Storia della Sirena Bicaudata

Un'intrigante ricerca sulla simbologia di una figura della mitologia etrusca

di Selma Sevenhuijsen. Per gli Etruschi la Sirena era il simbolo della grande Dea, la “Madre degli Dei”. Ma al contempo è anche un simbolo cristiano.

Più di 40 anni fa ho incontrato per la prima volta la sirena con due code. Era seduta nei Giardini Rinascimentali di Bomarzo, alla fine di un sentiero pieno di misteriosi Dei e Dee dell’antichità. Ci sono passata durante le mie vacanze e sono tornata diverse volte dopo proprio per scoprire la storia della Sirena Bicaudata.

Selma Sevenhuijsen, scrittrice e operatrice spirituale.

Per anni dopo questa prima visita, ho vissuto con la domanda: “Perché una sirena dovrebbe avere due code, invece della familiare unica coda?”.

Mi ci sono voluti circa 25 anni prima di poter viaggiare di nuovo in Italia per indagare davvero sui suoi misteri. Quello che mi ha spinto ad andare è che ho trovato la sua immagine in diversi luoghi di epoche diverse: non solo a Bomarzo, ma anche su tombe etrusche e su chiese paleocristiane, tutt’intorno al lago di Bolsena. C’era chiaramente una connessione che attraversava la storia, ma perché voleva che io la scoprissi?

Sono stata guidata dai miei sogni
Ora, quasi 20 anni dopo, guardo indietro con meraviglia. Il mio viaggio di scoperta si è rivelato anche un profondo viaggio personale. Si è mostrato nei miei sogni. Poco prima della mia prima partenza nel 2002 avevo due “grandi sogni”. Nel primo la Dea mi guidò attraverso il suo Palazzo, tutto adorno di cristalli.

Nel secondo ho visto un prete etrusco in piedi sulle colline intorno al Lago di Bolsena. Mi stava mostrando il Grande Libro delle Sacre Nozze tra il Sole e la Luna.
Il contenuto del Libro però non mi era chiaro: non mi era ancora permesso di leggerlo, né ero pronta a capirlo. I sogni continuarono e si moltiplicarono dopo il mio arrivo. In uno di essi mi trovavo su Bisenzio, penisola sacra nel Lago di Bolsena ricca di antichi altari. Una voce mi disse: qui verrà mostrato da dove vieni. In sottofondo una voce profonda diceva: Velzna, Velzna. In seguito ho scoperto che Velzna era il nome etrusco della città che oggi conosciamo come Bolsena.

In un altro sogno entrai in una fossa nelle profondità della terra, con antiche offerte nelle pareti. In fondo era seduta una vecchia signora dai capelli grigi, che mi ha chiesto di scovare i suoi segreti e di riportarli al mondo. Sogni come questo sono messaggi dell’anima, ora lo so. I grandi sogni raccontano storie profondamente nascoste sulle vite passate e sulla domanda sul perché siamo sulla terra qui e ora, e qual è il compito che ci siamo prefissati di realizzare. Collegano il sognatore con l’inconscio collettivo, per usare un termine di Carl Jung.

Camminando su un suolo sacro

Giovanni Feo, studioso della civiltà etrusca, scomparso nel 2109, ha scritto una decina di libri su questa civiltà.

Dopo il mio arrivo a Pitigliano ho stretto amicizia con Giovanni Feo, uno dei grandi conoscitori del paesaggio sacro etrusco e della vita spirituale etrusca.

Nelle nostre passeggiate congiunte mi ha iniziato al significato delle tante strade cave, grotte, templi, altari, labirinti e opere d’acqua lasciate dagli antenati etruschi. Mi ha fatto capire che stavamo camminando su un terreno sacro, il corpo della Dea.

Gli Etruschi consideravano sacre la terra e le acque. Il mondo sotterraneo era considerato la dimora degli antenati, in attesa di rinascere.
La Sirena era per loro il simbolo della grande Dea, la “Madre degli Dei”, che stava sopra il normale Pantheon delle Dee e degli Dei.

