Scienza e spiritualità

Un tema che ha appassionato numerosi scienziati del nostro secolo

 di Ubaldo Carloni. I limiti della scienza materialistica possono essere superati solo da una visione spirituale

Ogni cellula del corpo è capace di produrre gli stessi messaggeri chimici che produce il cervello quando pensa. In altre parole stomaco, fegato, intestino, cuore, polmoni, reni, sono organi che pensano e comunicano. Abbiamo un corpo che pensa e che ricorda.

Non c’è mai stata separazione
Già, la Medicina Classica Cinese di ispirazione Taoista (MCC, che precede la Medicina Tradizionale Cinese, MTC, più recente, formata dopo la rivoluzione Maoista) ipotizzava la comunicazione e informazione tra l’esterno, il mondo fuori, e l’interno, cellule e organi riuniti nel grande Tao mediante sottili energie (meridiani).

Tutto è legato, sopra o sotto sono solo funzioni, la polarità dell’energia elettromagnetica, positivo e negativo, è solo una convenzione, la separazione è una convenzione dei sensi. Il sole e la luna potrebbero non esistere, ma potrebbe esistere solo la loro impronta energetica, che i nostri sensi così vedono.

Sembra un paradosso quello della vita, non riuscire a percepirne la natura intima di cui essa stessa è costituita. I nostri sensi non vedono l’energia intima, ne vedono gli echi, le tracce, le immagini. Ecco cosa significava il detto di Ermete Trismegisto: così sopra così sotto.
Noi moderni abbiamo storicamente assecondato nel tempo le scienze e le teologie per le quali la conoscenza stessa della Natura e di Dio è certa, non si deve troppo discutere, solo gli adepti (sacerdoti e scienziati) ne possono discutere.

Dopo secoli di scontri sui metodi e principi si è capito che la conoscenza procede a tentoni, per osservazioni, la certezza non è di questo mondo, la certezza è diventata la ricerca. Ma nei secoli quella concezione di finta sicurezza si è stratificata nella cultura e tradizione, dura fino ad oggi, ne osserviamo ogni giorno i risultati nelle menti umane.

Realtà e percezione

Foto di Gerd Altmann da Pixabay.

Il nostro modo di vivere le esperienze, indipendentemente dall’epoca storica, crea dei condizionamenti nel nostro sistema corpo-mente, e questi condizionamenti non fanno che rinforzare costantemente le sicurezze nei recinti percettivi di quei condizionamenti.

In altre parole, credendoci non facciamo che rinforzarne i limiti concettuali: ogni sistema centrale di potere, di governo, religioso ed economico, è in grado di ‘creare’ condizionamenti, recinti percettivi e limiti concettuali nel complesso corpo-mente umano.

Le neuroscienze raccontano che il mondo non è affatto quello che letteralmente vediamo, quello che vediamo, il mondo fisico, è soltanto funzione dei nostri recettori, dei nostri sensi che sono stati programmati a vedere solo in un modo. La neurofisiologia spiega bene il meccanismo di percezione, la programmazione è una ‘scienza’.

La perceziore cambia da individuo a individuo

Foto di Buntysmum da Pixabay.

Si può dunque affermare, per esempio, che il mondo non è solo il suo odore, il suo sapore, il suo suono, la sua forma apparente.

Un’ape quando guarda un fiore, non vede la forma o il colore che noi vediamo perché non ha strumenti di percezione come i nostri, ma distingue l’ultravioletto.
Un pipistrello lo stesso fiore lo vedrebbe come eco di ultrasuoni, un serpente come radiazioni infrarosse.

Un fiore per l’umano è bellezza, colore inimitabile, dono, riconoscenza, simbolo.
Può essere tutto, ma anche niente, se la percezione del fiore non è posta ad un livello ulteriore, quello simbolico, superando così limiti concettuali.

Il recinto percettivo di un sistema dominante fa vedere ciò che è a lui funzionale, il resto è scartato, nell’ipotesi migliore, in genere è combattuto e condannato, e la storia ce lo dice quasi sempre con violenza.

Qual è la vera apparenza del mondo?
Allora, cos’è il mondo per davvero?
La risposta è che infinite possibilità possono coesistere contemporaneamente e in unità: questo è il compito dell’umano spirituale in evoluzione, la strada non è unica, convenzionale e controllata, ma libera e multiforme.

Se il mondo non è come lo percepiamo, se non è nemmeno la sua più o meno densa fisicità, se la nostra percezione non ha nessuna realtà così intesa, allora da che cosa dipende il rapporto illusorio che abbiamo con le cose?

C’è un’altra Storia, diversa da quella che conosciamo
1Dipende dal modo con cui il nostro apparato sensoriale è stato programmato. Dipende dai condizionamenti a cui siamo stati sottoposti dall’ambiente, dalla cultura in cui siamo nati e cresciuti, da vecchie interpretazioni, dal/i Sistema/i di Verità sedimentato nei secoli e da ciò che riceviamo geneticamente, che è l’imprinting della nostra ‘umanità’, ma ora sappiamo che può essere modificato.

