Sulle tracce di fate e folletti

Le fiabe rivelano forse verità segrete, note ai bambini e ai veggenti

di Donatella Galletti. In Irlanda sono in molti a credere che le creature del piccolo popolo siano reali.

Giorni fa mi è capitato di vedere a Freedom, la trasmissione a cura di Roberto Giacobbo, una puntata che ha risvegliato in me ricordi legati all’Irlanda. Alla fine di una serie di servizi su alieni, grotte misteriose, creature più antiche della razza umana, ecco che vedo l’Irlanda con un uomo soprannominato Leprechaun whisperer.

Sulle tracce di fate e folletti
Roberto Giacobbo con Kevin Woods nel programma “Freedom”.

Il Leprechaun è un folletto irlandese rappresentato in numerosissimi souvenir. Giacobbo, tra il serio e il faceto, ha presentato Kevin Woods, un uomo che asserisce di vedere e parlare con i folletti, unico in Irlanda, detto appunto Leprechaun whisperer.

Woods era già stato intervistato nel 2015 a cura di una emittente irlandese, La Virgin Media Television: un suo amico aveva trovato lo scheletro di un folletto, lo aveva raccolto ed esposto in una vetrina nel suo pub, insieme a vestiti e attrezzi.

Dopo una fase di completo scetticismo, alla morte dell’amico Kevin diventò colui che poteva vedere e parlare direttamente ai folletti e al loro capo.

Nel tunnel che risale al Neolitico – e sembra che passi anche sotto il mare (questa sì che è una notizia interessante) – vicino a Carlinford, Woods parla dei folletti, mostra i loro vestiti (nuovissimi) fatti di pelo di Mammouth, parla delle monete d’oro che ha trovato e sottopone ad un esame l’intervistatore di turno per vedere se sarà il suo erede interprete di folletti o anche angeli.

Il Leprechaun è stato dichiarato specie protetta

Sulle tracce di fate e folletti
Un Leprechaun in un disegno di David Revoy.

Sembra chiaro l’intento turistico, dato che ovunque in Irlanda i Leprechaun si vendono come souvenir.
Una notizia di rilievo è che il Leprechaun è stato dichiarato specie protetta dalla European Habitats Directive, una direttiva europea per la protezione della biodiversità. Insomma, si tratta di una faccenda seria, visto che l’Europa nel 2009 gli ha dato uno status reale.

Mi spiego meglio: l’Europa dice che i Leprechaun sono specie protetta, quindi esistono. Garantito nero su bianco, almeno così dice il cartello mostrato in video su Youtube e in tv a Freedom, quindi non vedo perché qualcuno si dovrebbe azzardare ad affermare il contrario.

E pensare che non ho mai voluto visitare il National Leprechaun Museum a Dublino, pensando che fosse solo per bambini. Non avevo ancora visto il pogramma di Giacobbo. Tuttavia, mi sento in dovere di dire la mia in materia, essendo appassionata di letteratura inglese e irlandese e della cultura dei rispettivi paesi.

Cosa c’è di vero nelle leggende?

Un disegno di Pascale Maas.

Le Ghost stories in generale e le leggende irlandesi, che ha raccolto persino Yeats, il più noto poeta irlandese, mi hanno fatto pensare che non siano del tutto inventate, ma che abbiano un fondo di verità, visto che diversi scrittori si occupavano anche di spiritismo, più o meno apertamente.

Tempo fa, rendendomi conto di quanto la fantasia potesse avere una parte minima, decisi di approfondire. In Irlanda per lavoro, parlando con un manager di alto livello, persona molto pragmatica, gli chiesi direttamente cosa ne pensasse delle fairies (fate) e con stupore appresi che per un irlandese le fate sono un dato di fatto, non una leggenda o superstizione.

Mi spiegò che sono esseri con poteri soprannaturali, non sempre sono benevoli verso i mortali (noi), soprattutto se questi distruggono loro proprietà.

In particolare c’è un albero da non toccare, il Fairy tree (albero delle fate). Si riconosce perché è maestoso e da solo, spesso su un rialzo. Le fate di notte gli ballano attorno, è il loro territorio e non va toccato.

Non toccate l’albero delle fate

Sulle tracce di fate e folletti
Un albero di biancospino, considerato sacro per le fate.

C’era una scuola che doveva essere costruita secondo un progetto abbattendo un albero, mi raccontò il manager. Il primo giorno si era fermato il bulldozer che doveva distruggere l’albero, il giorno seguente, aggiustata la macchina, era caduta di lato e si era ferito il manovratore, finché si informarono in paese. Si trattava di un albero delle Fate. Decisero di cambiare il progetto.

Il manager era diventato ancora più ciarliero, davanti al mio interesse ed a un buon bicchiere di vino. Il secondo episodio era di un’autostrada che dopo varie vicissitudini venne costruita formando una S appunto per aggirare l’albero delle Fate. Fermatevi a pensare: chi farebbe una cosa del genere? Si parla di somme ingenti e di ingegneri, gente con i piedi per terra.