La vita andava e veniva attraverso il suo corpo: da qui i numerosi ingressi al Mondo Inferiore. Nella storia antica era conosciuta con nomi diversi: Urcla, Norzia, Voltumna, Fortuna e Ianua/Di-Ana.

Ha avuto predecessori in Medio Oriente, come Ashera, che era anche raffigurata come una sirena, o la Dea Syria, scolpita con serpenti tutt’intorno al suo corpo.
E aveva sorelle in tutto il mondo, come la dea africana Yemaya, o la dea del sud -est.

Guardiana dell’anima, collegata al Cielo e alla Terra
La caratteristica più importante della Sirena etrusca era quella di essere considerata una custode dell’anima attraverso le diverse epoche della vita: stava supervisionando il processo di reincarnazione. Ciò si esprimeva nella sua fisionomia: le sue code da serpente la collegavano con la saggezza della Terra, mentre le sue ali la collegavano con il Cielo.

Viene spesso raffigurata con un remo in mano, con il quale guida la sua barca per portare le anime nell’Aldilà.
Altre caratteristiche sono le sue grandi orecchie e spesso anche gli occhi grandi, con i quali può sentire e vedere nell’Aldilà. In molti casi la sua vulva – e quindi il suo canale di nascita – è ricoperta da una corta gonna di foglie, simbolo del suo legame con i boschi e gli animali. Sotto questo aspetto è la Signora degli Animali, a volte raffigurata con due code.

A volte ha un grande ventre e un grande ombelico, simboli del suo essere incinta di tutta la Vita e della sua posizione all’Omphalos, il centro sacro di un’intera cultura, che per gli Etruschi si trovava all’Isola Bisentina, al centro del lago di Bolsena.

Signora alla Porta del Paradiso

Storia della Sirena Bicaudata
Sirena di Volterra

La Sirena ha svolto il suo ruolo più importante ai Solstizi, i momenti dell’anno in cui il velo tra i mondi doveva essere sottile. Al solstizio d’estate si pensava che le anime scendessero, per rinascere a nuova vita. La Sirena era seduta alla Porta per la quale discendevano, giudicando quale anima doveva andare a quale corpo. Significa che conosceva il tuo karma.

Nello stesso momento il suo partner maschile stava di nuovo scendendo nella terra – il suo corpo. Al solstizio d’inverno era il contrario. Le anime dei defunti stavano di nuovo attraversando la sua Porta, dove stava per giudicare la tua crescita nella vita, e in che misura eri arrivato al tuo compito di vita.

E il giovane Dio – il suo amante/figlio – è nato di nuovo a nuova vita. Questo spiega perché è stata ancora a lungo considerata la Dea del Destino. Il suo ruolo è stato descritto in molti miti, il più importante è quello della Caverna Cosmica. Questo mito rimase l’esempio per la costruzione di molte chiese e cattedrali medievali. Si tratta di un ruolo che fu poi completamente attribuito a Ianus, dimenticando che era una coppia sacra con Norzia-Ianua-Fortuna. Un buon esempio di come le donne e il femminile siano stati cancellati dalla storia.

Fondatrice di dinastie e città

Storia della Sirena Bicaudata
Sirena Etrusca, museo archeologico di Perugia.

Il ruolo della Sirena è stato espresso anche nei miti sul suo ruolo di fondatrice di dinastie e città. Non così strano nelle culture matriarcali, dove la Dea era vista come l’antenata per eccellenza. Napoli dovrebbe essere stata fondata dalla Sirena Partenope. Molti altri luoghi del Sud Italia hanno radici simili.

Ma anche nel Nord Italia le città hanno radici nella cultura della Sirena, come ad esempio Verona, che secondo la leggenda sarebbe fondata dal sacro legame tra Vereuna, ninfa/sacerdotessa di Di-Ana che scese dalle montagne per collegare con l’Adige, giovane dio fluviale.
Il loro legame si trasformò in seguito nella sacra unione tra Iside e Iano, che lasciò le sue tracce in diversi luoghi suggestivi della città, tra gli altri dalle immagini della Sirena.

