Sigiriya, antica sede di saggi

Forse anche per questo sito si può ipotizzare un contatto con civiltà extraterrestri

di Donatella Galletti. La nostra inviata nel mistero ha visitato in virtuale Sigiriya, nello Sri Lanka, dove ci sono i resti di un antichissimo e leggendario palazzo

In attesa di potersi muovere per il mondo, internet ci offre molti spunti di viaggio, ve ne propongo quindi uno per la serie “luoghi misteriosi”. L’antica costruzione di Sigiriya si ergeva nella sua maestà quasi a 400 metri da terra su una placca magmatica di un vulcano eroso.

Il luogo ha un fascino misterioso e lascia spaziare la mente tra giardini un tempo rigogliosi e curati, pareti affrescate, idoli simili a quelli descritti nel romanzo La macchina del tempo di Wells. Secoli su secoli si sovrappongono, con cambiamenti architettonici.

Sigiriya, antica sede di saggi
Sri Lanka. Piantagioni di tè.Foto di Paul Williams da Pixabay

Gli artefici della riscoperta sono stati tre inglesi, tra il 1831 e il 1907: Jonathan Forbes, maggiore dell’armata britannica, H.C.P. Bell nel 1890 e John Sill nel 1907. Mi affascina John Sill: ve ne propongo in breve la vita, come introduzione a un viaggio a ritmi lenti.

John Sill, le piantagioni di tè e Sigiriya
John Sill, nato nel 1880, da padre canonico a Norwich, ha una vita legata a doppio filo con la scoperta di Sigiriya: a soli 17 anni emigra nel British Ceylon (ora Sri Lanka) e va a lavorare in una piantagione di tè.
Fa carriera e si trova a collaborare con Bell nella ricerca e studio di luoghi di interesse archeologico. Riscopre Sigiryia, studia la storia dello Sri Lanka e scrive dei libri al riguardo. Nel 1915  finisce prigioniero dei turchi, combattendo a Gallipoli.

Probabilmente già convertito al Buddismo (si sa che lo fece a un certo punto della sua vita), in prigione scrive libri di poesia. Trascorre l’ultima parte della sua vita (muore a 61 anni) in Rhodesia.
Lo immagino a camminare nella giungla fino a giungere all’altura di Sigiriya, scalare la roccia probabilmente con servitori e portatori, entrare in una cultura non sua e farne parte al punto da convertirsi al Buddismo e poi lasciare tutto per un altro continente.

Muoversi in virtuale

Sigiriya, antica sede di saggi
L’archeologo e fotografo Praveen Mohan.

Il modo più logico di muoversi in virtuale è partire da Google maps e usare Street View, integrando con pagine scritte e video su Youtube.
Un personaggio che considero il Brien Foerster indiano è Praveen Mohan, che instancabile pubblica video da anni su luoghi indiani e dello Sri Lanka che pongono degli interrogativi per come sono stati costruiti. Molte delle osservazioni che riporto nell’articolo sono sue.

Secondo Wikipedia a Sigiriya ci sono i resti di un antico palazzo,  antica sede di saggi, forse una fortezza, forse un palazzo di piacere o un monastero, o tutte e tre le cose in tempi diversi (auspicabile!).

Ci sono grotte affrescate che con tutta probabilità sono state abitate da monaci o eremiti, delle cisterne, a 370 metri di altezza, che contengono ancora acqua pulita e una rete difensiva di fossati nella pianura attorno al monolite.
Ma nessuno si chiede nulla, ma lo Sri Lanka non è l’Olanda, da dove arriva l’acqua nelle cisterne? 

Gli interrogativi sulla costruzione
Sigiriya, antica sede di saggiI mattoni usati per le mura rimaste e il sito in generale ricordano Machu Picchu o anche Chichén Itzà o luoghi antichi in Centro America. Sembra che siano stati usati almeno 3 milioni di mattoni rossi: dove sono stati fatti e come sono stati portati in cima? Sul luogo non c’è argilla a sufficienza, quindi dovevano essere trasportati, ma sulla roccia, a picco, non sono state trovate scale antiche che salissero fino in cima.

La costruzione avrebbe avuto bisogno di centinaia di operai. Dove venivano alloggiati e sfamati, visto che attorno c’è solo giungla? Per costruire c’era bisogno anche di attrezzi: come sono stati portati in cima?
I gradini sono di marmo bianco, che non si trova nella zona, ogni gradino pesa più di 22 chili: giusto qualche migliaio da portare da zone lontane a Sigiriya e far arrivare alla sommità, senza scale, su pareti scoscese. Vi sembra possibile?
Arrivare in cima oggi, per i visitatori, significa salire i gradini in metallo che sono stati creati, impiegando due ore.

La grande vasca piena di acqua
Sigiriya, antica sede di saggiSulla sommità c’è una grande vasca rettangolare, come quella di una piscina. Ha i bordi regolari ed è stata scavata nel granito, rimuovendone tonnellate. La vasca misura 28 metri per 21 per 2 di profondità. A un rapido calcolo sono 3500 tonnellate di granito rimosse.

