La magia delle erbe sarde

Uno sguardo dentro i segreti della medicina popolare

di Kitty Perria. Incontro con Gianpaolo Demartis che, dopo aver apprese i segreti delle erbe dalle guaritrici della sua terra, ha fondato la Libera Scuola di Erboristeria Popolare Sarda.

Gianpaolo Demartis, 45 anni, è molto famoso in Sardegna. Molto alto, ha un aspetto imponente, con tratti della faccia importanti. A Sassari ha fondato la scuola di medicina popolare, Calarighe (in sardo, biancospino).
Sono andata a conoscerlo il primo giorno di un suo nuovo corso, che proseguirà per un weekend al mese fino alla prossima estate presso la fattoria biologica In Our Garden. A un anno dall’acquisto, i proprietari, Ramona e Claudio l’hanno già resa attiva con progetti appassionanti e molto seguiti.

Un corso olistico tra i profumi degli eucalipti

Gianpaolo Demartis.

Chiedo a Gianpaolo di raccontare il suo percorso. «Tutto quello che so sulla medicina sarda l’ho appreso, sin da quando ero giovane, direttamente dalle Nonne, un sapere che ho arricchito con la mia esperienza». Le Nonne, come chiama con rispetto tutte le guaritrici che ha conosciuto e che, generosamente, gli hanno affidato il loro sapere, gli hanno tramandato le loro conoscenze sulle piante e il loro utilizzo. Alcune usano, durante i rituali, le preghiere ripetute come mantra. E quasi tutte sono molto attente ai segnali che la natura invia, come il vento che soffia improvvisamente, il volo di un uccello che passa vicino, le sensazioni di percepire parole appena sussurrate, le grida di animali nel silenzio profondo.

Seduti all’ombra di una imponente famiglia di eucalipti, ci sono più di cinquanta persone sedute intorno a lui.
Gianpaolo alza la testa per guardare in alto e decide di onorare queste straordinarie presenze iniziando da loro.
«L’eucalipto è arrivato in Sardegna negli anni ’40, in seguito a una campagna di bonifica degli stagni», spiega. «La sua origine è australiana e i suoi abitanti, come i cinesi, usavano le foglie arrotolate come un sigaro e le fumavano per curare tosse, bronchite e asma. Qui le Nonne hanno iniziato a usarlo anche loro per le stesse malattie».

Una pianta che induce un grande cambiamento

La magia delle erbe sarde
Foglie di eucalipto. Foto di Abel Domínguez (Pixabay).

Tutti sappiamo che dall’eucalipto si ricavano oli essenziali usati in fitoterapia e in farmacologia.
«Ma è anche la pianta del grande cambiamento, inteso come un cambiamento interno o esterno che l’esistenza ci porta ad affrontare», prosegue Gianpaolo. «A volte può essere innescato da un trauma che abbiamo paura di affrontare. Oppure dal timore di fare la scelta decisiva che ci cambierà la vita affettiva o lavorativa, una scelta sicuramente dura, impegnativa e dolorosa, ma sicuramente importante.

 

Da giovane mangiavo, per diverso tempo, tre foglie di eucalipto al giorno, che avevano su di me un effetto incredibile: mi hanno portato a perdere tutti i freni inibitori e ho cominciato a compiere azioni che mai avrei pensato di fare. Tutti i dogmi sociali e famigliari sono crollati, la mia vita si è totalmente rovesciata, passando da situazioni imbarazzanti e incresciose a un senso di vera liberazione. Ma attraverso quella esperienza sono riuscito a comprendere il significato della parola libertà e a trovare l’autostima.

Le foglie di tutte le piante possono essere utilizzate sia fresche che secche, dipende da chi fa la richiesta d’aiuto e dal suo bisogno: le foglie secche sono associate al maschile, le fresche al femminile. Per la medicina popolare non esiste il meglio, o la quantità esatta, ma quello che fa bene. Su tantu, il giusto.
Tutti i componenti di una pianta sono legati intimamente alla nostra esperienza-tempo di vita: Il fusto è connesso al passato, le foglie al presente, le radici al presente che non riusciamo a vedere, i fiori o i frutti al futuro, i semi al futuro-futuro.
L’eucalipto racchiude in sé il colore rosso e il bianco».

I consigli delle Nonne, i rituali, le preghiere

La magia delle erbe sarde
Un momento del corso di Demartis.

Nonna, aggiunge Gianpaolo, sta sempre nel presente. E quando vai da lei per chiederle aiuto, ti ascolta creando una connessione con te. Vuole capire qual è la pianta più adatta alla tua richiesta o come è meglio utilizzarla. Può succedere, anche, che chieda che sia tu a raccogliere direttamente le tre foglie necessarie per il rituale. Altre volte recita un mantra – sempre in sardo – o una preghiera. Ma Nonna  ricorda di privilegiare sempre il contatto umano e ti rivela tutto.

Certe volte ho notato che Nonna usa piante diverse per curare lo stesso problema: emicranie, depressione o esaurimento, a seconda che viva nella zona di Cagliari, di Sassari o sulla costa occidentale. Ma poi ho capito che tutte e tre le piante, lavanda, rosmarino e borragine, hanno i fiori viola, il colore della spiritualità. Nonna, certe volte, raccoglie per te le erbe che ti aiutano a creare la realtà che desideri e, se ti serve, a sostenerti per vivere meglio il tuo futuro.