Diverse famiglie importanti in Italia hanno ancora la Sirena nella loro araldica, come a Venezia, dove è anche seduta in molti luoghi significativi dentro e intorno a Palazzo del Doge. Ha un posto nelle storie di origine di importanti famiglie nobili, come nel caso della famiglia Orsini, che si considerava di origine etrusca. Nel XVI secolo fu un loro membro, il conte Orsino Orsini, che fondò l’Orto a Bomarzo, dove per la prima volta trovai la Sirena.

Un altro esempio è la famiglia di San Gennaro, a Roma nota come Gens Ianuarius, la famiglia che proteggeva i luoghi di Ianus. Uno dei loro membri è da tempo un importante Santo protettore di Napoli. I suoi discendenti furono esiliati da Napoli e giunsero a Lucca, dove fondarono una bellissima Pieve, ricca di simboli della Dea. Ciò non dovrebbe sorprendere, dal momento che probabilmente esisteva un antico santuario di Diana nel luogo della Pieve.

Gli dei, suoi partner maschili

Istanbul. Tritone, rilievo ellenistico del II sec. d.C.

Per tutta la storia la Sirena non è stata single: ha avuto molti partner maschili. I più noti sono probabilmente Oannes e Triton.

Quest’ultimo è immortalato in molte fontane, la più famosa è la Fontana del Tritone in Piazza Barberini a Roma, dove è seduto con le sue due code in una grande conchiglia, portato da quattro delfini.

In Etruria aveva un compagno di nome Velth o Volth. Era il Dio dei vulcani e del sole, e quindi dell’elemento fuoco.

Altri antichi compagni simbolici della Sirena sono il toro e il pesce. Si possono trovare ancora insieme in molte chiese paleocristiane, come ad esempio ad Aquapendente, dove la Sirena e il toro sono seduti uno accanto all’altro nella cripta.

Le Sirene con il pesce si trovano nelle chiese di Brindisi, Anagni, Gaeta e Canino. Lui nuota tra le sue code, entra nella sua vulva dal basso, oppure lei tiene l’animale tra i suoi seni.
Tutti simbolici per la loro sacra unione, mi sembra, soprattutto quando ci accorgiamo che il pesce è un simbolo di Cristo.

L’Uomo verde

L’uomo verde, Beltane nella mitologia celtica. (Heart of Faerie Oracle tarot, Brian & Wendy Froud)

Un altro partner importante è l’Uomo Verde. È ben noto come un dio celtico. Nella cultura celtica è raffigurato come parte delle foglie dell’Albero della Vita. Fu festeggiato specialmente nel mese di maggio sotto il nome di Belthane. Ma anche in Italia l’Uomo Verde è ben noto, e spesso raffigurato insieme alla Sirena. Un bell’esempio si trova in una colonna accanto all’ingresso dell’Ospedale di San Giovanni e Paolo a Venezia, dove le sue code finiscono nella sua bocca.

L’Uomo Verde dovrebbe essere interpretato al meglio come un simbolo del lato maschile dell’energia vitale creativa. È l’archetipo della trasformazione, dell’equilibrio e dell’unità, un’icona della ricerca umana del seme divino nel Sé. Simboleggia l’unione mistica con il Divino e la sua presenza in tutti gli aspetti della vita.

Intriganti sono anche gli affreschi di San Cristoforo con la Sirena nell’acqua tra le gambe. Si trova nella Sacra San Michele in provincia di Torino, ma anche in alcune belle chiese dei Monti Sibillini e ad Asciano, un paesino vicino a Siena.

La loro connessione può essere spiegata una volta che sappiamo che Cristoforo è un successore del dio egizio Anubi, noto come il Dio che guidò le anime attraverso il mondo sottostante verso una rinascita spirituale. I suoi sacerdoti indossavano maschere da cane: era anche conosciuto come Hermanubis. Il suo ruolo si avvicinava infatti molto a quello della dea etrusca Norzia, che insieme ai suoi aiutanti Charun e Vanth guidava le anime dall’altra parte del fiume.

