Il compratore di anime

Per la serie: I racconti di Karmanews

di Peter Hubscher. Un breve racconto dark con finale a sorpresa.

“Ma lei che lavoro fa?”
Non mi piacciono le domande. Specie se rivolte improvvisamente senza cura del luogo e momento. D’altra parte la signora dalle rotondità appetibili come una mela quasi matura che però esalti ancora un profumo di boschi declinanti nel tepore dell’autunno, aveva solleticato la mia vanità.

Il compratore di anime
Foto di Harvey Miller per Pixabay

“Sono un compratore di anime”, risposi.
“Un compratore di che?”. La donna sembrava non capire e stringendo con la destra il ciondolo a forma di mano che pendeva deliziato fra i sodi seni, solo trattenuto da una catenella d’oro, ripeté: “Un compratore di che? Non sarà mica il diavolo?”.

“Ma no”, scherzai. “Il boss interviene solo per le cose importanti”. Le belle labbra così pronte a sedurre si apersero in un sorriso lasciandola indecisa se ridere o imbronciarsi.

“No, scherzavo, niente di sovrannaturale”, dissi. “Compro tutti gli oggetti che una persona possiede.
Quadri, libri, dipinti, stampe opere d’arte, mobili, argenteria. Sapete, ogni cosa legata alla memoria dei temi passati, ha assorbito un atomo dell’anima del proprietario”.

La luna era alta nella notte inoltrata. Il tavolo da gioco era ricoperto dalle carte che i giocatori, perdenti irosi, avevano abbandonato sul tappeto verde. Le vincite, soldi, gioielli, orologi d’oro, assegni erano invece ordinatamente stipati in una scatola di argento ornata di ametiste.

“Vedo che la sua casa trabocca di oggetti d’arte e arredi, tutti frutto di acquisti dell’anima?”.
Chiese la dama non spostando la mano che le avevo posto sulla spalla. “Si”, risposi e lei continuò. “Perché? che senso ha? Mi sembra che più che la loro anima lei rubi i ricordi”.

“Ha ragione, io non ho passato.” Replicai. “Sono stato allevato in orfanotrofio, non so da dove vengo a da chi vengo e probabilmente non so dove finirò. Così mi compro l’illusione di un passato facendo finta che gli oggetti facciano parte del mio.

Il compratore di animeVede quell’insegna? Forse sono stato a Costantinopoli. E quel tappeto? È un hereké a cipressi, persiano. Prezioso sa? Forse di un mio antenato. Il dipinto invece lo ho preso a un disperato che mi ha raccontato una storia d’amore fra pittore e modello, ma per me valeva per lo sguardo del ragazzo ritratto”.

Vidi negli occhi di lei un dubbio. Risposi: “La ragione è che sono invidioso di chi ha un passato da ricordare, una sicurezza di essere stato un conforto di tempi migliori. A me resta da vivere solitario in questo tempo che è il miglior inferno possibile”.

“Su, non faccia cosi”, rispose. Prese la mia mano e la posò sul suo seno. “Stringimi forte e dimentica tutto”,  continuò la demone Lilith sorridendo golosa.

Peter Hubscher
Nato a Bucarest (Romania). Si è occupato di editoria, rappresentando in Italia i principali editori di quotidiani tedeschi. È stato consulente per le riviste di musica "Classic voice" e "Amadeus". Attualmente si occupa di storia medievale con l'associazione Italia Medievale.