Imparare a perdonare

Per ritrovare la pace occorre aprire il cuore

di Sonia Benassi. Una mamma che non si perdona e una moglie tradita che non sa perdonare

Ciao a tutti cari lettori di Karmanews. In questo momento così difficile per tutti la cosa importante è rimanere uniti. Non fomentare odio e discriminazione, ma rispettare scelte e decisioni altrui.
Mi sento di dirvi questo perché si respira un’aria pesante e bassa dove l’essere umano si sta facendo sovrastare da paure e pensieri bui. Rimaniamo saldi con la consapevolezza che i nostri amati disincarnati ci stanno sostenendo in questa difficile prova per l’umanità. Vi voglio bene, Sonia.

Lettera di una mamma al figlio mai nato
Imparare a perdonareMi chiamo Patrizia e ti scrivo da Grosseto. Mi porto dentro da tanti anni molti sensi di colpa per aver deciso di abortire. Mi chiedo sempre se sarebbe stato un maschio o una femmina, ma soprattutto mi chiedo se mi ha perdonata. Il rammarico più grande è non aver avuto altri figli, ma è sicuramente una giusta punizione. Vorrei che queste mie parole potessero arrivargli attraverso di te. Un abbraccio e grazie per quello che fai.
“Piccolo angelo mio ti chiedo scusa. Scusa per non aver avuto il coraggio di occuparmi di te. Mi chiedo come sei mi chiedo dove sei, se mi hai perdonata e se mi conosci. Non è stato egoismo il mio ma paura, paura di non averti potuto dare una vita degna, ma soprattutto un padre degno. Ritenevo giusto non farti soffrire quello che ho sofferto io. È stata una decisione egoistica, ma soprattutto adesso mi dico che forse io ho sbagliato a decidere per te. Che forse tu avresti voluto venire in questo mondo e ogni giorno di questi lunghi 23 anni la mia mente percorre questo pensiero facendomi male. Ti parlo sperando che tu mi senta, non ti ho mai dato un nome proprio perché non so se sei maschio o femmina. Vedo tante piume bianche che raccolgo e conservo e mi piace pensare che sia tu a mandarmele. Ti amo come credo solo una madre possa amare. La tua mamma se tu lo vuoi.”

Ciao Patrizia, sono Sonia. Intanto ti abbraccio e ti dico nella mia verità che questo Angelo superiore e meraviglioso ti ama e che magari è stato proprio lui a non voler vivere questa esperienza terrena. Non esiste giudizio nel mondo perfetto ma solamente amore.

“Mamma sono Matteo, così mi ha chiamato qua il nonno che è qua con me e sappiamo che è un nome che ti piace, un nome importante con un significato importante. Dono di Dio. Ti guardo e sento i tuoi pensieri spesso tristi cercando di farti arrivare tutto l’amore che ho per te. Le cose sono andate come dovevano andare e io quando sono arrivato davanti alla porta ho capito che non era la terra il luogo dove sarei potuto e voluto crescere animicamente. Perdonati, ma perdona anche papà. Mi sono bastati quei due mesi nel tuo grembo per sentirmi figlio, per essere tuo figlio.
Vivimi con gioia e con la consapevolezza che in trasparenza ci siamo dati tanto e che continueremo a farlo. Asciuga le lacrime e pensa che la decisione l’abbiamo presa io e te, assieme. Nonno ti saluta e dice di salutare nonna”.

Un’amara scoperta: ma con chi ho vissuto per 30 anni?
Imparare a perdonareBuongiorno cara Sonia. Mi chiamo Enrica e sono una vedova distrutta. Mio marito Paolo è mancato da 7 mesi ed io da 7 mesi non vivo più. La sua mancanza è forte, ma la mia rabbia è ancora più forte. Se ne è andato improvvisamente per un infarto che lo ha stroncato, ma quando se ne è andato non era con me ma con un’altra donna, in una squallida camera di un Motel. Sono ferita arrabbiata e confusa.
Mi chiedo chi avevo vicino, come non mi sono mai accorta di nulla? Per non parlare poi del suo cellulare. Lui aveva un’altra vita della quale io non ho mai avuto sospetto. Messaggi inequivocabili sul telefono che io ho dovuto e voluto leggere. Mi chiedo perché? Avevamo tutto, due figli meravigliosi tante risate, i viaggi e adesso mi ritrovo qua ad amarlo ancora e ad odiarlo. La prego mi aiuti. Se lo sente gli dica che non avrebbe mai dovuto farmi questo”.

Cara Enrica, sono Sonia. Posso capire come ti senti e posso capire la rabbia nel non poter avere un confronto con lui o magari nel non poter dargli un ceffone. Sono tanti i casi che vedo di questo tipo. Donne e uomini che tradiscono, ma che non pensano che la nostra cara sorella Morte può prenderci quando meno ce lo aspettiamo, lasciando poi chi rimane qua nello stato in cui sei tu. Sei arrabbiata, molto arrabbiata, ma è un sentimento che fa male solamente a te. Siamo esseri umani Enrica, spesso così piccoli che commettiamo tanti errori.
Il mio consiglio è di perdonare. Pensare che quello che ha fatto lui lo avresti potuto fare anche tu. E non dire io non lo avrei MAI fatto perché il mai non è contemplato. Ed ecco le parole di tuo marito.

“Chicca che stupido. Un povero uomo stupido che cerca adesso di difendersi. Io non mi perdono non mi perdono il fatto di vederti così, di sapere che io sono la causa di tutto questo. Credevo di essere immortale, di poter sfidare tutto anche la tua fiducia ma sono caduto nella fossa più meschina, quella della menzogna. Tu mi conoscevi e mi conosci e la nostra vita assieme era vera, io ero vero con te ma bisognoso di vivere emozioni che un uomo vuole ancora vivere e che non te non c’erano più da anni, perché tu da anni non ti concedevi più a me. Ho sbagliato ma ti chiedo di cercare di capire. Lì c’è il corpo e il corpo va nutrito di carezze e di baci che tra noi non c’erano più. C’era tanto altro, ma questo a me mancava e l’ho cercato altrove nel modo più facile. Non so se capirai ma cerca di andare oltre questo. L’amore che ho per te è cresciuto ma il mio bisogno fisico ancora c’era. Mi dispiace che tutto sia accaduto così in un modo così forte e che tu lo abbia scoperto in questo modo. Non so se mai mi perdonerai ma, credimi, io non ho mai smesso di amarti”.

Foto di copertina di kalhh da Pixabay

Diplomata al Conservatorio come pianista, docente di musica alle scuole elementari e medie di Parma, fin da piccola ha rivelato le sue doti di sensitiva e medium. tel. 340.3962906 La sua mail: sonia.benassi16@gmail.com