Il suo legame con Gesù

Storia della Sirena Bicaudata
Pieve di Rubbiano (Modena). Gesù e accanto una Sirena.

Il suo partner più intrigante, tuttavia, è Gesù. Sono rappresentati insieme in una grotta sotto la città toscana di Pienza, il Romitorio di Pienza.
E li ho trovati insieme anche in una chiesetta dell’Appennino modenese, la Pieve di Rubbiano. Qui puoi vedere Gesù in una versione mini come il Christus Pantocrator, il Cristo risorto, noto anche come Salvator Mundi. Accanto a lui è seduta una Sirena, con due foglie di otto petali accanto alla coda, che emergono dalle acque. Non trascurabile: otto è il numero del passaggio tra il mondo materiale e quello spirituale.

E poi c’è la storia del loro legame su e nel San Martino a Lucca, dove Gesù è presente come Volto Santo, circondato da una serie di immagini della Sirena. Sembra di incontrare nuovamente una versione dell’antica coppia sacra, ma ora integrata in una storia cristiana di rinascita.

Un simbolo esoterico pagano e cristiano
Storia della Sirena BicaudataDurante i miei viaggi in Italia mi è apparso chiaro che la Sirena non è affatto un simbolo di tempi remoti. È rimasta viva su molte chiese cristiane ed è presente anche in San Pietro in Vaticano, sopra la tomba di Matilde di Canossa. Durante il Rinascimento svolse un ruolo importante nella rinascita dell’antica saggezza esoterica. Durante i miei viaggi ho pensato a quello che ha da raccontarci oggi. Mi è diventato chiaro che mi ha chiamato per venire in Italia, per decifrare il suo significato e il suo messaggio, e per condividerlo con gli altri.

Nel mio recente libro Signora della Porta del Cielo riassumo il suo significato in sette passi: dà e toglie la vita; guida e così guarisce; nutre e custodisce; vede, sente e sa; tesse e collega; ama e fa l’amore; e lei insegna e inizia.

Essendo la Dea Terra, il suo messaggio complessivo, tuttavia, può essere riassunto in una frase: Io sono la Madre Terra: prenditi cura di me e io mi prenderò cura di te. Ciò richiede un nuovo “matrimonio sacro”, una nuova unione tra la Luna e il Sole, l’Oscurità e la Luce, il Femminile e il Maschile.

Considero questo messaggio per nulla casuale, visto alla luce dei danni arrecati dall’umanità alla Terra. Sei diventata un’eco-femminista, ha detto uno dei miei commentatori. E questo è profondamente vero. Se vogliamo trovare nuovi modi di vivere insieme sul nostro fragile pianeta, dobbiamo ricominciare a vedere la Terra come sacra. Possiamo farlo vedendo la Sirena per quello che è: il simbolo della creatività femminile vivificante e come una forma di energia femminile che “dimora sulla soglia”. È come se 18 anni dopo il mio sogno sul sacerdote etrusco il Libro sulle Sacre Nozze tra la Luna e il Sole mi avesse finalmente svelato il suo contenuto, nello stile delle sacerdotesse etrusche che profetavano sui passaggi di civiltà da ascoltando i segreti della Terra.

Per saperne di più:
Sevenhuijsen, Selma L., biografia
Sevenhuijsen, Selma L. Signora della Porta del Cielo. Effigi Edizioni.
Giovanni Feo, biografia

Selma Sevenhuijsen
Ricercatrice independente, scrittrice e operatrice spirituale. Esperta sul labirinto come sentiero spirituale. Da 20 anni divide la sua vita tra Amsterdam e l'Italia. Ha guidato gruppi in viaggio per il territorio Etrusco nei dintorni del lago di Bolsena e sulle orme di Matilde di Canossa.