Come valutare una medium

di Giorgio Cozzi. Finalmente si è avverato il sogno di Cozzi di incontrare una brava medium, che ha subito sottoposta a dei test di controllo.

L’avevo conosciuta da poco tempo, uno dei tanti contatti che attraverso il web si realizzano quando si è un punto di riferimento della parapsicologia. Il rapporto con una potenziale sensitiva nasce sempre intorno ad alcune prove preliminari per saggiare il terreno e verificare se ci sia qualcosa di indicativo delle straordinarie qualità pretese.

Milano. Giorgio Cozzi.

Così feci e subito mi resi conto che Marilisa era effettivamente dotata. Aveva detto cose su di me che non poteva sapere e aveva colto bene alcune immagini mentali che avevo provato a utilizzare come stimolo per vedere se ci prendeva. Sì, ci prendeva, eccome. Decisi che era una persona da sperimentare, anche se non avrei potuto minimamente immaginare cosa sarebbe successo sviluppando la sua conoscenza.

Mi trovai finalmente a casa sua, invitato ad un esperimento che lei chiamava di contatto diretto con persone trapassate. Confesso che ero piuttosto scettico su questo tipo di prove, primo perché raramente arrivavano informazioni precise e sicure, secondo perché non la conoscevo ancora bene e temevo che, come in altri casi, il tutto si riducesse a informazioni non verificabili.
Nel corso di tanti esperimenti di medianità mi sono trovato talvolta di fronte a “morticini del ‘400” di cui non si poteva appurare nulla.

È vero che in altri casi, rari, avevo rilevato informazioni e dettagli così precisi da annullare ogni dubbio sull’autenticità delle informazioni, anche se come parapsicologo tendo ad interpretare le cosiddette comunicazioni con i defunti non tanto o non solo come una prova sull’esistenza di una vita dopo la morte, quanto piuttosto una manifestazione di informazioni ottenute attraverso canali ancora sconosciuti (dall’inconscio collettivo di Jung, all’Akasha, alla Mente Universale, ecc.).

Fin da piccola Marilisa si sentiva “diversa”

Come valutare una medium
Marilisa, la medium testata da Cozzi.

È con questo spirito dubbioso che sono entrato in quella casa. Notai subito la sobrietà dell’arredamento, quadri molto belli, soprammobili normali, carini, ma nessuna evidenza di ambienti tipici di veggenti e cartomanti, che mi avrebbero subito generato un atteggiamento ancora più scettico. Tutto appariva normale, piacevole, confortevole, armonico.
Bene, approfondii la conoscenza di Marilisa che avevo conosciuto solo per telefono e in video call, confortato da modi semplici e gradevoli. Sulla cinquantina, bell’aspetto, curata, fluida nell’eloquio, senza enfatizzzare troppo le sue facoltà.

«Per la verità le avevo scoperte già da bambina, sentendomi diversa dagli altri, perché percepivo pensieri e sensazioni istantaneamente, senza bisogno di parlare», mi disse. «Mi capitava di prevedere avvenimenti che poi accadevano. Quando capii che le mie compagne non avevano quelle capacità, mi chiusi inme stessa e per tanti anni non ci pensai più».
Tuttavia, in seguito ad una malattia che rischiò di porre termine alla sua vita, riprese contatto con queste doti e ritornò a percepire il mondo come avveniva da bambina. «Anzi, riuscivo a mettermi in contatto con persone defunte, fatto che non mi accadeva nell’infanzia, quasi come se la sfera delle mie qualità si fosse allargata».

Durante la trance il viso si è trasformato
Agli occhi del parapsicologo quel racconto rappresentava un contesto incontrato molte volte e quindi non mi impressionai più di tanto, volevo vedere le prove di quanto affermava.
Fu così che mi disse di sedermi accanto ad un piccolo tavolo dove pose le mani e mi indicò di mettere anche le mie, in modo da formare un cerchio con le mani di entrambi. In sostanza una catena medianica, a due.
L’esperienza che avevo maturato con i medium era sempre stata con un gruppo, idealmente catalizzatore di energie per la produzione dei fenomeni che avvenivano (o potevano avvenire). Lì invece eravamo solo noi due. Ero sorpreso e curioso di vedere cosa sarebbe accaduto.

Come valutare una medium
Era reale o un’apparizione?

Marilisa iniziò a bisbigliare qualcosa sottovoce, mentre sembrava perdere progressivamente conoscenza. A un certo punto notai il suo viso trasformato, aveva un’aria seria, importante, quasi autoritaria, ferma. Il respiro che per un momento sembrava affannato, era diventato regolare.

«Ciao Giorgio», una voce forte, maschile, pronunciò quelle parole, uscite dalla bocca della sensitiva in trance. Rimasi di stucco e aumentai l’attenzione. «Desidero parlare con te che sei un mio continuatore». Ero senza parole. La mente corse subito a ricostruire nel mondo del lavoro o della famiglia chi poteva pronunciare quelle parole e a cui sarei stato legato, ma non mi venne in mente nessuno. Mi prese un sentimento di scetticismo, questa qui ci sta provando, dicevo fra me e me.
«Vedo che hai poca memoria, eppure dovresti avere bene in mente chi ha fondato l’Associazione che guidi». Venni preso in contropiede. Mai avrei immaginato che Marilisa avrebbe giocato sul terreno della ricerca psichica.

