Cosa fare? Agire, affrontare ciò che spaventa e solo in questo modo quel gigante insormontabile diventerà sempre più piccolo, tanto da poterlo distruggere.

Per concludere, Tapirulan è un viaggio introspettivo ed emotivo tra i traumi del passato, porte socchiuse e problemi di vita comune, ma è anche una denuncia di quella indifferenza che regna nella nostra società e un’esortazione a ritrovare quelle emozioni, spesso bistrattate, che darebbero un colore diverso alla nostra vita frenetica.

 

 

 

 

 

 

 

 

Terry Bruno
Psicologa, psicoterapeuta, trainer in comunicazione e PNL