La via del cuore

Una chiave per ritornare alla normalità, ripartendo da noi stessi e dai nostri sogni

di Franco Bianchi. La surreale situazione nella quale ci troviamo esige una presa di posizione per poter uscire dal tunnel nel quale ci siamo cacciati

Ciò che ci sta accadendo negli ultimi quindici mesi è nuovo, imprevedibile ai più, contornato di paure e di incredulità. Ci si è abituati a fatica ad una situazione al limite del parossismo: molti si svegliano al mattino con la segreta speranza che si tratti di un brutto sogno dal quale ci si augura esserci risvegliati. Inizia da te, dalle tue decisioni seguendo l’intuito al posto della sola mente razionale: la via del cuore può essere la più potente rivoluzione che possiamo innescare.

Ci siamo adattati ai quotidiani bollettini di guerra
È vero che alcuni scienziati hanno previsto questa infausta possibilità già da alcuni anni e di questo fanno pubblica rivendicazione; ma è pur vero che sono stati ipotizzati numerosi scenari disastrosi che non si sono, per fortuna, concretizzati.
Ripercorrendo i momenti che si sono via via succeduti siamo passati da un’ipotesi iniziale di poche settimane di chiusura, possibilità cui si è cercato un adattamento soft, per scoprire che le poche settimane non erano neppure sufficienti per inquadrare la situazione.

La via del cuoreLa vita è trascorsa tra bollettini di guerra sempre più angoscianti, file allucinanti per poter solo entrare in un supermercato, disinfettanti introvabili che comparivano di colpo a cifre impossibili, giorni trascorsi chiusi in casa. Chi ha avuto la possibilità ha cercato di proseguire il proprio lavoro usando tutta la creatività che ci viene riconosciuta riuscendo a circumnavigare disagi ed impedimenti, facendo di necessità virtù.

Se all’inizio la cruda realtà che veniva alla luce doveva essere accettata con una necessità ineluttabile che abbisognava un adattamento immediato ed incondizionato, con il passare del tempo ci si è accorti che la chiarezza agognata nei casi di difficoltà non solo non si è presentata, ma che la realtà si è concretizzata in modo sempre più ingarbugliato in un intrico di dati, previsioni, certezze appena acquisite che venivano contraddette e demolite dai soloni di turno che hanno riempito i nostri schermi con tempistiche asfissianti.

I media hanno cavalcato una malattia diffusa in tutto il mondo alla stessa stregua di un fatto di cronaca spettacolarizzandola sino allo sfinimento e riempiendo l’intero palinsesto televisivo. Il virus è diventato una star prima che un nemico da gestire. Era l’unico argomento di discussione ovunque.

Il salvatore della Patria, sua maestà il vaccino

La via del cuore
Foto di Angelo Esslinger da Pixabay

Mentre le settimane si sono susseguite ecco comparire il salvatore della Patria, sua maestà il vaccino, accolto con fanfare trionfali e grande attenzione poiché doveva essere mantenuto a decine di gradi sottozero. Per arrivare a oggi e sentire il dott. Crisanti affermare pubblicamente e candidamente essere solo una sperimentazione di massa, soluzione logica ed inevitabile sostiene, mentre del mantenimento al grande freddo si sono perse le tracce nel silenzio più totale.

In quest’ottica di sperimentazione i vaccini a disposizione, frutto di diversi studi e con caratteristiche peculiari e specifiche, sono proposti in soluzioni mescolate tra loro in un effetto marmellata, andando a creare ulteriore confusione in un delirio collettivo allucinante alla ricerca del Sacro Graal.

La prima ovvia reazione, conseguenza di ciò, è la nascita di un forte sentimento di rabbia. Definita come l’impossibilità di fare ciò che ho deciso di realizzare, nasce spontaneamente e si diffonde incrementandosi con la scoperta di inghippi poco chiari, contraddizioni evidenti, impreparazioni imbarazzanti, affari malcelati che hanno il sopravvento su tutto.

Davvero non resta che subire?

La via del cuore
Foto di Enrique Meseguer.

