I colori, simboli evolutivi

Il significato simbolico dei colori dell'iride, associati anche ai chakra

di Cristina Penco. I colori, che hanno anche valore simbolico, generano emozioni, pensieri e intuizioni.

La giornalista Cristina Penco.

Quella che percepiamo intorno a noi è una realtà a colori. Si tratta, in realtà, di una percezione, un’esperienza puramente soggettiva che dipende dalle nostre proprietà visive e dalla luce che gli oggetti stessi riflettono.
Prendiamo, per esempio, un campo di margherite in un prato. Mentre noi vediamo fiori bianchi nell’erba verde, le api vedono verdi-azzurre in erba gialla e le mucche erba gialla e margherite bianche.
Inoltre lo stesso soggetto può percepire colori diversi in base alle condizioni di illuminazione e dell’ambiente.

Allo stesso tempo, le cose si distinguono tra loro per un differente grado di assorbimento delle diverse componenti cromatiche della luce. I corpi che riflettono tutte le radiazioni visibili ci appaiono bianchi; neri, invece, quelli che le assorbono tutte. Poiché la luce è composta da uno spettro continuo di radiazioni elettromagnetiche di diversa lunghezza d’onda, le gradazioni cromatiche possibili sono teoricamente infinite.

Per convenzione, sono comunemente ricondotte a sette colori fondamentali, o colori dell’iride, corrispondenti alle diverse bande dello spettro in cui la luce solare, attraversando un prisma, si scompone: si va dal rosso al violetto, passando per l’arancio, il giallo, il verde, l’azzurro, l’indaco.

Gli esperimenti di Newton

I colori, simboli evolutivi
Foto di Daniel Roberts da Pixabay.

Negli esperimenti che condusse tra il 1665 e il 1666, lo scienziato Isaac Newton osservò che, facendo passare un raggio di luce solare attraverso una fessura e facendo in modo che questo colpisse, poi, un prisma triangolare, essa si scomponeva a ventaglio.
Si andava ottenendo, così, la cosiddetta “striscia cromatica dello spettro” con i sette colori sopra ricordati.

Questi ultimi, pertanto, sono onde luminose di natura elettromagnetica, di diverse lunghezze e frequenze, cioè di pura energia, che destano in noi sensazioni ottiche. Gli impulsi luminosi, trasformati in impulsi nervosi, sono trasmessi dal nervo ottico alla corteccia cerebrale, situata nei lobi posteriori del cervello, dove avviene la percezione visiva. Tinta, saturazione (intensità di una specifica tonalità) e luminosità (quantità totale di luce che una sorgente luminosa appare emettere, o che appare riflessa da una superficie) sono i tre parametri che esprimono la qualità dei colori.

Colori ed emozioni
È una vera e propria “antologia cromatica”, come recita il sottotitolo de I colori dentro di noi di Cesare Peri (Edizioni L’Età dell’Acquario), che fornisce ai lettori elementi per decodificare la presenza dei colori stessi nella vita quotidiana: da quelli che mettiamo in tavola e negli elementi di arredo delle nostre case, a quelli che indossiamo, a quelli usati in modo strategico a fini pubblicitari, fino a quelli che sono parte dell’espressione artistica, passando attraverso le varie tecniche della cromoterapia e il percorso spirituale della meditazione cromatica.

Il mondo che ci circonda è pieno di colori che suscitano emozioni, generano pensieri e intuizioni, acquisiscono un valore simbolico. Conoscere il loro significato e le loro proprietà può diventare uno strumento di benessere fisico e interiore. Scrive, infatti, Pieri: “La pratica meditativa si spinge molto più in là di quella terapeutica: il valore simbolico dei colori, in perfetta corrispondenza con quello dei chakra, fornisce un’interpretazione olistica dell’essere umano e insieme scandisce le tappe dell’evoluzione della coscienza”.

Dunque, prosegue l’autore, il passaggio da un colore all’altro può rappresentare una precisa fase nel processo evolutivo della persona, a cui corrisponde spesso un cambiamento di gusto. Ecco qualche notazione interessante tratta dal libro, alla cui lettura integrale e approfondita si rimanda per ulteriori (e meritevoli) approfondimenti.

L’energia del rosso
I colori, simboli evolutiviIl rosso è il colore del sangue, simbolo della vita, ed esprime l’energia primaria, l’istinto, la passione, il desiderio, la forza, il potere (si pensi, per esempio, ai mantelli di re e imperatori), la combattività e, in definitiva, la capacità di radicarsi, di agire sul piano terrestre e perciò di soddisfare le necessità fondamentali per l’esistenza.