A tale proposito il grande problema dell’origine genetica si sta lentamente delineando, ma la scienza non sa spiegarsi perché il 93-96% del DNA umano non serve alla codifica del corpo fisico, ma di recente sono state scoperte proprietà ultra-magnetiche, di comunicazione non-convenzionale. Ne parlano anche i testi antichi cosiddetti Sacri, spesso con dettagli e conoscenze che non è possibile riferire alle epoche in cui furono redatti.

Essi raccontano un’altra Storia, che servirebbe a chiarire molti aspetti della realtà che cade sotto i nostri sensi e la stessa nostra costituzione, e forse origine, e perché quella porzione così rilevante di DNA non risponde alle leggi della biologia. Noi non siamo solo il nostro DNA, esso non è sufficiente a codificare ciò che conosciamo del ‘corpo’, occorre qualcos’altro per costruire un essere vivente.

Detto con linguaggio scientifico, noi ci affidiamo a una realtà condizionata dai limiti concettuali che abbiamo strutturato nella nostra coscienza e il nostro sistema nervoso non fa che rinforzare di continuo gli stessi limiti. Ma se la Scienza sta arrivando a dimostrare che le percezioni che abbiamo del mondo sono illusorie, allo stesso tempo non è arrivata a dimostrare che cosa sia la Realtà, non è arrivata a dimostrare l’unica Realtà.

La superstizione materialistica
La scienza sostiene che il mondo sia fatto di oggetti separati gli uni dagli altri nello spazio e nel tempo. Tutto il nostro sistema di logica è basato su questa ‘superstizione materialistica’ che rende la percezione sensoriale l’unica valenza attendibile della realtà. E con la percezione sensoriale si prendono come valide tutte le estensioni dei nostri sensi inclusi gli strumenti scientifici, che in realtà sono protesi dei nostri sensi.

Ma i nostri strumenti scientifici e sensoriali sono ben lontani dall’essere perfetti e attendibili. Infatti anche i nostri strumenti sensoriali, e il nostro sistema nervoso, “in questo preciso momento in cui stiamo leggendo questa frase in questa pagina, colgono meno di una miliardesima parte degli stimoli disponibili nella nostra stanza”, e del mondo intero.

Questa miliardesima parte è composta di ciò che già conosciamo, di ciò che rinforza quello che pensiamo esista. il resto è automaticamente scartato, il resto, compresa la Realtà Spirituale inerente a Tutto, rimane ignoto e non visto, scartato solo perché non è percepibile dai sensi. D’altra parte la mente e i suoi strumenti non possono fare di più. E da un certo punto di vista, come si vedrà, pensiamo sia un bene.

Eppure se la superstizione materialistica è superata nel mondo della tecnologia, rimane nel mondo della biologia. Se questo nostro corpo non è ciò che è, in realtà che cos’è? Tutto quello che vediamo è fatto di atomi, gli atomi di particelle che si muovono ad altissima velocità attorno a enormi spazi vuoti e queste stesse particelle non sono materia, ma fluttuazioni di energia in un Campo di Energia.

Se potessimo vedere il corpo umano con gli occhi di un fisico, come veramente è, e non attraverso la superstizione artificiosa della percezione sensoriale, molte cose che ci vengono dalla percezione sensoriale risulterebbero false. E infatti la percezione che abbiamo è che il nostro corpo è solido, mentre se si potesse vedere il corpo umano qual è veramente, lo vedremmo vuoto di spazi intergalattici immensi, con qualche particella qua e là, e con qualche scarica elettrica.

Ma quale sia la natura di questo Campo di Energia di dimensioni intergalattiche i fisici non possono dircelo, perché non lo sanno. E’ la fine del materialismo e l’inizio della vita spirituale? La discesa dello Spirito nella Materia, dell’Eternità nel tempo, dell’Immortalità nella Morte? Il vecchio paradigma è così radicato che stenta a scomparire anche se ‘sappiamo’ che così non stanno le cose.

(Prima puntata – continua)

Ubaldo Carloni
Già ricercatore in biochimica nutrizionale e farmacologia; nutrizionista, diploma e membro AMIK ( Associazione Medica Italiana Kousmine). Autore di varie pubblicazioni scientifiche e divulgative. Specializzazione in Kinesiologia Applicata-Olistica. Master in Zen Shiatsu, esperto in MTC. Ha studiato alla Facoltà Teologica; ricercatore indipendente in discipline Spirituali, Teologiche e Scienza. Tiene corsi e conferenze di Bioenergetica, rapporti tra Chimica, Nutrizione, Ecologia e Salute; Evoluzione Spirituale, Globalizzazione. Mailto: ubacarloni@gmail.com - tel. 348.3150214.