Costruire in un mondo migliore

Il proposito – o la promessa – fatta a noi stessi e ai lettori sui primi numeri di questo magazine era di prospettare su queste pagine un mondo migliore, proponendo strumenti per lavorare tutti insieme per il cambiamento e superare questo difficile momento. Certo, non abbiano formule magiche, ma solo un grande entusiasmo e una fede nella perfezione dell’universo.
Beh, trovare la perfezione in questo mondo, così come ci appare oggi, sembra – ed è – un’impresa titanica, perché quasi nessuno vuole cambiare il sistema, per quanto marcio, sbagliato, corrotto. E nessuno può cambiare l’altro, nemmeno il proprio figlio, se questi non è disponibile. Intanto i media ci riportano dati disastrosi: 7 milioni di pensionati sotto i mille euro, milioni di disoccupati e di inoccupati, famiglie a rischio di povertà ed esclusione sociale. E 54.000 aziende chiuse nel 2013, insieme a 500 mila posti di lavoro. Parafrasando Černyševskij, che fare? E’ evidente che occorra cambiare la rotta, trovare nuovi sistemi di (soprav)vivenza, nuovi obiettivi, persone “sane” ai posti di comando, che lavorino per il bene del Paese e non per il proprio tornaconto. Occorre una rivoluzione sociale: come ci insegna il Buddha, non c’è evoluzione se non c’è cambiamento.
E poi c’è un altro modo di vedere le cose. Intanto, come ci insegna la filosofia indiana, tutto è perfetto così com’è, in quanto ciò che esiste e che accade è ciò che ci serve per la nostra evoluzione, individuale e collettiva. Ogni esperienza, anche la più terribile, ci serve per crescere e capire. Inoltre se ciascuno di noi, come abbiamo imparato dalla fisica quantistica, è co-creatore della realtà, allora ognuno di noi può costruire il suo mondo, così come lo desidera, come lo immagina e come è in grado di realizzarlo. E allora se decine, centinaia, migliaia di persone trovano un modus vivendi sano, costruttivo, altruistico, equilibrato, seguendo alti ideali di civiltà, ritrovando la luce che è dentro ciascuno, la propria natura divina, allora possiamo davvero trasformare il mondo.

Il mondo non è quello del TG
Grazie a questo magazine, abbiamo l’occasione di frequentare – per poi riproporvene il contenuto – convegni di filosofia, medicina, spiritualità, incontrando persone splendide, sia tra i relatori che tra il pubblico. E allora possiamo scoprire che accanto al mondo che emerge dai telegiornali, quello fatto di persone violente, arroganti, corrotte, ne esiste un altro, più nascosto, meno manifesto, dove invece ci sono persone oneste, laboriose, capaci di sopravvivere a tasse e leggi a volte ingiuste, di vivere secondo ideali di onestà, giustizia, condivisione, persone capaci di guardare avanti e di reinventarsi la vita anche in tempi così difficili.
All’interessante convegno su “Sciamanesimo e spiritualità”, organizzato a Pienza per il terzo anno da Bebetta Campeti, abbiamo incontrato Serge Latouche che, insieme a Maurizio Pallante, parlando della decrescita felice, ci ha prospettato un drammatico futuro per il mondo – inquinato e sepolto dalla plastica e dai rifiuti tossici, che si avvia verso la fine se non cambiamo velocemente registro. Una chiave per sopravvivere, dice Latouche, è uscire dal sistema cui ci ha portato la pubblicità (“Che serve a farci desiderare cose di cui non abbiamo bisogno”) e ritornare non alla crescita del pil ma alla frugalità. Una guida spirituale che ho seguito per anni ci ha sempre spronato a liberarci del superfluo. E oggi ritrovo le sue parole nella filosofia della decrescita, che ci invita alla stessa cose, a non cercare più il superfluo, ma solo l’essenziale. In questi giorni ho incontrato di nuovo un’altra persona speciale, che lavora per il cambiamento, Daniel Lumera, che – insieme all’UNESCO protezione immateriale e la Fondazione MyLifeDesign – sta portando avanti il progetto di una Università del Perdono, con corsi di specializzazione annuali, che presto avrà una sede oltre che a Barcellona anche in Italia.
Così, accanto a chi ruba, uccide, perseguita, prostituisce, c’è anche chi lavora alacremente per gettare semi di consapevolezza e di speranza, affinché più persone ritrovino in sé quei valori che a volte ci sembrano perduti e che invece prevalgono in chi impara ad ascoltarsi.

In questo numero
In questo numero continuiamo con la nostra linea guida, che mette al primo posto la Coscienza, la Conoscenza, la Spiritualità (su cui nel 2015 faremo anche un convegno). E’ in questa chiave che affrontiamo ogni tematica, dalla scienza alla medicina, che sono le tematiche più sviluppate. Ma troverete anche alcune pagine sulla felicità e su come affrontare la vita… ridendo. Sembra paradossale, ma la felicità, ce l’hanno detto in tanti, tra cui Eric Fromm, non viene dall’avere, ma dall’essere.

 

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Giornalista, scrittrice, ipnologa, è considerata un'importante divulgatrice nel campo della medicina olistica, la ricerca psichica, la psicoterapia transpersonale. Ha scritto numerosi libri su questi argomenti e la sua ricerca cardine riguarda la reincarnazione attraverso l'ipnosi regressiva. Spesso ospite nei convegni come relatrice sulle tematiche che riguardano la sopravvivenza, è stata spesso in radio e in Tv e ha condotto anche trasmissioni in una Tv privata. Mailto: manuela.pompas@gmail.com