I due fratelli, la capra e il tesoro

Una fiaba per piccoli, ma anche per adulti capaci di ritornare bambini

di Paolo Menconi. C’era una volta… un racconto che abbiamo tratto dalle “Fiabe dalla Ucraina della buonanotte”.

In un villaggio ai margini della steppa abitavano due fratelli: uno molto ricco e l’altro molto povero. Un giorno il fratello povero, verso il tramonto, andò a casa del fratello ricco e si sedette alla sua tavola; ma il fratello ricco lo scacciò in malo modo e, con disprezzo, esclamò: “Come hai osato sederti alla mia tavola? Vattene! Il tuo posto è nei campi a spaventare i corvi!” Allora il povero fratello abbassò la testa e andò nei campi per spaventare i corvi.

Tutti i corvi quando lo videro, volarono via ma, in mezzo a loro, un corvo tornò indietro e gli disse: “Tu sei un brav’uomo ma, in questo villaggio non potrai mai vivere felice perché qui, per te, non ci sono né fortuna né felicità. Devi andartene. Vai in un altro villaggio e la tua vita cambierà!” L’uomo rimase colpito da quelle parole. Lasciò il campo e tornò a casa, chiamò moglie e figli, e disse: “Ce ne andremo da questo villaggio e inizieremo una nuova vita!” Così, raccolsero i pochi vecchi vestiti e le poche cose che avevano, l’uomo si mise sulle spalle un grosso otre e tutti insieme si incamminarono per raggiungere un villaggio vicino.

I due fratelli, la capra e il tesoroL’uomo pensava di potersi lasciare tutto alle spalle, ma gli spiriti della sfortuna si aggrapparono a lui e gli dissero: “Tu te ne vai e vuoi sfuggire da noi? Non puoi! Non ti lasceremo mai, perché sei nostro!”. Ma, ormai, l’uomo aveva deciso e aveva preso il sentiero che portava al villaggio vicino.
Intanto, mentre camminava e camminava, sotto il sole cocente, l’uomo pensava in silenzio.

Così, proseguirono finché, assetati per il gran caldo, giunsero ad un fiume e l’uomo, che aveva una gran sete, scese a bere sulla riva. Riempì l’otre d’acqua, fece bere la moglie e i figli, poi tornò a riempirlo…  e a bassa voce disse rivolgendosi agli spiriti: “La strada è ancora lunga e dobbiamo attraversare un bel pezzo di deserto. Farà un caldo terribile. Visto che volete venire con me, potreste entrare qui dentro e stare al fresco mentre cammino.”

Gli spiriti della sfortuna erano malefici ma un po’ ingenui, e non avevano proprio voglia di stare sotto il sole cocente della steppa; così, accettarono ed entrarono nell’otre pieno di acqua fresca. Ma appena gli spiriti della sfortuna furono entrati dentro l’otre, l’uomo lo chiuse saldamente e lo seppellì in una grossa buca sulla riva del fiume, vicino ad un tronco cavo.

Poi, lui e la sua famiglia proseguirono il cammino. Andarono avanti e avanti finché arrivarono in un altro villaggio. Sul margine del villaggio c’era una capanna abbandonata con una piccola stalla: le persone che avevano vissuto lì se ne erano andate molto tempo prima, e così tutta la famiglia si stabilì in quella nuova casa.

Un giorno, mentre erano tutti seduti intorno al focolare, udirono una voce che proveniva dalla montagna. Sembrava una richiesta di aiuto. L’uomo andò subito nella sua stalla, prese il morso e le redini di un cavallo e si arrampicò sulla montagna. Ogni tanto sentiva queste strane grida che arrivavano portate dal vento.
Si guardò intorno mentre camminava per capire da dove provenissero. Improvvisamente, vide una vecchia capra con due grandi corna. Era sull’orlo del precipizio e non riusciva ad andare né avanti né indietro. Un altro passo e sarebbe precipitata nello strapiombo morendo. L’uomo non poteva saperlo, ma era uno spirito buono della montagna.

I due fratelli, la capra e il tesoroLui era un buon uomo e con le redini costruì un lazo che gettò sulla capra per salvarla. Dopo un paio di tentativi, riuscì a lanciare il lazo proprio intorno alla testa della capra terrorizzata e le redini si attorcigliarono intorno alle corna. “Stai calma!” le disse. “Ti tirerò su e sarai salva!” Era molto, molto pesante ma, lentamente e con grande fatica, la tirò su e la salvò. Si sedette su un sasso per riposarsi e poi decise che l’avrebbe portata con sé. Così scese dalla montagna e tornò indietro con quella grossa capra.

Tornato alla sua capanna fece salire la capra sulla scala della stalla. Quando la capra fu in alto, improvvisamente, scomparve e dal soffitto iniziarono a piovere monete d’oro e d’argento. Tutti rimasero sbalorditi per la scomparsa della capra e per quella pioggia miracolosa. Raccolsero le monete increduli e felici per quel dono del cielo. Erano talmente tante che riempirono due grandi casse e la loro vita cambiò.

Con le monete amministrate con saggezza, in breve tempo, la sua famiglia iniziò una nuova vita accumulando molte ricchezze senza dimenticarsi di aiutare chi nel villaggio aveva bisogno.
Un giorno, mentre camminava lungo un sentiero, decise di rivedere suo fratello. Gli sarebbe piaciuto poter buttarsi alle spalle il brutto rapporto di un tempo e iniziare tutto da capo. Così, mandò un messaggero dal fratello ricco e lo invitò a venire a trovarlo nella sua nuova casa.