Ma, se l’energia non è ben canalizzata, può diventare il colore della distruzione, del pericolo (il segnale del semaforo e i cartelli stradali), dell’aggressività e dell’ira. A livello psicologico funziona come una molla: dà la spinta a lanciarsi nelle esperienze della vita. Allo stesso tempo sarebbe meglio non esagerare con il suo uso (per esempio è sconsigliabile se si vogliono tinteggiare intere pareti, o comunque dipende dal contesto).

La vitalità dell’arancione
I colori, simboli evolutiviIl secondo gradino dell’evoluzione della coscienza individuale in chiave cromatica è simboleggiato dall’arancione. Se il rosso, da cui emerge grazie alla sovrapposizione del giallo, rappresenta la vita, l’arancione esprime la vitalità, la potenza creatrice della vita stessa: sul piano materiale si manifesta come energia sessuale, mentre sul piano psicologico pone le basi dell’io.

Genera allegria e ottimismo, è un rimedio contro depressione, apatia e pessimismo. Indossato, favorisce l’attività e il buon umore ed esprime una sana affermazione dell’io. Può essere utile sulle pareti di un luogo di lavoro o nel salotto domestico, perché stimola socievolezza ed estroversione.

La gioia del giallo
I colori, simboli evolutiviNella cultura orientale il giallo, uno dei tre colori primari con rosso e blu, è simbolo di fertilità e regalità. Il giallo chiaro è associato a gioia e spensieratezza, mentre il giallo scuro evoca situazioni spiacevoli, quali malattia, tradimento, gelosia e vigliaccheria.

In generale, comunque, il giallo può funzionare da antidepressivo: risveglia la mente, potenzia la capacità di attenzione, di analisi e di memoria, ed è perciò associato alla parte sinistra del cervello.
Dal punto di vista psicologico favorisce la concentrazione e l’impegno intellettuale, ma anche buon umore, estroversione e comunicazione.

L’equilibrio del verde
Il verde è il punto di contatto e di sovrapposizione tra il giallo che rappresenta la maturità dell’io, e il blu, che ha una valenza introspettiva e spirituale. Viene comunemente associato alla natura e di conseguenza alla fertilità, alla primavera, alla giovinezza (“gli anni verdi”) e alla speranza.
Verde è il colore del chakra del cuore, Anahata («suono non battuto», «continuo»), che rappresenta la capacità di relazionarsi, l’amore senza aspettative verso tutti gli esseri e il controllo della mente e delle emozioni. Aumenta il senso di benessere generale, quindi è un ottimo “antidoto” contro l’ansia e lo stress. La sua frequenza, non a caso, è quella naturale dell’organismo in stato di quiete.

La spiritualità del blu

Foto di Clker-Free-Vector-Images da Pixabay

Il blu si associa istintivamente alla vastità del cielo e alla profondità del mare: da qui le sue principali caratteristiche naturali, che evocano di conseguenza l’idea di divino, di trascendenza, di eternità e di verità.

Chi predilige il blu è in genere una persona affidabile, introspettiva e spirituale, amante della pace e della famiglia, capace di profondi legami con gli altri e caratterizzata da un vivo senso del dovere. Diminuisce la pressione arteriosa e il ritmo respiratorio. È utile in tutti i casi in cui sia in atto un processo infiammatorio.

Favorisce il rilassamento, l’autoanalisi e la meditazione, mentre non è troppo adatto a chi soffre di depressione (in questo caso sarebbero preferibili colori caldi quali il rosso, l’arancione e il giallo).

La profondità dell’indaco

Foto di Pexels da Pixabay

L’indaco è il colore della notte, sintesi di un azzurro che libera la coscienza dai limiti spazio-temporali e di un nero che conserva opacità e pesantezza: è smarrimento e insieme necessità di fiducia cieca (simboleggiata dalla notte).

Chi lo ama tendenzialmente potrebbe essere una persona riservata, sensibile e fantasiosa, interiormente ricca, caratterizzata da una duplice inclinazione: da una parte tende a isolarsi dal mondo, come conseguenza di un giudizio critico sulle bassezze della realtà quotidiana, ma dall’altra, contemporaneamente, aspira a una comunione di anime, per il desiderio di trovare persone affini. Esalta la spiritualità, ma è sconsigliabile, come tutti i colori freddi, per chi vive momenti di paura o di depressione.

La spiritualità del viola
Colore spirituale per eccellenza, con sfumature che vanno dal porpora al lavanda, all’ametista, conserva una carica di sensualità (soprattutto nelle tonalità più chiare). Nel viola si uniscono pulsioni contrastanti. Del resto nasce dalla fusione e armonizzazione del rosso (materialità, ener- gia, sensualità, propriamente maschili) con il blu (spiritualità, interiorità, sensibilità, propriamente femminili).

