Nato nel segno del fuoco

Ricordi di famiglia. un racconto autobiografico

di Manuela PompasMio figlio è venuto al mondo dopo una predizione mal interpretata, un errore di calcolo e un Capodanno segnato dal fuoco.

Vi racconto la nascita di mio figlio, ovviamente piena di circostanze paranormali.
L’ultimo dell’anno del 1983 ero in Tunisia, un villaggio del club Med a Djerba la Douce, con mio marito. I G.O. avevano acceso fuochi dovunque, torce al posto delle lampade, bracieri ardenti e a mezzanotte avevano incendiato una grande ruota con i numeri dell’anno che finiva. Insomma, una notte di fuoco.

Nato nel segno del fuoco
Djerba (Tunisia), 1983. Manuela Pompas col marito festeggia l’ultimo dell’anno.

Pochi minuti dopo il brindisi di mezzanotte io e mio marito abbiamo festeggiato quella vacanza e… sono rimasta incinta, sbagliando i conti dell’Ogino-Knaus (per chi si ricorda cos’è: un metodo contraccettivo… infallibile), sicurissima di essere al sicuro. Beh, prima di partire avevamo ricevuto un messaggio dalle nostre guide: “Andate pure. Là, in quella Terra, si apriranno per voi le porte dell’universo”.
Noi l’avevamo intrepretato in modo sbagliato. Pensavamo che avremmo fatto un’esperienza mistica nel deserto e invece… l’universo ci ha mandato giù l’anima di Francesco.

La notte stessa quella che io chiamo “la mia voce” (presumo la mia guida) mi ha detto: “Sei incinta”, frase che mi ha ripetuto dieci giorni dopo a Milano Mario Azzoni entrando in casa mia, per essere intervistato. Ovviamente non avevo ancora la pancia, ma lui aveva “visto”. Già allora Azzoni, pur molto giovane, manifestava grandi doni di veggenza e faceva diagnosi paragnoste.

Francesco è stato un bambino desiderato. La mia gravidanza è stata facile, senza complicazioni. Una notte l’ho sognato: nel sogno aveva quattro anni, e somigliava un po’ a mio fratello e un po’ a mio cugino, come poi è stato.

E in agosto, mancando più di un mese alla nascita, sono andata al mare a Lerici. Un giorno un amico ci ha portato in motoscafo… e il giorno dopo, camminando su e giù per Tellaro, avevo la sensazione di un calore nel basso ventre, come perdessi una parte del liquido amniotico. Ma non ero preoccupata, mi sentivo bene.

Una predizione inaspettata
Il giorno dopo era domenica 15 Ferragosto dell’84. Sono uscita dalla Cattedrale di Sarzana. Ero alla 36ma settimana di gravidanza.
Esco dalla chiesa e mi si avvicina una vecchia contadina, tutta vestita di nero: «Complimenti, è un maschio e nascerà oggi». Mio marito l’ha allontanata: «Uccello del malaugurio». Peccato che lui, pur medium, non aveva capito niente.
Arrivo a casa, vado in cucina per far da mangiare e… perdo le acque. Mi corico, pensando che passasse (ingenua, ma era il mio primo parto!), invece no.

Di corsa in macchina in ospedale

Nato nel segno del fuoco
Il ginecologo Maurizio Bertagnoli che ha introdotto in Italia l’ecografia per le gravide.

Arriviamo all’ospedale di La Spezia, dopo una folle corsa in macchina da Lerici alle 2 del pomeriggio, per fortuna con le strade vuote: in realtà avremmo potuto prendercela comoda – secondo il medico sarei potuta rrivare a Milano senza pericolo – ma anche per mio marito era la prima volta.

Io avevo già incontrato il primario, Alberto Zacutti, che aveva introdotto in Italia l’ecografia per le gravide insieme a un mio carissimo amico, Luciano Bertagnoli, un ginecologo della Mangiagalli di Milano, scomparso a soli 35 anni. Con lui avevo scritto un anno prima Avrò un bambino, che avevamo presentato da Baudo a Domenica in,  dove lui aveva portato un video fatto con l’ecografia, in cui vedevano cinque gemelli… giocare insieme.

Ovviamente il giorno di Ferragosto in ospedale non c’è nessuno, sono tutti al mare. Ci sono solo delle ostetriche e un giovane medico di guardia, più spaventato di me, che rilevando un salto di pressione bassa che lo spaventa, interrompe chimicamente le mie contrazioni, lasciando il bambino nel ventre quasi senza liquido amniotico per 24 ore, mettendolo a rischio.

«Tra la vita del bambino e quella della madre, noi previlegiamo quella del bambino», dirà a mio marito, da cattolico ottuso. Lo incontrerò vent’anni dopo, per fortuna maturato, a un mio incontro sulla reincarnazione.

Dopo una notte praticamente insonne, dove le ostetriche venivano a controllarmi ogni mezz’ora per paura che il bimbo fosse morto, la mattina dopo torna il professor Zacutti. Mi viene data l’ossitocina per riattivare le contrazioni, che però non arrivano.

Francesco non vuole scendere

Nato nel segno del fuoco
Franesco appena nato, segno zodiacale Leone e tutti segni di fuoco.

L’sua anima di Francesco è sopra di noi, ma adesso non vuole scendere. Mio marito (ora ex) mi mette in uno stato di rilassamento e, mentre io sento la presenza rassicurante di mio padre, lui… va a prenderlo. Gli tende letteralmente la mano (ovviamente in astrale) e finalmente Francesco nasce. Leone, con ascendente Sagittario, Luna in Ariete e Giove in Leone. Concepito nel fuoco e nato con tutti segni di fuoco!
È tutto nero, poverino, venti quasi senza liquido amniotico ha sofferto, per fortuna senza gravi conseguenze. Subito me lo portanto via per controllarlo e metterlo nell’incubatrice.

La cosa più strana che mi riferivano le infermiere quando andavano a prenderlo, è che lui le guardava e sorrideva loro, come se le riconoscesse (a pochi giorni di vita!!!). Un bimbo prematuro già sveglio… E telepatico, come ho potuto poi constatare mentre cresceva. Da piccolo vedeva suo nonno nell’aldilà e poi da adolescente la nonna che gli è stata vicina a lungo.

Dimenticavo: poco dopo la nascita sono andata nella Cattedrale de La Spezia e ho ricevuto una benedizione antichissima, dei tempi del Cristo per le puerpere, che non ho mai più ritrovato. Bellissima, augurale.

Questo è stato il suo arrivo, emozionante, dove ho sperimentato come tutto è già scritto e tutto ha un senso. E lui dall’universo ha portato nella nostra vita successo e anche soldi: li trovavo per strada, sotto i letti negli alberghi dove andavamo insieme, attraverso nuovi lavori.
E questa è solo la prima puntata.

 

 

Manuela Pompas
Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata. Mailto: manuela.pompas@gmail.com