Secondo gli archeologi è stata creata parecchi secoli fa, usando martello e scalpello, scavando il granito, una delle rocce più dure da rompere. Gli operai avrebbero dunque trovato un modo di nutrirsi andando su e giù fino alla base della roccia, senza scale.
Il bordo della piscina presenta inoltre una specie di serpentina (come quando i bambini creano un bordo usando le dita nella plastilina o quando si si ricavano palline di gelato con l’apposito attrezzo) e non segni di scalpelli.

La vasca non viene riempita nè vuotata artificialmente, ma l’acqua non sparisce completamente neanche durante le stagioni più secche e calde e neanche straborda durante la stagione delle piogge. È come se ci fosse un sistema idraulico sul fondo. Una piccola vasca accanto a questa non ha le stesse proprietà, ma è costruita con mattoni. Non è un monolite, quindi è più tarda.

Attorno al monolite si estende una rete di miglia di fossati, come quelli dei castelli medievali, ma enormi e su grandi distanze. Il sistema idraulico con canali, fontane e vasca di raccolta,  permetteva di allagare tutto lo spazio attorno, una specie di Mont Saint Michel artificiale. La costruzione suggerisce una piramide, più che una fortezza.
Perché? Cosa c’era da proteggere?

La leggenda

Sigiriya. Il cancello del leone

Per i locali, la vasca è la “piscina di Ravana”, un re mitico che ha governato in Sri Lanka parecchie migliaia di anni fa. Secondo la leggenda, non era di origine umana, ma era di una razza chiamata Asura, che veniva dallo Spazio.

Nel suo video, Praveen Mohan fa notare come a metà della roccia scoscesa ci siano dei solchi incisi e regolari. Il problema è che sono in una posizione difficilmente raggiungibile da un uomo.

Ci sono altri segni come di gradini che salgono a 90 gradi nella roccia, ma un essere umano non potrebbe reggersi, men che meno portando mattoni o altro. Sono come segni lasciati da cingoli nel fango. Chi li ha fatti, come e perchè? Vicino ai solchi ci sono profondi buchi regolari, artificiali, nella roccia, sempre in posizione irraggiungibile.

Dalla parete verticale esce una roccia intagliata come un balconcino: in basso ha un solco come quelli che usiamo per posizionare una ringhiera in ferro battuto: ci vogliono davvero molta fantasia e fede per pensare che sia naturale e casuale.

La zampa del leone (particolare)

A metà salita si arriva al palazzo entrando da un’apertura nelle rocce, con ai lati due enormi zampe simili a quelle di un T-rex. Secondo gli antichi testi, Ravana aveva la pelle di colore verde, era un mutaforma e poteva diventare invisibile. Per qualcuno quindi si tratterebbe di un rettiliano, ovvero un alieno. Insomma, accettando questo, le spiegazioni su come è stata costruita Sigiriya sarebbero semplici. Interessante come nella lingua, in Sri Lanka, la tradizione di rettiliani si sia tramandata tramite il nome che viene dato a parecchi serpenti, il nome dei quali ha come radice sempre Ravana.

Le mie scoperte

Nel mio vagabondare a Sigiriya e dintorni con Google Maps, sono andata alla ricerca di antiche forme nelle rocce, giunta alla conclusione che ci sia molto in comune con i monumenti monolitici che studia Foerster in altre parti del mondo. Sarebbero stati costruiti da una razza avanzata e, in seguito, altre razze più vicine a noi avrebbero continuato la costruzione usando mattoni e forme a noi più famigliari.

Pitture nelle grotte.

Ho visto una forma che sembra un enorme cobra che si erge dalla roccia e altre due simili a coccodrilli. Iin seguito ho visto che il cobra è menzionato da Praveen, perché è stata trovata un’iscrizione del 200 a.C. che parla del cobra e di un re.

In una foto aerea si vede sulla sommità della roccia quello che sembra un uccello con ali spiegate, simili alle linee di Nazca. All’interno, invece del corpo, uno stretto passaggio in discesa: costruito in seguito o fatto per uno scopo rituale?

Di fronte al complesso, da foto aerea, si vede una collina a forma di piramide, che mi fa pensare ad una disposizione di tipo energetico, e ad una costruzione sottostante, in mezzo ad una giungla altrimenti completamente piatta.
Insomma, vi lascio un enigma da risolvere per l’estate.

Per saperne di più:

Video girato da due fratelli americani che vanno alla scoperta di luoghi interessanti nel mondo

Video di Praveen Mohan, che indaga sui misteri dell’India e dello Sri Lanka

Altro video di Praveen che mostra come la costruzione fosse piramidale.

https://www.youtube.com/watch?v=CgFnRoFMHwQ

Video sul sistema idraulico e di difesa

https://www.youtube.com/watch?v=MojKiPaGDz0

Penn Museum, video di Sigiriya nel 1955, molto interessante

Breve storia del sito e della sua riscoperta

Donatella Galletti
Laureata in Lingue e Letterature Straniere, diplomata in chitarra classica e in chitarra ad indirizzo liutistico, si interessa da sempre a tutte le discipline che possono aiutare a definire la conoscenza della persona e il miglioramento dei rapporti sociali e dello stile di vita di ciascuno, nonché alle arti in generale. Le piacciono la storia, i castelli ma anche i monumenti del Neolitico, i misteri irrisolti e tutto quanto può arricchire il patrimonio interiore.