Quando i sogni sono telepatici

Ricevere messaggi telepatici mentre dormiamo

di Giorgio Cozzi. Si è dimostrato che i sogni si possono indurre, inviando per esempio immagini

Quando i sogni sono telepatici
Giorgio Cozzi

In letteratura esiste una copiosa messe di racconti sulla corrispondenza tra sogni e accadimenti, come se in sogno fosse ricorrente l’immagine o la sensazione di qualcosa che sta accadendo e che poi si verifica realmente.

Spesso si tratta di sogni precognitivi, cioè sogni, talvolta lucidi, che risultano premonitori di fatti che in un momento successivo accadono. La differenza tra Telepatia e Precognizione sta nella contemporaneità di eventi, il sogno e la realtà, o nella distanza di tempo.

Nella casistica sulle capacità extrasensoriali sono riportate molte situazioni riferite ad incidenti o malattie o morti, ciò che fa supporre che quando avviene un evento traumatico l’emozione che si scatena venga in qualche modo percepita inconsciamente e attualizzata attraverso il sogno.
I sogni telepatici sono stati individuati e descritti da Sigmund Freud, tra i primi a parlarne scientificamente, seguito poi da Jung, che credeva nel paranormale, Eisenbud e tanti altri studiosi. La maggior parte delle esperienze è di tipo spontaneo, per cui si è costruita nel tempo una ricca aneddotica.

Le ricerche sperimentali sul sogno

Quando i sogni sono telepatici
Lo psichiatra e parapsicologo Montague Ullman (1016 – 2008), studiò il sonno lucido.
Quando i sogni sono telepatici
Stanley Krippner, psicolgoo e parapsicologo, studioso degli stati alterati di coscienza.

Molte ricerche sui sogni sono state fatte anche sul piano sperimentale: ad esempio Charles Tart e il suo gruppo avevano provato a rilevare i sogni di un sensitivo relativamente a uno stimolo scelto casualmente fra molti, che veniva pensato dagli sperimentatori mentre il soggetto dormiva.
Poi lo si svegliava durante la fase REM e gli si chiedeva di raccontare il suo sogno. I risultati furono, a suo dire, probanti su più tentativi.

Altrettanto fecero i parapsicologici Montague Ullmann e Stanley Krippner per 10 anni al Maimonides Medical Center di Brooklin, (New York), fondato da Ulmann, confermando l’ipotesi che era possibile indurre telepaticamente sogni in soggetti riceventi.
Ad esempio un messaggio inviato telepaticamente dai partecipanti ad un concerto, relativo a scene con uccelli, fu correttamente ricevuto dai percipienti. In un altro caso, captato in modo molto corrispondente nei sogni di alcuni ricevitori dormienti, lo stimolo era un quadro di Degas rappresentante una scuola di danza con scene di ballo.

Esperimenti di sogno indotto, in America…
Si sa che lo stato di sogno, o anche di dormiveglia, favorisce l’emersione di materiale inconscio ed è caratterizzato da onde elettroencefalografiche simili a quelle rilevate negli esperimenti con EEG con sensitivi in stato di concentrazione e meditanti. Quando due psicologi, Vincenzo Scala e Daniele Faro, mi hanno contattato per parlarmi di una sperimentazione sui sogni, queste erano le conoscenze che possedevo in materia; tuttavia capii ben presto che si trattava di altro.

Incuriosito, ascoltai con attenzione la loro esperienza e la trovai subito interessante. Avevano appreso che la IASD (International Association for the Study of Dreams, California) in occasione dei suoi convegni annuali organizza un Contest di telepatia onirica, una sorta di gara in cui i concorrenti si propongono di intercettare con i loro sogni un’immagine che uno degli organizzatori del contest visualizza e si prefigge di trasmettere alla platea dei sognatori dopo averla estratta a caso tra quattro possibili.

… e altri in Italia

Gli psicologi Vincenzo Scalia (a sini.) e Daniele Faro.

Incuriositi pensarono di avviare una loro sperimentazione, riproponendosi, in un primo tempo, di sognare, in alcune notti convenute, sogni condivisi e osservando poi le eventuali coincidenze nel materiale onirico trascritto.

Confrontandosi sui sogni che facevano, spesso riscontravano fattori comuni, tanto da indurli a registrarli per poi verificare le corrispondenze. In seguito provarono un altra dinamica: uno dei due si concentrava su uno stimolo prima di andare a dormire, senza dirlo all’altro, e poi vedevano se nei loro sogni appariva qualche situazione ricorrente.

Usarono anche degli stimoli, ad esempio le carte dei tarocchi; in un caso ottennero l’indovinamento della carta prescelta, al di là delle coincidenze che già i sogni presentavano. Scalia e Faro elaborarono poi un articolo su queste esperienze, riportato in un numero della rivista Luce e Ombra diretto da Paola Giovetti, che suggerì loro di parlarne con l’AISM per ampliare i confronti con i parapsicologi.

Fu così che li conobbi e sviluppammo subito una buona sintonia. In effetti, quella che loro chiamavano Telepatia Onirica appariva come una modalità in un certo senso nuova e interessante.
Come AISM fummo subito dell’avviso di provare anche noi, in un gruppo più allargato, questo tipo di sperimentazione, con l’intento di verificare se le esperienze di un effetto telepatico tra sogni potesse venire confermato anche da noi.