La rabbia non solo è una cattiva consigliera, ma spinge perché si agisca in reazione, anziché permetterci una scelta consapevole ed adulta.
In preda alla rabbia siamo molto più vulnerabili e si potrebbero prendere decisioni limite che normalmente non avremmo mai neppure ipotizzato. È il nostro ego ferito che non accetta imposizioni subdole ed inique.

Una seconda reazione è abbattersi, abbandonarsi ad uno stato depressivo, il sentirsi una piccola pedina inutile schiacciata dal meccanismo inesorabile di un Fato che pare ineluttabile. A nulla vale attribuire colpe e responsabilità, non sapendo neppure a chi darle, quando si scopre che nulla cambia e non resta che subire passivamente. Questa modalità rinunciataria è una chiara dichiarazione di sconfitta che chiude la porta alla vita, alla lotta, al gusto del confronto, all’assaporare il rischio, tutti aspetti connaturati alla vita.
Questa non può essere indicata come scelta di vita, ma solo come una rinuncia a vivere, un fatalismo dai toni esacerbati dal tanatòs e dominati dalla paura.

La terza via: ripartire da se stessi

La via del cuore
Foto di Marcisim da Pixabay

Esiste, però, una terza via, diversa, unica, innovativa, perfino coraggiosa. La via del cuore, della vita, dell’osare, del credere in se stessi e nella vita.
È arrivato il momento di assumerci la responsabilità della nostra intera esistenza, un’opportunità straordinaria di ripartire per inseguire i sogni che abbiamo per troppo tempo accantonato.

Significa partire da se stessi iniziando a chiederci cosa ci fa veramente felici, iniziare a sentire e seguire il proprio intuito, decidere per conto nostro.
Realizzare i sogni più reconditi o almeno iniziare a perseguirli diventa la normale conseguenza e così facendo si lotta per i propri propositi e non contro qualcuno o qualcosa. L’ego resta al palo per far posto all’amore, all’autorealizzazione che è ciò che possiamo realmente dare agli altri: il nostro esempio, ad iniziare dai nostri figli ed ai familiari tutti. Il giudizio sull’atteggiamento altrui, soprattutto se diverso dal nostro, diventa solo un’inutile perdita di tempo.

Decidi, credici, impegnati e affidati
Le decisioni che verranno prese saranno frutto di azioni costruttive e non reazioni verso qualcosa, sarà un realizzare qualcosa di nuovo e non distruggere banalmente ciò che esiste. Decidere è l’inizio della propria respons-abilità, la nuova abilità nel rispondere alla vita.

In quest’ottica i passaggi sono semplici e sequenziali: decidi, credici, impegnati e affidati.

È la via del cuore, ma anche della felicità: dove si arriverà seguendo questa impostazione? La domanda non ha risposta perché superflua. Ovunque si vada andrà bene. Già il solo iniziare cambia l’energia, il modo di sentirsi nella vita ed i risultati arriveranno, forti del famoso proverbio giapponese: a volte vinco, altre imparo.

È la nuova opportunità, la nuova frontiera che J.F. Kennedy sognava e che, già sessant’anni fa, invitava a seguire perché non è mai troppo tardi. Questa è una vera, grande e profonda rivoluzione. E tu quale decisione ti senti di prendere?

Per saperne di più:
Che cosè il Bakti Yoga, la via del cuore
Bakti Yoga libri

Franco Bianchi
Operatore Olistico Supervisor S.I.A.F- IT. nº LO 196 S - OP, formatore sia per privati che per aziende, scrittore e conferenziere. Laureato in Economia, per 13 anni è stato dirigente d’azienda. Ha creato il metodo “be happy now!” nel quale ha messo a disposizione la sua esperienza iniziata nel 1976. In esso sono insegnate tecniche pratiche abbinate ad un percorso personale profondo finalizzate ad aumentare il proprio livello di felicità. L'ultimo suo libro è "Essere felcici ORA!" (ed. Tecniche Nuove). Website: https://www.francobianchi.eu/