Come diventare guaritore

Per guarire, lei va a raccogliere dalle piante solo la rugiada del mattino. Per lei quell’acqua è la vera essenza della cura , anche se  non conosce i fiori di Bach.
Per lei la perdita del proprio centro è disequilibrio. Per aiutati a ritrovare la parte mancante del tuo maschile o del femminile, ti prepara una bevanda a base di acquavite cambiando la proporzione tra acqua  e alcol.

Quartu. Ramona e Claudio, proprietari di “In our garden”.

Mentre Nonno, per esempio, è diventato guaritore attraverso un trauma. Dopo un grosso incidente, è riuscito a salvarsi ma ha riportato una bruciatura che nessun medico è riuscito a risanare. Molto preoccupato per quella  ferita, che peggiorava ogni giorno di più e lo faceva soffrire, Nonno si è recato in campagna e si è seduto sopra una roccia. Dopo un po’ di tempo guardando il panorama, ha allungato una mano sul prato toccando un’erba. L’ha stretta tra le dita e l’ha appoggiata sulla ferita. La pianta gli ha placato il forte bruciore. Tornato a casa con  la scorta della pianta è diventato, col tempo e la pratica, un guaritore».

Un rituale di purificazione

La domenica mattina Gianpaolo conduce i partecipanti, che sono aumentati, in uno spazio ancora più grande rispetto al precedente, ma sempre circondato da immense piante di eucalipto. Vicino, ma un po’ appartata, c’è una grande tenda bianca: serve per il rituale che sta preparando. Dopo una breve introduzione sceglie sei persone tra quelle che il giorno prima hanno chiesto il suo aiuto. Prepara, in un contenitore, un piccolo fuoco e lo alimenta con le foglie di eucalipto che ha scelto da una pianta vicina. Tutto in un totale silenzio, solo la natura parla.

La prima donna si avvicina e si siede al centro del cerchio, ha in mano tre foglie raccolte da lei. Anche lui si accuccia davanti a lei. Parlano a bassa voce. Si sfiorano appena con le guance ma nessuno sente niente. Si nota appena il movimento delle labbra. La donna esegue quanto Gianpaolo le suggerisce, soffiandogli il fumo sulle varie parti del corpo. Poi si alza, fa tre giri su se stessa in senso orario e insieme si dirigono verso la tenda.
Gianpaolo ritorna e spiega che ogni rituale è una cosa molto intima, va eseguito dentro una stanza con una finestra. Dalla finestra deve fuoriuscire il fumo che viene soffiato sulla paziente, che deve vedere che la negatività si sta allontanando da lei.

La magia delle erbe sardePoi Gianpaolo comincia a girare tra i presenti aspergendoli di fumo.  Concluso il compito ritorna nella tenda. Il tempo per chi rimane è carico di emozioni che si sciolgono. Qualcuno si sdraia, altri si abbracciano e molti si coprono per proteggersi dal vento che, improvvisamente, è diventato più impetuoso. Il resto del pomeriggio trascorre tra scambi di informazioni e piccole sedute individuali.

“Come ho scoperto la mia strada”

Ora per me è tempo di ritornare a casa. Chiedo a Gianpaolo se posso fargli una domanda. Lui mi guarda, sorride. «Tra tutte le Nonne, che così gentilmente si sono fidate di te, ne hai conosciuta una che ti ha particolarmente colpito?».
«Sì, ricordo la Nonna che vive nella zona di Flumini Maggiore», risponde. «Lei cura con erbe e riti magici. Quando sono andato da lei l’ultima volta, mi ha fissato intensamente e mi ha chiesto con voce triste, naturalmente parlando sempre in sardo: “Ma che fai tu? Quello che faccio io? Ma sto facendo la cosa giusta?”.

Ho capito che Nonna si sentiva sola perché non aveva ancora individuato chi potesse prendere il suo posto. La sua vita era molto solitaria. Per la ricerca delle piante che utilizzava percorreva dai 15 ai 18 chilometri al giorno a piedi. Raramente lei parlava di sé. Ma con il suo sguardo e la sua voce così intensa mi ha commosso profondamente. L’intensità della sua confidenza mi ha aiutato a capire chi ero e cosa volevo fare veramente. Ora so che non desidero più viaggiare ma radicarmi sempre di più nella mia terra: la Sardegna. Ora coltivo le mie erbe con il mio orto e desidero vederle crescere e usarle.

Mi sono alzata e l’ho salutato, ringraziandolo.
Sicuramente incontrare una persona che ama quello che fa è sempre un dono d’amore.

Per saperne di più:
Il sito FB di Gianpaolo Demartis
@gianpa.demartis 

Kitty Perria
Ha creato negli anni 80, le più amate Mascotte della televisione italiana, Uan, Five e Four. Per 10 anni è stata l’Art Consultant per Geronimo Stilton, scrivendo testi e facendo regie teatrali finalizzate all’educazione e crescita dei ragazzi. Segue da 30 anni il suo percorso spirituale. Ama leggere e viaggiare soprattutto in Oriente. Mail: Kittyperria82@gmail.com