Cercando online i racconti si ripetono più o meno simili in parti diverse d’Irlanda, anche su quotidiani locali: o è il bestiame che muore e deperisce, o sono molteplici morti in famiglia o malattie e disgrazie, tutto finché non viene ripristinato il terreno delle fate come era precedentemente.

Sembra che antichi Dolmen siano collegati allo stesso modo e non vadano toccati: anche il famoso sito risalente al Neolitico di Newgrange era considerato luogo di fate e nessun operaio irlandese volle scavare né si sarebbe avvicinato. Nel Settecento si dovettero chiamare operai inglesi.

Quando fate e folletti si fanno vedere

Sulle tracce di fate e folletti
Uno dei 60.000 forti delle fate presenti in Irlanda.

Non contenta delle risposte di una sola persona, quell’anno in Irlanda mi ero improvvisata intervistatrice, e le persone alle quali chiedevo, immancabilmente mi parlavano del Leprechaun e delle fate come di esseri assolutamente reali.
Mi sono persino spinta a chiedere ad un signore molto distinto se ne avesse mai visto uno. Veniva dall’Irlanda del Nord (non lontano dal luogo dove vive il Leprechaun Whisperer e sembra che ci sia la montagna più affollata di Leprechaun).

La risposta è stata che lui no, ma un suo amico sì. Si trovava in mezzo ad un bosco, era assolutamente sobrio, particolare importante visto quanto sia amata la birra Guinness, quando improvvisamente vide un essere alto meno di un metro, vestito di verde con gilet rosso e cappello. Il tempo di guardare meglio ed era sparito, ma a distanza di anni ancora se ne ricordava. Chissà se era lui o l’amico ad averlo visto…

Tornando a Giacobbo, la trasmissione nell’insieme lasciava aperto un interrogativo, da leggere tra le righe: ovvero che nei tunnel sotterranei presenti in molte parti della Terra esistano creature diverse da noi, eredi forse di antichi popoli provenienti da altri pianeti. Questa ipotesi si ricollega agli articoli che ho scritto su Brien Foerster, quando parla di megaliti e teschi allungati. Se possiamo ipotizzare altre razze, tutto è possibile, anche che i folletti esistano.

Sapere che quando credevo alle favole avevo ragione mi rincuora, seriamente. Gli irlandesi son così convinti che mi hanno dato delle speranze. Ho raccolto testimonianze dirette anche in varie parti d’Italia, dove si parla di folletti che di notte intrecciavano criniere e code dei cavalli.  I folletti non si vedevano, ma le criniere intrecciate sì.

Fate, folletti e altre creature misteriose
Leprechaun: può esaudire tre desideri, ha una pentola di monete d’oro nascosta alla fine dell’arcobaleno. Ama ballare ed è ciabattino.

Dullaghan è un cavaliere senza testa, con la testa in mano, un ghigno e la pelle di un pallore estremo, in disfacimento, che segnala la morte di qualcuno. Cavalca un destriero nero che emette fiamme dalle narici. A volte ha un tiro a sei.

credits: David Wenzel.

Pooka: creatura molto temibile, appare di notte spesso nelle forme di cavallo nero dagli occhi gialli. Sparge terrore ovunque e fa danni. A volte appare come un goblin, un’aquila, un uomo nero, insomma è multiforme.

Changelings: spiriti di bambini morti, spesso deformi, lasciati dalle fate al posto di bambini sani e belli, portati via, perché le fate hanno senso estetico. A volte sono fate anziane sotto forma di bambini deformi e anche pezzi di legno. In ogni caso portano sfortuna alla famiglia.

Grogoch: sembra un anziano coperto di peli rossi, può rendersi invisibile e fare le faccende domestiche in cambio di una tazza di panna.

Banshee: può apparire come donna giovane e bella o anziana. Il suo grido è premonitore di morte.

Merrows: a differenza dei Mermen, uomini e brutti, coperti di scaglie, appaiono come belle donne. Non amano gli umani, preannunciano morte e disgrazie. Indossano un mantello che le fa viaggiare nelle correnti marine. A volte nascondono il mantello e diventano amanti di un pescatore, per poi abbandonarlo e fuggire di nuovo nel mare. I figli nati da queste unioni a volte sono coperti di scaglie, metà umani e metà  creature marine.

Per saperne di più:
Sugli esseri fatati irlandesi
Per sapere di più sul leprechaun
Intervista all’unico Leprechaun Whisperer
servizio di Roberto Giacobbo   “L’uomo che sussurra ai folletti
Articolo in inglese sull’Independent su un fattore che parla con le fate.
Racconti e video di fairy forts (i forti delle fate) e conseguenze per chi li danneggia.

Laureata in Lingue e Letterature Straniere, diplomata in chitarra classica e in chitarra ad indirizzo liutistico, si interessa da sempre a tutte le discipline che possono aiutare a definire la conoscenza della persona e il miglioramento dei rapporti sociali e dello stile di vita di ciascuno, nonché alle arti in generale. Le piacciono la storia, i castelli ma anche i monumenti del Neolitico, i misteri irrisolti e tutto quanto può arricchire il patrimonio interiore.