Affidarsi a madre Natura

Un giovane sardo, affetto dal diabete, ci racconta la sua ricerca per guarire con le erbe

di Marco Puddu. «Aiutato da un erborista in cui credo profondamente, sto cercando le piante più adatte per la mia patologia».

Affidarsi a madre Natura
Gianpaolo Demartis, docente della Libera Scuola di Erboristeria popolare sarda.

La mia storia inizia ai primi di ottobre del 2021 in Our Garden, la fattoria di Ramona e Claudio che ospita vicino a Cagliari Calarighe, la Libera Scuola di Erboristeria popolare sarda per una serie seminari molto seguiti da persone che arrivano da tutta l’isola.
Gianpaolo Demartis, il relatore, un insegnante molto generoso e attento, inizia a raccontare di tutte le Nonne, come chiama con rispetto le donne che gli hanno trasmesso oralmente il loro sapere sulle erbe. Le loro storie si fondono con la sua esperienza che ha maturato con anni e anni di prove fino al momento presente.

Tra questi ci sono anch’io. A novembre chiedo a Gianpaolo se esiste una pianta che possa aiutarmi a guarire la mia malattia, il diabete di tipo uno. La risposta arriva immediata, quasi troppo immediata.
Gianpaolo sa che c’è un arbusto spinoso conosciuto come Spina Porcis e cresce sulla Sella del Diavolo, il promontorio che separa Cagliari dalla spiaggia del Poetto, dove si può trovare con assoluta certezza. Questo arbusto lavora sulle emozioni, i suoi fiori sono di un bel colore viola e le spine sono lunghe e affilate. Cresce naturalmente dove c’è poco: poca acqua, poca terra e aiuta a sviluppare la crescita spirituale.

Sinceramente non avrei voluto scrivere proprio nulla, ma farlo mi aiuta a stare bene. Scrivo soprattutto per me affinché la giornata della mia ricerca non svanisca nei ricordi o nella mia fantasia, per cui con carta e penna inizio il mio racconto. E adesso, durante il corso, leggo qualche pagina del mio diario a Gianpaolo.

Scrivo un diario per non dimenticare

Affidarsi a madre Natura
Marco Puddu con la sua compagna.

È il 30 novembre, sono appena trascorse tre settimane di piogge intense e forse ne serviranno altre tre prima che dal cielo decidano di chiudere i rubinetti. Non ho mai visto tanta acqua cadere senza interruzione ma oggi è diverso, oggi è solo oggi e oggi c’è un sole radioso e non è né lunedì o giovedì, ma martedì.  Quindi oggi è il giorno perfetto in cui compiere il mio destino.

La missione consiste nel recuperare mio padre affinché mi aiuti e sostenga nel recuperare tutte le piante per comporre il rimedio di Nonna, che si esprime dalla bocca di Gianpaolo Demartis.
Lui mi ha consigliato di raccogliere Spina Porci, Teocrum Polium e Ombelico di Venere. Per prima cosa passo a prendere Cicci, mio padre. E non credo ai miei occhi: dalla grata del tombino davanti a casa sua spunta la prima pianta utile, ovvero l’Ombelico di Venere.

Questa scoperta per me è un segno propiziatorio e proseguiamo contenti verso la Sella del Diavolo. Con mio padre non facciamo la strada che mi era stata consigliata, ma arriviamo dalla parte opposta e quella che doveva essere una semplice raccolta di piante assume le note di una vera e propria avventura.

Ci fermiamo a Cala Fighera, luogo con un nome perfetto per dare il via alla mia rinascita. Seguiamo un sentiero impervio che tra acqua, fango e pietre scivolose è decisamente faticoso. Dopo tre rovinose cadute arriviamo in cima e rimaniamo incantati dallo spettacolo offerto dalla natura. Ci facciamo una foto.
Questo luogo è molto caro a mio padre, ricco di ricordi legati alla sua infanzia e a una gita fatta con me tanti anni fa. Così comincia a raccontare e i suoi ricordi si intrecciano con il momento presente in una trama che Dio solo sa come andrà finire. Stiamo camminando da più di un’ora e mezza e non abbiamo ancora avvistato la famosa Spina Porci. Tuttavia sono soddisfatto per la bella giornata.

Trovo le piante che mi servono

Affidarsi a madre Natura
Spina porci (Poterium spinosum).
Affidarsi a madre Natura
Teocrium Polium.

Non so come, ma dopo pochi minuti, l’incertezza iniziale si sta trasformando in una certezza granitica che non so neanche da dove arrivi.