L’AISM entra in campo
Quando i sogni sono telepaticiIniziammo con i Tarocchi, scegliendo in modo casuale una carta e assegnando al trasmittente il compito di pensare a quella carta, che solo lui conosceva, prima di andare a dormire, per una, due, tre notti concordate.

I riceventi scrivevano al trasmittente i loro sogni ricordati e, in collegamento da remoto, il gruppo si confrontava sui sogni di tutti rispetto al bersaglio, attenti anche ad una correlazione tra i sogni vissuti.

I risultati furono incoraggianti: effettivamente alcuni sogni riportavano elementi comuni ad altri sogni e in alcuni casi così significativi da rendere ardua l’ipotesi di una casualità. Particolarmente tra Vincenzo e Daniele c’era frequentemente una corrispondenza importante, tuttavia anche i segnali di correlazione con lo stimolo e tra gli altri partecipanti apparivano significativi.
Il gruppo, composto anche da alcuni Consiglieri AISM (Maria Luisa, Maria Elena, Roberto, Sergio, Franco), si appassionò e progressivamente migliorò le performance, tanto che ad un certo punto gli elementi più significativi di corrispondenza tra i sogni si alternavano tra i vari partecipanti.

La Telepatia diventa di gruppo
Dunque appariva una sorta di Telepatia Onirica di gruppo, vale a dire che una volta uno, una volta un altro, presentava sogni con riferimenti molto precisi rispetto a quanto sognato da altri membri del gruppo. Fenomeni di questo tipo nelle sperimentazioni collettive erano già apparsi in alcune ricerche (da svegli).
Ad esempio Robert Hardy e Robert Harvie avevano fatto un esperimento con numerosi partecipanti di Telepatia e avevano rilevato statisticamente che non solo c’erano indovinamenti importanti del bersaglio, ma risultava anche che diverse persone indicavano una percezione identica, come se le menti non fossero collegate col trasmittente, bensì tra di loro. Una sorta di entanglement, come quando le due particelle a contatto vivono le stesse esperienze anche quando poste a distanza. Si può parlare anche di campo morfogenetico, che collega le menti.

La Telepatia Onirica, sperimentata con Vincenzo e Daniele, sembra confermare questa possibilità, anche se il nostro gruppo ha dato importanza prioritaria alla corrispondenza con il bersaglio.
Proprio per questo abbiamo modificato lo stimolo iniziale, lasciando al trasmittente la scelta del bersaglio da utilizzare, non confinandolo dunque ad un elemento specifico come nel caso dei Tarocchi che è sì statisticamente valutabile (1 su 21 Arcani Maggiori), tuttavia presenta simbologie complesse che possono facilmente sovrapporsi, come abbiamo notato nelle prime prove (ad esempio sogni di figure autoritarie che potevano collegarsi a più di un Arcano).

Su stimoli liberi i risultati sono stati ancora migliori; e se da una parte i simboli rischiavano di essere soggetti a interpretazioni, dall’altro qualitativamente si poteva rilevare la corrispondenza reale dei contenuti o di particolari di un sogno o di un’immagine scelta a bersaglio.
In Tavola 1,2,3, vengono riportate alcune corrispondenze che fanno pensare appunto alla presenza di una telepatia tra i partecipanti ed in alcuni casi anche tra trasmittente e uno o più riceventi.

La sperimentazione di William Giroldini

William Giraoldini in un esperimento con Giorgio Cozzi.

La Telepatia Onirica assomiglia per sua natura alle sperimentazioni di William Giroldini che in AISM ha verificato una corrispondenza di onde EEG tra due soggetti dove all’uno si davano stimoli auditivi e visivi in modo casuale e l’altro era all’oscuro di quando sarebbero stati inviati. Essendosi il fenomeno verificato più volte ed essendo il risultato statisticamente significativo, si può pensare ad una sorta di Telepatia inconscia, forse basata sul principio di entanglement, più o meno come avviene nelle prove (senza EEG per ora) di Telepatia Onirica.

Nel prosieguo abbiamo allargato il gruppo originario, inserendo altri amici e siamo intenzionati a diffondere questa modalità perché altri gruppi la replichino, così da raccogliere un materiale, ispirato ad una procedura comune, che possa testimoniare ancora più significativamente le possibilità non ordinarie della mente inconscia. A mano a mano che si svilupperà la nostra esperienza in materia, disporremo di indicazioni utili per fissare un protocollo sperimentale che consenta il passaggio dalla fase aneddotica a quella di sperimentazione scientifica.
Anzi, se qualche lettore è interessato a partecipare a questi esprimenti, può scrivere all’AISM (info@metapsichica.net).

Presidente AISM (Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica), sociologo e psicologo, coach e trainer. Ricercatore psichico, studia i fenomeni paranormali, i sensitivi, la medianità. Ha pubblicato libri di management e di parapsicologia (“Con gli occhi dell’anima” e “Dimensione Venia”, entrambi Golem libri e "Il fatto QP" con Amazon). Mail: cogios12@yahoo.it