Il fratello ricco, invece di esserne felice di rivedere suo fratello, iniziò a riflettere sul perché di quell’invito.
“Forse, quell’incapace non ha niente da mangiare,” pensò, “ed è per questo che mi manda a chiamare.”
Così, chiamò i servi e ordinò di preparare una buona scorta di frittelle e di carne. Caricarono tutto sul suo cavallo e si avviò verso il villaggio del fratello.

I due fratelli, la capra e il tesoroLungo la strada venne a sapere che suo fratello era diventato ricco e, più si avvicinava al villaggio, più chi incontrava gli parlava delle sue grandi ricchezze. Non se lo sarebbe mai aspettato, e si pentì di aver portato con sé quella gran quantità di frittelle e di carne da regalare al fratello povero pensando che non avesse da mangiare. Così, si fermò e buttò tutte le frittelle e la carne in una buca tra le rocce.

Riprese il sentiero e, finalmente, arrivò alla casa del fratello. Si salutarono un po’ imbarazzati, e il fratello lo fece entrare. Era una bella capanna, ampia e pulita. Si sedettero e iniziarono a parlare. Il fratello ricco, ad un certo punto, preso dalla enorme curiosità di capire quanto fosse diventato ricco quello che ricordava come un uomo fallito e senza speranza, gli chiese di mostrargli i suoi tesori.

Suo fratello, forse un po’ ingenuamente, ma senza malizia e stupito da quella richiesta, gli mostrò le casse piene di monete d’oro che erano una accanto all’altra. Le aprì ed erano talmente grandi e stracolme di monete che luccicavano alla luce delle lanterne.
Vedendo tutta quella ricchezza, il fratello ricco bruciò d’invidia e divenne tutto verde in viso.
“Come hai fatto a possedere tutta questa ricchezza?”, gli chiese in modo brusco e con rancore. “Eri un fallito e poi, tutto d’un tratto, due casse piene di ogni ricchezza!”

Guardò di nuovo le casse che luccicavano e disse: “Le avrai rubate! E poi se tieni tutto qui, potrebbero rubarti tutto e ritorneresti il poveretto di prima!”
“Non preoccuparti.” gli rispose il fratello con un sorriso. “Per sicurezza, ho seppellito altre casse colme di monete dove nessuno potrà trovarle.” E poi aggiunse: “Non ho mai rubato nulla. Tutto è cambiato quando sono riuscito a rinchiudere gli spiriti del male e della sfortuna in un otre. Mi perseguitavano! Da allora tutto è differente! Ora, vivo una vita serena e felice con la mia famiglia.”

Le royalty di questo libro, disponibile su Amazon, verranno donate a Forma Onlus (Fondazione Ospedale Regina Margherita) per un Ospedale a misura di bambino. fondazioneforma.it

“Sei mio fratello e ti confiderò un segreto”, gli sussurrò ingenuamente. “Ho seppellito alcune casse con l’oro e l’otre con gli spiriti del male sulla riva del fiume, vicino ad un grosso tronco cavo.” Poi aggiunse: “Se un giorno ne avremo bisogno, potremo sempre andare al fiume e scavare. Avremo sempre quello che ci servirà per vivere bene. Ma ora, non parliamo più di ricchezze e di oro. Godiamoci questo incontro e mi auguro che la nostra vita d’ora in poi sia più serena e felice rispetto a quella di un tempo.”

Mangiarono in abbondanza, non parlarono molto, ma erano tanti anni che non si vedevano e il silenzio avvolse la cena. Poi, arrivò la notte e tutti andarono a dormire.
Il fratello ricco non aveva fatto altro che pensare al segreto che suo fratello gli aveva ingenuamente rivelato, e non aspettava altro che tutti si addormentassero. Quando il villaggio fu avvolto dal silenzio, sgattaiolò fuori dalla tenda, montò sul suo cavallo e galoppò veloce verso il fiume a cercare il posto dove erano state nascoste le casse con le ricchezze del fratello.

Arrivato al fiume cercò l’albero cavo e, appena lo trovò, cominciò a scavare. Ad un certo punto trovò l’otre.
“Non credo ad una parola di quello che mi ha detto mio fratello. Altro che spiriti della sfortuna e del male. Qui dentro ci saranno i gioielli più preziosi.”
E così, certo di trovare le ricchezze più preziose del fratello, lo aprì con mani avide e tremanti; l’aveva appena aperto che gli spiriti della sfortuna e del male uscirono e lo circondarono. Ombre scure e terribili iniziarono a danzare intorno a lui una danza macabra e spaventosa.

“Tu sei nostro, adesso!” esclamarono con una voce tonante.
Terrorizzato da quella visione terrificante riuscì a salire sul suo cavallo e a fuggire veloce come il vento verso casa.
Quando arrivò, trovò che la sua bella casa era stata saccheggiata e tutte le sue ricchezze erano scomparse. Di tutto quello che possedeva, era rimasto solo un mucchio di cenere e non aveva più nulla.
Per avere un tetto sulla testa, non gli rimase che andare ad abitare nella umile capanna dove aveva abitato suo fratello povero quando lui lo trattava con disprezzo. Per la vergogna non ebbe mai il coraggio di tornare dal fratello a chiedere aiuto e, da allora, la sua vita divenne triste e solitaria

Paolo Menconi
Presidente di un Istituto di Ricerca Internazionale che collabora con varie Università. CEO e Founder di una Start-up innovativa ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni professionali. È stato Direttore Generale di diverse aziende e si occupa da anni di formazione, comunicazione, marketing e sviluppo commerciale. Appassionato di arte, si è occupato attivamente di musica come musicista e compositore e scrive fiabe per bambini.