«Cazzamalli», pronunciai, consapevole che poteva trattarsi di una scena che la sensitiva aveva costruito per sorprendermi. «Sì, sono io».
La mia mente viaggiava a velocità della luce: Ferdinando Cazzamalli, medico psichiatra, Direttore dell’Ospedale Psichiatrico di Como, autore di molte pubblicazioni scientifiche, sperimentatore nel campo del paranormale, teorizzatore delle onde elettromagnetiche come responsabili del messaggio telepatico.
Lo sapevo bene, perché in molti Convegni e Conferenze portavo la sua teoria, riportando anche la confutazione di Vasilijev che, mentre negava trattarsi di onde elettromagnetiche, confermava nel contempo l’oggettività della telepatia che avveniva ugualmente nonostante la schermatura della gabbia di Faraday, la quale impediva alle eventuali onde elettromagnetiche di raggiungere il percipiente. Mi capitava spesso di citare Cazzamalli, anche se, onestamente, non ho mai approfondito più di tanto la sua opera di ricercatore.

«Lo so che la mia teoria del campo elettromagnetico è stata superata da alcuni scienziati, tuttavia per le conoscenze di allora era l’unica spiegazione possibile, per lo meno ai miei occhi di sperimentatore. Solo dopo la mia morte l’evoluzione delle conoscenze scientifiche mi avrebbe consentito di precisare meglio il funzionamento telepatico tra mente e mente. Ciò non toglie che ho dato dimostrazione scientifica delle qualità umane telepatiche e per questo dovrei essere più ricordato».
Ascoltai con attenzione, rimanendo ancora scettico, perché Marilisa avrebbe potuto avere notizia dei miei interventi su Cazzamalli e utilizzarli per convincermi.

Come valutare una medium
Ferdinando Cazzamalli (1887-1958).

«So che tu vuoi una prova che sono davvero io a parlarti e anche vuoi sapere il perché questo avvenga e come mai tramite Marilisa. Ti dirò che nella dimensione in cui mi trovo, come energia, ho la possibilità di entrare in contatto con la dimensione terrena solo se c’è un canale aperto dettato dalla motivazione, Rosina ha entrambi questi aspetti, riesce a rendersi disponibile per chi è nell’Oltre e vuole darti una prova valida. Io sono qui per spronarti a fare di più per l’AISM, a rinforzare la ricerca, a riprendere quel ruolo che io ho dato alla Rivista Metapsichica».

Ancora mi sembrava che potesse essere tutto frutto dell’abilità di Marilisa che era venuta a conoscere le necessità di sviluppo dell’AISM. «La prova che tu vuoi sta nel fatto che conosco una tua esperienza di vita passata, in una serata a Turbigo, di cui non hai mai parlato a tamburo battente con nessuno».
La voce di Cazzamalli mi colpì come un siluro al cuore, preciso e inequivocabile. Avevo parlato spesso delle mie esperienze in campo parapsicologico, citando fatti che mi sono accaduti, ma mai ho diffuso l’informazione su quella esperienza a Turbigo. Ecco la prova del nove. Mi prese una grande commozione. Qualunque fosse l’origine di quel messaggio, certamente era al di fuori della conoscenza e dei cinque sensi. Poteva la sensitiva leggermi dentro? Poteva avere accesso a qualche file esoterico in cui sono impresse le mie esperienze come quelle di tutti, o davvero era l’energia di Ferdinando Cazzamalli che parlava con me, dimostrando l’esistenza di una vita oltre la vita?».

Il logo dell’AISM, fondata il 26 maggio 1937 da Cazzamalli, Servadio, Schepis e Sanguineti.

D’istinto tesi una trappola alla sensitiva, rivolgendomi a Cazzamalli. «Come va ora con il tuo amico-nemico?». Possibile che la sensitiva sapesse anche questo? La risposta non si fece attendere: «L’accanimento di Padre Gemelli si è manifestato in vita, all’interno del suo ordine di pensiero, così come il mio. Nella nuova dimensione la coscienza universale ci ha riunito, siamo tante particelle e un’unica energia».

A quel punto ero convinto, Marilisa poteva anche sapere del conflitto tra i due scienziati, ma difficilmente avrebbe potuto esprimere meglio il concetto del suo superamento. Provai una sorta di esperienza di picco, come la chiamava Abraham Maslow, la mia coscienza si era allargata e abbracciava un campo più ampio di conoscenze, non più razionali, scientifiche, bensì di essenza. Ecco, sì, di essenza. Ferdinando Cazzamalli il fondatore della nostra Associazione che perora un rilancio, un suo miglior ricordo, un’affermazione di un’esistenza non confinata materialmente. Incredibile.

La vita è sogno, il sogno è vita…
Di colpo mi svegliai. Ebbi la sensazione che tutto ciò che avevo sognato era un’esperienza reale, avvenuta in una dimensione che talvolta lascia aperto un canale in cui ci si può infilare per salire un livello di coscienza che è alla nostra portata e che solo attraverso un duro cammino interiore si può raggiungere.

Giorgio Cozzi
Presidente AISM (Associazione Italiana Scientifica di Metapsichica), sociologo e psicologo, coach e trainer. Ricercatore psichico, studia i fenomeni paranormali, i sensitivi, la medianità. Ha pubblicato libri di management e di parapsicologia (“Con gli occhi dell’anima” e “Dimensione Venia”, entrambi Golem libri e "Il fatto QP" con Amazon). Mail: cogios12@yahoo.it