Come percepiamo la realtà?

Una puntata sulle varie tecniche di PNL: la Ristrutturazione

di Terry Bruno. Analizziamo secondo la PNL i condizionamenti e la modalità con cui si dà un’accezione negativa alle cose. Ma si può trasformare il nostro modo di vedere?

Il nostro modo di percepire la realtà è dovuto alle nostre esperienze, credenze, e la nostra visione del mondo condiziona il significato che diamo a ciò che accade. Il nostro relazionarci con il mondo esterno è la conseguenza di una serie di filtri che selezionano le informazioni che provengono dall’esterno, sulla base del nostro background culturale e affettivo e danno una struttura soggettiva alla realtà.

Foto di Oberholster Venita da Pixabay

È come avere di fronte un quadro dentro una cornice, lo osserviamo e gli diamo un certo significato, ma se gli cambiamo la cornice ecco che il quadro ci appare diverso, eppure è sempre lo stesso. È cambiato solo il nostro modo di vedere il quadro. È bastato cambiare la cornice per cambiare il nostro approccio, il nostro modo di pensare, la nostra prospettiva.

Come In PNL si parla di Ristrutturazione, una tecnica che consente di ricodificare la realtà di una persona, cambiando la struttura delle cose e di conseguenza il significato. Noi non possiamo cambiare ciò che è avvenuto o avviene, ma possiamo cambiare la percezione di ciò che accade, cioè il significato della realtà.

Cambiare il significato significa modificare l’effetto di una comunicazione, di un comportamento, di un evento.
Lo psicologo Paul Watslawick, infatti, sosteneva che la ristrutturazione è una “nuova definizione” della realtà. Essa permette di ampliare il rapporto con la realtà, potenziando le capacità di scelta, visione, di azione di una persona. Cambiare cornice al quadro significa cambiare cornice ai nostri ricordi, alle nostre esperienze, e lo scopo è di inviare al cervello stimoli diversi che influiscano positivamente sugli stati d’animo e sui comportamenti a essi associati.

La Ristrutturazione è utile per affrontare e rispondere alle critiche, per gestire conflitti, per trovare alternative a situazioni disfunzionali, per motivare o motivarsi. Amleto diceva: “Una cosa non è giusta o sbagliata, ma è il significato che le si dà che la rende tale”.

Le conseguenze del nostro modo di percepire

Foto di Gerd Altmann da Pixabay.

Quando ci troviamo di fronte a una situazione o a un interlocutore tendiamo a esprimere un giudizio, positivo o negativo, in base ai nostri costrutti che si sono formati nel tempo. Raramente pensiamo che ciò che condiziona il nostro agire, il nostro pensiero è il significato che diamo alle cose. La conseguenza di questo nostro percepire è un disagio psicologico o emotivo che non è determinato dalla situazione, dall’evento, ma proprio dall’interpretazione soggettiva che effettuiamo. Nulla ha un significato assoluto. Ciò che è negativo per me non lo è per un’altra persona.

Supponiamo che il mio collega non mi parli, per cui io penso che il suo non parlare significa che non mi considera. Abbiamo creato una relazione con un unico significato che è la conseguenza di esperienze passate, di un background, che crea un automatismo e alimenta un circolo vizioso da cui si ha difficoltà a uscirne.
Ma il tacere può avere vari significati: timidezza, discrezione, timore, incomprensione… Se il significato fosse solo quello di non essere considerato, dovremmo allora pensare che tutti coloro che non parlano, non considerano chi hanno di fronte, o tutte le volte che noi non parliamo non vogliamo considerare l’altro. La Ristrutturazione serve, quindi, ad ampliare le possibilità di significato, e quindi di scelta.

Acquisire una nuova visione d’insieme

La tecnica della Ristrutturazione stimola il cosiddetto “pensiero laterale” o pensiero creativo. Per capire meglio questo concetto pensate alle figure ambigue, ad esempio quella in cui potete vedere due volti o un calice.
La creatività ci aiuta a passare dal calice ai due volti e viceversa e questo comporta una ristrutturazione dei dati in vista di una nuova visione d’insieme.

Un esempio di ristrutturazione lo ritroviamo nel film La vita è bella con Roberto Benigni che interpreta Guido, portato insieme al figlio Giosuè in un lager. Per evitare al figlio di vivere l’orrore del lager nazista e la conseguente paura, Guido trasforma la situazione in un gioco, in cui avrebbero dovuto affrontare una serie di prove difficili per vincere un meraviglioso premio finale, un carro armato. In questo modo Guido riesce a salvare Giosuè.

2 tipi di Ristrutturazione: contesto e contenuto
Nella Ristrutturazione di contesto si porta il soggetto a considerare un altro contesto in cui un comportamento potrebbe essere considerato positivo o utile, o apparire con un aspetto diverso. Ad esempio se un genitore si lamenta che i figli fanno chiasso, portano sempre amici a casa e non si sta mai in pace, si può allora fare vedere loro la cosa diversamente, cioè che la confusione significa che i figli stanno bene, che lui non è solo e, visualizzando la casa senza chiasso, senza nessuno, ciò che resta è la solitudine. La confusione allora per il genitore diventa più sopportabile.

La Ristrutturazione di contenuto, permette di trovare nuove possibilità, interrompendo delle abitudini di pensiero che inducono ad affrontare la vita sempre allo stesso modo. Ad esempio, sono in vacanza con il mio partner e fuori diluvia. Potrei arrabbiarmi sentendomi iellata o progettare una bella cenetta…
I politici ristrutturano continuamente le cose che discutono, per sostenere ciò che dicono. Le metafore offrono tantissime ristrutturazioni, perché portano il lettore a vedere le cose da angolazioni diverse.

Un’antica storia taoista
Concludo con un’antica storia taoista che racconta di un contadino che viveva in un povero villaggio di campagna. Era considerato benestante perché aveva un cavallo con cui poteva arare e spostarsi.
Un giorno il suo cavallo scappò e i suoi vicini commentarono con gravità l’accaduto, ma il contadino disse solamente “Forse”. Qualche giorno dopo il cavallo ritornò e portò con sé altri due cavalli. I vicini si congratularono per la buona sorte, ma il contadino rispose: “Forse”.
Il giorno dopo il figlio del contadino cercò di cavalcare uno dei cavalli, ma fu disarcionato e si ruppe una gamba. Anche questa volta, il contadino, alla compartecipazione alla sventura dei vicini, rispose: “Forse”. La settimana dopo arrivarono al villaggio dei funzionari dell’esercito per portare via dei giovani uomini da reclutare nell’esercito. Scartarono così il figlio del contadino per la gamba rotta. Quando i vicini gli dissero quanto forse fortunato, il contadino rispose: “Forse”.

Potete sempre scegliere di ristrutturare, di pensare in modo diverso, di scegliere il vostro stato d’animo. Siete voi i protagonisti della vostra vita!

La foto di copertina: Foto di Pexels da Pixabay

Terry Bruno
Psicologa, psicoterapeuta, trainer in comunicazione e PNL