Non facciamo nemmeno 50 metri che la mia attenzione viene catalizzata da una pianta che con le sue spine compone esagoni perfetti simili ad alveari; la sua geometria è un simbolo indiscusso della creazione e si tratta proprio della Spina Porci.

Vicina cresce una pianta che strofino per sentirne l’odore, il naso si stappa magicamente e capisco che è il Teocrium Polium. Per sicurezza controllo le stampe delle immagini reperite su Internet.  Siccome sono un imbranato totale in erboristeria chiamo al telefono Gianpaolo Demartis per avere la conferma. Lui è il vero comandante della spedizione e anche se non è presente dà l’ok a procedere.

Nel momento in cui decido di raccogliere la pianta mi blocco e non so come proseguire. Se la sradico dal terreno morirà inevitabilmente e non mi sento autorizzato a farlo, anche se è per una giusta causa, almeno per me. Mentre sto pensando a come salvare tutti e due, mio padre interrompe i miei tentennamenti facendo sgusciare dal terreno, che è zuppo d’acqua, tutta la pianta comprese le radici. Fine del tentennamento.

Grazie a mio padre, missione compiuta

Affidarsi a madre Natura
Cala Fighera (CA). Marco Puddu con il padre.

Con tono innocente chiede se deve prendere altre piante, rispondo velocemente di no. La missione è compiuta. Accompagno Cicci a casa e arrivato nella mia abitazione mi armo di pala e rastrello perché ho deciso di tentare l’impossibile per riuscire a salvare la pianta.

Guidando in strade sterrate vedo un bellissimo prato e scavo nel terreno umido una buca capiente. Soddisfatto del mio operato arriva, a tempo zero, una vecchia Panda guidata da un conoscente che si blocca e mi chiede cosa stia facendo. Provo a spiegarglielo e sembra anche capire ma, in sardo, mi consiglia di toglierla subito perché è una pianta infestante e lui comunque ci metterà presto il diserbante.

Convinto dal tono sbrigativo vago per le campagne in cerca di un luogo protetto e sicuro e finalmente lo trovo. Magicamente nel terreno ci sono anche gli asparagi, cosa rara a novembre, ma sufficienti per fare una spaghettata.
Li raccolgo e do un nome a questo luogo speciale: lo chiamo “Il Campo dei Miracoli”. Quindi scavo di nuovo un’altra buca e faccio una foto ricordo e torno a casa, a vivere non un miracolo ma due: la mia guarigione e la vita della pianta salvata.

Chiudo il quaderno con gli appunti e guardo Gianpaolo. Lui mi chiede come  va con la cura. Rispondo con calma per non farmi prendere dall’ansia e racconto che ho ridotto gradatamente nel tempo le dosi di insulina. Da quando ho iniziata a dicembre ora sono molto ridotte, veramente molto. «Sì, ma adesso come va?» Chiede lui.
«Da circa  un mese mi di trovo in una zona scomoda; non vado né avanti né indietro. Sono a un punto fermo».

Le malattie, un segnale prezioso per la nostra crescita

Mi affido a madre Natura
L’Ombelico di Venere.

Cerco di incrociare lo sguardo di Gianpaolo, ma lui sta pensando. «Forse», aggiungo «dovrei continuare la mia guerra con la malattia».
«La guerra?» Esclama Gianpaolo guardandomi intensamente. «Le malattie sono il segnale prezioso che il nostro corpo ci manda per aiutarci a capire cosa dobbiamo risolvere dentro di noi. Prova a domandarti se si tratta di tua madre, delle donne in generale o del tuo femminile, presente in ogni uomo, che ha bisogno di essere accolto e compreso».

Ci penso con attenzione, la domanda mi ha scosso profondamente e come se avessi avuto una piccola illuminazione mi rendo conto che sto sorridendo. Pieno di gratitudine per quel momento appoggio la mano sulla spalla della donna che è seduta dinnanzi a me: è la mia compagna. Lei in risposta al gesto gira la testa e mi guarda. Dai suoi occhi occhi traspare una conversazione avviata da tempo che fino a quel momento non avevo capito. Ci guardiamo e ci sorridiamo. La cura prosegue.

Testo raccolto da Kitty Perria

Kitty Perria
Ha creato negli anni 80, le più amate Mascotte della televisione italiana, Uan, Five e Four. Per 10 anni è stata l’Art Consultant per Geronimo Stilton, scrivendo testi e facendo regie teatrali finalizzate all’educazione e crescita dei ragazzi. Segue da 30 anni il suo percorso spirituale. Ama leggere e viaggiare soprattutto in Oriente. Mail: Kittyperria82@gmail.com