Una coppia silenziosa

Un racconto di vita vissuta: quando le coppie non hanno più niente da dirsi.

di Giorgio Cozzi. Giovanni e Maria non comunicano. Finchè nella loro vita entra un personaggio inaspettato.

Quella sera, come tutte le altre sere della sua vita matrimoniale, Giovanni rientrò a casa silenzioso. Appese la giacca all’attaccapanni, dopo un breve cenno di saluto alla moglie e si sedette finalmente nella sua comoda e amatissima poltrona, non prima di aver agguantato il giornale posato sul tavolino. Iniziò a leggere, assorto come sempre nella lettura di notizie che si ripetevano ogni giorno monotone.

Maria, senza profferire una parola, salvo il solito gesto di saluto al marito, prese le pentole e le mise sui fornelli. Avrebbe preparato quella sera risotto alla milanese e ossobuco, una sua specialità e come sempre iniziò a brontolare sulle cose che non andavano in quella casa, nel condominio, al supermercato, per strada, nella società.

Giovanni era abituato e non si scompose nemmeno quella sera, continuando a leggere senza interferire su quello che considerava uno sproloquio della moglie, che arrivava immancabilmente tutte le sere. Dunque meglio restare in silenzio, chiuso in se stesso, nella propria lettura e dimensione. Maria, di fronte al silenzio del marito e alla sua non presenza, alzava i toni e brontolava a voce più alta, finché finivano a cena con mesti scambi di parole, frustrati e insoddisfatti.

Una coppia silenziosa
Immagine esplicativa del racconto. Disegno di Altan.

Un giorno, uno psicologo che stava facendo un giro di sondaggi nelle famiglie chiese a Giovanni che tipo di relazione aveva con la moglie e lui risposte che tutte le sere lei brontolava e lui non poteva fare altro che chiudersi in se stesso.
Poi intervistò Maria che con candore spiegò che tutte le sere lui si chiudeva in se stesso con il suo maledetto giornale e a lei non rimaneva altro che brontolare, così almeno parlava, se non con qualcuno, almeno con se stessa.

Lo psicologo chiese a Maria che cosa leggesse il marito e lei indicò quel foglio rosa “La Gazzetta Sportiva”. Poi domandò che cosa interessava a Giovanni e Maria rispose che era appassionato di calcio, sapeva tutto di tutte le squadre e anche di ciclismo, dei motori, dell’atletica, era un fanatico dello sport.
Lo psicologo si rivolse anche a Giovanni e chiese che cosa cucinava di solito Maria e lui rispose che faceva manicaretti gustosissimi, era proprio brava come cuoca.

Quella sera quando Giovanni rientrò si ripetè la scena di sempre e in pochi minuti si ritrovò sulla sua poltrona preferita con il giornale amato, chiuso in se stesso. Maria nel frattempo aveva iniziato a preparare una spettacolare “poenta e baccaà”, quando improvvisamente si rivolse al marito “Tè, Giovanni, ma cosa dici di questa estate azzurra di ori e medaglie che non finisce mai? Anche ieri nel nuoto, ma dài, come te lo spieghi?”. Giovanni si voltò sorpreso verso la moglie, ripose il giornale, si avvicinò ai fornelli e rispose: “Ma tu, intrigante, cosa stai preparando di buono stasera?”.

Lo psicologo, quando era sceso per le scale, stava sorridendo, si immaginò che quella sera uno dei due, non importa chi, avrebbe chiesto qualcosa all’altro, interessandosi di ciò che gli stava a cuore. Era solo una sensazione, una piccola premonizione di cui si sentiva sicuro. A volte basta così poco per cambiare la vita.

(foto di copertina di Nico Franz da Pixabay)

Giorgio Cozzi
Presidente AISM (Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica), sociologo e psicologo, coach e trainer. Ricercatore psichico, studia i fenomeni paranormali, i sensitivi, la medianità. Ha pubblicato libri di management e di parapsicologia (“Con gli occhi dell’anima” e “Dimensione Venia”, entrambi Golem libri e "Il fatto QP" con Amazon). Mail: cogios12@yahoo.it