Chi lo ama è un soggetto sensibile e spirituale, incline al magico e all’occulto, desideroso di aiutare gli altri ma spesso anche di affascinare e suscitare ammirazione. Dal punto di vista psicologico è fonte di ispirazione e mette le ali alla fantasia, ma tende ad allontanare un po’ dalla realtà quotidiana. Accresce il rispetto per sé stessi e il senso di dignità; tuttavia è sconsigliabile (come tutti i colori freddi) a chi soffre di depressione o attraversa un momento poco felice.

I colori del cambiamento
Un altro suggerimento di lettura sull’argomento è I colori del cambiamento di Ilaria “Samya” Di Donato (Diarkos ed.), un libro di ricerca, che prende le mosse dal contesto di enorme e profonda trasformazione che stiamo vivendo nel post-pandemia per trovare la chiave di un approccio innovativo alla vita, declinata in varie sfere, e al mondo.

Cosa significa innanzitutto, e concretamente, cambiare, si domanda e ci domanda l’autrice?
“Cambiare richiede uno sforzo quotidiano, un passo ogni giorno, che va a buon fine solo se connesso all’introduzione di piccole routine che ci portano a stare meglio e allineare la nostra vita con la parte interiore che teniamo più reclusa”. Se non cambiamo, non cresciamo, non viviamo veramente, siamo simili a un bambino la cui crescita si è fermata: difficile stare bene.

Il problema è che la maggior parte degli adulti vive con questo malessere, talmente diffuso che ormai è ritenuto essere “normale”.
Ma non è così. “Non c’è crescita senza cambiamento, perciò prendi una decisione ferma e dì a te stesso/a: “Io voglio cambiare!”. Quello che conta, sottolinea “Samya”, è che il cambiamento desiderato sia sincero, autentico.

Analizza il cambiamento
Prenditi del tempo per capire quali sono i vari cambiamenti importanti che puoi apportare nella tua vita, come suggerisce Di Donato. A ogni settore in cui si vuole modificare qualcosa, è abbinato un colore. In linea di massima, ma con altre “sfumature” (è il caso di dirlo!) consentite a seconda dei casi:
casa: è collegata al rosso;
relazione di coppia: è collegata all’arancio;
parte mentale: è collegata al giallo;
parte emozionale: è collegata al verde;
comunicazione: è collegata al blu;
piano complessivo di vita: è collegato all’indaco;
parte spirituale: è collegata al violetto.

Poi ci sono anche altri colori. Ti è mai capitato di sentirti in preda al caos, in uno stato confusionale? Rispetto alla lettura cromatica proposta nel libro, potrebbe voler dire che sei nel nero. Ma attenzione, ci ricorda “Samya”: “Nel nero ci sono tutte le possibilità”.

Cambiamenti pratici come una nuova automobile sono associati al bianco (l’auto, comunque, rappresenta l’autonomia). Le finanze sono collegate all’oro. Al rosa, invece, le relazioni con il partner o con alcuni amici.

E ancora. Per cambiare occorrono energie. Non vanno dispersi risorse e tempo preziosi, per questo bisogna eliminare gli ostacoli. Impariamo a rendere la nostra vita quotidiana più semplice. Ecco un assaggio di alcuni suggerimenti tratti dal libro I colori del cambiamento (in cui ciascun punto è approfondito con numerosi esempi e spiegazioni):
Permettere a te stesso di migliorare: rosso (la forza di cambiare).
Prenditi cura di te, del tuo riposo e del cibo: arancione (associato all’intestino e al secondo cervello).
Riconosci cosa desideri cambiare: giallo (comprensione e adattamento allo stato di realtà).
Elabora un piano d’azione: verde (praticità).
Non parlare dei tuoi piani e semplifica la tua vita: blu (la forza del silenzio).
Delinea la visione chiara di cosa desideri cambiare: indaco (la forza della visione).
Taglia i legami negativi: viola (abbi fede, con coraggio vai avanti).

Ci ricorda, infine, Di Donato: “Un grande maestro spirituale disse che non si può nascondere una luce sotto un letto.  La luce è fatta per splendere e per mostrare a tutti il proprio calore. Se sei buio non splenderai mai, ma se sei luce, cosa aspetti a farlo?”.

Per saperne di più:
Enciclopedia Treccani
Università degli studi di Ferrara
Università degli studi di Padova https://elearning.unipd.it/scuolapsicologia/pluginfile.php/201915/mod_resource/content/1/Bressan_Cap_3.pdf

Cristina Penco
Giornalista, genovese di nascita ma milanese di adozione, si occupa di attualità, costume, società, non profit, moda ed entertainment, e anche di teatro e cinema ("grandi fabbriche di sogni", dice, "officine di creatività e cultura"). Anche se si è dedicata prevalentemente alla carta stampata, è presente in rete e ha fatto brevi incursioni in radio e in Tv. Mailto: cristina_penco@yahoo.it